Il vino la vigna gli animali: principi di Biodinamica

Con colpevolissimo ritardo (visto che iniziava stamattina!) vi segnalo un corso di Agricoltura e Viticoltura Biodinamica a Pontassieve, presso la Fattoria Cerreto Libri (che ormai conoscerete benissimo, abbiamo assaggiato spesso i loro prodotti) che ospita fino a domenica tre esperti del Settore come Michele Lorenzetti, Carlo Triarico, Marco Verdone e Carlo Noro. Non se se ce la faccio ad esserci ma forse un salto domani pomeriggio non sarebbe una cattiva idea.

Ecco qui programma e qualche informazione sui relatori:Carlo Triarico è storico della scienza e responsabile della sezione toscana dell’Associazione per l’Agricoltura Biodinamica italiana, è fondatore dell’agenzia formativa APAB che ha sede a Firenze.
Marco Verdone è medico veterinario omeopata, consulente veterinario della Casa di reclusione dell’Isola di Gorgona ad indirizzo agro-zootecnico e della Tenuta di San Rossore (PI). Autore del libro “Il respiro di Gorgona: storie di uomini, animali e omeopatia nell’ultima isola carcere italiana”.
Michele Lorenzetti 37 anni, Biologo e Enologo esercita la libera professione come consulente vitivinicolo in tutto il territorio italiano. Si occupa di sole aziende che applicano o vogliono applicare il metodo biodinamico in azienda. Coltiva in proprio 1,2 Ha di vigneto in Toscana sull’Appennino Tosco-Emiliano. Info: www.biologicodinamico.it.

Il programma lo potete scaricare da qui. Ve lo riportoper praticità:

Programma
Venerdì 20
9.30- 13.00 Carlo Triarico: introduzione all’agricoltura biodinamica, il suolo e la sua
fertilità come base irrinunciabile per l’applicazione del metodo.
ore 11.30 pausa caffè
ore 13.30 pranzo
15.30-18.30 Marco Verdone: la presenza animale in agricoltura.
ore 17 pausa caffè
ore 20.30 cena
Sabato 21
9.30-12.30 Michele Lorenzetti: Riflessioni e approfondimenti sulla viticoltura biodinamica.
12.30-13.30 degustazione di vini naturali:
Toscana (Pontassieve): Fattoria Cerreto Libri – Chianti Rufina DOCG 2006
Emilia Romagna (Castellarano): Il Farneto – Rio Rocca 2007
Lazio (Piglio): La Visciola – Cesanese del Piglio DOC 2007
Lombardia (Montù Beccaria): Andi Fausto – Barbera Oltrepò Pavese DOC 2005
ore 13.30 pranzo
ore 15-16.30 Michele Lorenzetti: spunti tecnici sulla vinificazione naturale
in bianco e in rosso.
ore 16.30-18.30 Carlo Noro: uso dei preparati biodinamici.
ore 16.30 pausa caffè
ore 20.30 cena
Domenica 22
ore 9.30-13.30: Michele Lorenzetti e CarloTriarico: presentazione
e discussione sul disciplinare Demeter del vino.
ore 11.30 pausa caffè
ore 13.30 pranzo e saluti

Costo partecipazione 60 euro

22 thoughts on “Il vino la vigna gli animali: principi di Biodinamica

  1. Michele Braganti says:

    .VINIFICAZIONE NATURALE:
    aggiungo io, a vasca aperta
    ingredienti:

    si prende dell’uva sana,possibilmente vendemmiata in cassette,possibilmente sangiovese,si diraspa in parte o completamente,dipende dai gusti……..anche lo schiacciamento soffice degli acini e’ lasciato a discrezione del cantiniere e dell’enologo…..
    a questo punto si mette dentro un tino,preferibilmente di legno, ma va bene anche di cemento,(io ho questi),d’acciaio,peggio perche’ e’ un ottimo conduttore di calore e tende a scaldarsi troppo…. anche perche’ il controllo della temperatura con metodi artificiali non mi piace…
    si fa un primo rimontaggio al chiuso per amalgamare la massa con il metabisolfito,che per uva sana non sara’ mai superiore ai 6gr per quintale di uva…….
    dopodiche’ si aspetta…….i lieviti normalmente presenti nell’uva faranno il loro corso e si attiveranno dopo un giorno circa, in quel frangente anche se compariranno un po’ di odori sgradevoli tipo acetone, al primo rimontaggio,bello vigoroso, all’aria svaniranno del tutto……nei primi giorni di fermentazione i lieviti necessitano di piu’ ossigeno possibile,non dobbiamo aver paura nel fare i rimontaggi lunghi,in questa fase le bucce reggono bene……
    la fermentazione va avanti la temperatura si alza anche ai 30 gradi…..e sticazzi…per il sangiovese e’ un toccasana…..al picco di temperatura si fa un delestage,ovvero si pompa la parte liquida in un altro tino si aspetta almeno 4 ore e si ripompa sulle vinacce che nel frattempo si sono raffreddate…..
    tutto questo fino a quando lo zucchero sara’ inferiore ai 3 gr litro……ovviamente i rimontaggi diventeranno via via sempre piu’ brevi e verso la fine della fermentazione diventeranno solo delle bagnature al cappello……
    a quel punto si chiude anche la vasca,e si lascia un po’ in macerazione i tempi sono a discrezione del cantiniere o dell’enologo….

