Color mogano/sciroppo d’acero, naso di dattero, di china, di frutta secca, di mandorle, anice e sottile vena di albicocca. Il canaiolo si vede al colore ma anche nei profumi c’è qualcosa di particolare di per niente stucchevole che lo rende intrigante e mai scontato. Dolcezza piena e non si nasconde, ma i profumi e il gusto sono così cangianti tra dolce e salato (e di nuovo il minerale si affaccia) non fanno annoiare. Grande e coccolosa bevuta, di quelle che possono colpire sia i fanatici del Vin Santo che i suoi più feroci detrattori.
Dapprima vediamo il video dove Niccolò Capponi rievoca come voleva il Vin Santo sua nonna:
e quindi la degustazione della versione odierna:





Insomma, stai cercando di sottrarmi al Ben Ryé amore mio?
Gori, vedo che le frequentazioni cavolettesche ti fanno bene agli aggettivi, coccoloso, sembri una di quelle zuppette invernali di Sigrid?
aaargh! ho scritto coccoloso! mamma mia, era tardi, ero giovane e avevo bisogno di lavorare…