Icchè mi succede

Dal BlogCafè ad Amsterdam: da Squisito al cimitero di Van Gogh passando per il Consolato

Forse il titolo è un pò esagerato e dalla foto qui a fianco potete immaginare che proprio male qui all’Hilton di Amsterdam non si sta ma tutta la professionalità e il grado di coccole che un moderno 5 stelle riesce ad offrire (9 tipi diversi di sapone da richiedere? il menu dei cuscini??? e io che non mi sono nemmeno abituato alla carta delle acque minerali).

Si sta benissimo ma abbiamo solo due sere qui alla corte di Rembrandt quindi torniamo al Vinomio per incontrare Claudia, la proprietaria e fare due chiacchere sul vendere vino italiano in olanda. E già che ci siamo mangiamo una fantastica mozzarella di latte di bufala ma intrecciata e caseificata qui in olanda da mani italiane. Non è niente male e nemmeno il prosciutto (Di Parma) che l’accompagna. Acqua dalla fontanella a disposizione per chi beve qualcosa che non sia vino, un prosecco Rosè (!) come abbinamento e bella musica in sottofondo. Comode le vespe per sedersi, nonostante nei video la gente sembra meno goffa di me.

Ecco qui Claudia Pacifici e il vino in Olanda:

[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
Claudia Pacifici VinoMio Amsterdam
[/coolplayer]

Il giorno successivo, dopo la lezione, trovo finalmente il tempo di andare al punto di ritrovo degli Italiani qui ad Amsterdam ovvero il museo di Van Gogh (anzi Van Coch come si pronuncia qui) e come spesso accade quando vedi una espressione artistica di cui si sente troppo parlare rimani colpito e abbacinato da ciò che non ti aspetti. Con i Baustelle e il loro Nulla (“Mi spieghi che dietro ogni campo di grano C’è il Divino C’è Van Gogh, Invece temo il peggio” ) entro pensando solo ai Girasoli e ai Mangiatori di Patate ovvero i due quadri che ogni studente italiano della mia età è stato costretto a vedere in una mostra a Roma ai tempi (tristi) del liceo, anzi forse addirittura ai tempi del ginnasio.

E invece rimango folgorato da uno dei primi quadri (Maggio 1885) ovvero Il Cimitero dei Contadini di cui esistono almeno 3-4 versioni e temi analoghi ma quello di cui parlo è questo qua:

Colori e risoluzione non rendono la benchè minima idea del senso misto di angoscia, desolazione, calma e serenità che questo quadro riesce ad infondere. Non so perchè ma mi ha fatto ripensare a come mi immaginavo l’ingresso del regno dei mostri leggendo Cabal di Clive Barker. Sarà stato il sonno e la stanchezza e la monotonia della audioguida ma mi sono ritrovato a immaginarmi di entrare dentro la porta socchiusa sotto la finestra ormai colma di erbacce per trovarmi di fronte ad una immensa scalinata che porta in basso, altre volte invece entrando capivo che quello che si vedeva in superficio non era che l’ingresso di un ascensore, ovviamente che va solo giù. Uscendo la finestra sulla destra mi pareva persino illuminata in modo sinistro e i corvi neanche tanto fermi.

Passando oltre si va un pochino più sul Van Gogh tradizionale ma dopo questo quadro anche i Girasoli così gialli e luminosi sono a suo modo inquietanti (e in teoria sono pure responsabili del primo attacco di nervi dopo la rottura con Gaughin che andò a stare con Van Gogh proprio perchè affascinato dai Girasoli). E vogliamo parlare della sedia dedicata proprio al pittore francese che fa tanto Alone in the Dark?

