Si avvera un piccolo grande sogno in trattoria! Una serata dedicata alla maison più iconica e maestosa che esista, una serata per togliersi la voglia di Krug abbinato ai piatti di Paolo Gori speciali per l’occasione.
Menu
Crostino nero, panino tartufato e trippa allo zafferano
Porrata medioevale con mandorle
Risotto al baccalà mantecato
Scottiglia
Necci di metato, robiola di pecora e miele di melata
Vini
Krug Grande Cuvèe 174 ed
Krug Rosè 29 ed
Krug Vintage 2013
Tutto il menu e vini 295€
Max 28 posti disponibili
Info@daburde.it oppure via telefono 055317206
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Krug Grande Cuvée 174ème Édition
Il primo naso è una sferzata agrumata fitta e cristallina, lime e ribes bianco su un filo di resine, con convolvolo, gardenia e zagara a fare da cornice, e resta così, appuntito e squillante, come se tenesse tutto in serbo per dopo. Il dopo è la bocca, dove parte l’orchestra intera: pesca, fragola, mirabella, poi arancia, mandarino e pompelmo rosa, con il retrolfatto che si riempie di balsamico e spezie orientali. Il sorso danza sulle punte e affonda solo quando deve, sostenuto da quella concentrazione della 2018 che qui si sente tutta. In chiusura nocciola, caramello, mandorla tostata, pan d’épices e il rum dei cannelés bordelais, con una tensione che non molla mai, neanche per un secondo. Ne bevi due bicchieri in un amen, poi ti costringi a tenerlo un poco di più nel bicchiere per apprezzarlo meglio e farlo scaldare un pochino: ha una forza magnetica di attrazione percepita raramente. Le dieci annate dal 2018 al 2001 che costituiscono il 36% del tutto sono per ora sottotraccia ma pulsano bene, il pinot noir al 54% cerca di straripare ma viene punteggiato e messo in riga dallo chardonnay: tutto lavora per un vino di lungo respiro che oggi è già buonissimo e che, scommetto, arriverà vicino alla 164 su base 2008 che ci hanno versato accanto a cena, uno Champagne ancora oggi incredibile.
e anche la Rosè 29…
Krug Rosé 29eme edition
Assemblaggio di 29 vini da 8 annate diverse (2005 la più vecchia). L’assemblaggio finale contiene un 11% di pinot noir vinificato in rosso proveniente da Ay. Blend complessivo: 44% pinot noir, 34% chardonnay, 22% meunier. Vin de reserve per il 33% . Dosaggio 4,5 g/l, 7 anni sui lieviti.
Melograno e alloro, timo, cumino, fragole e ribes rosso, carnoso di mirtilli e caramello appena accennato. Al sorso si aggiungono prugna, arancia brasiliana da Curaçao, angostura e pepe nero, complessivamente appare ricchissima eppure affilata come poche. Tabacco, liquirizia, olive nere, tamarindo, musk, balzi di sedano e prezzemolo che sorprendono e si aggiungono con qualche grado di temperatura in più. Pochissime le concessioni alla dolcezza, tanta austerità con una progressione al palato che lascia piacevolmente sorpresi. Un rosa autentico e rigoroso che torna sui binari di Julie dopo un paio di anni di maggior corpo e dolcezza, con pochissime concessioni al dolce e sensuale.
Krug 2013 è in effetti un assemblaggio dove lo chardonnay (38%) definisce l’espressione aromatica, ma con le tinte forti che vengono da pinot noir (41%) e meunier (21%). Il dosaggio è di 5 g/l. È un blend finemente scolpito nel gesso dove poi pinot nero e meunier prendono (tanto) campo con rotondità vivace. Al naso si dispiega un ventaglio complesso: cedro, yuzu, chinotto, kumquat, clementina, accompagnati da nocciole tostate, miele di acacia e agrumi canditi. La bocca è diretta e precisa, dominata in effetti dalla freschezza agrumata in tutte le sue forme – limone, arancia rossa, pompelmo, mandarino – con una struttura che si dispiega con intensità e lunghezza notevoli. Nel finale si attardano sensazioni più complesse: basilico, arancio candito, pepe nero, timo, verbena, cardamomo, bergamotto, con un lieve sentore di calore e cenere, limone bruciato, zafferano, curry. La chef de cave lo racconta come una composizione di agrumi su piatto d’argento, noi lo vediamo più come una celebre natura morta di Chaïm Soutine dove il limone ha ruolo centrale ma la composizione assume tinte dark e cangianti quasi a distorcere la realtà delle altre sensazioni