Forse il titolo è un pò esagerato e dalla foto qui a fianco potete immaginare che proprio male qui all’Hilton di Amsterdam non si sta ma tutta la professionalità e il grado di coccole che un moderno 5 stelle riesce ad offrire (9 tipi diversi di sapone da richiedere? il menu dei cuscini??? e io che non mi sono nemmeno abituato alla carta delle acque minerali).
Si sta benissimo ma abbiamo solo due sere qui alla corte di Rembrandt quindi torniamo al Vinomio per incontrare Claudia, la proprietaria e fare due chiacchere sul vendere vino italiano in olanda. E già che ci siamo mangiamo una fantastica mozzarella di latte di bufala ma intrecciata e caseificata qui in olanda da mani italiane.
Non è niente male e nemmeno il prosciutto (Di Parma) che l’accompagna. Acqua dalla fontanella a disposizione per chi beve qualcosa che non sia vino, un prosecco Rosè (!) come abbinamento e bella musica in sottofondo. Comode le vespe per sedersi, nonostante nei video la gente sembra meno goffa di me.
Ecco qui Claudia Pacifici e il vino in Olanda:
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Claudia Pacifici VinoMio Amsterdam
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Il giorno successivo, dopo la lezione, trovo finalmente il tempo di andare al punto di ritrovo degli Italiani qui ad Amsterdam ovvero il museo di Van Gogh (anzi Van Coch come si pronuncia qui) e come spesso accade quando vedi una espressione artistica di cui si sente troppo parlare rimani colpito e abbacinato da ciò che non ti aspetti. Con i Baustelle e il loro Nulla (“Mi spieghi che dietro ogni campo di grano C’è il Divino C’è Van Gogh, Invece temo il peggio” ) entro pensando solo ai Girasoli e ai Mangiatori di Patate ovvero i due quadri che ogni studente italiano della mia età è stato costretto a vedere in una mostra a Roma ai tempi (tristi) del liceo, anzi forse addirittura ai tempi del ginnasio.
E invece rimango folgorato da uno dei primi quadri (Maggio 1885) ovvero Il Cimitero dei Contadini di cui esistono almeno 3-4 versioni e temi analoghi ma quello di cui parlo è questo qua:
Colori e risoluzione non rendono la benchè minima idea del senso misto di angoscia, desolazione, calma e serenità che questo quadro riesce ad infondere. Non so perchè ma mi ha fatto ripensare a come mi immaginavo l’ingresso del regno dei mostri leggendo Cabal di Clive Barker. Sarà stato il sonno e la stanchezza e la monotonia della audioguida ma mi sono ritrovato a immaginarmi di entrare dentro la porta socchiusa sotto la finestra ormai colma di erbacce per trovarmi di fronte ad una immensa scalinata che porta in basso, altre volte invece entrando capivo che quello che si vedeva in superficio non era che l’ingresso di un ascensore, ovviamente che va solo giù. Uscendo la finestra sulla destra mi pareva persino illuminata in modo sinistro e i corvi neanche tanto fermi.
Passando oltre si va un pochino più sul Van Gogh tradizionale ma dopo questo quadro anche i Girasoli così gialli e luminosi sono a suo modo inquietanti (e in teoria sono pure responsabili del primo attacco di nervi dopo la rottura con Gaughin che andò a stare con Van Gogh proprio perchè affascinato dai Girasoli). E vogliamo parlare della sedia dedicata proprio al pittore francese che fa tanto Alone in the Dark?
E l’alternanza lancinante tra gioia, morte disperazione e speranza di vita normale sono ancora più commoventi osservando uno accanto all’altro i quadri dipinti a Saint Remy durante il ricovero per malattia mentale. Vedere accanto i profumatissimi e azzurri Mandorli in fiore (un inno alla vita per il nipotino appena nato) alla sinistra e solare metafora del Mietitore ti colpisce non poco e quando arrivi ai famosissimi Campo di Grano con Corvi e il Campo di Grano sotto un cielo nuvoloso sei ormai quasi nella testa di Vincent e hai voglia te di scrivere nella didascalia del quadro che non ci sono prove sul fatto che siano stati gli ultimi due dipinti…è come dire che l’ultima canzone di Freddie NON è stata The Show Must Go On, quindi la ignoriamo.![]()
Chiude la mostra una foto della lapide di Vincent e di suo fratello, sopravvisutogli di soli 6 mesi. Ed è davanti a quella foto che ti rendi conto che razza di personaggio rock maledetto e affascinante Vincent possa essere stato e capisci come mai continua ad affascinare il mondo con le sue Starry Nights. Non è solo il tratto e il colore e nemmeno l’orecchio tagliato, è proprio tutta la sua vita di ostinato autodidatta e di eterno perdente ma mai domo dietro ai suoi sogni che ti colpisce quadro dopo quadro, e non ce n’è alcuno che sia autocompiacimento o fine a se stesso, piuttosto sempre una ricerca continua e incessante della verità della sua arte. Che come spesso accade, divenne chiara solo anni dopo la sua morte, con l’arrivo della nostra cosidetta “era moderna”.