E l’alternanza lancinante tra gioia, morte disperazione e speranza di vita normale sono ancora più commoventi osservando uno accanto all’altro i quadri dipinti a Saint Remy durante il ricovero per malattia mentale. Vedere accanto i profumatissimi e azzurri Mandorli in fiore (un inno alla vita per il nipotino appena nato) alla sinistra e solare metafora del Mietitore ti colpisce non poco e quando arrivi ai famosissimi Campo di Grano con Corvi e il Campo di Grano sotto un cielo nuvoloso sei ormai quasi nella testa di Vincent e hai voglia te di scrivere nella didascalia del quadro che non ci sono prove sul fatto che siano stati gli ultimi due dipinti…è come dire che l’ultima canzone di Freddie NON è stata The Show Must Go On, quindi la ignoriamo.

Chiude la mostra una foto della lapide di Vincent e di suo fratello, sopravvisutogli di soli 6 mesi. Ed è davanti a quella foto che ti rendi conto che razza di personaggio rock maledetto e affascinante Vincent possa essere stato e capisci come mai continua ad affascinare il mondo con le sue Starry Nights. Non è solo il tratto e il colore e nemmeno l’orecchio tagliato, è proprio tutta la sua vita di ostinato autodidatta e di eterno perdente ma mai domo dietro ai suoi sogni che ti colpisce quadro dopo quadro, e non ce n’è alcuno che sia autocompiacimento o fine a se stesso, piuttosto sempre una ricerca continua e incessante della verità della sua arte. Che come spesso accade, divenne chiara solo anni dopo la sua morte, con l’arrivo della nostra cosidetta “era moderna”.

Non chiedetemi come ma dopo questa esperienza molto Stendhal, vengo prelevato dall’albergo e mi trovo a stringere la mano al console dimissionario italiano in Olanda che parte per il Sud Africa (in tempo per i Mondiali, mi confessa, ma non strappo un invito): due chiacchere, stretta di mano, una parola sui sommelier e via di buffet al mitico Ristorante Caruso in Muntplein in questo esclusivo evento con tutta l’Italia che conta in Olanda (e appunto che ci faccio io?!?). Si beve Bolla (Valpolicella e Soave) ma la coda c’è dietro all’evergreen e ubiquitario Prosecco Carpenè Malvolti…(tre giorni fa lo bevevo a Napoli al Dinnanna a Posillipo).

In sala un sacco di fiorentini in quasi esilio che si vogliono sentire raccontare quanto è bella Firenze e rispondono che vorrebbero tanto tornare ma che tutto sommato in Olanda si vive un po parecchio meglio. Intanto fuori piove e qualche olandese in bici scivola sui binari dei tram in bicicletta. Almeno il tram a Firenze glielo faremo trovare… Okay il buffet è andato ed è ora di andare nella serata più cool ad Amsterdam il lunedì ovvero da Pasta e Basta che di Italiano ha praticamente solo il nome e i vini ed è un lussureggiante jazz bar con musica dal vivo con camerieri e personale di sala che sale sul palco e improvvisa balli, canzoni (e obbligatorio canale YouTube). Stasera guida le danze e i fiati un personaggione del Jazz qui ad Amsterdam di cui adesso mi sfugge il nome (tutte a dire che era belloccio ma Barbara, Marina, Cinzia, mi aiutate a ricordare come si chiamava?!?). Isaac e il proprietario del locale Hans Duyf (miei allievi al corso) ci innaffiano di bianchi, da uno Chardonnay Argentino 2007 di Bianchi ad un WineSpectator Top 100 Ataraxia 2007 dal Sud Africa (notevole), un Riesling di Dr Loosen e soprattutto un sontuoso Chablis Grand Cru Vaudesir 2004 di William Fevre che accompagna benissimo le note del sax e delle diverse perfomer che si alternano al microfono. (Fa parecchio figo e allora dichiaro che Vaudesir è il mio Grand Cru di Chablis preferito, visto che tutti i sommelier ne hanno uno diverso).

