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Umami: è ora di parlarne. E di cambiare il modo con cui degustiamo un vino

Magari molti di voi non lo sanno ma forse dovremmo riconsiderare alcune nostre certezze riguardo i gusti che siamo in grado di percepire e soprattutto nel modo in cui valutiamo i vini. Recentemente sono stato contattato da Mauro Fregoni, sommelier AIS e giornalista nonchè scrittore, per contribuire ad un documento che cercasse di approfondire gli aspetti umami del vino. Già Roberto Gardini e Bruno Piccioni hanno realizzato seminari in giro per l’Italia dove se ne parla apertamente ma la discussione non è mai veramente partita. Accolgo quindi volentieri l’invito di Mauro e faccio partecipi i miei lettori dell’iniziativa sapendo di contare su una base qualificata in grado di dare contributi validi sull’argomento. (questa foto qui accanto invece è come mi ha convito a partecipare, un vino la cui piacevolezza e saporosità non può certamente essere spiegata in termini classici).

IL PROGETTO UMAMI

L’attuale interesse per umami e dintorni nasce all’interno di un mio personale programma di ricerca sulle nuove frontiere della degustazione (tutto confluirà in una serie di articoli, che dovrebbero uscire nei prossimi mesi su riviste specializzate e sul web). L’enorme sviluppo delle neuroscienze ha prodotto una mole cospicua di studi sul sensorio, alcuni dei quali – a mio avviso – sono potenzialmente in grado di rivoluzionare l’attuale impostazione dell’analisi organolettica. Capisco e giustifico la prudenza con cui si muovono i soggetti istituzionali del settore (in prima fila l’AIS) ma credo anche che almeno a livello di dibattito teorico si possano, e si debbano, fare dei passi avanti.
Il questionario sull’umami nasce da una prima, sommaria (e ovviamente incompletissima) indagine su quelle che potrebbero essere le implicazioni pratiche derivanti da una reale apertura dell’analisi organolettica del vino sulla dimensione del “quinto gusto”.
Sarò grato sia a chi risponderà in modo puntuale al questionario, sia a chi darà liberamente il proprio contributo di idee e di esperienze personali.

*Per un’analisi più completa dei contributi, a posteriori, sarebbe utile che chi risponde al questionario aggiungesse un proprio sintetico profilo, segnalando almeno se è un addetto ai lavori, ed eventualmente che attività svolge.

Grazie a tutti

Mauro Pratesi

Ecco come si presenta: Ho 58 anni, vivo a Firenze, sono iscritto all’AIS dal 1980. Ho seguito i tre corsi previsti dall’iter didattico, superando i relativi esami. Ho seguito corsi formativi anche su altre materie di interesse specifico per il nostro settore (ad esempio un corso sull’Olio Extravergine presso la Camera di Commercio). In passato ho gestito ristoranti ed enoteche. Da qualche anno mi dedico esclusivamente all’attività pubblicistica (che già prima esercitavo a margine: sono infatti iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal 1987). Ho scritto di cucina e vini sulla stampa generalista ed ho collaborato a numerose pubblicazioni specializzate, periodici, guide ecc. Sono interessato all’enogastronomia a 360 gradi: dagli aspetti sociali e antropologici a quelli più strettamente tecnici. Ho dedicato molto tempo a studiare la storia della cucina, settore che ritengo a tutt’oggi carente (al di là del folclore leggendario e aneddotico). Tra l’altro, ho curato con Giuseppe Lo Russo la riedizione di un testo importantissimo ma poco noto dei primi del Novecento, “La cuisine florentine” di Louis Monod.

