Tra i vari video (li trovate tutti qui) girati su a Merano, ce n’è qualcuno che vale la pena di recuperare prima di passare (finalmente) ad altro , per esempio la questione su Masnaghetti il suo blog e la polemica nata dopo questo incauto post su KelaBlu, risolta anche grazie al provvidenziale intervento del’ormai meranese d’adozione Giampaolo Paglia di Poggio Argentiera:
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=D1nTBvphCgU[/youtube]
Decisamente più interessante lo scambio di battute e di sensazioni tra Giulia Gavagnin, l’avvocatessa più sexy del web (non è una mia frase ma ne convengo) nonchè metallara DOC (e pure brava visto che considera l’ultimo metallica un C-A-P-O-L-A-V-O-R-O) e Angela Galia di Vini Vero Sicilia . Che risponde finalmene alla fondamentale domanda se davvero esistono vini da donne o piuttosto vini che profumano di donna (per esempio a me il Rosolio un brividino strano me l’ha procurato sul serio!).
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=A0qf27z3NLM[/youtube]
Quasi quasi quest’anno mi scordavo dell’esistenza di questa
Tre giorni intensi ma bellissimi tra vino cibo feste, cene di gala più o meno esclusiva e presentazioni, a
Come non sapete cosa è TUMBLR???
Un vino che non si incontra spesso ma esprime bene il potenziale di una zona tra le meno considerate del Bordeaux ovvero Pessac Leognan che ultimamente invece sta regalando notevoli soddisfazioni a chi ci ha investito. Questo classico bordolese ha un uvaggio molto simile al Margaux (con Cabernet intorno al 50% poi Merlot sui 30% e il resto tra Petit Verdot e Cabernet Franc) si presenta nella sua magnum davvero imponente nel colore e molto deciso nei profumi. Molto cassis, mirtillo e mora con speziatura delicata di tabacco e liquirizia. In bocca mantiene le premesse e scorre in maniera eccezionale per un vino del suo estratto.
Biodinamica estrema per Philippe Foreau (
A detta di molti, il vino può buono della serate e quello che ha dato le emozioni più grandi. In effetti il 1990 è stata un’annata tra le migliori del fine ‘900 nel Medoc e non possiamo che confermarlo. Il vino al naso ricorda effettivamente la magia del terroir di Margaux e , se si ha avuto la possibilità di assaggiarlo, pare davvero di sentire un piccolo Chateau Margaux con il suo diffuso aroma di caffè misto a frutta di bosco finissima, sempre elegante ma intensa. E così è questo Prieurè Lichine, antichissimo possedimento dapprima ecclesiastico e passato di mano in mano fino a trovare stabilità solo negli ultimi 30 anni. Stabilità e classe che nel bicchiere significano grande estratto, materia viva e pulsante, frutta e spezie ben fuse insieme e persistenza commovente
Ecco un classico vino “buono” della Loira classica, un Pouilly Fumè pieno, minerale, che sa soprattutto di pietra focaia, per niente di bosso o pipidigatto, floreale deciso e sincero e soprattutto che in bocca ti prende e ti lascia difficilmente. Non si tratta di un mostro sacro come Daguenau, ovvio, ma questo vino rappresenta per me tutto quello che dobbiamo aspettarci in un vero Sauvignon dei Vigneti Centrali. 12,5 di alcol, spessore, consistenza, media persistenza ma soprattutto questa mineralità da terroir quasi indistinguibile. Finale amarognolo piacevole che richiede crostacei con poco pomodoro, magari anche un bel crudo. Direi anche ottima la scelta di consumo, da non aspettare piùdi tanto ma neanche da bersi tanto prima di oggi, altrimenti le note citrine e fruttate sfumano troppo la mineralità.