Maialino Maremmano con Sangiovese e Ciliegiolo, Pitigliano e Maremma alla prova della tavola venerdì 11 da Burde

Questo venerdì 11 maggio va in scena una serata ricca di sangiovese, alicante, ciliegiolo e bianchi sorprendenti da malvasia, trebbiano ma anche un territorialissimo sauvignon. In tavola, alcune specialità maremmane e di stagione come il Riso di Primavera in brodo, le crespelle agli asparagi , il maialino agli odori di macchia e un dolce curioso e particolare ovvero lo Sfratto di Goym direttamente dalla tradizione ebraica della zona.Pitigliano e Scansano, i bianchi di Maremma del tufo e i rossi della nuova Maremma con Montauto e Podere 414 di Simone Castelli e nei pianti un sunto del gusto maremmano e di stagione. Ecco il menu completo e i vini che potrete degustare con la compagnia dei produttori

Menu
• CROSTINI MAREMMANI
• NORCINERIA

• RISO DI PRIMAVERA IN BRODO
• CRESPELLE AGLI ASPARAGI

• MAIALINO AGLI ODORI DI MACCHIA
• PATATE ARROSTO
• VERDURE SALTATE

• SFRATTO dei Goym

Vini:
Bianco di Pitigliano Montauto 2011
Sauvignon Montauto 2011
Sovana Rosso Montauto 2010
Morellino di Scansano Podere 414 DOCG 2010
Tiburzio IGR Montauto Sangiovese e Alicante

Vino e menu completo 35 euro
info e prenotazioni 055 317206 e [email protected]

E se vi chiedete cosa sia lo Sfratto dei Goym, ecco come ce lo spiega Wikipedia:

Il nome dello Sfratto trae origine dalla storia della locale comunità ebraica di Pitigliano che ricorda l’usanza di picchiare alla porta degli ebrei con un bastone, usanza che va fatta risalire al secolo XVII, quando il Granduca di Toscana Cosimo II de’ Medici fece emanare un editto con il quale intimava agli ebrei delle zone di Pitigliano, Sovana e Sorano di lasciare le loro case per trasferirsi nel ghetto di Pitigliano.

Un secolo dopo, gli ebrei di Pitigliano crearono questo dolce per ricordare l’evento dei messi che battendo alle porte degli ebrei intimarono loro di lasciarle. Infatti lo sfratto, ha la forma allungata, simile ad un bastone, contiene un ripieno composto da miele, scorzette di arancio, noci, anice e noce moscata, che conferiscono un sapore dolce ed un profumo intenso. Poiché questi ingredienti erano usati anche nei secoli precedenti dalle popolazioni autoctone, è possibile che lo sfratto attinga a un’antica ricetta etrusca.