So che suona terribilmente (eno)snob ma questo vino qui accanto per la qualità e il prestigio che si porta dietro, lo si trova ancora a giro a prezzi non iperbolici. Situazione però che sembrava destinata a cambiare per sempre dopo l’annuncio in pompa magna che una parte delle assegnazioni sarebbe stata gestita dagli odiati francesi negociants alla Place de Bordeaux. Qui dalle mie parti poi il Masseto è sempre arrivato con il contagocce e nel 2005, non è proprio arrivato!
Per cui avendo Leonardo Raspini a disposizione, non mi sono lasciato sfuggire l’occasione per chiedergli se ci sarà davvero così poco Masseto per noi in futuro…(clicca su continua per l’intervista)
Una delle sorprese della serata con un naso chiuso di ciliegia e fragola e un sottobosco e un animalesco abbastanza evidenti. Con il tempo evolve su note di tartufo, leggero goudron e bellissime note sotto spirito. In bocca è giovanissimo e pimpante, pare di 5 anni meno, vivo e mordace con tannini vispi ma nobili. 

Ecco un elisir a base sangiovese che ci permette di riscoprire una ricetta del 1700.
Ringraziando
Ieri sera incontro a prova di Facebook con divieto di passaparola se non all’ultimo momento per il tradizionale ritrovo annuale dei curatori delle più importanti Guide sul Vino italiane. Occasione per parlare, discutere e capire dove vanno le Guide e cosa rappresentano per il vino italiano, organizzato e condotto da Guido Ricciarelli di Spirito diVino che ci spiega
Trovate qui tutta la carrellata di foto
100% Chardonnay fermentato ed affinato in barrrique con note burroso e vanigliate in apertura che lasciano presto il campo a mandorle, nocciole e sensazioni floreali nella ginestra e nella camomilla. Con qualche grado di temperatura in più ottima definizione per la pesca gialla, la mela, un accenno tropicale. Ottima la beva, leggermente appesantita dall’alcol ma vena sapida e acida ancora presenti.