Ed infine ecco il questionario da inviare a burdedj [at] gmail.com

  1. A quali sostanze ritieni sia dovuto il gusto umami che si avverte in alcuni vini? In quale misura a sostanze naturalmente presenti nell’uva e in quale a sostanze originatesi nel corso dei vari passaggi produttivi (fermentazione, invecchiamento, eventuale appassimento delle uve ecc.)?
  2. Pensi che questo gusto sia un elemento di qualità, che conferisca al vino un pregio maggiore?
  3. Pensi che sia possibile avvertire il gusto umami per il normale consumatore, anche in mancanza di un’educazione sensoriale specifica, così come molti avvertono spontaneamente il dolce, il salato, l’amaro e l’acido?
  4. A proposito di educazione sensoriale, ritieni che l’attuale didattica, nei corsi tenuti dall’AIS e da altri soggetti qualificati, assegni all’umami lo spazio che gli compete, sia nell’analisi organolettica che nella tematica degli abbinamenti?
  5. In base alla tua esperienza, come pensi che l’umami interagisca con gli altri gusti fondamentali, e in generale quale ruolo e quale peso pensi che abbia nella degustazione?
  6. Ritieni che la presenza sensibile del gusto umami in un vino debba essere uno dei criteri guida nell’abbinamento?
  7. Come ci si deve comportare se invece siamo chiamati a scegliere un vino per abbinare ad un cibo in cui il gusto umami è in evidenza? Quali caratteristiche specifiche dovrà avere il vino?
  8. Cosa accade quando si abbinano un cibo e un vino entrambi fortemente connotati da un gusto umami?

Per aiutarvi, date un’occhiata a questi link:
http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/01/30/pomodori-umami-al-glutammato/
http://xoomer.alice.it/espraf/CHIMICA%20ALIMENTARE/Il%20Vino/Analisi%20Vino.pdf
http://www.inetours.com/PagesWT/Pairing/Wine_Into_Umami.html

The full Monty: e chi sarebbe quello che vive di “Brunellopoli”?

Secondo il Cav. Rivella, ormai lo si sa, sarebbe il Franco nazionale, ma ricordate il caro vecchio Monty Waldin, ex uainruaiter autore di una lettera che se presa appunto alla lettera demolisce ogni mattoncino del mito del nostro amato Brunello? Eccovi proprio lui nel suo show personale, quasi un reality, in onda su Channel 4. Una triste e disperata storia di un povero scrittore di vino che pianta tutto e insegue il sogno di coltivare una vigna biodinamica nel sud ovest della Francia perchè a Montalcino una cattiva multinazionale glielo impedisce (parole sue).

Ci sarebbe da commuoversi, prima però vorrei vedere i dati di odiens del serial e soprattutto vorrei capire come mai la famosa lettera su Montalcino di cui ha parlato mezzo mondo è spuntata fuori proprio ad Agosto, giusto un mese prima del lancio TV della serie…altro che guerilla marketing! Ah se poi volete sapere come va a finire c’è pure il libro.

Eccovi accontentati: l’Associazione Italiana Sommeliers (AIS) apre il suo blog!

So che molti di voi non ci speravano più ma finalmente l’AIS nazionale si è decisa ad entrare nell’arena 2.0 del web e lo fa in grande stile, affidandosi al blogger numero 1 italiano sul vino ovvero Franco Ziliani e fa partire il blog ufficiale proprio in concomitanza con il prossimo convegno a Catania, in programma da questo giovedì 16. Anzi in teoria è il blog del Congresso ma speriamo tutti che abbia vita futura ben più lunga.

Che dire? finalmente passerò un convegno da “disoccupato” e posso fare a meno di aggiornare il mio di blog per questi giorni e magari mi concentro sul concorso!!! Sarebbe il caso…

Cioni vs Donzelli e la corsa a Palazzo Vecchio: tutti su Facebook!

Così come negli States, anche per Firenze è arrivato il turno delle prime elezioni giocate su Facebook… Oggi sui giornali fiorentini non si parla altro che della querela che Graziano Cioni intende sporgere verso i moderatori del Gruppo “Cioni ti odia ” (per fortuna prontamente rimosso).
Le frasi scritte nel gruppo lesive della dignità di Cioni e di sua moglie non meritano tanta pubblicità, visto che è stato comprovato che sono assolutamente fasulle, però non mi pare che “querelare Facebook” sia la soluzione che porterà più voti al probabile nuovo sindaco di Firenze. E , visto siamo in tema, penso anche che l’amico ed ex compagno di scuola Giovanni Donzelli di cui condivido spesso le battaglie, in questo caso avrebbe potuto scusarsi, se non personalmente, almeno di non aver vigilato adeguatamente sulla questione.