    ecco io lavoro cosi’…….

    p.s.
    non sono ne biologico ne biodinamico….chi mi ha insegnato…..alcuni vecchi e fieri agricoltori di Radda…mi ha insegnato cosi’…….e al loro tempo non esistevano tante boiate.
    domanda…..icche’ ha inventato Steiner….?????..

  2. Michele
    dimentichi che i rimontaggi non si deve vergognarsi a farli all’aria per dare ossigeno ai lieviti, far svanire la carbonica e togliere il puzzo di merdino.
    I nostri vecchi erano tutti contadini, ma nessuno aveva mai detto loro che avevano inventato una religione.
    Facevano solo quello che avevano sempre fatto con i mezzi che avevano, maiali nel bosco e galline fra i filari compresi.

  3. stefano amerighi says:

    ecco come trasformare due testimonianze belle nella tristezza dell’ accorgermi che anche produttori importanti cadono nella trappola di parlare di cose che non conoscono…ma che c’entra tirare in ballo rudolf steiner dopo aver illustrato come vi hanno insegnato a far il vino? chiosando “non sono ne biologico ne biodinamico….chi mi ha insegnato…..alcuni vecchi e fieri agricoltori di Radda…mi ha insegnato cosi’…….e al loro tempo non esistevano tante boiate.
    domanda…..icche’ ha inventato Steiner….?????..”…. STEINER non c’entra nulla col far il vino!!!…non ne ha mai parlato!!!…ma non solo, gli antroposofi non bevevano neanche vino e per anni gli agricoltori che facevano biodinamica in alcuni paesi estirpavano le vigne…e ancora devo sentire la storiella del VINO BIODINAMICO???…NON ESITE!!!!…quindi alla domanda “icche’ ha inventato Steiner” la risposta è: un metodo , una tecnica agricola, un sistema organico di indicazioni per coltivare la terra mantenendone la fertilità e non utilizzare prodotti chimici.. TUTTE COSE BEN PUò IMPORTANTI PER IL MONDO E PER LA FAME DI QUEL MILIARDO E PIù DI PERSONE CHE NON HA CIBO CHE IL NOSTRO MODO DI FARE IL VINO!!!!… scusate lo sfogo non voglio mancare di rispetto a nessuno ma sentire ancora associare la biodinamica con la ricetta del vino è avvilente.
    In quanto alla “religione” del secondo post invece non mi vergogno di essere offensivo sottolineando l’ottusità e la grettezza del pensiero di chi l’ha scritto, anche se spero più alla disinformazione. Fa comodo buttare in burletta quello che non si capisce. La mia è una famiglia di contadini, in una zona non “nobile” come il chianti ma di zotici e bifolchi come la val di chiana, e se “loro” e non io che conosco internet , scrivo nei blog, e sono nato nel 74, sono ammirati, badate bene senza la cultura di capire che cosa c’è alla base della biodinamicala, dai risultati visibili dell’effetto di questa pratica sul terreno e sulle coltivazioni..e sulla vigna naturalmente… mi scuso per l’irruenza ma le cose le faccio con passione come voi e ci accalora !!!

