Quando si assaggiano questi piccoli capolavori è sempre pericoloso perchè è davvero difficile poi ritornare su prodotti più comuni e a buon mercato… Ma vale sempre la pena assaggiare un Cognac come questo, caso quasi unico in cui il brandy viene ottenuto a partire da vino prodotto interamente dai vigneti della tenuta Fontpinot. E poi anni e anni (fino a 50) di invecchiamento in botti dal Limousin e Troncais a dare un liquido ambrato acceso (proprio color brace accesa) che fa della misura e dell’eleganza le sue carte vincenti. Infatti al naso all’inizio è quasi…reticente a svelarsi con una intensità leggera in cui però basta soffermarsi un attimo per sentire rose, giaggioli e note più calde fruttate di pesca, arancio candito e poi in una olfazione successiva una gamma impressionante di note aromatiche speziate di liquiriza, vaniglia, pepe bianco, miele, semi di carrube, o ancora note balsamiche come sandalo, alloro… Un vero caleidoscopio che stupisce per compattezza e dolcezza una volta messo in bocca per come massaggia invece che colpire. Un fuoriclasse come pochi da una maison d’eccellenza come Frapin.
Ecco la degustazione di Andrea Balleri e del sottoscritto:





la cosa buffa, che ho scoperto oggi, e’ che lo fanno con uva Ugni blanc, ovvero il vecchio Trebbianaccio che buttiamo via da noi perche’ un ci si fa nulla!
dove non vengono i vini buoni, si distilla! ecco perchè in italia distillati buoni ce ne sono pochi…