E intanto mentre Matteo Renzi, Daniela Lastri e Lapo Pistelli, gli altri 3 concorrenti alle primarie fiorentine del prossimo febbraio sono su Facebook e interagiscono e rispondono con i fiorentini (provate per creder!) Cioni è l’unico dei tre che ancora non compare sul popolare Social Network.
Non sono uno stratega ma penso che il popolo della rete trarrà le proprie conclusioni in fretta, quindi mi aspetto che anche l’assessore Cioni compaia presto su questo spazio ancora tutto da scoprire ed esplorare.

Aggiornamento: Graziano Cioni ha ritirato la querela e la richiesta di risarcimento danni e invita i due moderatori del gruppo a fare una donazione al Meyer. Come potete leggere nel commento qui sotto al post, l’ufficio stampa del Comune di Firenze ha diffuso un comunicato in cui si dichiara di voler chiudere la faccenda senza inasprirla invitando a maggior attenzione nel modo di fare politica sul web. Direi un ottimo esempio di attenzione e apertura al mondo che cambia. Ok adesso aspettiamo “solo” Cioni su facebook…

Business da Sommelier…la mia prima rubrica in edicola su Business People parla di Matrimoni…

business peopleFinchè non l’ho visto stampato non potevo crederci e invece grazie a Chiara Grianti e Vito Sinopoli che incautamente me lo hanno chiesto prima dell’estate, eccomi ad esordire come scrittore semi-professionista di vino sulla rivista del gruppo Duesse Business People! é lo stesso gruppo di My Movies e altre riviste più o meno specializzate.
Si parte con la croce e delizia di noi sommelier ovvero “il matrimonio perfetto” (no la Silvia non c’entra, per adesso) e ho modo di tornare sulle ostriche e vino rosso e un sacco di luoghi comuni e polemiche sull’argomento. Se avete 10 minuti e un pò di attenzione, dategli un’occhiata e fatemi sapere se ho scritto così tante bischerate…
(e tra gli altri si parla di Gardini, di Marchesi, Enrico Bernardo, Alder Yarrow, Dario Bressanini, Andrea Balleri insomma tutta la banda…)

A casa mia questo si chiama FUD: e già che ci siamo diamo addosso anche ai Wumpscut

E non è una tattica che funziona sempre…FUD è l’acronimo di Fear Uncertainty Doubt (la tattica per esempio che Microsoft tuttora usa per combattere Linux e piattaforme cosiddette “libere”).  Ed è la stessa arma che testate classiche di stampa usano da anni ormai come arma per screditare la rete indicandola come fonte di ogni male.

Oggi Corriere della Sera , Repubblica e praticamente ogni altra online hanno pochi dubbi sul ritenere YouTube parziale colpevole del massacro in Finlandia.  Particolarmente inquietante questo pezzo sul Corriere di Guido Olimpio che sostiene che è grazie ad Internet che queste persone “mutanti” si incontrano e prendono la forza per fare le loro stragi.

E già che ci sono se la prendono ovviamente con il Metal, anche se stavolta non c’entra visto che i Wumpscut (uno dei miei gruppi preferiti e di milioni di altri “dark” che non farebbero male ad una mosca letteralmente) non fanno metal.

E il tanto pubblicizzato “messaggio online” dell’assassino non è altro che il testo di “War” dei Wumpscut, che può piacere o no, ma è pur sempre il testo di una canzone. Allora preventivamente mettiamo dentro le 20mila persone che erano a Bologna con me e cantavano con i Metallica “war without end, no remorse, no repent” e interroghiamole, magari sono mutanti pure loro. E già, terribile anche che un ragazzo di 22 anni dichiari di essere interessato a «computer, armi, sesso e birra», con una predilezione per i film dell’orrore.” Cavolo, ma sono io!

Non c’è nessuno che sottolinea che GRAZIE a YouTube questo psicopatico era stato interrogato dalla Polizia due giorni e poteva essere fermato.

