Lavoro, terroir, profumi e bere bene: Vajra e il Barolo a Creavino God Save The Wine il 21 Ottobre

Il Piemonte rappresenta forse l’idea più ardita fine ed elegante insieme del vino italiano ma rappresenta anche il duro lavoro di contadini che credono nella terra e nel valore dei migliori vigneti. Qui la terra è sacra, ogni esposizione, ogni inclinazione e ogni microclima viene esaltato e condotto nel bicchiere con amore incondizionato per il Nebbiolo, il vitigno dei grandi vini Barolo. Milena e Aldo Vajra portano all’Hotel Savoy il 21  Ottobre a God Save The Wine la loro idea della poesia del vino e del lavoro contadino con le loro bottiglie, tra le più suadenti, profumate e ricercate di tutta le Langhe. Senza contare che in terra di grandi rossi, osano creare uno dei migliori vini bianchi italiani da uve riesling tedesche…

1.      Il vino non necessita di idee nuove, solo di vignaioli che tornino ad essere se stessi e a vivere il proprio lavoro con positività.

2.      Troppe persone che parlano e poche che bevono: è il frutto di un anti-cultura strisciante che associa il vino all’alcolismo. Un altro dei non-sensi del nostro tempo? Mai come ora la qualità è elevata e i prezzi  contenuti. È stato rescisso il nesso tra il vino ed il vivere quotidiano, e proprio per questo motivo da oltre dieci anni scriviamo sulla contro etichetta del nostro Barbera d’Alba: “Il vino è salute. Bevi bene”.

3.      Il vino avrebbe bisogno di meno burocrazia e più relazioni umane. Nell’epoca dell’iPhone continuo a preferire un’ allegra compagnia intorno a un tavolo. E chiaramente del buon vino. Questo è ciò che cementa le relazioni.
È chiaro, senza internet saremmo perduti, tutto più lento e forse anche incerto. Per noi, scrivere ad un cliente è sempre l’occasione per sapere come sta … con molti di loro condividiamo storie simili: abbiamo iniziato a lavorare negli stessi anni, i figli sono coetanei e stanno entrando nelle rispettive aziende. PC ed iPhone sono strumenti potentissimi ma a patto che non recidano un reale legame umano

4.      “Forever young” di Bob Dylan. È la canzone degli inizi. Dei primi anni trascorsi a Barolo. Gli anni ’70 sono stati decisivi. Intraprendere la vita di viticoltore ha voluto dire essere contro corrente. Giustizia, coraggio, fortezza: valori nei quali credevo –e credo tutt’ora.  E poi il desiderio di realizzare qualcosa di bello. Quel moto interiore che ti è di pungolo e che non ti fa sentire la stanchezza [“may your hand always be busy, may your feet always be swift”]. Quello è stato un periodo nel quale stare di fronte al desiderio di bellezza e felicità mi ha fatto compiere passi importanti.
Magari irrazionali agli occhi dei più. Le “fondamenta solide” sono state posate anche in quegli anni difficili.  Con Milena abbiamo potuto costruire la nostra “casa”. L’azienda. La famiglia. “Forever young” è la canzone con cui cullavo i nostri figli. La canzone che tutt’ora mi viene in mente quando li guardo. Questa è, insomma, la musica che accompagna tutt’ora la nostra vita. Quindi anche il nostro modo di essere. E di stare nel mondo del vino. Forse anche un augurio ai nostri vini: che siano soprattutto veri, leali con la terra che li ha generati, più forti delle mode. E soprattutto forieri di gioia.

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5.       Il depliant realizzato ad inizio anni ’90. Avevamo inserito due bustine di terra raccolta nel Bricco delle Viole e nelle Coste di Vergne. Volevamo che il nostro parlare di terreni non fosse qualcosa di astratto, ma di comprensibile a tutti. Per questo, con Milena, abbiamo lavorato ininterrottamente 15 giorni, raccogliendo, setacciando e imbustando la terra. Il depliant più caro del mondo.

Vini in degustazione

  • Langhe Bianco DOC 2007 Riesling
  • Dolcetto d’Alba DOC 2009
  • Langhe Nebbiolo DOC 2008
  • Barolo DOCG Bricco delle Viole 2004

Azienda Agricola G.D. Vajra

25, via delle Viole
12060 Barolo (CN) Italia
T: +39.0173.56257
F: +39.0173.56345
[email protected]