Ma decidete pure voi se lo spettacolo valeva la pena (ok giudicate solo l’audio che si vede molto poco):

[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
Sax Amsterdam Pasta e Basta
[/coolplayer]

Bellissima compagnia a tavola con tutto lo zoccolo duro di Quelli di Astaroth e incontri e chiacchere di vita olandese che mi fanno capire diverse cose di questo paese e soprattutto mi chiariscono come mai ci sono tanti italiani qui. Usciamo e ovviamente piove, meno male che Marika (ligure, attrice, interprete e corrispondente olandese del CorSera e SOPRATTUTTO della Gazzetta dello Sport!) mi accompagna (in bici) fino ad un taxi. Già la Gazzetta, lì uno che scrive di vino gli manca davvero…quasi quasi mi faccio raccomandare.

Dalle ultime frasi è evidente che son stati giorni un pò pieni…un saluto 1500 km più in basso a San Patrignano e al BlogCafè che lancia la sfida per il prossimo anno e via di corsa a nanna che domani in aula ci sono Lazio Umbria Sicilia e Sardegna da affrontare…e nel pomeriggio (ma mi sa che me lo perdo) ci sarebbe l’evento più glamour della stagione VIP qui in Olanda ovvero la scofanata di aringhe “nuove” appena pescate con 1200 invitati sull’esclusivo pratino sotto la finestra della mia camera in arrivo in battello da ogni dove (testuali parole).
Antonino e Nicola mi hanno chiesto di restare ma ho praticamente già trovato 10 persone che mi comprano l’invito: sono parecchio indeciso ma alla fine farò lo snob e rientrerò in Italia con il Meridiana delle 19. Di VIP olandesi non è che ne conosca poi molti…

Aggiornamento ore 14:34 sull’esclusivo Hilton HaringParty: ecco un bel video che mi convince che tutto sommato  me lo posso perdere…

[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
HaringParty Hilton
[/coolplayer]

Saluti a Cooking, a Vitigno Italia e la grande Napoli…e arrivederci a Squisito!

Iera sera Seratona Champagne d’Estate da Burde e nonostante la stanchezza, serata molto piacevole anche per via dei bei ricordi portati dietro da Napoli. Città e terra benedetta da Dio e maledetta dagli uomini, ma se ne vedi i lati positivi e in questi giorni ho visto praticamente solo quelli, ti strega e ti conquista ( e non sono l’unico blogger che la pensa così, vedi Terry , dal vivo grandissimo e simpatico come sul blog, e Briscola). E ti fa ancora più rabbia pensare non solo ai sacchi della spazzatura ma a tutto quanto avvelena la città e mina le sue potenzialità economiche e sociali. Che, nonostante tutto, prospera e sopravvive a tutti gli errori che sono stati fatti e si continuano a fare. Approfitto del blog per salutare quanti hanno contribuito alla bella riuscita dell’evento e a quanti hanno partecipato, davvero numerosi e curiosi, addirittura curiosi e interessati al seminario che ho tenuto con Alessandro Tomberli (vabbè è vero che erano tutti lì per sentire i segreti della cantina di Pinchiorri, comunque mi sono sentito al centro dell’attenzione lo stesso…). Se avete voglia le slides che avevo preparato sul mio intervento sul Marketing del Vino del Futuro e il Futuro dei Sommelier le trovate su SlideShare con tanto di linkografia e biografia minima.

| View | Upload your own

E non pensavo che tanto pubblico ascoltasse con attenzione sincera teorie di Coda Lunga, Mondi piatti, e video virali. Alla fine credo che almeno sia stato chiaro che il sommelier oggi può essere davvero una figura chiave sia per i ristoratori che per i produttori di vino, sia che siano “informatici” che tradizionali! Ma la cosa più bella rimarrà l’aver usato l’armamentario PC notebook I Phone Modem UMTS sulla cucina a induzione ultimo modello extralusso Molteni dove un attimo prima si agitava con maestria il grande Gennaro Esposito, star dell’ultima giornata con la sua Zuppa di Mare.

