Bevute

Assaggi di vino distillati con punteggio, spesso con video degustazione

Barone Ricasoli Chianti Classico Castello di Brolio DOCG 2004

castello brolio 2004 Il Grand Vin dell’azienda è ottenuto con la prima selezione delle uve dalle migliori parcelle della sterminata tenuta Ricasoli. E in effetti come concentrazione di colore e di frutto è un vino piuttosto impressionante! Specie bevuto così giovane è davvero esuberante per profumi, tannini e freschezza gustativa che lo rendono un pò ostico ad un palato non allenato al gusto toscano pieno. Il passaggio in barrique e il piccolo taglio con Cabernet (5%) si avvertono ancora distintamente con note speziate molto presenti e un leggero peperone e mirtillo che completano un quadro olfattivo tipicamente sangiovese (fiori viola mammola, ciliegia, fragola in marmellata). In bocca è deciso e persistente con una sensazione fruttata che si spande nel palato elegante e pungente. Tannino scalpitante ma piacevolissimo, specie su preparazioni complesse e speziate come il nostro Cinghiale in dolce e forte o qualche carne in umido. Un vino da abbinare con soddisfazione ma da degustare e bere con cautela quando è ancora così giovane!

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Introduzione Castello di Brolio 2004
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Castello di Brolio Chianti Classico DOCG 2004
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Il Cinghiale, il Barone e il Sassicaia: come è andata?

Verdetto ostico quello che abbiamo dovuto emettere ieri sera con 60 persone impegnate nella degustazione dei vini della Barone Ricasoli e soprattutto nella scelta di cosa abbinare al Cinghiale in Dolce e Forte di Paolo Gori: meglio la succosa voluttuosità femminile del Sassicaia 2004 (impressionante per complessità di profumi e persistenza) oppure la mascolina polposità tannica del grandissimo Castello di Brolio? L’annata 2004 ci ha regalato un Sassicaia finalmente in ottima forma con un’armonia e un equlibrio che solo le grandi annate possono dare e a Brolio ha fatto nascere un vino di imponente struttura e trama polifenolica che ieri sera ha davvero impressionato i presenti.

Due vini diversissimi che hanno diviso il pubblico. A livello di profumi e come vino da ipotetica conversazione, il Sassicaia si è dimostrato imbattibile ancora una volta con un fascino tutto suo che lo stacca dal 99% della produzione toscana ma a tavola con il nostro Cinghiale e il prosciutto arrosto il Castello si è preso una sonora rivincita risultando molto più adatto e gradevole del quasi stucchevole Sassicaia. cinghiale dolce e forte burdeDel resto quando un vino è in equilibrio non è mai facile da abbinarsi mentre un Castello giovanissimo e tannico ha trovato nella dolcezza e untuosità del Cinghiale un perfetto bersaglio su cui agire.

Come sempre, trovate su Flickr il resoconto fotografico della cena.
La serata ci ha permesso di conoscere inoltre meglio la realtà grandissima (1200 ettari!) del Barone Ricasoli, qui raccontata da Sveva Consonni Folcieri.

 

Fontodi Flaccianello della Pieve VDT 1990

flaccianello 1990Altra grandissima annata e valutatissima per aste e collezionisti di tutto il mondo per questo Vino da Tavola (ehm). Il colore si fa quasi aranciato comletamente con uno stacco notevole dal 1997. Anche al naso le componenti fruttate sono molto esili e dopo pochi minuti non sono quasi avvertibili. In compenso il quadro dei sentori terziari è completissimo con humus, tartufo, polvere di caffè, ruggine, iodio, sentori ematici e animaleschi, pelle, cuoio, liquirizia, smalto per mobili…un insieme impressionanti di sensazioni per un vino che evolve molto rapidamente nel bicchiere regalando sensazioni molto interessanti. In bocca ci saremmo aspettati un vino un pò stanco e piatto e invece è fresco e vitale con tannini ancora pulsanti e ben presenti che lo rendono un vino non solo da meditazione ma godibile anche a cena con preparazione di carne delicate come selvaggina da piuma. Grande, grandissimo sangiovese in una delle sue evoluzioni più belle e caratteristiche.

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Fontodi Flaccianello della Pieve IGT 1997

flaccianello pieve fontodi 1997Salto notevole dal 2001 per profumi e sensazioni odorose al naso. Qui la terziarizzazione è più pronunciata con note di humus e foglie secche ben presenti unite ad interessante sottofondo balsamico tra menta e anice. La frutta è esile ma presente come sotto spirito e si avverte pure del cassis. L’insieme è elegantissimo e molto invitante con una beva molto acida e fresca e un tannino fine e morbido carezzevole. Un vino da abbinare e che si presta anche alla tavola senza bisogno di sublimarlo solo per meditazione. Grande annata e grandissima prova per uno dei preferiti della serata da tutti.

