firenze

Gentil Hugel 2015 Alsace AOC

Il primo vino aziendale e il più importante come la famille Hugel si ostina ripetere giustamente all’inizio di ogni serata di degustazione. Così come in Champagne, troppo facile fare grandi millesimati e vini ottimi da cru storici, molto più difficile ogni anno produrre centinaia di migliaia di bottiglie di un vino fresco, immediato, profumato eppure complesso e mai banale capace di trasmettere in un sorso tutta la magia dell’Alsazia.

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La cucina Alsaziana in Toscana con Paolo Gori

Come ricreare la magia della cucina Alsaziana in Toscana, Paolo Gori ci spiega come mettere in tavola Torta di Cipolle – Flammkuchen, l’Acquacotta Speziata alla Maremmana, gli Stracci all’Oca Grassa, e il  Choucroute alla Toscana (salsiccia, sambudello e cavolo nero più crauti). Tutte ricette alla portata di chiunque ma che con il giusto abbinamento (per esempio i vini della famiglia Hugel) diventano irresistibili. Seguitelo nel video!

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Giovedi 23 Febbraio Rock the Wine!!! God Save The Wine torna all’HArd Rock Cafè Firenze per una serata speciale

Il quarto capitolo della nostra avventura rock balza sul palco per un’edizione scoppiettante! Un appuntamento fisso nel nostro calendario, uno di quelli cui teniamo di più: essere sul palco dell’Hard Rock Cafe davanti al suo pubblico giovane e fresco pronto a giudicare con efficacia e senza preconcetti l’incontro-scontro con la gastronomia americana: burgers, involtini, Texas e Southern Comfort Food cheHard Rock ha portato nel mondo. Con il più il piacere intenso della musica dal vivo…per la prima volta nel corso del nostro evento. Coniugare rock e vino è del resto la “missione” ideale per God Save The Wine che fin dall’inizio ha portato lo spirito del rock nel mondo del vino, quell’atteggiamento ribelle alle regole della degustazione classica e la rottura degli schemi ingessati del consumo tradizionale. 

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Mercoledi 8 Febbraio, la Trentina incontra la Fiorentina

Esistono le whisky dinner e le cocktail dinner ma solo da Burde va in scena una cena speciale dove l’unico abbinamento previsto è la grappa! Ancora una volta ecco che la nostra cucina cittadina incontra i sapori e il ritmo trascinante della grappa trentina in una grappa-dinner che non mancherà di sorprendervi grazie al menu pensato da Paolo Gori in collaborazione con l’Istituto di Tutela Grappa del Trentino e Anag. Vi aspettiamo curiosi e intraprendenti come sempre!

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Champagne Belle Epoque 1998 Perrier Jouët (Jeroboam)

Il formato extrasize da 3litri regala un volume e una dimensione incredibile a questa cuvèe formidabile, soprattutto nelle annate eleganti e sottili. Naso perfetto con tutti gli elementi dal floreale dolce al fruttato saporito passando per una gamma di spaziature orientaleggianti dalla curcuma al curry passando per zafferano e sandalo. Davvero caleidoscopio il naso ma niente al confronto della polpa e succosità del palato con una eleganza e un equilibrio mirabile di ogni parte.

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Champagne Blason Rosè Perrier Jouët e Stracci al Cinghiale

Un rosato soprendente fine delicato e freschissimo al naso ma che è pronto a sorprendere in bocca per vinosità e grinta per una cuvèe gastronomica di livello superiore. Un 25% di chardonnay nobilità e alleggerisce un 75% di uve rosse tra pinot nero in maggioranza e pinot meunier di cui un 15% di vino rosso dalla zona di Bouzy.

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Champagne Belle Epoque 2008 Perrier Jouët

La regina indiscussa di eleganza tra le Cuvèe prestige in Champagne è certo questa grande etichetta impreziosita dal disegno di Emile Gallè del 1902 in stile art nouveau che preconizza dal fuori la nota floreale dominante del vino. Tiglio, glicine e mirabelle, poi note agrumate di pompelmo e mandarino più vaniglia e cipria, lavanda, timo e mentuccia a comporre un naso complesso e accattivante con margine di evoluzione notevole come si compete ad una grande annata come questa.

