Cooking for Wine a Vitigno Italia in (quasi) diretta

Giornata piena oggi a Napoli…Con il fresco (ma senza alcuna traccia di spazzatura) arrivo stamani ai Campi Flegrei e arrivo nella spettacolare lounge Cooking for Wine di Luigi Cremona con ben due palchi attrezzati con cucina e un via vai continuo di cuochi di grande livello. Un sacco di gente da salutare e soprattutto un sacco di persone che mi conoscono ma che non ho mai visto prima: l’effetto blog e i video su YouTube mi precedono ma non avevo idea di quanta gente li guarda! Sono commosso e stupito e cerco di parlare con tutti e ascoltare idee e suggerimenti per il blog, grazie a tutti e soprattutto ai sommelier presenti per l’accoglienza da “star”: davvero non merito tanto calore e affetto, troooooopo buoni!

L’idea comunque era di andare ad assaggiare un pò di produzione campana ma resto subito rapito da Enrico Crippa dal Ristorante Piazza Duomo di Alba che presenta la sua cucina a base di germogli, fiori e spezie giapponesi delicatissime che incantano l’occhio e anche il palato. Ci ha fatto assaggiare un Parmigiana di Melanzana rivisitata addirittura commovente con un gusto delicato e finissimo che mi ha stupito non poco. enrico crippaMa anche il Glisso (che da oggi citerò come riconoscimento ad ogni vino bianco…) e la scoperta dei fiori di Amaranto è stata notevole così come il gusto dei fiori della Borragine che sanno di ostrica con il loro retrogusto iodato.

Nemmeno il tempo di assaggiare qualche piatto preparato dagli chef per il menu dei bambini (uno dei temi obbligati del concorso Chef Emergente di questo anno), tra cui un magnum di piselli e nocciole dall’aspetto incredibile, ecco che è già in pedana Ilario Vinciguerra, vincitore a San Sebastian pochi mesi fa, che ci propone due cavalli di battaglia non da poco ovvero la Capasanta su letto di scarola affumicata al momento (servita in un bicchiere chiuso e da mangiare in un sol boccone e la Pastiera Napoletana racchiusa in un cucchiaio e dorata. La capasanta era una vera gioia del palato con un contrasto tra grasso e amaro, dolce e salato e una pienezza di gusto rifinita dall’affumicatura spettacolarmente effettuata all’ultimo momento nel bicchiere poi chiuso in modo, appunto, da affumicare il mollusco.

Grande concentrazione e ricchezza di sapori, così come nella Pastiera quasi liquida dentro l’involucro dorato. Bella l’idea di mangiare interi i piatti in un sol boccone, bell’invito a godere del boccone pieno contro l’assaggino classico…

Aspettando Marco Sacco del Piccolo Lago, sfrutto la compagnia di Tommaso Luongo Delegato AIS Napoli (nonchè curatore del primo blog di delegazione di Italia ovvero Ais Napoli Blog) e del presidente AIS Campania Antonio del Franco per portare un saluto ai sommelier italiani e soprattutto ne approfitto per girare un pò tra gli stand. Ecco qua il loro video:

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Tommaso Luongo e Antonio del Franco
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E qui devo dire che le sorprese non sono mancata con una serie di vini interessantissimi da parte di Terre del Principe con un Pallagrello fermentato in legno notevole, profondo e fruttato e un rosso da uve quasi appassite davvero importante e ricchissimo senza essere pesante, vitigni Aglianico e Piedirosso autoctoni 100%.

Tanti i Greco di Tufo presenti, molti già vecchie e buone conoscenze come Terredora, De Falco, D’Aione e una grandiosa scoperta come Petruro,

piccola e costosa perla in sole 3000 bottiglie ma dotata di una potenza e una eleganza minerale davvero notevoli. Giro un altro pò tra gli stand e pesco un Lacrima Chrysti notevole in una bottiglia di polvere del Vesuvio vetrificata bellissima da De Falco. E pure il vino faceva la sua figura.

E se stavo dietro a Luciano Pignataro non la finivo più di assaggiare quindi meno male che sono arrivate le 18 ed era l’ora di Italo Bassi e la cucina di Pinchiorri…facciamoci strada nella ressa, vai…