God save the Wine porta il suo manifesto al Vinitaly, martedì 9 Aprile grande serata al Due Torri Hotel di Verona: venite con noi?

God Save The Wine torna a Verona per Vinitaly dopo l’apparizione spumeggiante dello scorso anno ma stavolta a modo nostro ovvero la formula che ha conquistato la Toscana: un grande e bellissimo albergo ovvero il Due Torri Hotel, una selezione di aziende intriganti, vogliose di mettessi in gioco e capaci di sedurre chiunque e soprattutto la capacità e la voglia di far degustare e bere vino in modo diverso dal solito.

E’ il nostro (con Riccardo Chiarini di Promowine e Leonardo Tozzi di Firenze Spettacolo) piccolo grande proposito cui ci atteniamo dal Giugno del 2010 quando abbiamo iniziato questa avventura. Accompagnare le persone alla degustazione e assaggio di grandi vini in maniera diversa e aiutare le aziende a riflettere e capire i propri obiettivi sul mercato, perseguendoli in maniera diversa e lontana dagli stereotipi del vicino passato, i tempi in cui il web e la condivisione non esistevano…e  in cui i mercati non erano tutti i mercati mondiali che oggi si sono affacciati alla ribalta.

A loro abbiamo posto delle domande per capire dove possiamo andare, li trovate tutti nelle prossime pagine, mentre noi mettiamo qui le nostre riflessioni in materia:

30 anni fa i Sex Pistols dalla zattera sul Tamigi fecero capire a tutto il mondo che per parlare ai giovani (e non solo a loro) c’era dannatamente bisogno di un nuovo modo di esprimersi e comunicare, un modo forse poco rispettoso di quanto c’era prima ma a suo modo naturale e necessario come i tempi che cambiano. Nel mondo del vino si è arrivati ad una fase di stallo da cui è necessario muoversi al più presto. Via le ingessature e gli eccessi di erudizione, ma non possiamo neanche più permetterci il lusso di essere banali e semplicistici, siamo il primo paese al mondo che esporta e vende vino a tutti gli altri, se non lo salviamo noi il vino chi potrebbe farlo?

L’Italia del vino è in un momento particolare con vini mai così buoni ma neanche mai così in difficoltà sul mercato interno e di fronte all’arretramento dei consumi. Un arretramento solo in parte ragionato, ovvero meno quantità e più qualità, ma anche a livello di passione e interesse. Dopo anni di formazione e moda sul consumo del vino gli italiani si dividono in chi ha almeno svolto una lezione di degustazione sul vino e su chi odia profondamente chi si mette a sfoggiare la propria cultura in materia ad ogni bicchiere versato. Non conoscere il vino sembra un peccato mortale ma la reazione spesso non è quella di approfondire ma bensì quella di passare oltre e demandare.

Colpa di tanta comunicazione aulica ed esagerata che ha allontanato il vino dalla gente, un vino sempre più (apparentemente) costoso e complesso quando invece non è mai stato così aperto e così attento al rapporto qualità prezzo. Ma anche modalità di servizio e proposta troppo generica e senza approfondimento e cultura nel realizzare tanti abbeveratoi di piazza dove le persone accorrono in massa che che altrettanto velocemente dimenticano cosa hanno bevuto e le emozioni che hanno provato per certi vini.

Non serve più fare bere i nostri buonissimi vini alla gente, occorre studiare una comunicazione non banale ma semplice e diretta che vada oltre i riconoscimenti dei profumi ma che punti all’anima e alla sostanza senza iperboli e paroloni studiati a tavolini con formule che si ripetono all’infinito.

Ogni assaggio è un “evento”, ogni serata si svolge in “una splendida cornice” e i vini sono tutti “eleganti, ricchi e pieni di personalità”. Una litania che ha stancato e che soprattutto non rende giustizia a vini sempre più fatti da persone e sempre più forieri di un territorio e con una storia alle spalle.

Siamo nel mondo “social” o 2.0 come preferite chiamarlo e Il vino è sociale, è una conversazione continua con il mondo e con chi ci circonda. L’aspetto umano e inebriante del contatto tra persone che bevono insieme è un qualcosa di unico ogni volta diverso che merita la nostra attenzione: magari un momento non sarebbe così speciale se non fosse per quello che abbiamo nel bicchiere. E anche nel piatto, andiamo oltre i soliti abbinamenti, senza paletti e rigidità: vini rossi da tenere in frigo, vino bianco con carni, vini dolci con salumi e corposi vini del meridione con pregiati molluschi, la vita è troppo breve per non sperimentare nuovi e sorprendenti abbinamenti. Come luogo, in Italia il vino per eccellenza sta sulla tavola e per moda tra gli stuzzichini degli aperitivi consumati di fretta: crediamo che esistano migliaia di altri luoghi e momenti dove il vino può fare la differenza.

Il vino è tornato, o dovrebbe tornare, ad essere una bevanda naturale e genuina; in un momento di profonda incertezza bisognerebbe proporre un’immagine semplice del vino, priva di fronzoli, di allegorie, di rappresentazioni che mal si associano ad una bevanda capace di dare un’inusitata piacevolezza alla consuetudine.

Allo stesso tempo però il suo valore culturale, storico, umano va salvaguardato, insieme alla nostra salute. Più che cambiare, bisogna cercare la giusta via per comunicarlo, per far capire il suo vero valore culturale, edonistico ed economico nel senso più onesto e corretto del termine.

