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I video girati durante le degustacene e non solo!

Giovanni Manetti e l’agricoltura sostenibile a Fontodi

giovanni manetti fontodiLo sapevate che Fontodi è un’azienda a coltivazione biologica? E che per ogni aspetto colturale è completamente autosufficiente dato che si produce in casa compost, foraggio per i bovini e concime per le viti? Sinceramente anche noi lo abbiamo scoperto di recente e non è un aspetto particolarmente strombazzato a destra e a sinistra. Ma ascoltando Giovanni Manetti è veramente un bel quadro di agricoltura integrata nell’ambiente e nel paesaggio, un’agricoltura dove la vite e il vino hanno il loro posto all’interno di un quadro ben preciso che mira non solo a vendere dei vini ma a promuovere un territorio e un modo di vivere naturale in sintonia con l’ambiente che ci circonda, Luna e fasi lunari comprese.

Clicca qui per l’introduzione all’Azienda Agricola Fontodi

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Agricoltura sostenibile a Fontodi
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Fontodi Flaccianello della Pieve IGT 2004

fontodi flaccianello 2004L’ultima annata in commercio (il 2005 esce a Maggio) si dimostra già fra le migliori di sempre con un colore porpora scurissimo ma vivace. Al naso è un caleidoscopio di cipria, viola, tabacco, frutta fresca, mora, lamponi e spezie come pepe, macis e altri sentori tostati come cacao e caffè.

In bocca è pieno, rotondo ma con tannini vivavi e scalpitanti che uniti ad una bellissima acidità ci fanno intravedere un futuro da grandissimo per questo vino che rimane comunque bevibilissimo e perfetto per una carne impegnativa. E soprattutto è un vino che va benissimo se volete mettervi qualcosina da parte per dei bei momenti in futuro…

Clicca qui per la degustazione del Flaccianello 2004

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Flaccianello dela Pieve 2004
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Fontodi Flaccianello della Pieve IGT 2001

flaccianello fontodi 2001Ecco un esempio “didattico” di cosa significhi un vino ARMONICO dove tutte le fasi della degustazione sono dello stesso livello qualitativo e in rapporto d’eccellenza. Ovvero un vino pressochè perfetto, maturo al punto giusto con una frutta bellissima e accenni di terziarizzazione molto eleganti e ricchi di classe. Raramente si incontrano vini che mescolano così bene sensazioni giovanili e caratteri che solo con il tempo si acquiscono. Questo 2001 ha tutto, acidità,
tannino rotondo e soffice, carnosità, calore, corpo, pienezza di gusto e al naso appena un accenno di note come smalto, lacca e un goudron embrionale. Insomma un capolavoro nel bicchiere che è rimasto nel bicchiere veramente poco quanto era piacevole e invitante. Prevista ulteriore evoluzione interessante ma credetemi che bevuto ieri sera faceva davvero un’impressione incredibile!

Clicca qui per la degustazione del Flaccianello 2001

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Fontodi Flaccianello della Pieve 2001
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Giovanni Manetti e il “suo” Flaccianello

flaccianello verticale fontodiNel 1981 solo alcuni visionari potevano immaginare un futuro tanto radioso per il Sangiovese, specie se vinificato da solo. In un panoramo dove per nobilitare il Sangiovese si ricorreva spesso al Cabernet Sauvignon, decidere di produrre un vino a base Sangiovese e venderlo a prezzo “premium” al di fuori delle DOC era un azzardo spinto da un sincero amore e convinzione nelle potenzialità del vitigno. Giovanni MAnetti ripercorre con noi alcune tappe della storia di Fontodi e del suo vino di punta, compresa la tanto famosa bocciatura come Chianti Classico e il suo declassamento a Vino da Tavola e come questo abbia contribuito a cambiare lo stesso Chianti Classico in un prodotto notevolmente migliore oggi.

Clicca qui per la storia del Flaccianello della Pieve

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Storia Flaccianello della Pieve Fontodi
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Clicca qui l’origine del nome

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Origine Nome “Flaccianello della Pieve”
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Fontodi Meriggio IGT Toscana 2006

meriggio fontodi 2006Un sorprendente bianco a base Sauvignon con una piccola percentuale di Pinot Bianco si dimostra didattico per i profumi di pompelmo, ramo di pomodoro, tiglio e fiorid’acacia che sprigiona. In bocca ha un’ottima sapidità che lo rendono appetibile su frutti di mare. Nel nostro piccolo ce lo siamo bevuti con soddisfazione su di una profumatissima Ribollita condita con Olio Extra Vergine Toscano. I profumi e la freschezza del vino si rivelano fondamentali per accompagnare la ricchezza della ribollita in un interessante gioco di rimandi aromatici tra il cavolo nero e il fruttato del Sauvignon. La mineralità del vino fa da sponda alla tendenza dolce del pane nella minestra e l’olio viene tenuto a bada dall’alcol presente in maniera discreta. Grande bianco e grande abbinamento!

