Bevute

Assaggi di vino distillati con punteggio, spesso con video degustazione

Chateau d’Yquem Lur Saluces Sauternes AOC 1999

capsula yquem

Si lo sappiamo tutti che un Yquem con meno di 20 anni non si apre mai…eppure come possiamo sapere cosa sarà tra 2o anni se non lo si conosce mai da giovane? Costo a parte leggermente più accessibile, i motivi per assaggiare un Yquem in fasce sono tantissimi, a partire dalla meraviglia che si prova assaporando un vino passito muffato che sa di fiori, di ginestra, di tiglio, di camomilla, un vino in cui il miele lo zafferano, lo iodio, il caramello, il fico secco, l’albicocca, la maracuja, la pesca sciroppata sono così integrati e sorretti da una mineralità palpabilissima e sapida? L’effetto, se lo si sa capire e non lo diamo per scontato, è di stupirsi ogni volta per questo piccolo miracolo in cui ogni componente è al suo posto senza strafare ed è come legata al palo dell’evoluzione in attesa che il tempo gli dia la sua finestra d’espressione. E quindi ecco perchè occorre riaprirlo più e più volte…Certo a poterselo permettere diremmo pure che si può osare come vino a tutto pasto…ma chi osa farlo??

Clicca qui per l’introduzione al Sauternes

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Clicca qui per la degustazione di Yquem 99

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=FxgKFKoV5zY&feature=channel_page[/youtube]

Clicca qui per capire perche è davvero “superieur” 

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=6o9AJ7jd_Bw&feature=channel_page[/youtube]

Fuleki Tokaj Aszu 6 Puttonyos 1999

9tokaij fulekiStoria e tradizione di uni dei vini più nobili al mondo. Puttonyos, aszu, harshvelu, come si pronunciano e a cosa servono? Un vino passito ma non solo perchè si usano tecniche simili al ripasso alla toscana o a quello della Valpolicella, è un vino parzialmente ossidato quasi come uno sherry e si parte da uve muffate come nel Sauternes. Come potete immaginare un vino piuttosto unico e particolare che ha un’impronta tutta sua nel panorama mondiale dei vini da dessert e/o meditazione e vanta una storia secolare da conoscere.

Il Fuleki di stasera era un “giovane” Tokaj tipico e dai profumi caratteristici di mela cotta, nocciola, marmellata di pomodori verdi, dattero. Un grande concentrato di sapore e storia per una bevuta spesso emozionante e sicuramente dotato di una grandissima personalità che si esprime in una beva fresca e dissetante nonostante gli oltre 120 g/l di zucchero.

Clicca qui per l’introduzione al Tokaij ungherese 

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Tokaij Aszu 6 Puttonyos Fuleki 1999
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Clicca qui per la degustazione del Tokaij

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Tokaij Fuleki degustazione
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Inniskillin IceWine Riesling VQA Niagara Peninsula 2001

inniskillin rieslingUn vino “friulano” nato dalla passione e dal duro lavoro della famiglia Ziraldo e dal fortunato incontro con il produttore austriaco Karl Kaiser.Del resto la Penisola del Niagara si trova alla stessa latitudine di Trieste… Il nome preso da un reggimento di fucilieri irlandesi il cui Colonnello ricevette questa fattoria in dono. Fattoria acquistata da Ziraldo con i risparmi di anni di lavoro da minatore negli Stati Uniti durante la corsa all’oro degli anni 20, in fuga da un Friuli in piena crisi da dopoguerra. Poi le intuizioni, il successo dapprima locale e poi globale appunto quando in uno dei viaggi a casa c’è l’incontro con Kaiser e la sua conoscena degli EisWein tedeschi e austriaci.

Con noi venerdì c’era il mitico IceWine della Inniskillin e ne abbiamo approfittato per ripercorrerne la storia e dire due parole sulle  caratteristiche di questi vini rari preziosi e particolarissimi. Il riesling 2001 ha aperto la serata con un caleidoscopio di sensazioni fruttate calde e ricercate con frutta tropicale (papaya, mango, maracuja) , albicocca, pesca gialla e un bel floreale dolce e giallo. In bocca una esplosione di gusto e freschezza veramente rara e maestosa. Raccolta da uve congelate (spesso raccolte di notte con -10 gradi!) e pressate dolcemente per estrarre solo il cuore dell’acino, sanissimo e denso di sostanze aromatiche pregiate.

