La 2021 a Montalcino è un’annata che si definisce per contrasti e particolarità climatiche ma che ha portato nei bicchieri vini di alta qualità e un carattere vivace e profondo che non trascura la verticalità, oggi elemento fondamentale di ogni vino. Volendo semplificare ad un assaggio frettoloso per chi ha in mente le ultime vendemmie, sembra una 2019 più leggera ma con grinta e concentrazione simile oppure una 2020 con qualche ambizione di longevità maggiore.
In realtà, l’analisi più approfondita portata avanti dai Master of Wine italiani Andrea Lonardi e Gabriele Gorelli (tra l’altro ilcinese 100%) con il progetto Forma parla di una annata sulla scia delle croccanti ed eleganti 2008, 2014 e 2018, definibile con tre aggettivi “Fragrant, Refined, Slender” ovvero “Fragrante, definita, verticale”, decisamente in linea su quanto il mercato oggi chiede ad un vino.
Il tutto merito, dal punto di vista climatico, di una straordinaria serie di giornate con escursioni termiche tra le più forti della storia in Italia e in vigna e in cantina di un notevole manico “diffuso” sul territorio. Qui riportiamo il video della presentazione completa se voleste approfondire.
Questa la defizione esatta dei termini usati:
Un’annata fragrante. Un’espressione di Brunello dal profilo più floreale e aromatico, con richiami alla pesca e alla ciliegia rossa croccante. Un carattere dettagliato e stratificato, che mette in risalto il cuore del frutto e una gestione dell’estrazione attenta e precisa, a conferma dell’attitudine vibrante del Brunello. Intrigante, puro ed etereo, con una speziatura distintiva che aggiunge complessità e una vena di macchia mediterranea che ne esalta la bevibilità.Un’annata definita. L’equilibrio sorprendente del Brunello 2021, con un’armoniosa interazione tra concentrazione aromatica, alcol e tannini, è legato alle condizioni climatiche. Nonostante una stagione molto secca, le piogge nel trimestre chiave per il Sangiovese (giugno, luglio, agosto) sono state leggermente superiori alla media. Le ondate di calore sono state brevi e mai eccessive, dando origine a vini saporiti e completi, privi di qualsiasi segno di surmaturazione o di rigidità tannica, confermando così un’annata di Brunello contraddistinta da eleganza e finezza.Un’annata verticale. Un attributo tattile raro per un Brunello slanciato e di aggraziata profondità, fedele all’eredità del Sangiovese. La struttura è in una tensione armoniosa; i tannini mostrano una tessitura che varia dal gessoso al sabbioso, con una lineare dinamicità. Un’annata che celebra la diversità del carattere territoriale e dello stile enologico all’interno della denominazione. La purezza espressiva, la succosità diffusa e il volume etereo permettono al Brunello 2021 di distendersi nel retrogusto, rivelando una chiara predisposizione a un’evoluzione positiva e duratura.
Il grande lavoro del progetto Forma sta già riuscendo a spostare l’attenzione da una valutazione quantitativa di una annata (in termini di punteggio, stelle o altro) a quella della sua natura e qualità ovvero del suo carattere. Oggi i punteggi e le classifiche sono sempre meno importanti ma è invece fondamentale informare i consumatori in maniera precisa su come sia in effetti una vendemmia nel bicchiere.

E così ecco una matrice che assomiglia ad una quadro semiotico per Montalcino ovvero 2 assi con sulle ordinate la densità contrapposta alla vivacità (density vs vibrancy) e sulle ascisse la croccantezza vs la maturità (crisp vs ripe).
Su questo grafico vediamo come ad esempio agli opposti della 2021 (avvicinata alla 2018, 2008 e 2014) ci siano le grasse ricche e polpose 2012, 2011, 2017, che 2019 e 2020 siano molto più vicine di quanto si poteva pensare (nel quadrante vivace e maturo) e a loro volta diametralmente opposte alle dense e croccanti 2006, 2010, 2005 e 2013. Per ogni millesimo è inoltre riportata anche la “grana” del tannino ovvero se armonioso (“harmonious” come nella 2018 o nella 2007) oppure verticale (“vertical” 2005 e 2021) o ancora duro (“firm” come 2006, 2011, 2012.
Ma come si è arrivati climaticamente al risultato della 2021 nei bicchieri?
La vendemmia si è svolta nella seconda metà di settembre e si è conclusa nei primi giorni di ottobre, quando sono arrivate consistenti piogge autunnali dopo il 5.
Per questa vendemmia guardando i dati del progetto Forma, arricchitosi quest’anno di nuove centraline e dati di rilevazione su tutto il comune, l’annata è stata segnata da tre elementi distintivi: innanzitutto, la gelata del 7-8 aprile che ha ridotto drasticamente le rese per ettaro; in secondo luogo, una siccità prolungata tra maggio e fine agosto, con la seconda stagione più arida degli ultimi trent’anni (meno 36% di piovosità rispetto allo storico, solo la 2003 è stata paragonabile) e infine la poca presenza di calore estremo (meno 30% di giornate oltre i 35 gradi). La primavera è stata più fredda della media degli ultimi trent’anni e piuttosto piovosa, mentre settembre si è rivelato più caldo e secco rispetto alla serie storica. Le escursioni termiche sono state molto importanti, soprattutto nelle zone a sud e sud-ovest ma in generale si può immaginare che sia stato l’elemento che più ha contribuito alla riuscita del millesimo.
Questa combinazione di fattori ha generato con un poco di sorpresa vini di grande qualità non privi di eleganza e sottigliezza lontani sia dalla amatissima 2020 sia dalla potente 2019. La scarsa quantità dovuta alla gelata primaverile ha influito positivamente sulla concentrazione delle uve, che sono arrivate alla vendemmia con un perfetto grado di maturazione e un’ottima componente di finezza. Le piogge di agosto hanno equilibrato la maturazione, regalando vini con grande freschezza e un frutto importante senza strafare e soprattutto senza far anticipare troppo la vendemmia.
Il profilo organolettico della 2021 si caratterizza per profumi intensi ed eterei – viola mammola, rosa canina, ciliegia sotto spirito, fichi e cuoio lavorato – e per una struttura al palato piena, elegante e equilibrata. Il frutto è preciso e integro, il tannino marcato ma in prospettiva intrigante, supportato da una buona acidità che ne definisce l’attitudine all’invecchiamento e alla sicura longevità. Gli assaggi parlano in effetti di un vino vivo, solare, verticale, sapido e al tempo stesso rotondo che riesce a stupire per la sua energia e profondità.
In sintesi, la 2021 è quindi annata verticale, sapida, viva che non rinuncia al grande frutto delle annate recenti: sono vini strutturati ma con grande freschezza, dove l’acidità non è altissima ma bastevole a bilanciare bene il corpo e la concentrazione. Qualcuno ha parlato di una grande vibrazione, un Brunello che si esprime già bene dall’inizio ma con un grande potenziale di invecchiamento, capace di interpretare in modo classico l’essenza stessa oggi di Montalcino.
Nei nostri assaggi vedrete che ci sono notevoli exploit e anche se mancano i vini perfetti, c’è tanto spazio per vini da mettere in cantina con fiducia.