  4. Michele Braganti says:

    Caro Stefano,
    chi ti dice che non conosco..???…non voglio cascare nel tranello a chi ce l’ha piu’ grosso…..ma chi ti dice che nella mia azienda a parte le boiate…tipo il cornunghia e il giorno della foglia frutto ecc….perche’ di quelle si tratta, non conduca un’agricoltura che potrebbe essere definita biodinamica…..ah gia’ uso il trattore invece delle bestie,per rippare e per fare i trattamenti…..poi per il resto sovesci, potature con la luna, rame e zolfo…….come facevano 100 anni fa….prima di tutti i vari salvatori dell’agricoltura……
    fai il vino con i metodi che vuoi ci mancherebbe ma fallo bene,molto bene,il vino e’ un alimento e’ piacevolezza…..mi sembra che stiamo atraversando una fase dove si cerca di aggiungere qualcosa in piu’ aldifuori delle qualita’ del vino stesso tipo…”si magari puzza…magari sa troppo di legno….MA e’ biodinamico..che diavolo…..!!!”….ecco questa ipocrisia mi ha rotto i coglioni…….non so se sei mai stato da Soldera….aldila’ del temperamento piu’ o meno condivisibile ti consiglio di farci un salto…guarda come tiene le vigne che microecosistema ha creato,come lavora in vigna e in cantina e poi chiedigli cosa pensa dei biodinamici……..lui che e’ stato il primo vero biologico di Montalcino.

  5. stefano amerighi says:

    mi sarebbe piaciuto intavolare una discussione insieme, deplorando come te chi dice: ”si magari puzza…magari sa troppo di legno….MA e’ biodinamico..che diavolo…..!!!” ma dicendo invece ” …..ma chi ti dice che nella mia azienda a parte le boiate…tipo il cornunghia e il giorno della foglia frutto ecc….perche’ di quelle si tratta, non conduca un’agricoltura che potrebbe essere definita biodinamica”… “ecco il bisogno di sparare a zero e poi il bisogno in qualche modo dire che l’azienda potrebbe essere biodinamica” mi toglie la voglia di discutere, perchè non ci sono le basi per farlo, te l’assicuro l’argomento lo conosci molto molto superficialmente, il coinvolgimento di Soldera poi lo trovo superfluo.
    Quindi Continuerò a bere il tuo vino che apprezzo molto… il resto lo reputo tempo sprecato.

  6. Agricoltura letterata.
    Vini che sanno di merdino, niente metabisolfito ma si mette acido ascorbico, mezzo dito di feccia nelle bottiglie, acidità alquanto buone per l’insalata.
    E’ anche un buon paravento per le cappellate.
    La propaganda religiosa non l’ho iniziata io, basta sentire il verbo dei predicatori che hanno inventato il sovescio nel 2009 o qualche anno indietro, non tanti.
    Non ho alcuna voglia di fare polemica, ognuno faccia giustamente le cose come vuole e crede, ma cristo non fu ammazzato dal freddo e la gente in generale capisce di vino più di quello che si crede.
    Io sono solo un piccolo appassionato, seguo in disparte le cose del vino, ascolto volentieri soprattutto chi lo fa.

  7. Michele Braganti says:

    …..mi sa che ti devi fare un po’ di ordine in testa…..io di essere equiparato a un biodinamico non ci tengo proprio..dico solo che tutta sta’ difficolta’ nel fare un’agricoltura cosi’ tanto sbandierata non e’ assolutamente difficile anzi…..!…se tanti tuoi cari colleghi perdessero piu’ tempo in cantina invece di fare marketing e pubblicizzare il biodinamico in giro per l’italia,ci sarebbero molti vini che puzzerebbero meno!
    passo e chiudo definitivamente.

  8. Simone e Zeta says:

    Cerchiamo di non allontanrci troppo dal vino, molti non capiscono una così bella discussione. (purtroppo?)

  9. VignereiMaNonPosso says:

    eh si proprio una bella discussione…
    leggetevi – è sufficiente internet -l’ultimo rapporto sull’agricoltura stilato al vertice Fao di Roma e seguite quanto accadrà a Copenaghen tra qualche settimana nel summit sul clima. Cercate di comprendere cosa potrà significare l’applicazione del biologico – e magari anche del biodinamico anche se ha una rilevanza infinitesimale – per il futuro dell’ecosistema( che poi significa anche occuparsi della fame nel mondo. cercate davvero di guardare al di là delle vostre bottiglie