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Inniskillin Riesling IceWine 2001
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Chateau d’Yquem e gli altri: che serata!

yquem 99Sospirone di sollievo stamani che ieri sera è stata davvero dura…di fronte a 6 vini di assoluto valore internazionale hai sempre paura che il mito della serata non sia all’altezza oppure semplicemente che non sei in grado di raccontarlo e farne vivere la magie e tutte le sfaccettature…Dopo i vari Inniskillin, Cacchiano, Fuleki in effetti la strada era in discesa ma non è mai facile degustare un Yquem così giovane (99) in pubblico specialmente se hai davanti persone esigenti curiose che non ti perdonerebbero banalità su di un vino del genere. Ma per mia fortuna Yquem 99 pur nella sua assoluta infanzia ieri ha dato una prova di eleganza soave e di impressionante struttura che ha annichilito ogni altro vino. Si è certo suggestionati dall’etichetta e dal mito ma è davvero difficile trovare qualcosa non al suo posto in questo vino, qualcosa che non ti faccia pensare che si tratti di una perla unica e irripetibile di tutta l’enologia mondiale. E vi assicuro che la sensazione di dolce brezza sottile e balsamica intensità che abbiamo tutti provato ieri sera è stato davvero qualcosa di grandioso. Senza nulla togliere agli altri fantastici vini della serata, Yquem era proprio di un altro pianeta…anzi su di una nuvola soffice e cremosa a guardare tutti gli altri là sotto, splendidi splendenti ricchi e affascinanti ma non così platonicamente ideali come lui.

Oddio di nuovo mistico e trascendente…credo sia meglio che proviate a chiedere a chi c’era oltre a me!

Qui tutte le foto e via via sul canale YouTube le degustazioni video dei protagonisti della serata.

Barone Ricasoli Granello IGT Toscana 2006

granello ricasoliAltra etichetta camaleontica con un uvaggio in divenire che sfrutta ogni anno le migliori uve bianche in grado di subire un certo grado di appassimento. A seconda dell’annata, può prevalere lo Chardonnay, il Sauvignon, il TRaminer o altre uve. Il tutto per dare un vino alternativo nel panorama toscano al classico Vin Santo da cui si differenzia in ogni aspetto a partire dal colore giallo accesissimo e brillante. granello ricasoli colore In effetti poi con i suoi profumi cangianti di frutto della passione, pesca, zafferano e albicocca presenta un mix quasi inedito per le nostre latitudine, con una qualche somiglianza con gli EisWein tedeschi. In bocca è molto dolce e si presta ad abbinamenti interessanti dai biscotti allo zafferano, al gelato di crema (provateci!) e a torte a base di crema e frutta.

Clicca qui per l’introduzione

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Introduzione al Granello Ricasoli
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Clicca qui per la degustazione del vino

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Granello Ricasoli IGT 2006
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Barone Ricasoli Chianti Classico Brolio DOCG 2005

chianti classico brolioDa un’annata considerata non entusiasmante ecco un ottimo Chianti Classico 100% Sangiovese con tutte le caratteristiche che normalmente speriamo di trovare in un Chianti come una buona acidità, una bella asciuttezza di bocca e un bel profumo floreale di viola e giaggiolo in apertura. Nonostante i 12 mesi di barrique (di secondo o terzo passaggio) il vino ha proprio nel mix floreale fruttato la sua carta vincente con un gusto morbido (almeno per un palato Toscano!) che sacrifica un pò di aggressività tannica in favore di una maggiore bevibilità. In sala è piaciuto a tutti, pur riconoscendone il carattere un pò più facile di beva rispetto ad altri Chianti Classico più aggressivi e tradizionalisti.
Ma da quando in qua è un problema così grande che un vino si beva con tanta facilità?!?ù

pasta sugo fabbriIeri sera si è dimostrato ottimo sulla pasta al pollo

scappato (anche con abbondante parmigiano grattato sopra) e direi che anche su una bella grigliata di maiale e salsicce sarebbe un ottimo accostamento. Dato inoltre il carattere di poca tannicità e alcol non eccessivo, oserei perfino servirlo leggermente fresco in qualche cena estiva.

Clicca qui per l’introduzione al vino di Sveva

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Introduzione al Brolio 2005
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Clicca qui per la degustazione

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Chianti Classico Brolio DOCG 2005
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Bibenda Day 2008: video!

Ecco qua alcuni momenti salienti del Bibenda Day 2008.

