Dal 1994 un vino che ha voluto nascere da sè e che ogni anno rinnova l’incanto di una unione Aglianico Piedirosso necessaria e storica ai piedi del vulcano di Roccamonfina. E celebra il coraggio e l’intuizione della famiglia Galardi che ci ha creduto fin quasi da subito.Degustare un 2007 oggi è una impresa difficile ma importante e istruttiva per capire il magma di sostanza che lo renderanno un campione di eleganza e sontuosità tra 5-6 anni. Naso dolce di componente molto Piedirosso, lampone e fragola squillanti con mora e sottobosco da Aglianico appena sotto, anice e finoacchio, speziatura di tabacco accennata appena e rabarbaro. Bocca dura e scontrosa con tannino però da cui ci lasciamo graffiare ben volentieri. Promette meraviglie, specie soffermandosi sulla persistenza in bocca quasi infinita di amarena e mirtillo in cui emergono note fumè e minerali figlie del terroir particolarissimo dove nasce.
– 15/04/2010Posted in: Bevute, Burde Web TV!, Vinitaly & co





Ho avuto la fortuna di gustarlo l’anno scorso proprio in occasione del Vinitaly (ma non ricordo se l’annata presentata fosse il 2006 o il 2005). Mi ero documentato prima di arrivare al banco d’assaggio e quindi “temevo” un pochino il confronto con l’importanza di questa bottiglia. Con mia sorpresa ho invece trovato la beva molto più facile, golosa e piacevole di quanto mi aspettassi, tanto che il gargarozzo mi ha espressamente richiesto che l’intero rossissimo contenuto del bicchiere venisse ingurgitato nel più breve tempo possibile, roba che mi succede raramente al vinitaly. Purtroppo non so se avrò mai l’opportunità di assaggiare qualche vecchia annata per capire l’evoluzione…
concordo con te sulla difficoltà di reperire vecchie annate…dovremo rivolgerci al Pignataro o andare direttamente in loco, che posto proprio brutto non è…