guado al tasso

Sapaio 2009 Podere Sapaio Bolgheri Doc Superiore

Un classico per stile e coerenza questo grande campione di estratto e concentrazione con tostatura elevata e dolcezza di frutto per fortuna ben bilanciate da menta ed eucalipto balsamici molto intensi e avvolgenti. Bocca più indietro di altri coetanei ma che fa intravedere un grande futuro non appena le componenti di legno e tannino siano andate al loro posto. (altro…)

Poggio alle Querce 2006 Bolgheri Doc Superiore

Un vino che dimostra che non appena la frutta si acquieta a Bolgheri la struttura sapido rocciosa e minerale sia molto interessante con una traccia ferroso-salmastra, di alloro e lavanda che fanno da tappeto ad un frutto più misurato e sotto spirito che rilancia per vari secondi nel finale di bocca. (altro…)

Guado de’ Gemoli 2009 Bolgheri Doc Superiore Giovanni Chiappini

Il vino preferito di Sarah Jessica Parker è un campione di razza per estratto e intensità e già al naso spazza via ogni dubbio sulla provenienza. Cabernet sauvignon per l’80% e un 20’% di Merlot, nota pepata molto importante, frutto scuro prugna e mirtillo, macchia mediterranea, mora di rovo e una splendida nota marina salmastra che lo caratterizza anche in bocca dove emerge una piacevolezza di beve non comunissima per vini con questa grande struttura. (altro…)

I Luoghi Campo al Fico 2009 Bolgheri Doc Superiore

Una perla rara per carattere e originalità nel panorama bolgherese, forse un inizio di terroirizzazione dello stile imperante nella DOC… o forse solo una provHa colore scarno ed essenziale, macerazione prolungata fino a 35 giorni per un vino inconsueto e dallo stile originale. Note di resina, frutta sotto spirito, alloro, carrube, fico, note mature ma anche balsamico con coriandolo e cipria. (altro…)

A scuola di SuperTuscan | Antinori e le convinzioni del territorio tra Sangiovese e seduzioni alloctone

Molti giornalisti del settore li vedono come fumo negli occhi e ritengono quasi offensivo doverne parlare ma alla prova delle aste tocca rimettere in discussione molte convinzioni sulle potenzialità del nostro vigneto all’estero. Non ci fossero stati Tignanello, Solaia, Cervaro della Sala e Bolgheri in genere, per molti il vino italiano sarebbe ancora il Chianti nel fiasco e via andare. Ci sarà pure una bella percentuale di autocelebrazione nella presentazione di alcune vecchie annate di casa Antinori prima dell’asta da Pandolfini a Firenze lo scorso 13 Marzo ma in effetti anche guardano altrove, i supertuscan dettano legge per cifre e notorietà in un settore dove in pratica solo Barolo e Brunello di Montalcino rappresentano occasioni di acquisto interessanti e pezzi ambiti dai collezionisti. (altro…)