Mi pare più logico sottolineare che oggi la gente ammazza per poi finire su YouTube. E non ci lamentiamo che la credibilità dei giornali tradizionali sia al minimo storico. E non mi dite che non si può dare la notizia in un altro modo.

The day that never comes è qui: il nuovo dei Metallica nel vostro iPod! (e un pò di nostalgia, again)

Ecco tra i 100 motivi per cui vorrei essere tedesco c’è il fatto che domani sera 12 settembre alcuni migliaia di fortunati crucchi saranno nella colossale O2 Arena a festeggiare con i Four Horsemen il lancio del nuovo disco Death Magnetic. Che ormai già conosciamo tutto tra singoli (“Cyanide” è incredibile!), ascolti alla radio e preview online, senza contare la genialata di marketing di rilasciare proprio domani un update per Guitar Hero con le canzoni di Death.

Non credo sia immaginabile un marketing più studiato e complesso di quello messo in piedi per questo disco! A me basterebbe molto meno ma i tempi in cui aspettavi con trepidazione che si alzasse il bandone del tuo spacciatore di metal abituale e sgattaiolavi sotto per essere il primo (andando direttamente alla cassa tanto il carnefice sapeva benissimo cosa avresti comprato) ad acquistarlo era troppo bello.

E poi l’attesa in bus di arrivare a casa, ciaomammatuttobene, accendere lo stereo e chiuderti in stanza due ore e forse più… Stanotte quindi invece di essere a Copenaghen nel negozietto preferito di Lars (ridicolo) sarò davanti al Pc con ITunes accesso pronto a cliccare su “Acquista ora”. 30 secondi e tac comincio l’ascolto in cucina tra i libri di studio la nutella e il bricco del latte…things they change my friend!

Conferma: nel Brunello 2003 altre uve oltre al Sangiovese…ma non era Ziliani il “nemico” del Brunello?

Dopo 6 mesi che si è fatto a gara a dire che questo signore qui accanto è il nemico numero uno del Brunello a causa del suo interesse verso le vicende enologiche e giudiziare di Montalcino, ecco che con grande stile giornalistico la Nazione, Il Resto Del Carlino e Il Giorno nel fascicolo nazionale (QN) (lo trovate in edicola stamani) di oggi riportano che secondo alcune indiscrezioni nei Brunello 2003 ci sarebbero CERTAMENTE altre uve oltre al Sangiovese “i consulenti non hanno dubbi“. Non sono un giornalista ma in genere si dovrebbe stare attenti a riportare indiscrezioni, a meno che non si voglia esattamente dire che oltre 100 aziende a Montalcino nei loro Brunello hanno utilizzato uve non concesse dal disciplinare, e quindi da ritenersi fuorilegge. Comunque fino a metà settembre non si avranno risultati definitivi quindi nel frattempo si può continuare tranquillamente a sospettare di tutto e di tutti.

O volevano dire qualcos’altro???

Brunello 2003 in Deutschland: trotz der Hitze (e trotz Gaja), c’è qualcosa di buono? e le aziende indagate sono solo 4…

Forse perchè hanno ricevuto la missiva di Gaja prima di noi, forsè perche´qua in Germania il fatto che un italiano violi una regola e´talmente scontato da essere un clichee´abusato ma su WeinGourmet appare (finalmente) una rece dell´annata 2003 del Brunello di Montalcino che pare giunga solo ora sugli scaffali. Jens Prewe, non esattamente l´ultimo arrivato, recencisce i 50 migliori Brunello 2003 esordendo subito dicendo che il caldo si e´fatto sentire con i problemi ormai stranoti della poca maturazione dei tannini, frutta cotta in abbondanza e vini poco equilibrati. Poche parole sulla querelle legale sulle leggi violate da alcune aziende (secondo lui solo 4, Banfi Argiano Antinori e Frescobaldi).

E stupisce vedere comunque Castelgiocondo, Banfi e Argiano recensiti due pagine dopo…che bottiglie gli hanno mandato?!?