Gran finale con la premiazione come Chef Emergente del Sud di Domenico Cilenti del ristorante Porta di Basso, a Peschici (FG), premiato dal vincitore dello scorso anno Vincenzo Candiano della Locanda di Don Serafino, tra l’altro persona simpaticissima e gentile che mi ha fatto il commento tecnico delle esibizioni degli chef, insieme a al mitico Salvatore Carpenzano commento adatto anche ad un ignorante pivello come me.

Poi tutti insieme sul palco con il grande mattatore Luciano Pignataro, con Luigi Cremona (impressionante per tenuta atletica e di voce, non ha praticamente smesso di parlare due minuti in tutti i due giorni saltellando da un palco all’altro, ritiro le mie accuse di somiglianza con Antoine Ego di Ratatouille…) e con Lorenza di Witaly e le sue efficientissime, dolci, gentili e simpatiche collaboratrici Giulia, Rosalba, Cristina e Flavia sempre all’altezza delle più stravaganti richieste di cuochi e ospiti dalle pentole, al pane, all’azoto liquido e quant’altro ci poteva venire in mente. Appuntamento e saluti a prestissimo visto che la banda si riunirà da domani fino a domenica a Squisito a San Patrignano con la spettacolare kermesse di buon cibo e buon vino, e i soliti noiosissimi interventi dei blogger malati di protagonismo come il sottoscritto.

Altre foto e commenti al volo sulla galleria di Flickr.

Squisito BlogCafè 2008: la rete e il food and wine, a che punto siamo?

Due o tre perle da Squisito e dal BlogCafè che non ho avuto umanamente il tempo di pubbicare e postare nei giorni scorsi (chiedo venia!). Ecco ad esempio Luciano Pignataro, mattatore di Vitigno Italia e del primo giorno di Blog Cafè che svela alcuni retroscena del suo ingresso in rete. Con opportuni aggiustamenti, la storia di tutti noi blogger, e, si spera, di molti altri giornalisti comunicatori e produttori italiani.

[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
Luciano Pignataro e la Rete
[/coolplayer]

Lo avete Per fortuna che interviene Marco Cuscito un produttore di Valdobbiadene alla sua “Prima Volta” con un Prosecco, extra dry notevolissimo alla prova di sommelier (e aspiranti tali) e curiosi. Poca pera (finalmente) ma frutta croccante agrumata interessantissima con un perlage incantevole. Dato che Marco è alla sua prima volta anche su internet, ne approfittiamo con Luciano Pignataro e gli altri blogger interventuti per discutere di come sta evolvendosi la rete nel settore cibo e vino e soprattutto se sta andando da qualche parte. E intanto che parliamo, sfruttiamo l’effetto palco e i riflettori e il fatto che sembriamo professionali: arriva Bonci e il suo Panbriacone, sorta di Panettone quadrato imbevuto di vino passito, molto pericoloso perchè non strozza e ne mandi giù mezzo kilo senza accorgetene. Grandissima pure la cioccolata di Gardini con l’uso del sale di Cervia, sarà pure la vicinanza del mare ma è strabuono e delicatissimo. Continuiamo la discussione nella lounge di Squisito dove c’è lo stand Bibenda Duemilavini un pò asettico e freddo (ma vini ottimi come sempre) con una inquietante teca di cristallo (manco l’Ara Pacis) che racchiude degustatori e relatori in una stanza di vetro dove (immaginiamo) la concentrazione è assoluta.

Manca Martinetti ma un salto da Grom lo facciamo lo stesso con
dei gusti piuttosto interessanti da provare, noi andiamo su uno Zabaglione al Loazzolo che ci riempie ogni papilla gustativa, ma la tanto decantata Crema stavolta ci delude un pò, rimandata allo scontro tra creme che faremo a Firenze con Leonardo Romanelli e la banda dei blogger fiorentini.

C’è tempo per uno stuzzichino a base di Friggione nella Dispensa di Amerigo che poi si corre all’aperitivo del BlogCafè con musica (e meno male che abbiamo DJ Kruger alla consolle) vino e cibo servito dal sommelier informatico che posa l’iphone e si mette (finalmente direi) a servire vino dietro al bancone…ovviamente insieme all’onnipresente Mario Fracassi e i suoi prosciutti casentinesi.

