Meno male che è estate e servono sempre nuove idee per leggere sotto l’ombrellone o in rifugio. Questo mese il numero doppio di Civiltà del Bere di Luglio/Agosto oltre a presentare l’evento biennale VinoVip a Cortina (2-5 Settembre) e un bello special sulla Puglia del vino contiene un mio articolo sulla spettacolare verticale di Cuvèe Louise Pommery che è stata fatta a Firenze al Four Seasons a inizio Giugno per far capire che una grande cuvèe come questa a tavola renda al suo massimo. Vero che non tutti siamo Vito Mollica ma insomma qualche idea potete pure prenderla! Se siete curiosi e volete vedere altre foto della bellissima serata le trovate qui, e già che ci sono vi riporto anche le mitiche annate che abbiamo potuto degustare.







come erano i vini? in particolare: 96 più avanti al naso che in bocca? 89 stanco?
sul 96 “1996 e lo si riconosce subito per la giovane fresca femminile acidità molto importante quasi inedita, ma sempre con fresca eleganza: il naso è carnoso, intenso di mela , ma anche floreale con un pinot nero molto presente in termini di fragola e ribes, melograno. In bocca è una cuvèe dura e decisa , ancora un magma in evoluzione da compiersi con un finale profondo e serrato, da aspettare”
l’89 non c’era…ma immagino non sia di livelli stratosferici, piuttosto invece c’era il 1990, vinoso e adatto a carni tipo lampredotto. Top della serata il 1985 ma pure il 1995 (lontanissimo dal 96, molto più evoluto ma bellissimo).
altra cosa, ‘sto 96 non lo capisco, ci sono alcune cuvèe che sembrano fatte ieri e altre ormai arrivate (come il DP) o comunque con evoluzione accennata (krug).
ne parlano tutti come di annata eccezionale ma qualche dubbio sta cominciando a venirmi
Stevenson parla di annata con profumi che tendono ad evolversi ma grande palato con gusto fresco, “ingessato” a volte.
Io propendo per grande annata ma il consenso è debole.
Proprio come nelle Langhe, dove invece mi sembra “solo” una annata ottimissima, grande no perchè ricordo grosse delusioni (granbussia) e mezze delusioni (monfortino, almeno appena uscito era un vino da 88 punti per me, gli mancava il fuoco)
d’accordo anche per la Langa, non tanti assaggi ma spesso vini ancora imballati e tannini in crisi di maturazione, poche le lodevoli eccezioni.