Forse su questo vino ha già detto tutto Antonio Tomacelli in questo bellissimo pezzo su Intravino però l’emozione che in 80 persone abbiamo provato contemporaneamente e tutti allo stesso modo ha qualcosa quasi di soprannaturale. E pensare che uno stesso vino possa dare una gioia così collettiva e allo stesso tempo così intima significa che è un vino che racchiude tanto. E non solo una grande annata. Perchè se è vero che la grande annata, come la 2006 pare sia in effetti giustifica emozioni e iperboli, non è normale che si possa uscire (a gennaio 2012) con un vino “riserva” ottenuto da un vigneto di soli 6 anni di età, praticamente un bambino alla sua prima prova di “brunellitudine”. E invece Luciano Ciolfi con la sua sensibilità e spronato dal suo enologo Claudio Gori crede in questa botte particolare che prende strade inaspettate che poi saranno 1300 bottiglie uniche e imprevedibili. Emozionanti, regali, eleganti, sontuose come le note che si levano dal bicchiere ma allo stesso tempo dotate di una strana rabbia giovanile, un impeto che non si può fare a meno di rilevare, di misurare, di rimanere soggiogati di fronte a tanta forza. E’ un Brunello di Montalcino tipico, classico che più classico non si può e come tale capace di parlare a tutti e conquistare tutti, oggi, a gennaio (quando uscirà) e tra vent’anni.
Chapeau Luciano, e vedi di ripeterti…






Grazie Andrea, è stato per me un onore presentare per la prima volta al pubblico questo vino nel tuo locale.
Per me che l’11 09 01, il giorno che tutti si ricordano cosa stavano facendo, ero sopra un trattorone a preparare il terreno per poi piantare questo vigneto i cui frutti ci hanno emozionato e che imprecando fra un sasso e l’altro mi ripetevo, forse per consolarmi, ” dove ci sono i sassi viene il vino buono”
Per me questa serata è stato un sogno che si è realizzato………………
Luciano
bella questa cosa del vigneto piantato l’ 11 Settembre…da film…a saperlo prima…
Grandissimo Luciano, mi ricordo bene qualche anno fa quando avevi appena iniziato e ti presentavi col primo “Rosso”.
Ma lo sai che poi il tuo vino non l’ho assaggiato quella sera a Roma? Mettimene una bottiglia da parte se puoi.
Gianpaolo
Grazie Gianpaolo, alla fine ancheio nn assaggiai il tuo ma ricordo dicesti che un giorno saresti venuto a trovarmi a Montalcino, la lascio da parte per quell’occasione e ne aspetto una tua in cambio
Andrea, non è stato piantato in quel giorno ma stavo scassando il terreno, peccato perchè altrimenti era proprio una cosa singolare