Non chiedetemi come ma dopo questa esperienza molto Stendhal, vengo prelevato dall’albergo e mi trovo a stringere la mano al console dimissionario italiano in Olanda che parte per il Sud Africa (in tempo per i Mondiali, mi confessa, ma non strappo un invito): due chiacchere, stretta di mano, una parola sui sommelier e via di buffet al mitico
Ristorante Caruso in Muntplein in questo esclusivo evento con tutta l’Italia che conta in Olanda (e appunto che ci faccio io?!?). Si beve Bolla (Valpolicella e Soave) ma la coda c’è dietro all’evergreen e ubiquitario Prosecco Carpenè Malvolti…(tre giorni fa lo bevevo a Napoli al Dinnanna a Posillipo).
In sala un sacco di fiorentini in quasi esilio che si vogliono sentire raccontare quanto è bella Firenze e rispondono che vorrebbero tanto tornare ma che tutto sommato in Olanda si vive un po parecchio meglio. Intanto fuori piove e qualche olandese in bici scivola sui binari dei tram in bicicletta. Almeno il tram a Firenze glielo faremo trovare… Okay il buffet è andato ed è ora di andare nella serata più cool ad Amsterdam il lunedì ovvero da Pasta e Basta che di Italiano ha praticamente solo il nome e i vini ed è un lussureggiante jazz bar con musica dal vivo con
camerieri e personale di sala che sale sul palco e improvvisa balli, canzoni (e obbligatorio canale YouTube). Stasera guida le danze e i fiati un personaggione del Jazz qui ad Amsterdam di cui adesso mi sfugge il nome (tutte a dire che era belloccio ma Barbara, Marina, Cinzia, mi aiutate a ricordare come si chiamava?!?). Isaac e il proprietario del locale Hans Duyf (miei allievi al corso) ci innaffiano di bianchi, da uno Chardonnay Argentino 2007 di Bianchi ad un WineSpectator Top 100 Ataraxia 2007 dal Sud Africa (notevole),
un Riesling di Dr Loosen e soprattutto un sontuoso Chablis Grand Cru Vaudesir 2004 di William Fevre che accompagna benissimo le note del sax e delle diverse perfomer che si alternano al microfono. (Fa parecchio figo e allora dichiaro che Vaudesir è il mio Grand Cru di Chablis preferito, visto che tutti i sommelier ne hanno uno diverso).
Ma decidete pure voi se lo spettacolo valeva la pena (ok giudicate solo l’audio che si vede molto poco):
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Sax Amsterdam Pasta e Basta
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Bellissima compagnia a tavola con tutto lo zoccolo duro di Quelli di Astaroth e incontri e chiacchere di vita olandese che mi fanno capire diverse cose di questo paese e soprattutto mi chiariscono come mai ci sono tanti italiani qui. Usciamo e ovviamente piove, meno male che Marika (ligure, attrice, interprete e corrispondente olandese del CorSera e SOPRATTUTTO della Gazzetta dello Sport!) mi accompagna (in bici) fino ad un taxi. Già la Gazzetta, lì uno che scrive di vino gli manca davvero…quasi quasi mi faccio raccomandare.
Dalle ultime frasi è evidente che son stati giorni un pò pieni…un saluto 1500 km più in basso a San Patrignano e al BlogCafè che lancia la sfida per il prossimo anno e via di corsa a nanna che domani in aula ci sono Lazio Umbria Sicilia e Sardegna da affrontare…e nel pomeriggio (ma mi sa che me lo perdo) ci sarebbe l’evento più glamour della stagione VIP qui in Olanda ovvero la scofanata di aringhe “nuove” appena pescate con 1200 invitati sull’esclusivo pratino sotto la finestra della mia camera in arrivo in battello da ogni dove (testuali parole).