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Introduzione di Franco Maria Ricci e saluto
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Ingresso Letterine e Messaggi Produttori parte 1
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Ingresso Letterine e Messaggi Produttori parte 2
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Paolo LAuciani e Relentless Shafer Syrah 2002
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Paolo Lauciani e il Tannino dello Chateau Margaux 99
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Tenuta San Guido Sassicaia Bolgheri Sassicaia DOC 2004

sassicaia andrea goriIl nome si fa ogni anno più lungo e complesso ma resta sempre e solo (per fortuna) LUI ovvero uno dei capisaldi imprescindibili della nostra enologia toscana e italiana. Un vino che stacca da ogni altro prodotto alle nostre latitudini per dare un cabernet elegantissimo e voluttuoso che si ispira ai modelli bordolesi (Lafite in primis) per coniugarne ricchezza di frutto ed eleganza con il genius loci bolgherese. Il risultato (per il 2004) è un vino molto femminile dai profumi dolci e speziati incastonati in un cesto di frutta di bosco nitido e distinto. Il naso è completato da sentori balsamici (menta, mirto, anice) e da terziari leggeri come pelle, liquirizia, tabacco e caffè. In bocca è già mordibissimo, equlibrato con tannini setosi e a tratti impercettibili. Acidità appena accennata e alcol misurato e persistenza tendente all’infinito completano il quadro di un vino ancora una volta impressionante per come riesce a coniugare complessità eleganza e piacevolezza di beva.
Adesso però lasciamolo in cantina per qualche anno!

Clicca qui per la degustazione del Sassicaia 2004

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Sassicaia 2004 Tenuta San Guido
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Definitely THE wine that stands out all of Italy’s Cabernet production with a blend that really seems coming out from the Pauillac and not our beloved Tuscany. But the Sassicaia in a good shape like vintage 2004 is able even to outrun the Franch cabs for warm and depth of fruit. Here we can find yet a lot of woody aromas and spicy smells coming from the long barrique aging but the fruit lays beneath. A wine that you can expect good developing with the years and coming out even better than the famous 1985 and 88 vintages

Barone Ricasoli Torricella IGT Toscana 2006

torricella brolio 2006Una delle più vecchie etichette del Barone Ricasoli che ha cambiato molto spesso uvaggio fino a stabilizzarsi nella sua versione 100% Chardonnay in barrique attuale. Ma liquidarlo come l’ennesimo tentativo di far piacere uno Chardonnay in Toscana sarebbe riduttivo! Innanzitutto al naso non è per niente banale con un bel mix di sensazioni tropicali (maracuja, papaya, ananas) e speziate (noce di cocco, burro, nocciola leggera) e poi in bocca ha una notevole bevibilità dimostrandosi molto più deciso e maschile che al naso.

Ottima acidità e sapidità notevole lo rendono compagno perfetto non solo per il solito pesce o crostacei ma ancora meglio su affettati con marcata presenza di grasso come il lardo di colonnata o la nostra profumatissima finocchiona.

Clicca qui per il video della degustazione (solo parte gusto-olfattiva)

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Torricella 2006 Barone Ricasoli
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E questo cos’è? Anteprima “scoop” Belguardo Rosè 2007

belguardo rosèEcco cosa mi è capitato nella glacette oggi a pranzo…per “strane vie” mi è arrivata questa primizia in commercio tra poche settimane, giusto in tempo per la stagione calda, un rosè toscano. E visto che viene dalla Tenuta dei Mazzei in Maremma (Tenuta di Belguardo, di cui abbiamo già parlato tempo fa in una serata da Burde) era un piccolo evento! Già da qualche anno si parla di rinascimento dei vini rosati, specie in Toscana e avvisaglie se ne vedono parecchie. Adesso dopo i successi degli scorsi anni di Castello di Ama, Riecine, Capezzana e Terre di Talamo (almeno qui da noi!) direi che anche questo Belguardo Rosè ha dei buoni numeri e un ottimo rapporto qualità prezzo. Per un vino che va sullo scaffale a 10,5€ infatti ha una grandissima finezza al naso tra lampone e fragola, per niente stucchevoli, un colore cipolla delicato e altri aromi floreali molto delicati. In bocca ha struttura e alcol non troppo abbondante che lo rende snello e piacevole con un retrogusto però di un certo rilievo nel fruttato di bosco. Unica pecca la mancanza di una certa sapidità, e infatti risulta un pò sciapo ma del resto non siamo a Tavel!
L’ho provato sia fresco sia un pò su di temperatura e sono rimasto impressionato dal fatto che anche a temperatura ambiente risultava piacevolmente morbido e poco aggressivo. Le note dicono che è fatto a partire da Syrah e Sangiovese e non è un salasso di altri vini: quindi significa che sono vigne impiantate e vendemmiate ad hoc per questo rosè. E su questo posso credergli visto che in effetti esagerazione di colore, di concentrazione e di polpa qui non ce ne sono e sfido chiunque a dire che NON è un rosso solo per il colore!belguardo rosè rosato
E aggiungerei, meno male! Perchè fino ad oggi sembra che il miglior complimento che si dovesse fare ad un rosato fosse proprio quello di sembrare un rosso…e invece i rosati hanno una personalità tutta sua che forse ci conviene cominciare ad esplorare con maggiore interesse. Se lo trovate, provate pure il Montenidoli e il Ceraso di Panizzi, ambedue da San Gimignano, vi sorprenderanno!