E per annaffiarlo, non troviamo di meglio (per non bere sempre vino) di darsi alla birra, con Marco del Birrificio CitaBiunda (biondina in torinese, ci spiega Giulia di Witaly) che oltre a ribadire la venerazione per il Belgio birraio, ci dice come prova a ricreare la magie delle vere trappiste in quel di Neive (e ovviamente fanno la BiancaNeive!!!) usando i lieviti (ellittici) dello Champagne.

[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
Marco di CitaBiunda
[/coolplayer]

Già tardi si fa ma ultimo amarcord di giornata con Kela che ringrazia e ricorda Kruger il mitico Voices di Hall and Oates, mitico e introvabile ellepi che ci ricorda quanto siamo tutti un pò meno giovani…

Enoteca Pinchiorri: Loretta Fanella e Italo Bassi ai fornelli di Cooking for wine

Non capita spesso di “beccare” due tra i cuochi più celebrati d’Italia su di un palco a disposizione del pubblico quindi è abbastanza ovvio che ci fosse molta attesa e attenzione per l’esibizione dell’Enoteca Pinchiorri e delle sue “star”. Addirittura i piatti serviti sono stati 5 per la gioia dei presenti. Come aperitivo è stata servita un freschissimo filtrato di pomodoro con cubetti di pane tostato, una bruschetta “liquida” delicatissima ma che aveva un gusto di pomodoro quasi inebriante. Successivamente una preparazione spettacolare molto gradita e fotografata dal pubblico come la Mousse di Mozzarella di Bufala (in onore di Napoli) cotta in azoto liquido e “condita” con trito di verdure, spezie ed erbe aromatiche. mousse mozzarella pinchiorriAl di là della spettacolarità della preparazione ciò che colpisce è l’esaltazione del gusto di mozzarella nel palato amplificato dalla croccantezza della parte esterna entrata a contatto con l’azoto liquido (-270°) e sottolineata dal leggerissimo condimento. Se siete curosi di seguire le fasi di preparazione (ovviamente la mousse era stata preparata a Firenze e portata nel sifone) del piatto ecco qui un video:

Ecco la preparazione delle mousse di bufala all’azoto

[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
Loretta e Italo Pinchiorri Azoto
[/coolplayer]

Terzo piatto un piacevolissimo Crostino di Foie Gras cotto nel sale e lasciato poi a marinare giorni in olio d’oliva, interpretazione toscana alquanto particolare e intrigante realizzata da Italo Bassi che alleggerisce e personalizza un piatto come il Foie Gras che non può mancare in una cucina di alto livello.

Ancora un pò di scena e spettacolo per i Gamberoni avvolti nella pancetta su passato di fagioli e farro, piatto all’apparenza semplice ma che in realtà presenta un notevole grado di difficoltà nel dosaggio di pancetta e nella cottura mai troppo prolungata. Il contrasto dolce/salato e il connubbio con il passato di fagioli e farro crea un notevole dinamismo in bocca e rende speciale un piatto copiato e riproposto in ogni cucina italiana ma mai con risultati così misurati.

Ecco qui un video di Italo che cucina e ne spiega i segreti:

[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
Italo Bassi di Pinchiorri Gamberoni e pancetta su crema di fagioli e farro
[/coolplayer]