  10. Alessandra says:

    Salve a tutti,
    scusatemi se mi permetto di inserirmi in una discussione tra esperti vignaioli, biodinamici e non.
    Ma mi sento in qualche modo coinvolta, in quanto amante del vino, in quanto amante della biodinamica, in quanto e soprattutto amante di un concetto che resta secondo me fondamentale sia nella viticoltura tradizionale che in quella biodinamica: il rispetto. Il rispetto nei confronti del sistema che ci circonda e di conseguenza di noi stessi. Il fatto di essere biodinamici và al di là delle tecnologie utilizzate nelle varie discipline scientifiche sulle quali Rudolf Stainer ha scritto e dogmatizzato qualche secolo fa.. Nessuno ha mai preteso di obbligare nessuno.Si tratta di scelte. scelte che prevedono il rispeto della natura( concetto semplicistico per alcuni) di ciò che ci circonda, animato e non. Il fatto di far parte di un ecosistema unico e collegato, ecco ciò che bisogna tenere sempre in mente quando si fa riferimento a Stainer. Cose non lontane dagli insegnamenti che anche più tradizionalmente ci venivano tramandati anche dai nostri nonni…cose semplici, lineari, niente di filosofico o di trascendentale. Magari un pò romantico, perchè si pensa anche alle generazioni che verranno..ma il fatto di essere interessati ai vini biodinamici non deve essere fonte di paura per i produttori tradizionali…non si tratta di mode..ma di cercare di essere meno “tossici”, inquinanti..e di rispettare un “intorno”che anche se non proprio dietro casa tua..lo senti come fosse il tuo.
    Io non sono qualificata come voi per poter parlare di vinificazione in senso stretto, ma sensibile al rispetto di cui sopra..e per finire..la convivenza delle idee è importante, nascondersi dietro ad una ideologia radicata e predefinita non aiuta a sviluppare serenamente i vari concetti seppur radicalmente differenti..

  11. Alessandra,
    sono di fretta perchè c’è il sole e le olive incombono.
    La natura e il suo rispetto sono delle cose pregevolissime.
    Un conto è farlo a parole ricavandone una professione, un conto è essere ogni giorno sul pezzo.
    Se la crisi attuale nel mondo del vino, che non parte da oggi, ma dal 2000, non fosse arrivata, credi che molte aziende avrebbero tirato fuori il biologico?
    Te ne dico una e poi volo via.
    Si parla tanto di fermentazione dell’uva a temperatura naturale e non controllata.
    Credi che parecchi adesso non accendono il refrigeratore per rispetto dell’ambiente o perchè preferiscono risparmiare energia e soldi inverniciando il prodotto di naturalità?
    La campagna richiede coerenza in tutto, altrimenti è lei a far pulizia.

  12. evelina says:

    dice mio padre che purtroppo indietro non si torna, e non è uno scienziato.
    sicuramente se si continua solo a parlare e a non fare NIENTE di buono non si migliorerà MAI!
    quindi invece di attaccarsi l’uno con l’altro e magari lamentarsi e basta, vediamo di iniziare con il rispetto reciproco che forse il resto vien da sè.
    l’unico piccolo dettaglio che spesso ci dimentichiamo è che la terra vive e forse si ribella come chiunque di noi farebbe?!?!?!?!?!?!??!

  13. Michele Braganti says:

    …evelina indirettamente mi hai tolto le parole di bocca…..l’ambiente si rispetta…non solo usando rame e zolfo e nessun diserbante o insetticida….ma trovando fonti d’approvvigionamento d’energia alternative…….io nella mia azienda ho il fotolvoltaico,sto pensando di mettere anche le micro pale eoliche……in cantina e nell’agriturismo ho per per i reflui la fitodepurazione,cosi’ riuso l’acqua per irrigare il prato…….credo che se tante aziende oltre a blaterare d’ambiente applicassero alcuni di questi principi,come in tante stanno per altro gia’ facendo……l’ambiente..IN CONCRETO….ne guadagnerebbe eccome!!!!!……..credo dal mio punto di vista che sia molto di piu’ che sotterrare un corno con un po’ di cacca dentro….!!!!

  14. Alessandra says:

    …beh , complimenti per la sensibilità verso la natura e l’ambiente..risparmio energetico..riciclo materiali e risorse..non male..ma allora..vorrei proprio sapere cs’è che ti spaventa tanto delle usuali pratiche della biodinamica e perchè questo bistrattarle in maniera così poco rispettosa..a te in fondo..cosa importa se uno sceglie di utilizzare concimi o antiparassitari derivati anche da deiezioni animali mischiate a piante e residui ossei???
    se davvero avessi questo interesse nel rispetto della natura ..forse non dovresti essere più attratto da pratiche così poco convenzionali, che tra l’altro FUNZIONANO??
    ricorda..domandare è lecito..non prendere a male parole anche me…;)

