
Un’annata troppo presto salutata come la migliore di sempre, all’epoca pieno e sontuoso, grazie ad una prova straordinaria del carmenere che però qui è sparito e sono sparite anche molte note in frutta per lasciar spazio ad uno speziato cangiante ricco di torrefazione, anice, cardamomo, floreale d’artemisa (cola) e viola passita.
Bocca un pò arrivata , finissima e lieve con poca polpa ma molto gusto francese, suadente senza invasione, perfetto anche per due chiacchere in libertà. Maggiori dettagli nel video…
La ristorazione sarà pure in crisi ma ieri nella grande manifestazione per professionisti del settore a Marina di Carrara se ne sono accorti in pochi. Al di là dei padiglioni strapieni di martedì mattina (date un’occhiata a questo
Mentre sono ancora alle prese con il
Per merito di frequentazioni lericine ho sempre sentito parlare del “vero” Sciacchetra delle Cinque Terre come una specie di mistico Graal inafferrabile e concesso solo a pochi eletti parenti o amici di produttori veri ed eroici. E in effetti ogni prodotto provato fino ad ieri non mi ha mai dato sensazioni anche solo paragonabili a quelle raccontate per esempio dal nostro vicepresidente nel suo bel libro 
Ultimo arrivato nella degustazione e ultimo sceso in giornata dal Trentino, ancora un pò trafelato. Anselmo ci consiglia di servirlo fresco, 14-16; e in effetti il vino ha tannini soffici e lievi e una beva da pinot nero borgognone d’annata. Sentori di ciliegia e fiori secchi, finale di mirtillo e caffè, con leggero sofffio balsamico che incanta il naso con un goudron maturo e un mallo di noce intrigante. Non molto impegnativo e difficile da abbinare, ma un vino dal carattere inconfondibile. 
Bel successo di pubblico (