Gran finale “dolce” con Loretta Fanella, una delle pasticcere più famose d’Italia e forse del mondo, che è approdata da Pinchiorri dopo un tour Europeo niente male (Cracco, El Bulli…) e 8 stelle Michelin disseminate e che ci prepara una Meringa di Liquirizia con Ganache al cioccolato e albicocche candite. Tutti ingredienti quasi banali ma combinati in un misto di leggerezza e di gusto che hanno colpito tutti i presenti. Credo che la preparaziona al massimo poteva pesare 10 grammi ma in bocca rimaneva per dei quarti d’ora con un gusto di liquiriza e cacao così penetranti da rendere molto impegnativo qualsiasi abbinamento (a parte forse un Occhio di Pernice Avignonesi…). L’aspetto forse però che più mi ha colpito è un piccolo retroscena della preparazione ovvero che le meringhe nel viaggio avevano preso un pò di umidità e le spume di liquirizia si erano afflosciate ma Loretta ha risolto con un passaggio leggero in forno che è bastato per far tornare la croccantezza originaria della meringa. Io sarei andato un attimo nel panico…ma Loretta è sempre calma e precisa in ogni situazione, fa decisamente un effetto strano parlarci, sempre calma e serena che si capisce subito come sia sul lavoro.

Ecco qui un video di Loretta che ci spiega la “semplice” preparazione:

[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
Loretta Fanella e La meringa di liquirizia
[/coolplayer]

E oggi, finalmente vado sul palco con Alessandro Tomberli, direttore dell’Enoteca e proviamo a dire qualcosa di nuovo sul modo di vendere vino “tradizionale” e soprattutto sul futuro del vino su Internet e non solo.

Trovate su Slideshare in anteprima il mio intervento.

Cooking for Wine a Vitigno Italia in (quasi) diretta

Giornata piena oggi a Napoli…Con il fresco (ma senza alcuna traccia di spazzatura) arrivo stamani ai Campi Flegrei e arrivo nella spettacolare lounge Cooking for Wine di Luigi Cremona con ben due palchi attrezzati con cucina e un via vai continuo di cuochi di grande livello. Un sacco di gente da salutare e soprattutto un sacco di persone che mi conoscono ma che non ho mai visto prima: l’effetto blog e i video su YouTube mi precedono ma non avevo idea di quanta gente li guarda! Sono commosso e stupito e cerco di parlare con tutti e ascoltare idee e suggerimenti per il blog, grazie a tutti e soprattutto ai sommelier presenti per l’accoglienza da “star”: davvero non merito tanto calore e affetto, troooooopo buoni!

L’idea comunque era di andare ad assaggiare un pò di produzione campana ma resto subito rapito da Enrico Crippa dal Ristorante Piazza Duomo di Alba che presenta la sua cucina a base di germogli, fiori e spezie giapponesi delicatissime che incantano l’occhio e anche il palato. Ci ha fatto assaggiare un Parmigiana di Melanzana rivisitata addirittura commovente con un gusto delicato e finissimo che mi ha stupito non poco. enrico crippaMa anche il Glisso (che da oggi citerò come riconoscimento ad ogni vino bianco…) e la scoperta dei fiori di Amaranto è stata notevole così come il gusto dei fiori della Borragine che sanno di ostrica con il loro retrogusto iodato.

Nemmeno il tempo di assaggiare qualche piatto preparato dagli chef per il menu dei bambini (uno dei temi obbligati del concorso Chef Emergente di questo anno), tra cui un magnum di piselli e nocciole dall’aspetto incredibile, ecco che è già in pedana Ilario Vinciguerra, vincitore a San Sebastian pochi mesi fa, che ci propone due cavalli di battaglia non da poco ovvero la Capasanta su letto di scarola affumicata al momento (servita in un bicchiere chiuso e da mangiare in un sol boccone e la Pastiera Napoletana racchiusa in un cucchiaio e dorata. La capasanta era una vera gioia del palato con un contrasto tra grasso e amaro, dolce e salato e una pienezza di gusto rifinita dall’affumicatura spettacolarmente effettuata all’ultimo momento nel bicchiere poi chiuso in modo, appunto, da affumicare il mollusco.