  15. VignereiMaNonPosso says:

    ti rispondo io alessandra
    alcuni si scagliano contro certe pratiche, pur avendo una conduzione di tutto rispetto della propria azienda, perchè si dice a roma “rosicano”. perchè non riecono a essere fino in fondo coscienti e consapevoli del proprio lavoro, provano invidiano per qualche successo in più degli altri, perchè hanno capito che certe tematiche – in genere l’ecosostenibile – hanno un appeal forte traducibile anche in termini economici. io personalmente credo che il rischio sia quello di cavalcare la tigre in maniera solo contingente. sul vino biodinamico ci sarebbe tanto da dire anche in negativo. sono decine i vini assaggiati ossidati quasi da subito. quello che a me interessa è un approccio nuovo all’ambiente. ma c’è tanto ancora da fare. il problema di molti è che non hanno uno sguardo lungimirante, non guardano davvero lontano. rispetto dell’ambiente per loro significa rispetto del LORO ambiente. e poi è vero , magari il corno pieno di vacca non è efficiente come il fotovoltaico e le pale eoliche, ma ha costi diversi e non tutti possono staccare assegni senza avere i polsi che tremano

  16. Simone e Zeta says:

    L’unica cosa certa è il vino. Se questi due ragazzacci invece di produrre l’ottimo vino avessero un pozzangherone nelle loro bottiglie nessuno mai avrebbe conosciuto i loro nomi. Per quel che riguarda il rispetto della natura la rendo molto facile: Benvenuto a tutti quelli che fanno un passo nella direzione del Naturale, in vigna o in cantina!

  17. Michele Braganti says:

    rispondo a te Alessandra molto volentieri..
    la mia e’ una provocazione…nel senso che a parita’ di ettari vitati,inquina di piu’ chi e’ biodinamico ma che in cantina attacca il 380 fisso e consuma 10Kw al giorno per la pompa, il frigo, ecc….e ce ne sono e li conosco pure…..o magari chi conduce un’agricoltura convenzionale e ha fonti d’energia altrenative??? ve lo siete mai domandati…ovviamente la verita’ sta sempre nel mezzo…ma gli estremismi da una parte e dall’altra non mi sono mai piaciuti….io critico questo.
    Ho una carissima amica Stella che applica la biodinamica ha tutto il mio rispetto…perche’ nonostante e aggiungo ovviamente,crede molto in quello che fa,produce prima di tutto un grandissimo vino,questo DEVE essere a mio avviso,il punto di partenza di ogni produttore di vino bio e non.

    Quanto alle frasi farneticanti della Francesca…dico fatti vedere…..ma da uno bravo..davvero bravo…!!

  18. VignereiManonPosso says:

    grazie del consiglio braganti
    detto da uno che dallo psicologo andava o magari ci va ancora mi sembra che parli con cognizione di causa. quindi sa indubbiamente quello che dice

  19. Francesca,
    tralasciando l’aspetto esteriore, fatico a credere che una persona della tua sensibilità e intelligenza abbia scritto di rosicare e di invidia.
    Sono stato tutto il giorno a raccogliere cureggiole sotto il castello di Vertine.
    Ho atteso i cinque minuti del sole che va a dormire con dei fantastici colori pastello, ho caricato le olive e con Alessandra quadrupede ho fatto una gran camminata per il buio.
    Di cosa dovrei essere invidioso?

  20. VignereiManonPosso says:

    ti pare che io potessi pensare a te andrea? Non è possibile per due ragioni
    1 – perchè non ci conosciamo
    2 – perchè leggo il tuo blog e vedo le tue foto e dicono abbastanza per sembrare tu persona coerente

  21. haniel says:

    Ragazzi, io conosco bene un agricoltore che produce vino biodinamico e si crede un dio, tutti parlano del suo modo di fare vino con grandi parolone ma io che lo vedo ogni giorno vi posso dire che l’attenzione per l’ambiente tutto ( perchè fare biologico e biodinamico significa coltivare rispettando ambiente e animali ) gli manca proprio!
    Usa trattori inquinanti anche lui (e li lascia fermi e in moto un sacco di tempo) brucia oltre a legni anche plastica e altro spargendo una puzza incredibile, ha 3 o 4 cagnoni che spesso prende a calci, e che spesso lascia girovagare specialmente di notte per la strada e che disturbano la gente perchè abbaiano molto (però lui può riposare tranquillo)
    Si vanta anche di fare confetture biologiche con i frutti delle sue piante , che non ha. Io dopo aver visto tutto questo non credo più a chi dice che coltiva biologico o biodinamico ( il letame nel corno etc,,,)

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