Antonino e Nicola mi hanno chiesto di restare ma ho praticamente già trovato 10 persone che mi comprano l’invito: sono parecchio indeciso ma alla fine farò lo snob e rientrerò in Italia con il Meridiana delle 19. Di VIP olandesi non è che ne conosca poi molti…
Aggiornamento ore 14:34 sull’esclusivo Hilton HaringParty: ecco un bel video che mi convince che tutto sommato me lo posso perdere…
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HaringParty Hilton
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Iera sera 
Alla fine credo che almeno sia stato chiaro che il sommelier oggi può essere davvero una figura chiave sia per i ristoratori che per i produttori di vino, sia che siano “informatici” che tradizionali! Ma la cosa più bella rimarrà l’aver usato l’armamentario PC notebook I Phone Modem UMTS sulla cucina a induzione ultimo modello extralusso Molteni dove un attimo prima si agitava con maestria il grande Gennaro Esposito, star dell’ultima giornata con la sua Zuppa di Mare.
interessantissima con un perlage incantevole. Dato che Marco è alla sua prima volta anche su internet, ne approfittiamo con Luciano Pignataro e gli altri blogger interventuti per discutere di come sta evolvendosi la rete nel settore cibo e vino e soprattutto se sta andando da qualche parte. E intanto che parliamo, sfruttiamo l’effetto palco e i riflettori e il fatto che sembriamo professionali: arriva Bonci e il suo Panbriacone, sorta di Panettone quadrato imbevuto di vino passito, molto pericoloso perchè non strozza e ne mandi giù mezzo kilo senza accorgetene. Grandissima pure la
Continuiamo la discussione nella lounge di Squisito dove c’è lo stand Bibenda Duemilavini un pò asettico e freddo (ma vini ottimi come sempre) con una inquietante teca di cristallo (manco l’Ara Pacis) che racchiude degustatori e relatori in una stanza di vetro dove (immaginiamo) la concentrazione è assoluta.
C’è tempo per uno stuzzichino a base di Friggione nella 


Al di là della spettacolarità della preparazione ciò che colpisce è l’esaltazione del gusto di mozzarella nel palato amplificato dalla croccantezza della parte esterna entrata a contatto con l’azoto liquido (-270°) e sottolineata dal leggerissimo condimento. Se siete curosi di seguire le fasi di preparazione (ovviamente la mousse era stata preparata a Firenze e portata nel sifone) del piatto ecco qui un video:
Ancora un pò di scena e spettacolo per i Gamberoni avvolti nella pancetta su passato di fagioli e farro, piatto all’apparenza semplice ma che in realtà presenta un notevole grado di difficoltà nel dosaggio di pancetta e nella cottura mai troppo prolungata. Il contrasto dolce/salato e il connubbio con il passato di fagioli e farro crea un notevole dinamismo in bocca e rende speciale un piatto copiato e riproposto in ogni cucina italiana ma mai con risultati così misurati.
Giornata piena oggi a Napoli…Con il fresco (ma senza alcuna traccia di spazzatura) arrivo stamani ai Campi Flegrei e arrivo nella spettacolare lounge
Ma anche il Glisso (che da oggi citerò come riconoscimento ad ogni vino bianco…) e la scoperta dei fiori di Amaranto è stata notevole così come il gusto dei fiori della Borragine che sanno di ostrica con il loro retrogusto iodato.
e da mangiare in un sol boccone e la Pastiera Napoletana racchiusa in un cucchiaio e dorata. La capasanta era una vera gioia del palato con un contrasto tra grasso e amaro, dolce e salato e una pienezza di gusto rifinita dall’affumicatura spettacolarmente effettuata all’ultimo momento nel bicchiere poi chiuso in modo, appunto, da affumicare il mollusco.
E qui devo dire che le sorprese non sono mancata con una serie di vini interessantissimi da parte di 
Tra tutte le occasioni che mi si sono aperte con la mia attività di sommelier “informatico” questa è una di quelle che mi ha fatto subito una gola immensa e anche una grande soddisfazione. Trovarmi a Napoli durante 
After a long battle Aldo Sohm from New York restaurant Le Bernardine won the first WSA best sommelier competion. Good nose and recognition skills together with sympathy and kindness towards the guest at the table made him to win with good cause. He showed also a perfect knowledge about sigars and their pairings with spirits. Well done Aldo, and all of you can follow his performance on Burde web channel on you tube.