Undici casolari, undici vigneti, undici espressioni del Sangiovese. Basterebbe questo dato per capire quanto sia affascinante e complesso il mondo del Sangiovese nei 40o ettari di Felsina. Sentiamo Giuseppe raccontarci del come viene gestito questa grande ricchezza espressiva.
E che davvero siano 11 vigneti diversi giustifica a pieno l’emozione che proviamo annusando questo incantevole vino che ci affascina immediatamente per il suo carattere toscano, prepotente ma elegante, soffuso ma deciso. Ed ecco insieme la viola, la ciliegia matura, l’humus terroso della Berardenga, la liquirizia e il cuoio del vitigno che si esprime. Una bocca carnosa, scalpitante ma fresca e invitante.
Un vino che davvero riassume il carattere del Sangiovese e ne diviene quasi un paradigma. Grande annata questa 2006 ma da sola ovviamente non basterebbe per avere questi risultati se non ci fosse un’attenzione alle esigenze dei vigneti maniacale.
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11 vigneti, 11 poderi, 11 sangiovesi 1 Chianti Classico
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Felsina Chianti Classico DOCG 2006
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Qualcuno di voi si è incuriosito e mi ha scritto per chiedermi se l’Andrea Gori che da un pò di tempo scrive e pubblica 
Il Sangiovese è sempre e sempre sarà il vitigno principe nell’azienda di Felsina e anche a Farnetella il Chianti Colli Senesi riveste una importanza strategica. Vuoi perchè permette di conquistare mercati piuttosto ostici per altre tipologie di vino più impegnative (il Colli Senesi Farnetella è in carta al Bellagio di Las Vegas…) ma anche perchè dà la possibilità al Sangiovese di esprimere e tirar fuori il carattere di Sinalunga che merita di essere espresso per le sue potenzialità che non assolutamente delle copie sbiadite del Chianti Classico ma tutt’altra dimensione del vitigno. E dato che gli impianti sono relativamente giovani, per ora si preferisce unire al Sangiovese una piccola parte di Merlot per smorzare alcune irascibilità giovanili di questo vitigno così toscano. Però nel bicchiere questo Colli Senesi è dinamico giovane, freschissimo, dai profumi vinosi bellissimi e convincenti, una bella ciliegia matura, una fragola e una leggera liquirizia accattivante che solo in bocca lasciano spazio a qualche morbidezza di origine merlot. Davvero bevibilissimo e versatile e dal rapporto qualità prezzo molto interessante.
Il momento è dei più adatti in effetti ma credeteci o no questa serata l’avevamo programmata da tempo Michele di
Giuseppe ci introduce a Farnetella, situato poco fuori il confine geografico e legislativo del Chianti Classico ma dotato comunque di un terroir molto particolare, situata com’è nelle crete senesi. Luogo quindi adatto, data anche l’altitudine spesso oltre i 600 mt, per provare vitigni alloctoni con discreti risultati.
Felsina è una fattoria. Basterebbe questa frase lapidaria per esprimere tutta la passione e il profondo impegno che Giuseppe Mazzocolin e la squadra dietro i vini di Felsina Berardenga per capire l’azienda agricola e ciò che li guida nel fare vino. E si dovrebbe poi aver la fortuna di avere a disposizione una serata come quella di ieri sera dove insieme a Giuseppe abbiamo assistito ad una celebrazione di un vitigno, il Sangiovese che quando viene lasciato esprimere in ogni sua sfumatura è capace di leggere un territorio come nessun altro vitigno al mondo. 
Dopo giorni di veleni e cose brutte, è tanto bello poter tornare a parlare di vini buoni, veraci e che rendono il dovuto rispetto a sua maestà Sangiovese come quelli di