Bevute

Assaggi di vino distillati con punteggio, spesso con video degustazione

Degustazione Chianti Rufina Riserva Biennale Enogastronomica Fiorentina: ecco come è andata!

Sarà stato il freddo e la voglia di scaldarsi con del buon vino ma gli 80 posti della bellissima sala Ex-Leopoldine di Piazza Tasso, messa a disposizione dalla Confesercenti Firenze per queso penultimo atto della Biennale Enogastronomica Leo Codacci, non sono bastati e la sala era davvero strapiena con molti anche in piedi.

Tutti radunati per (ri)scoprire il più alto dei Chianti, il Rufina, e quello che sicuramente ha il miglior rapporto qualità prezzo in Toscana.  Ma non è la sola cosa che abbiamo imparato della Rufina questo pomeriggio…

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Chateau Guiraud 2002 Premiere Cru Sauternes AOC

guiraud 2002
Dolcissimo, il più dolce della serata con oltre 130 gr/l zuccheri, acidità media, evoluzione poco prevedibile ma adattissimo a dolci in questo momento. Al naso è albicocca, ananas, miele millefiori, crostata di pesche. Accenni iodati e minerali ma è davvero la frutta dolce a farla da padrone sulla scena. In bocca acidità appena percettibile ma che riesce comunque quasi ad equilibra l’imponente corredo di morbidezze del vino.
Durante la cena, era comunque l’unico capace di contrastare e affiancare il Cabrales delle Asturie spagnolo molto grasso e persistente.
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Qoz4nGm6dds&feature=related[/youtube]

Chateau Guiraud 2004 Premiere Cru Sauternes AOC

guiraud 2004 Annata buona , ma ancora molto compresso e attorcigliato, pochi profumi, quasi solo minerali, grande bocca e spessore, fa sperare molto per il futuro. Al naso ha sentori nitidi di bothrytis, di iodio, di minerale con note dolci di frutta delicatissime. In bocca si riscatta dandoci una complessa immagine con fiori e frutta gialla, con una dolcezza ben presente ma mascherata dall’acidità molto viva. Ottimo, per adesso da dessert, ma sicuramente da aspettare fiduciosamente in quanto la materia e la struttura del vino sono presenti e percettibili già adesso.
Oggi, abbinatelo su torta di mele e formaggi stagionati.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=i9s7Vk1RdaE&feature=related[/youtube]

Chateau Guiraud 2001 Premiere Cru Sauternes AOC

guiraud 2001
Un capolavoro praticamente perfetto, vino monumentale a tutto pasto con ancora energia e potenzialità di vita centenarie. Gamma olfattiva impressionante e bocca davvero coinvolgente. Di certo il vino migliore della serata dal punto di vista dell’investimento e molto utile per capire come si valuta la grandezza anche in prospettiva di un grande Sauternes. Dal punto di vista olfattivo stupisce la commistione davvero armonica di sensazioni floreali, fruttate e speziate delicate ma intense che lo rendono davvero completo.
In bocca è sontuoso e regale e ha momenti dolci, momenti più secchi e alterna picchi di intensità di aroma e di sapore che davvero lo rendono molto versatile per molti abbinamenti anche impegnativi. Cercatelo ogni dove… (noi ne abbiamo solo ancora due bottiglie!)

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=HVONaX-wICM[/youtube]

Sauternes Chateau Guiraud per cena: sì, siamo dei priviliegiati…

So che suona terribilmente (eno) snob ma alla fine di certe serate e di certe emozioni non puoi fare a meno di chiederti se davvero quello di sommelier sia il mestiere più bello al mondo. E non voglio dire solo il poter gustare vini (trovate qui tutte le foto) e cibi non comuni e anche piuttosto difficili da trovare ogni giorno ma proprio il riuscire a riunire intorno a 6 piccoli capolavori della natura e dell’uomo un gruppo di persone attente, calme, appassionate e curiose come quelle di ieri sera.

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Oreno IGT Toscana 2005 Tenuta Sette Ponti

Abituale frequentatore della classificona di Wine Spectator (con polemiche relative) ecco Oreno, il vino simbolo della tenuta su cui Antonio Moretti fonda gran parte del suo prestigio e della sua comunicazione. Oreno 2006 è stato appena recensito con ben 96 punti e un 15esimo posto nella classifica generale dei top 100 mentre questo 2005 lo scorso anno non figurava in classifica. E’ innanziutto un figlio della sua annata, fresca e con stagione un pò contrastata in vendemmia però mantiene la stoffa del fuoriclasse, soprattutto perchè ha una rotondità di frutto e una fittezza di tannino impressionanti. Ed è anche già estremamente bevibile oggi senza bisogno di aspettare qualche “best after”. Al naso cabernet e merlot ovviamente dominano ma è il Sangiovese a dare la marcia in più di questo “super aretino” con una freschezza di ciliegia che manca in tutti gli altri “big” della Tenuta Sette Ponti. Sarà un caso, ma fra Orma, Maharis e Poggio al Lupo, questo è decisamente il mio preferito ogni anno.

