paolo gori

Guidalberto 2014 Tenuta San Guido

Lo avevamo assaggiato lo scorso anno appena uscito e da poco in bottiglia ed era apparso molto scontroso seppur di bell’equilibrio e stile. Oggi è molto di più con un frutto certo meno concentrato del solito ma sempre affascinante e ricco. Note di frutta di bosco tra moro e mirtillo, prugne, sandalo, vetiver più carrube e note iodate intriganti che si riflettono anche nel palato ricco ma non esagerato grazie all’annata e con una piacevolezza di beva sorprendente per chi sono anni che non lo assaggia.

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Il Radicchio Trevigiano

Come si coltiva, come nasce e come si raccoglie una meraviglia della nostra agricoltura. Ce lo racconta Paolo Manzan titolare di Nonno Andrea conserve, nonchè il presidente del Consorzio di tutela Radicchio Trevigiano DOP in questo video durante lo scorso Taste a Firenze.

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Samas IGT Isola dei Nuraghi 2015 Agripunica

Elegante snello e di effetto scenico assicurato grazie alla renana compatta che lo contiene, è un vino che racchiude il fascino dei vini sardi e la piacevolezza delle uve internazionali con un 80-20 tra le due componenti ben bilanciato. Agrumi salvia ed erbe aromatiche del vermentino conquistano subito il naso con una presenza di fondo di frutta tropicale nocciole e tocco di burro appena accennato.

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Sassicaia 2014 Tenuta San Guido

Grande attesa come ogni manifestazione per questo vino chiamato ad essere il numero uno sempre e comunque e ancora di più con questa annata difficile sulla carta che giunge per di più dopo la 2013, unico vino italiano premiato da tutte le guide e tutti i critici del mondo. Colore esile meno concentrato ma sempre intrigante, fresco e lucido splendente, naso che pare un affresco cangiate mediterraneo e nordico allo stesso tempo per come unisce note di mora, mirtillo, cassis e carrube, lavanda, rose, pepe nero, cardamomo, vetiver, bergamotto e anice, un tutt’uno elegantissimo che non straborda mai ma si rivela sensualmente ogni volta che ci affacciamo sul bicchiere.

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Come cucinare per il pinot nero con Paolo Gori: la scottiglia toscana

Durante la serata dedicata al Pinot Nero toscano vs Borgogna e Alto Adige Paolo Gori ha impostato una cena di rimandi saporosi piccanti e selvatici nella piena tradizione francese di abbinamento con questo vitigno fondendola con la tradizione toscana. ù

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Champagne Belle Epoque 1998 Perrier Jouët (Jeroboam)

Il formato extrasize da 3litri regala un volume e una dimensione incredibile a questa cuvèe formidabile, soprattutto nelle annate eleganti e sottili. Naso perfetto con tutti gli elementi dal floreale dolce al fruttato saporito passando per una gamma di spaziature orientaleggianti dalla curcuma al curry passando per zafferano e sandalo. Davvero caleidoscopio il naso ma niente al confronto della polpa e succosità del palato con una eleganza e un equilibrio mirabile di ogni parte.

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Champagne Blason Rosè Perrier Jouët e Stracci al Cinghiale

Un rosato soprendente fine delicato e freschissimo al naso ma che è pronto a sorprendere in bocca per vinosità e grinta per una cuvèe gastronomica di livello superiore. Un 25% di chardonnay nobilità e alleggerisce un 75% di uve rosse tra pinot nero in maggioranza e pinot meunier di cui un 15% di vino rosso dalla zona di Bouzy.

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Champagne Belle Epoque 2008 Perrier Jouët

La regina indiscussa di eleganza tra le Cuvèe prestige in Champagne è certo questa grande etichetta impreziosita dal disegno di Emile Gallè del 1902 in stile art nouveau che preconizza dal fuori la nota floreale dominante del vino. Tiglio, glicine e mirabelle, poi note agrumate di pompelmo e mandarino più vaniglia e cipria, lavanda, timo e mentuccia a comporre un naso complesso e accattivante con margine di evoluzione notevole come si compete ad una grande annata come questa.

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