
Ed eccoci ad uno dei vini più giustamente celebrati della nostra regione. Un vino che esemplifica quella che può essere la magia del Sangiovese (qui in purezza) se coltivato in terroir adatti e vinificato rispettando la tradizione pur usando le più moderne tecnologie. E così dalla cantina ipertecnologica di Monti in Chianti e dagli anni di riposto sotto la Badia ecco un vino che già dal colore ci fa capire subito che siamo nel solco della tradizione chiantigina poi con i profumi di viola, amarena e tabacco con un’eleganza e un sussurrare che sono propri solo dei grandi vini.
Clicca qui per l’introduzione di Emanuela Stucchi Prinetti
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Introduzione alla Riserva di Coltibuono
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Clicca qui per la degustazione del vino
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Badia a Coltibuono Chianti Classico Riserva 2004
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Morbido e dai profumi mediterranei, tannini allegri ma non scorbutici, un Morellino di Scansano giovane e intrigante che si sposa benissimo con una pasta al sugo o della selvaggina da piuma.
Piacevolissima serata (e come poteva essere altrimenti con 3 bottiglie di Riserva Coltibuono 1970?) con Emanuela che ha intrattenuto i presenti raccontando la storia della sua famiglia, di come si intrecci con famose tenute toscane (Parrina, Selvapiana, Montepaldi), famiglie illustri (Medici) e tutta la cultura e la tradizione del Chianti Classico più autentico.

Ecco un grande esempio di Vin Santo tradizionale! Da uve di sola Malvasia (che Ferdinando ci assicura essere la varietà bianca che si ossida maggiormente in caratello) ecco un nettare ambrato quasi da occhio di pernice. Lo abbiamo servito fresco a 10 gradi di temperatura (su richiesta dell’azienda) e in effetti a questa temperatura riesce a non sentirsi troppo l’alcol a 17% e anche il grande contenuto zuccherino è sotto controllo. Al contempo l’alta acidità controbilancia efficacemente e l’effetto è quello di un vinsanto molto secco e in linea con la tradizione (anche se a me ha ricordato il Tokaj Disznoko 5 puttonyos del 1993). Ferdinando ci rivela che in realtà vorrebbe farlo ancora con meno zucchero ma il mercato in questo momento richiede maggiormente prodotti più dolci e PER ORA si adegua a malincuore! Nella sua introduzione ci spiega alcuni aneddoti relativi al suo vin santo e ci spiega il perchè del nome “Torre Grande”.
Grande annata, grandi consensi della critica (Bibenda su Duemilavini addirittura lo pone ad un soffio dai 5 grappoli davanti al Tricorno) e in effetti un bel caleidoscopio di frutti,spezie,mirto carrube, macchia mediterranea e note balsamiche ci fanno subito innamorare di questo morellino! Che poi in bocca si rivela pure scalpitante con un bel tannino e una grande struttura che ci fanno ben sperare anche in prospettiva evolutiva.
Come già anticipatovi, la serata Poppiano è risultata particolarmente piacevole per la bella sorpresa nell’incontro con Ferdinando Guicciardini. Classe, eleganza, stile, competenza tecnica unite ad un naturale charme e autentica passione per il vino hanno stregato i presenti e offerto numerosi spunti di riflessione.
Una bella sorpresa da una terra poco incline a dare buoni vini bianchi. E invece qui abbiamo un bel frutto, una certa acidità (considerando che è Viogner) e sprattutto una bocca morbida piacevole e fruttatissima.