Si può essere sommelier e parlare di vino senza mai rammentarlo? Come si vive e come ci si ambienta in una città nuova e sconosciuta e come si impara ad amare un luogo per i suoi profumi? E, non ultimo, c i si può innamorare di una città attraverso i suoi odori?
Non vi preoccupate, non sarò io a rispondervi, stavolta lascio il blog a Giulia, già la conoscete ormai (e se avete un pò di tempo qui ci sono alcune prove di quello che sarebbe il suo lavoro, ovvero regista, e sceneggiatrice horror di Imago Mortis, film in uscita a Gennaio 2009).
Buona lettura, soprattutto per chi abita a Roma ovviamente… (foto Giulia Graglia).
Il primo impatto forte con un’altra città è quello del naso. Per anni fai le stesse strade, sempre alla stessa ora, e vieni investito in sequenza dai profumi tipici di quella zona o di quell’isolato… (altro…)

Come sapete ogni tanto leggo qualche rivista tedesca di settore (vino, del resto rimande il nostro secondo mercato mondiale…) e mi piace leggere cosa pensano di noi e dei nostri vini. Ma altrettanto interessante è leggere cosa pensano dei LORO vini. In genere, molta sottovalutazione delle proprie storiche ricchezze (Riesling e vini dolci in genere, rossi leggeri e beverini a base Trollinger, la nostra Schiava altoatesina) e sopravvalutazione dei rossi di una certa eleganza e struttura.
l 200 migliori vini rossi tedeschi.
Una delle sorprese della serata con un naso chiuso di ciliegia e fragola e un sottobosco e un animalesco abbastanza evidenti. Con il tempo evolve su note di tartufo, leggero goudron e bellissime note sotto spirito. In bocca è giovanissimo e pimpante, pare di 5 anni meno, vivo e mordace con tannini vispi ma nobili. 

Ecco un elisir a base sangiovese che ci permette di riscoprire una ricetta del 1700.