Clicca qui per il video della degustazione 

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Meriggio Fontodi Toscana IGT 2006
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Badia a Coltibuono Vin Santo del Chianti Classico DOC 2002

vin santo coltibuonoA chiusura di serata, il fascino intramontabile di un vino che racchiude molto dello spirito toscano. Questo vin santo è ottenuto con metodo tradizionale ma interpretato alla luce delle più moderne tecniche enologiche. Obbligatoriamente da servire fresco per il suo alto contenuto zuccherino, è carico di frutta passita albicocca, pesca sciroppata, miele, zenzero, miele e note speziate intriganti. In bocca è fresco e dotato di una bevibilità non comune per un Vin Santo. Dato che inoltre non ha uno spiccato gusto ossidato che a qualcuno non fa gradire
il classico vin santo toscano, ecco che questo veramente non può non
piacere a chiunque! A berlo così potrebbe perfino far pensare che non sia un vino troppo adatto all’invecchiamento ma se cercate un pò ecco questa interessante verticale di Gola Gioconda che dovrebbe farvi cambiare idea…

Clicca qui per la degustazione

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Badia a Coltibuono Vin Santo 2002
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Badia a Coltibuono Cultus Boni Chanti Classico DOCG 2004

Ed ecco il preferito da Robert Parker! Un Chianti Classico realizzato con utilizzo di barriques e soprattutto con l’utilizzo di una parte (5%) di Merlot che Coltibuono si è “ritrovato” con l’acquisizione di una tenuta limitrofa. Si tratta di un vino piacevolissimo e fruttato, molto immediato e accattivante che dimostra come il MErlot possa giovare al Chianti per alcuni aspetti ma che possa anche finire per soffocare alcune caratteristiche del Sangiovese cui siamo molto legati. E sul mercato un vino come questo, anche a causa delle valutazioni troppo positive di alcuni critici oltreoceano, può nuocere al vero vino bandiera aziendale, ovvero la Riserva.
Di conseguenza il futuro del Cultus Boni, nonostante l’ottimo successo, è un pò incerto, come ci racconta Emanuela in questo video.

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il futuro del Cultus Boni
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Clicca qui per la degustazione del Cultus Boni 2004 

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Cultus Boni Chianti Classico DOCG 2004
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Sangioveto IGT 2003 Badia a Coltibuono

sangioveto coltibuonoUno dei Supertuscan a base sangiovese della prima ora (1988) che non ha avuto forse tutta la visibilità che merita. Dai vigneti più vecchi della Badia, un Sangiovese passato in barrique e che ne esce benissimo con alcune imperfezioni di equilibrio dovute alla gioventù. Ma sentiamo una esaltazione bellissima del gusto del Sangiovese che alla distanza verrà fuori in maniera ancora più affascinante. Giusto per curiosità ecco cosa ne dice il nostro amico Suckling di Wine Spectator: “Spesso e ricco, con molto carattere di legno nuovo e note carnose e di frutta secca. Corposo, con frutto succoso e finale saporito. Sangiovese. Al meglio dal 2008 al 2012.90 punti ”

Clicca qui per la presentazione di Emanuela

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Presentazione Sangioveto 2003
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Clicca qui per la degustazione del vino

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Sangioveto Coltibuono IGT 2003
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Badia a Coltibuono Chianti Classico Riserva 1970

Ed ecco la protagonista della serata ovvero la venerabile 38enne Riserva 1970, una delle storiche annate custodite nel caveau della Badia. Un vino che si faceva molto diversamente da oggi con botti di castagno, niente selezione massale, sangiovese insieme a trebbiano e malvasia e canaiolo e mammolo, vinificazione in cemento…Un mondo ormai andato ma non è per niente andato il fascino di questi vini. Nel bicchiere è arancio vivo con ancora un pò di granato, profumi terziari di lacca, smalto, goudron, tartufo
humus e sottobosco autunnale, selvaggina, tabacco, liquirizia il tutto
in una eleganza impressionante e una magia emozionante che ti trasporta
immediatamente a Gaiole nei corridoi della Badia. Una emozione veramente
difficile da descrivere! Ne abbiamo assaggiate due bottiglie, separatamente
e tra le due c’erano alcune interessanti differenze.

Clicca qui per la degustazione della prima bottiglia

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Badia a Coltibuono 1970
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Clicca qui per in confronto con la seconda  

Trappoline Coltibuono Toscana IGT 2006

coltibuono trappoline sauvignonDal brand “Coltibuono” che identifica vini ottenuti con uve e mosti acquistati in poderi limitrofi, un blend piuttosto insolito di Chardonnay e Sauvignon si rivela un buon bianco da pesce da crostacei con profumi interessanti di lychees, rametto di pomodoro, biancospino, pesca e ananas. Fresco e sapido, a bilanciare un alcool e un corpo altrimenti eccessivi. Davvero ben fatto!

E il giorno dopo, era pure tra i Vini Giusti ovvero tra i vini

dal miglior rapporto qualità prezzo in Toscana.

Clicca qui per la degustazione del vino 

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Trappoline Coltibuono IGT 2006
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