Ed eccolo qua un altro vno che non ti aspetti ovvero un vino tranquillo onesto e beverino a base sangiovese con qualche linea di merlot. Un vino così, specie dopo i primi due con profumi più maturi e intensi è piuttosto difficile da capire al volo. E credo che nessuno dei presenti in finale (ma anche dei presenti in sala!) abbia ben presente di cosa sa un Capalbio Rosso, meno che mai che lo abbia assaggiato prima! Quindi ecco che le descrizioni di nuovo sono molto varie con Staffa che lo individua bene e anche Antonini che non si fa fregare. Ri-sentendolo dopo a bottiglia aperta, magari si riusciva dire che era Toscano, ma della costa proprio no…
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Ecco meno male che dopo la botta del Clivo del Re veniva questo, un Sangiovese di Romagna piuttosto tipico e piacevole, abbastanza caratteristico come tipologia e intatti tutti e 4 si sono ben adoperati nel descriverlo. Non saprei dire chi andato meglio ma certo Antonini è stato l’unico a farlo sembrare interessante!
E’ già stato nostro ospire lo scorso 9 Novembre alla serata francese e già allora ve lo avevo velocemente presentato. Invece venerdì 23 novembre Leonardo Bellaccini verrà da Burde per raccontarci la storia dietro alla grande novità Toscana dell’anno, ovvero il 
Ecco un esempio di come trovarsi di fronte ad un vino così particolare in una finale crei sempre dei problemi. Tutti infatti si aspettano un vino leggero all’inizio e poi un crescendo di complessità con gli altri 2…E invece ecco in apertura questo tostissimo Sangiovese di Romagna con velleità da grande vino quasi da uve stramature che al primo naso in effetti poteva sembrare cotto e ossidato.

Sono appena uscito dal bellissimo castello di bertinoro e dalia sale degli affreschi dove hanno brillato soprattutto antonini e Staffa che hanno dato vita ad un bel duelli a distanza.
Grande partecipazione anche quest’anno nell’attesissima settima edizione (la prima è stata nel lontano 2000) del Master del Sangiovese. Stiamo cercando di rilassarci pensando agli sfondoni clamorosi che possiamo aver scritto nel definire il clone di Sangiovese usato in Germania o quelle in Croazia. Tra le altre perle di domande, descrivere le migliori annate di Siepi negli anni 90 e i vitigni autoctoni del Montecarlo Rosso, per tacere dell’abbinamento di un filetto gratinato al gorgonzola con un sangiovese francese, uno californiano e uno austriaco (?!). L’ultimo confesso non pensavo manco esistesse! E invece è venuto fuori un Sangiovese di Gesellman (famoso per l’Opus Eximimium, un super-austriaco rosso semi bordolese). 

Grazie a 
Domani altra tappa di allenamento (si fa per dire) in vista degli europei per il sottoscritto con il tappone appenninico a Bertinoro rappresentato dal seguitissimo concorso nazionale Master del Sangiovese, organizzato sempre impeccabilmente dal 