Il cuore di Dionisio da Cortona a God Save the Vinitaly martedì 9 aprile a Verona, Due Torri Hotel

Nomen omen direbbero i latini…Sergio Dionisio, babbo di Fabrizio l’attuale proprietario, nelgi anni ‘70 acquista una piccola tenuta di circa sette ettari in località “Il Castagno” sui colli che fronteggiano Cortona con vigneti cui nel 1992 si aggiungono quelli di “Poggio del Sole. La scelta del Syrah segue la vocazione del territorio ed ecco i vini che Fabrizio spera ogni anno che siano “autentici flaconi di territorio, (…) una fedele e sincera espressione di quel millesimo, un vino che sappia raccontare, a chi vorrà berlo, la pioggia d’autunno, il gelo invernale, le calde giornate e le fresche notti d’estate, i colori, i suoni ed i profumi di quella specifica annata, con le sue uniche, irripetibili caratteristiche “.  Non vi resta che verificare  durante la serata speciale a Verona al Due Torri Hotel!

La famosa etichetta con il cuore viene disegnata dalla figlia di Fabrizio ad appena tre anni…

Da cosa o da chi va salvato il vino? Cosa dobbiamo cambiare nella comunicazione?
Per come la vedo io, dalle mode, da chi le cavalca, dai venditori di fumo, da tutti coloro che parlano di vino vero, genuino, naturale…come se, di norma…il vino fosse finto, falso ed artificiale. Basta…non se ne può più. Non sono esperto di comunicazione, vorrei solo maggiore sincerità, trasparenza, correttezza, verità.
Si dovrebbe dire che un’annata è stata disastrosa, quando capita (e, purtroppo, capita) anche perché altrimenti…chi può crederci quando parliamo di un’annata fantastica? Non tutte le annate sono “grandi” annate, non tutti i vini sono grandi vini, non tutti i vini riescono come si vorrebbe. E, soprattutto, troppo spesso ci si dimentica che la prima cosa che si dovrebbe pretendere da un vino è la pulizia, la sanità, la piacevolezza al gusto, la sincerità…tutto il resto, seppure importante, viene dopo o, comunque…insieme, e non vale più nulla se produce un vino imbevibile così come un vino artefatto che nulla dice ed esprime dell’annata e del terroir che lo ha generato.

Nuove opportunità e sfide globali, quali i mercati più promettenti e le strategie più efficaci per farcela?
Non lo so, si dice Cina, India, Basile, Corea, Russia…mercati nei quali non sono presente con i miei vini. Temo che non sarà semplice, per le aziende piccole e artigianali, farsi conoscere dai consumatori di quei mercati, almeno finché questi non avranno completato il percorso di “apprendimento” che, quasi fatalmente, passa dalla Francia, per approdare alle grandi marche italiane, alle denominazioni storiche e, solo quando avranno acquisito un grado sufficiente di esperienza e cultura…arriveranno a provare curiosità per le cosiddette boutique wineries, le piccole maisons, le denominazioni meno conosciute. Ci vorrà tempo e pazienza, nel frattempo realtà come la mia dovranno, credo, impegnarsi sui mercati più “maturi”, sperando che non siano anche “saturi”. Quanto alle strategie, qualità vera e non solo reclamizzata, prezzi etici ma non stracciati, correttezza ed affidabilità, che vuol dire raccontare ciò che si fa e fare ciò che si racconta.

Vino italiano e cibo italiano, matrimonio perfetto, facci un esempio con un piatto della tua regione e un tuo vino
Dicono che il mio Syrah vada alla grande in abbinamento con piatti a base di carne chianina, dai filetti alla tagliata alla bistecca, anche accompagnata da sughi e condimenti ai funghi porcini ed al tartufo, essendo uno dei pochi vini dotati di un profilo aromatico e di una speziatura tanto accentuati da “reggere” il confronto con piatti (e condimenti) così saporiti.

Il Castagno Syrah Cortona DOC 2009
Il Castagnino Syrah Cortona DOC 2011

Fabrizio Dionisio Winery
Loc. Il Castagno C. S. Ossaia, 87 • 52044 Cortona (AR) Italy
Tel. +39 06 3223541 • [email protected]

 

 

One thought on “Il cuore di Dionisio da Cortona a God Save the Vinitaly martedì 9 aprile a Verona, Due Torri Hotel

  1. Scout says:

    It isn’t the “theme” that needs to be new. There aren’t any new stories under the sun. There’s a famous (old) book by Polti, still in print and still used by writers called “36 Dramatic Sittouians”. 36!If there are 36, then why are we constantly pummeled with the same one or two?

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