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Venerdì 21 novembre cena degustazione da Burde con Verticale di Sauternes Chateau Guiraud 1996-2004, e ovviamente Foie Gras, Cabrales, fegatelli…

Eccoci finalmente alla serata dedicata al vino dolce e muffato più celebre al mondo, sua maestà il Sauternes! Avremo in sala Luca Balan, importatore e grande esperto di vini bordolesi, che ci racconterà ogni dettaglio della produzione di questi sontuosi vini e soprattutto avremo Chateau Guiraud (quest’anno al terzo posto tra i Top 100 di Wine Spectator), secondo solo a Yquem per prestigio e qualità assoluta.

Degusteremo ben 6 annate in verticale con tutte le sfumature di colore dall’oro all’ambra dal 1996 al 2004 con due abbinamenti classici come quello con i formaggi erborinati (Cabrales spagnolo) e Foie Gras dal Perigord e un abbinamento di Burde ovvero con i fegatelli cotti interi nella rete come li faceva Nonna Irene.

Ma dato che solo Sauternes sarebbe un pò troppo forte, apriremo con uno Champagne (così ci prepariamo per il 10 Dicembre Maiale e Champagne) Thienot e il vino secco “G” de Guiraud, a base Semillon e Sauvignon Blanc sui nostri antipasti e una delle nostre tradizinali minestre toscane.

Elenco vini in degustazione:

  • Champagne Thienot Brut in magnum con crostini e affettati toscani
  • “G” de Guiraud 2006 con Farinata gialla con cavolo nero
  • Chateau Guiraud Grand Vin Sauternes 1996,1998,1999,2000,2001,2004  con Foie Gras, Fegatelli cotti interi nella rete e Cabrales erborinato

Cena e degustazione vini 45 euro, ancora qualche posto disponibile quindi chiamateci o iscrivetevi via Facebook o via mail a prenotazioni[at]daburde.it

Maharis Feudo Maccari Sicilia IGT 2006

Dal nome di una torre di avvistamento saracena, ecco il vino principale della grande tenuta a Noto , Feudo Maccari, proprietà ottenuta fondendo insieme più di70 rogiti. Il vino è ottenuto da vigneti ad alberello subirrigati, ovvero con un sistema di irrigazione sotterraneo che impedisce al Nero d’Avola di cedere a troppe rotondità di frutto e morbidezza eccessiva.

Al naso è molto complesso con note di pepe bianco, marasca, infusi di erbe, mirtillo, lampone, resina, mirto. Un compendio della Sicilia odorosa e ricca da cui proviene. In bocca ha un tannino piuttosto fitto ma nobile e una persistenza davvero intrigante. Ha l’apsetto carnoso del Nero d’Avola senza molte delle sue asprezze e nervosismi e un syrah e cabernet che lo integrano in maniera interessante senza mai rubare la scena. Alcol leggermente percettibile ma in questa fase evolutiva è fondamentale per un equilibrio dignitoso del vino.

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Tenuta Sette Ponti da Burde: i terroir di Antonio Moretti (si lo so, me le cerco…)

Venerdì sera sala ben oltre la capienza per i vini di Antonio Moretti, vecchio cliente di Burde (ai tempi di Arfango e altre avventure) e che ora ci ritorna per presentare i suoi vini nella prima serata di Sette Ponti organizzata via Facebook!. Vini che rappresentano una sfida al mondo e all’establishment vinicolo italiano e anche una trasposizione in vino della personalità vulcanica ed esuberante del “dottore” come lo chiamano i suoi collaboratori. E Antonio nella “sua” serata  ci ha trasmesso tutto il suo entusiasmo e la sua voglia di (stra)fare, le sue idee, le bizzarrie di certe scelte (vedi i re-innesti per utilizzare subito piante di 7-8 anni) e la sua smania di risultati. Che, almeno dal punto di vista della ribalta internazionale non sono mancati con una serie di piazzamenti e punteggi roboanti nel gotha del vino statunitense su Wine Spectator, con Oreno prima e oggi con Maharis, sicuramente domani con Orma.

Proprio questi tre vini sono stati il momento forte della serata che hanno dimostrato, anche al sottoscritto, che si può parlare di terroir anche in questi vini che per quanto prodotti di raffinate tecniche enologiche e pratiche culturali estreme (vedi la sub-irrigazione in Sicilia) esprimono ancora prima del vitigno e della sua combinazione con la barrique, un luogo, un clima, un terreno. E così Oreno, Maharis e Orma sono sì diversi per vitigni, per la diversa commistione di elementi autoctoni (sangiovese, nero d’avola) e alloctoni (cabernet sauvignon, syrah, merlot, petit verdot) ma soprattutto perchè mettono in evidenza una origine precisa: Arezzo, Bolgheri, Noto e ne riparleremo nei singoli post su questi vini.