Ai Tedeschi dicevo, poco importa di come stiano andando le cose dal punto di vista legale (ma speriamo che presto Winzerblog traduca l´articolo di Monty portato nella blogosfera da Terry di Mondosapore e in Italia da Franco Ziliani) e dal punto di vista qualitativo bocciano decisamente l´annata da 2-3 stelle al massimo e tra i 50 che salvano eccovi i primi 8 con rating 4/5:

  1. Poggio di Sotto
  2. Madonna delle Grazie Il Marroneto (premiato anche a Caserta dai Vini Buoni)
  3. Corte Pavone Loacker (non ditemi che non c´entra il fatto che sia una famiglia altoatesina…)
  4. Siro Pacenti
  5. Tenuta Nuova Casanova di Neri
  6. “La Casa” Caparzo
  7. La Fiorita

Di seguito con 3,5/5 ecco La Fuga, Fuligni, Manachiara di Silvio Nardi, Lisini, La Poderina, Pian DellÓrino, il Marroneto, Valdicava, Argiano, Fanti e Solaria. Sempre buoni ma con rating un pelo sotto (3/5) Banfi, Gianni Brunelli, Renieri di Bossi, Uccelliera e Altesino in mezzo ad altri. Soldera, Biondi Santi, Cerbaiona e Salvioni non hanno inviato campioni (al solito) e un pochino mi dispiace.

Direi che a parte i primi sono stati premiati molti brunelli internazionali e moderni ma non so se essere felice che abbiano deciso di glissare sulla questione regolamentare…Adesso pero´vado in enoteca e controllo che cosa viene importato infatti e´curioso piu´che la classifica vedere la reale reperibilita´di questi vini. In questa classifica di disponibilita´ecco che praticamente Poggio di Sotto si trova solo a Karlsruhe mentre i piu´ubiquitari sono Casanova di Neri (ecco dove va a finire tutto!) Caparzo, Siro Pacenti, Banfi (qui in Germania del NordWest si trova quasi esclusivamente Banfi!), Altesino, Lisini, Frescobaldi e Poggio Antico, senza contare La Poderina e Villa a Tolli che viaggiano (bene) con la catena Jaques Wein Depot.

In enoteca mi confermano che al cliente medio importa davvero poco della questione Brunellopoli visto che in genere ignorano che sia fatto quasi solo da Sangiovese (che per loro in genere sta negli scatoloni da 5 lt con scritto Puglia, vedi su Kela)…e oltretutto sono tranquilli e felici anche quando bevono ettolitri di Spatburgunder (Pinot Nero) ben sapendo che è quasi tutto Dornfelder imbottigliato sotto falso nome (no dai, davvero pensavate che in questo paese potesse crescere tutto ‘sto pinot nero?!?).

In ogni caso, visto che si parla di Brunello di nuovo e del suo disciplinare, la mia posizione attuale è che se è vero quello che dice Monty (e in parte temo lo sarà specie quando parla dell’impossibilità di ottenere buoni vini da certi terroir ilcinesi) allora o si fa come dice Gaja o si muore. E che forse, era meglio chiudere la stalla prima che tutti, ma proprio tutti, i buoi se ne andassero dove loro pareva…

Due sorsate da Francesco Annibali (e scusa il ritardo…)

Tra gli omaggi alla memoria di Gianni Masciarelli uno dei più toccanti è stato di sicuro l’abbinamento con Chagall proposto dal collega Francesco Annibali.

Approfitto di questo, e del fatto che è diventato distributore di The World Of Fine Wine (la rivista di culto per gli appassionati inglesi e non solo di vino) e quindi conviene ingraziarselo, per segnalarvi una piccola intervista che mi ha fatto tempo fa nella sua rubrica “Due Sorsate con…” (come vedete sono in buona compagnia).

Il suo è un wine mag online molto particolare, con idee e spunti non sempre condivisibili ma spesso illuminanti.

Ad esempio che il Vermentino sardo sa di Mojito e capperi sotto sale è qualcosa che tutti pensano e nessuno ha il coraggio di dire, bravo Francesco!