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Il Dolcetto gioca in casa domani 17 Novembre da Eataly Torino con Clavesana al God Save the Wine

Al ritorno del nostro Scudetto del vino i piemontesi giocano in casa e quindi all’attacco! Ecco perchè la mezz’ala destra della formazione che scenderà in campo a Torino per il Piemonte sarà un ruolo fondamentale che solo il Dolcetto potrebbe ricoprire…

Ci sono pochi territori di così abbacinante bellezza come quello in cui nasce il Dogliani, uno dei territori di eccellenza del Dolcetto, di certo una delle uve con il potenziale meno sfruttato d’Italia. In lontananza la vista delle Alpi innevate tutto l’anno e l’inizio delle colline che poi diventeranno Langhe per un territorio che ha visto nascere tanti protagonisti della storia del nostro paese. In mezzo a questo la fatica e il lavoro della coltivazione di quest’uva che richiede all’anno il numero più alto di ore lavoro per i contadini e che dona vini beverini fruttati e piacevolissimi ma anche qualche idea ancora da esplorare di longevità complessità e struttura. Clavesana è una cantina cooperativa dove confluisce il lavoro di 350 famiglie di “coviticoltori” che mettono insieme la loro esperienza e passione a dare una gamma di prodotti molto ampia che coprono ogni sfumatura della viticoltura fortemente autoctona di questa parte di Piemonte che copre ben 10 comuni: Belvedere, Clavesana, Cigliè, Dogliani, Farigliano, Marsaglia, Monchiero, Murazzano, Piozzo, Rocca Cigliè.

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Parliamo del ruolo in campo del Dolcetto con Anna Bracco, direttore.

 

1- E il Vostro Vino in che ruolo gioca? Raccontaci come giocherebbe un tuo vino sul campo da calcio dell’italia e a quale giocatore assomiglia...

Il Dolcetto (e quindi il vino che oggi ne deriva, il Dogliani docg) ha sempre svolto un ruolo fondamentale nella nazionale piemontese dell’enocalcio. Il Dolcetto non è un mediano, ruolo che casomai potrebbe spettare al Barbera, né un terzino fluidificante, posizione eventualmente adatta a vitigni come il Grignolino. Non è neppure un trequartista come il Barbaresco, né un’ala come certi Nebbioli del Nord.

Il Dolcetto è un 8, una mezz’ala destra, di quelle che Brera avrebbe chiamato “euclidea” per la sua capacità di tessere geometrie, di coagulare il gioco unendo tecnica e fosforo, visione e invenzione. Una mezz’ala che non vuole fare il 10, ma senza la quale il 10 non potrebbe giocare, né la squadra vincere. Un giocatore sapiente e affidabile, capace di fare gol ma anche di unire lo spogliatoio con il suo carisma sobrio e piacevole.

Il Dogliani ricorda Fabio Capello, piedi buoni e tempra d’acciaio, grinta, ottima visione di gioco e senso tattico. Quel Fabio Capello che con la maglia azzurra conquista un posto d’onore nella storia del calcio: il 14 novembre 1973 sigla il gol della prima storica vittoria dell’Italia a a Wembley contro l’Inghilterra. Ed è poi divenuto uno degli allenatori italiani più vincenti di sempre.

 

Avremo grandi ingredienti di stagione, funghi e tartufi, raccontaci il piatto con questi ingredienti dove il tuo vino ha dato il meglio di sè o la tua ricetta preferita!

Tajarin al burro e tartufo e Tajarin ai funghi, splendidi con il dolcetto!  I tajarin sono la pasta all’uovo dell’antica tradizione piemontese. Il termine “tajarin” significa tagliolini, un formato di pasta fresca all’uovo simile alle tagliatelle ma più fini, con una larghezza inferiore: le tagliatelle infatti sono larghe circa 1/2 cm mentre i tajarin sono larghi circa 3 mm. La ricetta tradizionale dei tajarin prevede l’utilizzo del solo tuorlo dell’uovo (e non delle uova intere) in proporzione variabile a seconda di chi li cucina, di 1 tuorlo ogni 100 g di farina fino ad arrivare a 40 tuorli per chilo di farina! I tajarin piemontesi vengono tipicamente conditi con sugo d’arrosto, ragù di frattaglie ma sono insuperabili da gustare con burro e scaglie di tartufo bianco o con un semplice sugo di funghi.

 

Vini in degustazione:

  • Clavesana Dogliani docg 2015
  • Il Clou Dogliani Superiore docg 2012
  • Allagiornata 110 (Dogliani Superiore) docg 2013
  • Olo Barolo docg 2011
  • Allagiornata 1053 (Langhe Pinot nero) doc 2014

 

Cantina Clavesana S.c.a.

Frazione Madonna della Neve, 19

12060 Clavesana (CN)

Piemonte

Italia