Davvero un grande pubblico attento e incuriosito dalla strana coppia Gori-Masnaghetti alla ricerca del genius loci di Radda e di come il mosaico complesso di suoli ed esposizioni possa portare a produrre i capolavori enoici che tutti amiamo. In pratica una delle prime degustazioni nel Chianti dove si prova a legare sentori profumi e terreni splendidamente mappati da Alessandro nelle sue famose cartine dei cru italiani. E i 6 campioni scelti (ma se avevo il tempo ne avrei voluti quasi il doppio) hanno messo in evidenza classe da grandi vini e soprattutto personalità da vendere.Tante cifre comuni, come l’eleganza già citata, la mineralità e l’estrema compostezza dei vini, mai troppo arrembanti e intensi. Ma soprattutto un grande rispetto del terroir che viene fuori anche laddove Merlot e Syrah si insinuano negli uvaggi. Ma Radda resta sempre e comunque il comune più tradizionalista del Classico, l’unico posto al mondo dove per rendere più “internazionale” il Sangiovese, si usano Colorino e Ancilotta anzichè Cabernet e Merlot…
Qui tutte le foto, qui tutti i video (nel corso della nottata) e nei prossimi giorni qualche post per capirne di più qualcosa insieme.
Intanto ecco il video relativo ad una piccola introduzione ai vini raddesi:





Anche questa volta Andrea conferma la sua grandezza con questa prova a Radda in Chianti. Leggete le mie impressioni in proposito:
http://caparsa00it.blog.dada.net/post/1207094590/Andrea+Gori%3A+sommelier+informatico#commentil
quando ho letto il tuo post mi sono quasi commosso Paolo! grazie mille delle belle parole e soprattutto grazie per i vini che hai portato in città, non capita MAI che un produttore porti così tante vecchie e belle annate dei suoi vini…
Come ti dicevo, ce ne fossero di comunicatori come te il nostro lavoro sarebbe molto più semplice!!!
Poveri giornalisti, che fine faranno, sempre accusati a destra e manca?:-))))
leo tu sei uno dei pochi di cui nessuno ha mai da ridire…a parte i vignaioli di radda, ovviamente!
per la serie “Io c’ero” sposo in pieno il post di cianferoni
e voglio spiegare il perchè: il gori non è ilmigliore naso di toscana ma rispetto a tanti a troppi degustatoriha una cosa che molti non hanno o che hanno perso: la curiosità. andrea è davvero onnivoro di tutto, anche di quello che sa che potrebbe non piacergli, quindi prima fa e poi giudica e non il contrario.ragazzo ambizioso e al contempo umile. e spiace dover ammettere che tanta invidia lo circonda. lui sostiene che c’è spazio per tutti. io gli voglio credere.
grazie al sig. cianferoni per aver portato al suo banchetto bottiglie “rischiose”. ho assaggiato un grande 99. un vero vignaiolo
Leonardo non te la prendere, ormai il giornalismo classico è in affanno. La litigiosità tra giornalisti, mai così evidente in questi ultimi tempi, ne è la prova. O forse sembra solo a me..:)
Carissimi, la mia era ovviamente una battuta, nel senso che sapete bene come la penso. Sono d’accordo con Francesca quando dice che bisogna affrontare le degustazioni in altro modo ed Andrea è bravo in questo, proprio perchè non si ritiene arrivato ma curioso. Se parliamo di gelosie ed invidie, questo è un mondo nel quale ce ne sono a iosa, chiaro che lo attacchino. Comunque, alle prossime degustazioni!!