Ecco un Pinot Nero californiano di Marin County, la contea che sta praticamente a nord del Golden Gate. Da un lato del Golden Gate c’è San Francisco, dall’altro Marin County. Non è il classico Pinot Nero californiano che potreste aspettarvi. Nonostante sia a 25 minuti da Sonoma, da Napa, da Carneros, è molto più in alto sul livello del mare: siamo a seicento metri, mentre Carneros sta sui 250. Non è alta collina, diciamo bassa montagna, non so bene come definirla, ed è molto più vicina all’oceano, quindi è una zona molto più fresca. Per darvi un’idea, di solito i tempi di raccolta arrivano anche un mese dopo rispetto a Napa e Sonoma: l’anno scorso stavano raccogliendo questo vino ai primi di novembre, che da noi sarebbero altri tempi, un’era geologica fa.
Quella che avete nel bicchiere è la 2020. Loro fanno due Pinot Nero diversi, questo è il [Sommità?] Skywalker, ed è fatto un po’ in stile vecchio mondo. Lo vedete dal colore, più scarico. Solitamente i Pinot Nero californiani sono quasi violacei, e il Pinot Nero il violaceo nello spettro dei colori non ce l’ha nemmeno: riescono a tirarlo fuori perché li caricano, non che ci aggiungano altro, però hanno tanto caldo, tanto sole, una buccia che si inspessisce, e quindi spesso i Pinot Nero californiani sembrano quasi un altro vino.
Qui invece, se vogliamo restare in quella zona del mondo, direi che si tende quasi all’Oregon, una zona molto più fresca e molto più a nord come latitudine rispetto alla California. Anche lì purtroppo si stanno un po’ californizzando nel modo di produrre, mentre qui riescono a essere più indipendenti. Sono un po’ come il nostro IGT umbro, svincolato da ogni schema e da ogni cornice in cui ti devi ascrivere. Anche là non hanno vincoli di mercato che chiedono un marmellatone o qualcosa di molto carico, e ne risulta un vino molto scarico, molto asciutto, pulito, fine, molto poco americano. Americano non vorrebbe suonare come un’offesa, lo intendo proprio come categoria: powerful, bold. Questo vino non ha niente di powerful né di bold.
Andrea Gori
Io non sono un grandissimo fan della viticoltura californiana, e quando bevo California a quel punto mi piace che sia bold: se deve essere California, allora Opus One e gli altri vinoni. Sui Pinot Nero secondo me è una zona affascinante, difficile. Qui come clima non siamo proprio in Oregon, però di certo non è la California classica, e lo trovo molto interessante. Il Pinot Nero tutti ce l’abbiamo in testa associato alla Borgogna, ma la cosa bella è che si adatta tantissimo, un po’ come il Sangiovese, forse anche più del Sangiovese, ed è sensibilissimo al cambiamento: basta una mattonella, un po’ di esposizione diversa, un po’ di clima, e cambia. Per questo mi sembra un Pinot Nero bello, perché racconta la California, un’idea di Pinot Nero che non è la nostra e che si legge come Pinot Nero, ma ancora di più come vino californiano. La California del resto è grandissima e racchiude quasi tutti i climi d’Europa. Questo non lo andrei a mettere in Borgogna, ma potrebbe stare fra Trentino, Valle d’Aosta e Piemonte: comunque nordico, comunque piccante, e c’è quella sensazione di ariosità del Pinot Nero che ce ne fa innamorare.
Il naso è estremamente ricco, intenso, speziato, e poi c’è questa bocca che rimane sempre in punta di piedi. Non ha mai sbuffi alcolici: non è servito freschissimo, eppure l’alcol non viene mai fuori. Ha un bell’estratto, note di oliva, di tapenade, nessun eccesso di confettura di fragole, c’è il ribes rosso, il ribes nero, qualche speziatura anche un po’ esotica, qualche refolo balsamico, poi una nota un po’ terrosa e una pulizia assoluta. In bocca, se l’avete provato sia con la fagiolina sia con il cinghiale, è un vino che gli sta dietro. Se il […?] andava un po’ sopra al piatto, questo magari gli sta un po’ sotto, però assaggiato con la carne tira fuori una componente che al naso e in bocca da solo magari non sentivamo. È un vino con una bella stratificazione, arioso. Se mi immagino la California, non quella dei surfisti ma quella delle foreste, dell’interno, un po’ più aspra e selvatica, ce lo vedo molto. Non immaginatevelo bevuto in mezzo al mare fra i surfisti, ma fra un orso e l’altro, fra una sequoia e l’altra. Secondo me cattura benissimo quell’atmosfera, e poi come tutti i vini Skywalker guarda verso il cielo, e questo Pinot Nero lo fa benissimo.