Grande concentrazione e ricchezza di sapori, così come nella Pastiera quasi liquida dentro l’involucro dorato. Bella l’idea di mangiare interi i piatti in un sol boccone, bell’invito a godere del boccone pieno contro l’assaggino classico…

Aspettando Marco Sacco del Piccolo Lago, sfrutto la compagnia di Tommaso Luongo Delegato AIS Napoli (nonchè curatore del primo blog di delegazione di Italia ovvero Ais Napoli Blog) e del presidente AIS Campania Antonio del Franco per portare un saluto ai sommelier italiani e soprattutto ne approfitto per girare un pò tra gli stand. Ecco qua il loro video:

[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
Tommaso Luongo e Antonio del Franco
[/coolplayer]

E qui devo dire che le sorprese non sono mancata con una serie di vini interessantissimi da parte di Terre del Principe con un Pallagrello fermentato in legno notevole, profondo e fruttato e un rosso da uve quasi appassite davvero importante e ricchissimo senza essere pesante, vitigni Aglianico e Piedirosso autoctoni 100%.

Tanti i Greco di Tufo presenti, molti già vecchie e buone conoscenze come Terredora, De Falco, D’Aione e una grandiosa scoperta come Petruro,

piccola e costosa perla in sole 3000 bottiglie ma dotata di una potenza e una eleganza minerale davvero notevoli. Giro un altro pò tra gli stand e pesco un Lacrima Chrysti notevole in una bottiglia di polvere del Vesuvio vetrificata bellissima da De Falco. E pure il vino faceva la sua figura.

E se stavo dietro a Luciano Pignataro non la finivo più di assaggiare quindi meno male che sono arrivate le 18 ed era l’ora di Italo Bassi e la cucina di Pinchiorri…facciamoci strada nella ressa, vai…

Andrea Gori e Pinchiorri a Napoli il 28 Maggio per Cooking for Wine in Vitigno Italia

Tra tutte le occasioni che mi si sono aperte con la mia attività di sommelier “informatico” questa è una di quelle che mi ha fatto subito una gola immensa e anche una grande soddisfazione. Trovarmi a Napoli durante Vitigno Italia sullo stesso palco con Alessandro Tomberli, direttore di sala dell’Enoteca Pinchiorri (Giorgio probabilmente non ce la farà a venire) e parlare di “Vendere il vino ieri oggi e soprattutto domani” sarà un grande onore e pure un grande onere…

Intanto ho avuto la possibilità di toccare con mano la realtà di Giorgio e della sua “follia” andando in visita in Via Ghibellina 87, una cantina e una carta dei vini che rappresentano un unicum mondiale da cui c’è da imparare  e non solo da parte di chi gestisce un ristorante tristellato. I principi e i meccanismi cui si ispira sono infatti costruiti egualmente su logica e passione e attenzione al cliente. Ed è proprio di questo che parleremo Mercoledì 28 alle 10:30. Bhè ovviamente poi discuteremo anche di come l’approccio Pinchiorri può essere integrato e perfezionato con l’utilizo dell’informatica e soprattutto mediante le possibilità di Internet 2.0. Bella la rete e bello il web, però quando poi ti trovi di fronte a certe scene ti rendi conto che…

cantina pinchiorri francia

Aldo Sohm Best Sommelier of the world 2008 WSA

After a long battle Aldo Sohm from New York restaurant Le Bernardine won the first WSA best sommelier competion. Good nose and recognition skills together with sympathy and kindness towards the guest at the table made him to win with good cause. He showed also a perfect knowledge about sigars and their pairings with spirits. Well done Aldo, and all of you can follow his performance on Burde web channel on you tube.

Aldo Sohm miglior sommelier del mondo 2008

Siamo sicuri che se ci fosse stato luca in finale sarebbe andata MOLTO diversamente ma onore ad Aldo che ha fatto una prova ineccepibile e anche istrionica sempre restando nei limiti del sommelier. Anche avvantaggiato dall’uso della lingua inglese ha comunque messo d accordo tutti. “Molto preparato e vivace ma sempre corretto e nel ruolo” dice Antonello Maietta e concordiamo appieno. Da stanotte online foto e video nel classico blog report.

E intervista esclusiva “a caldo” a Luca dietro le quinte con una promessa a tutti i sommelier…