God Save The Wine cerca di farlo ogni mese con ritrovi che ci hanno permesso di sintetizzare il nostro approccio in un manifesto che porteremo a Verona in questi giorni così particolari:

G come Gusto: pensa a ogni bicchiere come fosse il primo vino della tua vita l’ultimo calice della serata. GSTW non è un amore occasionale, non è una botta e via, è sentirsi parte di qualcosa di più grande che è al contempo parte di noi. Se ami qualcuno lo torni a cercare.

S come Semplicità: il vino è istinto e passione, non ha bisogno di guru e sacerdoti, persone insomma che ti dicano cosa devi bere e cosa deve piacerti per forza

T come Tre parole: impara a descrivere ciò che senti perché sarà ciò che ricorderai. I professori al liceo dicevano “Rem tene verba sequentur” quando non riuscivamo a rispondere ad una domanda in maniera semplice e immediata. Anche per il vino non servono più di tre parole per  descrivere il profumo di un vino o il suo gusto.

W come WWW, la rete: il vino è uva, terra e uomini, e oltre il momento vive in rete dove prende nuove forme in foto e video da condividere. Tendenza del mondo food soprattutto ma diffusissima anche per il vino, si beve si fotografa se ne discute con gli amici su twitter o su facebook.

Sembra complicato ? Niente affatto, è qualcosa che si impara bevendo insieme, per questo vi aspettiamo a Verona Martedì 9 Aprile!

Ecco i vini:

Lista vini Verona GSTW 9 Aprile 2013


Champagne De Castelnau (Reims, F)


  • Champagne Brut Reserve

  • Champagne Brut Rosè

  • Champagne Blanc de Blanc Millesime 1999


G.D. Vajra (Barolo, CN)


  • Langhe Bianco Riesling DOC 2011

  • Barbera d’Alba Superiore DOCG 2009

  • Langhe Nebbiolo DOC 2011

  • Barolo Bricco delle Viole DOCG 2008

  • Luigi Baudana Barolo Cerretta DOCG 2008


Carpenè Malvolti (Conegliano, TV)


  • 1868 Brut Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg

  • 1868 Extra Dry Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg

  • Rosè Brut


Maremmalta (Casteano, Gavorrano GR)


  • Guardamondo Sangiovese Riserva 2010 Monteregio di Massa Marittima DOC

  • Le Strisce Vermentino Selezione Grappoli 2010  Monteregio di Massa Marittima DOC

  • Poggiomaestro Syrah 2012

  • Lestra Viognier 2012

 

Cairossa (Riparbella, PI)


  • Caiarossa 2009 IGt Toscana

  • Pergolaia 2009 IGT Toscana

  • Oro di Caiarossa 2009 Vino Dolce Passito IGT Toscana

  • Caiarossa Bianco 2010 IGT Toscana


Il Marroneto (Montalcino, SI)

 

  • Brunello di Montalcino il Marroneto 1998

  • Brunello di Montalcino il Marroneto 2007

  • Brunello di Montalcino il Marroneto 2008

  • Brunello di Montalcino il Marroneto Madonna delle Grazie 2006

  • Brunello di Montalcino il Marroneto Madonna delle Grazie 2008


Pietro Beconcini (San Miniato, PI)

 

  • Chianti Riserva Pietro Beconcini 2010

  • Reciso Sangiovese Toscana IGT 2010

  • Vigna alle Nicchie Tempranillo Toscana IGT 2009


Fattoria Lavacchio (Pontassieve, FI)


  • Puro 2012 IGt Toscana

  • Cedro DOCG Chianti Rufina 2009

  • Cedro Riserva DOCG Chianti Rufina  2008

  • Oro di Cedro Igt Toscana 2011


Le Bertille (Montepulciano, SI)


  • Nobile di Montepulciano DOCG 2008

  • Rosso di Montepulciano DOCG 2011

  • Chianti Colli Senesi DOCG 2009

  • L’Attesa Toscana IGT 2008


Fabrizio Dionisio (Cortina, AR)


  • Il Castagno Syrah Cortona DOC 2009

  • Il Castagnino Syrah Cortona DOC 2011


Masseria Falvo 1727 (Saracena, CS)


  • Don Rosario 2010 IGT Calabria Lacrima del Pollino e Greco Nero

  • Donna Filomena 2011 Terre di Cosenza DOC Traminer e Granaccia bianca

  • Milirosu 2011 Moscato di Saracena DOC


Tenuta Rapitalà (Camporale, PA)

·  Grand Cru Chardonnay Sicilia Igt 2011

·  Bouquet Bianco Sicilia Igt 2012

·  Grillo Sicilia Igt 2012

·  Hugonis Cabernt Sauv./Nero d’Avola Igt 2010

Solinero Syrah Sicilia Igt 2010

 

Ad accompagnare questo ricco bouquet di etichette, il banco dei formaggi di Malga Faggioli 1140 e la gastronomia e le carni (battuta di fassona, crudi e cotti) di Carlo Alberto, storica bottega veronese.

Come prenotare e saperne di più:

God Save The Wine
Martedì 9 aprile 2013, ore 19.30
Ingresso: 25 euro

Due Torri Hotel
Piazza Sant’Anastasia 4, Verona
tel. + 39 045 595044
Per prenotazioni: [email protected]