Questo pugnitello in purezza di Enoforia è vino dal bouquet ricco e complesso con frutti di bosco maturi mescolati a note di muschio e foglie secche. Si fanni largo sentori di cannella, cuoio e tabacco. Al palato è avvolgente e strutturato con tannini decisi ma levigati e ben integrati aiutati da un affinamento più lungo rispetto alle altre etichette in degustazione. Il finale persistente ha un delicato richiamo al cacao, alla frutta matura e a speziature dolci che invitano a un altro sorso.
Paola Presti racconta in prima persona la sua azienda: “Enoforia è un gioco di parole con “euforia”: è ovviamente la nostra gioia del vino, perché per noi è stata l’occasione di un cambio di vita radicale – dalla città alla campagna, da un altro lavoro completamente diverso all’agricoltura. Di questa azienda, tra l’altro, mi occupo io direttamente in tutto e per tutto, dal campo alla cantina. E presto anche Antonio, speriamo, riuscirà a raggiungermi… perché da sola è dura. Da sola è veramente dura!
La nostra azienda in realtà è un’unione di due progetti. La mamma si chiama Autunnalia – “le cose d’autunno” – perché noi, oltre al vino, produciamo anche olio, zafferano e abbiamo anche una piccola attività di apicoltura.
La vigna, però, è proprio la nostra passione. Una cosa che abbiamo voluto fare quasi come un piccolo regalo della nostra età matura, diciamo così. Ed è di solo un ettaro, completamente dedicato a questo vitigno difficile ma adorabile che è il Pugnitello.
Coltivatori Custodi del Pugnitello
Tanto che, per questa dedizione totale al Pugnitello, la Regione Toscana ci ha nominati Coltivatori Custodi di questo vitigno. Il Coltivatore Custode è una figura particolare che ha il preciso compito di coltivare un vitigno per preservarlo dall’estinzione.
E io dico sempre che il Pugnitello ha nel nome la ragione della sua quasi estinzione: Pugnitello perché il grappolo è piccolo e compatto come un pugno, e quindi poco produttivo, molto poco produttivo. Per questo motivo non è molto gradito ai produttori e per questo ce ne sono appena una trentina di ettari in tutta la Toscana.
L’innamoramento: un nero d’avola maremmano
A noi ha veramente appassionato il suo profumo, i suoi sapori e soprattutto – siccome abbiamo un’origine siciliana – abbiamo chiesto all’enologo, quando dovevamo piantare questa piccola vigna: “Cosa c’è di tanto nero e locale qui in Maremma che ci ricordi il Nero d’Avola?”
E allora l’enologo: “Il Pugnitello!” Un vitigno abbastanza sconosciuto. “Provatelo, e se vi piace piantiamo quello.”
A noi è piaciuto subito. Abbiamo assaggiato quello dei nostri amici di Poggiolella, ci è piaciuto, e insomma abbiamo piantato nel 2016-2017 questa piccolissima vigna di un ettaro che però ci dà tante soddisfazioni. Non vogliamo il tanto, vogliamo il piccolo ma buono.
Biologici e sostenibili
Siamo biologici in vigna, ma non abbiamo ancora certificato il prodotto. Siamo biologici certificati in oliveto, naturalmente. E cerchiamo di adottare comunque tutte le pratiche più sostenibili anche di gestione del suolo: non fresiamo mai il terreno per salvaguardare la biodiversità che c’è nei primi 20 cm di suolo. Cerchiamo di stare nel nostro territorio con rispetto, con tutto il rispetto.
Il territorio: tra mare e sedimenti
L’azienda si trova a Magliano in Toscana. Siamo proprio di fronte al Monte Argentario. La veduta è spaziale: c’è il mare, l’influenza del mare si sente nei vini tanto – si sente nella sapidità che portano – ma non solo per l’aria, soprattutto per il suolo.
I suoli sono di rocce sedimentarie: quando si fanno gli scavi si vedono molto chiaramente gli strati di sedimenti che in ere geologiche si sono andati a sommare, con inclusioni di quarzo e vari minerali. Tutto questo si ritrova moltissimo nei nostri vini.
Il Pugnitello Rosé: unici a farlo
Intanto spero che possiate godere bene la serata con questo Pugnitello Rosé che siamo gli unici a fare. Il metodo principale di vinificazione del Pugnitello è il rosso, ma noi abbiamo voluto sperimentare anche il rosé.”