Sergio Scatizzi in mostra a Sant’Appiano (Barberino Val d’Elsa), dal 21 Luglio (oggi!) al 21 Settembre

Mi capita di rado di parlare dei vini di Piefrancesco Bertini, fondamentalmente perchè è un amico ex compagno di scuola e si potrebbe pensare a favoritismi nel giudicare i suoi vini (che però considero molto buoni). Però come durante la bella festa con Hamrin, le occasioni di parlare di Sant’Appiano per fortuna non mancano, ad esempio le belle etichette con i quadri di Sergio Scatizzi e soprattutto la personale dell’autore recentemente scomparso che potete ammirare se vi recata in cantina da Piefrancesco. Tra un assaggio di Monteloro (Sangiovese e Colorino) e una del loro nuovissimo Syrah, l’inaugurazione stasera alle 18:30 in cantina si preannuncia gustosa…

Ecco tutto quanto c’è da sapere su Sant’Appiano Sergio Scatizzi prima di visitare la mostra:L’OPERA DI SERGIO SCATIZZI FIRMA “SANT’APPIANO D’AUTORE 2010”

Sarà  “La collina di Monteloro” del grande pittore toscano, recentemente scomparso, a vestire quest’anno la magnum del Monteloro 2005.

Prosegue il progetto “Sant’Appiano d’autore” che ogni anno unisce l’arte di grandi interpreti alla produzione vinicola della Fattoria Sant’Appiano, una delle più antiche fattorie con produzione di Chianti DOCG della Toscana.

In Dal 21 luglio al 21 settembre nella cantina della Fattoria Sant’Appiano sarà possibile ammirare  le opere del grande Maestro.

La campagna toscana ha ispirato nei secoli l’opera dell’uomo nelle sue diverse forme. La produzione vinicola che l’ha resa famosa del mondo è solo una di queste, come testimoniano i diversi cimenti artistici di poeti, scultori, pittori e commedianti.

Difficilmente però la sua anima ruvida e colorata è emersa in maniera così netta come in uno degli ultimi dipinti di Sergio Scatizzi, il grande pittore toscano recentemente scomparso, che nell’opera “La collina di  Monteloro”,appositamente commissionata dalla famiglia Cappelli, ha dipinto, con il suo stile inconfondibile,capace di sintetizzare in pochi tratti la profonda anima della realtà circostante, la collina dove vengono coltivate le vigne di sangiovese i cui grappoli baciati dal sole producono il nettare che dopo quattro anni di maturazione e affinamento darà vita al Supertuscan “Monteloro”.

Uno stile, quello del Maestro Scatizzi, che ha conquistato la famiglia Cappelli  proprietaria della Fattoria Sant’Appiano, una delle più antiche fattorie toscane con produzione di Chianti DOCG della Toscana, che ha declinato l’amore verso il proprio territorio in un progetto volto alla valorizzazione dell’arte attraverso le sue bottiglie: “Sant’Appiano d’autore”. Ogni anno la Fattoria produce un’etichetta speciale che riporta l’immagine di un’opera d’arte, per le bottiglie magnum di uno dei vini di punta della produzione dell’azienda, il Supertuscan “Monteloro”.

Sarà proprio l’opera di Scatizzi a vestire l’etichetta di quest’anno: “Siamo stati subito conquistati dall’opera che abbiamo scelto quest’anno per accompagnare le magnum del Monteloro 2005 “ spiegano i fratelli Maria Grazia e Stefano Cappelli , proprietari dell’azienda “In “La collina di Monteloro” si ritrova quell’eleganza e quella forza espressiva che genera emozioni intense tipiche del grande pittore toscano. Emozioni che si imprimono anche in chi, come noi, vive ogni giorno di questa meraviglia che è la campagna toscana.Sergio Scatizzi ha avuto il merito di farci appassionare a lei ancor più di quanto già non lo fossimo”.

In occasione del tributo che “Sant’Appiano d’autore” renderà a Scatizzi, la Fattoria ospiterà 26 opere del pittore, in una mostra aperta al pubblico a titolo gratuito  dal 21 luglio al 21 settembre.

Fattoria Sant’Appiano

Indirizzo: Strada di Sant’Appiano, 11
50021 Barberino Val d’Elsa FI
Tel. +39 055 8075541 – Fax +39 055 8066242  – [email protected]

www.santappiano.it

SERGIO SCATIZZI

Sergio Scatizzi nasce a Gragnano il 20 ottobre 1921 e trascorre la giovinezza in Valdinievole e nella campagna lucchese. Giovanissimo soggiorna a Napoli per poi passare a Roma, dove si avvicina all’ambiente artistico e conosce Mafai.

Del ’36 è il primo soggiorno a Parigi, da dove nel ’38 ritorna stabilendosi a Montecatini. A questo anno risalgono i primi dipinti di paesaggi e le prime nature morte. Nel ’38 conosce Comisso e nel corso della guerra incontra anche De Pisis e Morandi. Tornato a Montecatini riprende a dipingere nel ’43, conoscendo Soffici. Nuovo viaggio a Parigi (1948) con Comisso e altri amici e nuovo incontro con De Pisis.

Tiene la prima personale nel 1949 a Montecatini e l’anno successivo espone alla Biennale di Venezia. Dal ’51, per qualche tempo, frequenta Rosai e si lega d’amicizia con Tirinnanzi, Marcucci, Capocchini, Pregno, mentre si stabilisce a Firenze. Dal ’56 in poi entra in rapporti con la Galleria L’Indiano e comincia a presentarsi annualmente o quasi in mostre che si tengono in varie città italiane.

Nel 1976 all’Accademia di Belle Arti di Carrara si tiene una vasta antologica e sei anni più tardi la Galleria La Strozzina di Firenze dedica a Scatizzi una mostra di 200 opere dal 1936 al 1982.

Negli anni Ottanta e Novanta tiene numerose mostre nelle maggiori gallerie italiane e due a Los Angeles. Nel 1977 la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze organizza una retrospettiva delle sue opere “informali” dipinte a cavallo degli anni Sessanta.

Fonte: zodiaco arte.com