Nel corso della serata,Moretti ci ha anche presentato il nuovo Grand Tour, Champagne Premiere Cru davvero ben fatto, bevibilissimo e dotato di una masticabilità da vino da pasto (esattamente ciò che Antonio voleva…) e i due prodotti maremmani, un solido Morellino di Scansano 2007  e un potente Poggio al Lupo 2006.

L’elisir alchemico del Sangiovese: Giovanni de Munari e il Vinpepato delle Crete Senesi

In questo spettacolo unico al mondo (quello delle Crete Senesi, ad Asciano) siamo stati tra i primi al mondo ad assaggiare, e abbinare (fondamentale!) uno dei prodotti più curiosi e stimolanti toscani dell’anno, il VinPepato delle Crete.

Con la cura e la tecnica di Luciano Brotto, vulcanico patron della CentoPerCento (produttore della grappa torbata di riferimento e soprattutto unico grappaiolo su MySpace, evvai!), Giovanni de Munari, proprietario della storica farmacia di Asciano (credo l’unica al mondo con pavimento a mosaico originale romano del primo secolo dopo cristo…un sogno ad occhi aperti, altro che la Bisazza che abbiamo a casa…) ha ricreato un’antica ricetta del ‘700 trovata in un manoscritto della farmacia, un elisir a base di vino chianti, infusi di frutta naturali e spezie. (qui trovate un servizio di Canale 10).

Oggi grande festa con sommelier, giornalisti, amici e produttori per passare alla prova pratica ovvero  con cosa abbinare e come gustare questo prodotto che teoricamente è un liquore ma anche un vino aromatizzato (e ovviamente fortificato, siamo sui 25% di alcool). Di colore “sangiovese” chiaro non scurissimo, tonalità porpora affascinanti, profumi ovviamente speziati (cannella, curcuma, curry, china, vaniglia) ma anche frutta (marasca) e soprattutto in bocca un alcol solo dolce e molto accattivante, una soavità incantevole e una piccantezza affatto spiacevole. Molto leggero e delicato, non ricorda quasi niente attualmente in commercio discostandosi molto da Barolo Chinato, Ala, Porto e altri vini liquorosi a base di vino rosso. Ma a differenza di questi, la sua natura dolceamara (con il dolce molto prevalente sull’amaro ), nettissima e accattivante, ne sconsiglia l’abbinamento con cioccolato troppo fondente.

Ecco due parole di benvenuto e di introduzione da parte di Giovanni Munari stesso che ci accoglie, obbiettivamente un pò emozionato, nella sala del mosaico:

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Guy5Up1ipGI[/youtube]

E quindi il grandissimo Paolo Lauciani (un giorno mi piacerebbe davvero parlare come lui di vino!) che ha messo la sua grande esperienza in fatto di abbinamenti dei distillati (bellissimi i suoi articoli su Bibenda in proposito) al servizio dei commensali di fronte ad un piatto salato (Pecorini vari, tra cui alcuni mitici di Corzano e Paterno e confetture e mieli) e un piatto dolce tipico senese con (ovviamente) panpepato, ricciarelli, pan dei santi e altro.

Vincitore assoluto del confronto l’abbinamento salato con la Ruota del Re e il Pecorino di Corzano, eventualmente con confettura di cipolle e tra i dolci matrimonio d’amore (nella foto esplicativa) con il Ricciarello del forno Masoni. Dalla platea sono poi arrivate altre idee molto interessanti come quelle di abbinamenti con prosciutto (non troppo tirato), carni rosse con preparazioni complesse  e uno ghiottissimo con Buristo (e altri salumi di sangue di maiale, vi faremo sapere…).

Ecco qui Paolo che vi introduce al vino e alle sue potenzialità in abbinamento.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=rrEmo4d1VQg[/youtube]

Tra i presenti anche Cosetta Cavallo, architetto prestata al label-desing, che ci spiega come nasce il packaging, la scelta dei colori e come si è arrivati alla livrea attuale, un elegante marrone satinato con caratteri verde mela e un bel logo con serpente farmaceutico in evidenza (che ci ricorda i grandi Whitesnake, e non solo la cover di LoveHunter e ci esalta ancora di più).

Ecco la sua intervista (si, siamo in mezzo di strada e passano anche le macchine…):

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=kpZPkPivOh0[/youtube]

Tra i presenti, stuzzicati dalle virtù del VinPepato siamo andati  a chiedere a Luciano Brotto un utilizzo alternativo del VinPepato su cui ci troviamo particolarmente d’accordo.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=lFFsprah2-k[/youtube]

Ah, dimenticavo, se lo volete assaggiare anche voi, da Burde da mercoledì 26 Novembre sarà in tavola, esattamente dopo l’attesa sfida Barolo – Brunello!