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Flaccianello della Pieve 1997 Fontodi
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Fontodi Vigna del Sorbo Chianti Classico Riserva 2004

vigna sorbo fontodi chianti classicoEd eccoci al cru aziendale con le uve dal vigneto più antico di Fontodi, una Riserva fatta a partire da un 90% di Sangiovese completato da un 10% di Cabernet Sauvignon proveniente da Chateau Lafite passando per la Tenuta di Capezzana a Carmignano. é un vino estremamente giovane, con un tannino scalpitante e ancora aggressivo. La barrique (nuove al 60%) si sente con note dolci ma non stucchevoli ma ciò che colpisce è un fruttato maturo interessantissimo e invitante che lo marca in maniera lodevole. In bocca ha corpo stile e la personalità ma ovviamente manca ancora di quell’equilibrio  mirabile tra sangiovese e cabernet che verrà fuori con ancora un paio di anni di evoluzione in bottiglia. Cosi com’è oggi un grandissimo vino da abbinamento con piatti forti e decisi ma ovviamente un pò troppo giovani per essere degustato da solo.

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Vigna del Sorbo Chianti Classico Riserva 2004
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Fontodi Flaccianello della Pieve IGT 2004

fontodi flaccianello 2004L’ultima annata in commercio (il 2005 esce a Maggio) si dimostra già fra le migliori di sempre con un colore porpora scurissimo ma vivace. Al naso è un caleidoscopio di cipria, viola, tabacco, frutta fresca, mora, lamponi e spezie come pepe, macis e altri sentori tostati come cacao e caffè.

In bocca è pieno, rotondo ma con tannini vivavi e scalpitanti che uniti ad una bellissima acidità ci fanno intravedere un futuro da grandissimo per questo vino che rimane comunque bevibilissimo e perfetto per una carne impegnativa. E soprattutto è un vino che va benissimo se volete mettervi qualcosina da parte per dei bei momenti in futuro…

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Flaccianello dela Pieve 2004
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Benvenuto Brunello 2008: un’annata “didattica”

mattonella fiat brunello montacalcinoAnch’io, da buon ultimo, ho fatto la mia annuale spedizione a Montalcino, evitando di intrufolarmi tra i giornalisti ma devo dire che sotto il tendono quest’anno si stava benissimo e non c’era la solita calca degli “operatori”. Quanto al Brunello mi devo purtroppo accodare a quanto scritto e riportato da Franco e da Roberto e soprattutto volevo rifarmi a quanto Giuliani scrive su Lavinium quando mette in evidenza che solo i vigneti di una certa età e con particolari esposizioni hanno dato buoni risultati nel 2003. E dico annata “didattica” proprio perchè ieri in effetti era piuttosto evidente capire dal risultato finale quale vino fosse prodotto in un determinato terroir e quale no. E quando appunto le condizioni non erano ottimali, il 2003 ha saputo tirar fuori davvero il peggio dai vigneti non adeguati a resistere e a maturare al caldo torrido. Non farò un elenco di aziende in quanto non si discosta molto da quanto citato da Franco e Roberto (e aggiungerei pure Alice, il nostro mega esperto di Sangiovese sul Forum Rex Bibendi, che è stato più generoso e Arturo Dori del Cavolo Nero a Firenze, con alcuni interessanti “fuori tendone”), dico solo che sono felice che il 2003 abbia mostrato a tutti i limiti di un certo modo di intendere la viticoltura (e l’enologia) e abbia allo stesso tempo mostrato che i vigneti migliori di Montalcino e i produttori più seri non hanno alcunchè da temere dal surriscaldamento globale.

E che altre annate così torride verranno, il mercato farà una selezione spietata su
molte aziende incapaci di rendersi conto che non sempre e non comunque si può imbottigliare un Brunello quattro stelle, specie quando lo si fa perchè fa comodo!

Fontodi Flaccianello della Pieve IGT 2001

flaccianello fontodi 2001Ecco un esempio “didattico” di cosa significhi un vino ARMONICO dove tutte le fasi della degustazione sono dello stesso livello qualitativo e in rapporto d’eccellenza. Ovvero un vino pressochè perfetto, maturo al punto giusto con una frutta bellissima e accenni di terziarizzazione molto eleganti e ricchi di classe. Raramente si incontrano vini che mescolano così bene sensazioni giovanili e caratteri che solo con il tempo si acquiscono. Questo 2001 ha tutto, acidità,
tannino rotondo e soffice, carnosità, calore, corpo, pienezza di gusto e al naso appena un accenno di note come smalto, lacca e un goudron embrionale. Insomma un capolavoro nel bicchiere che è rimasto nel bicchiere veramente poco quanto era piacevole e invitante. Prevista ulteriore evoluzione interessante ma credetemi che bevuto ieri sera faceva davvero un’impressione incredibile!

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Fontodi Flaccianello della Pieve 2001
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Fontodi Meriggio IGT Toscana 2006

meriggio fontodi 2006Un sorprendente bianco a base Sauvignon con una piccola percentuale di Pinot Bianco si dimostra didattico per i profumi di pompelmo, ramo di pomodoro, tiglio e fiorid’acacia che sprigiona. In bocca ha un’ottima sapidità che lo rendono appetibile su frutti di mare. Nel nostro piccolo ce lo siamo bevuti con soddisfazione su di una profumatissima Ribollita condita con Olio Extra Vergine Toscano. I profumi e la freschezza del vino si rivelano fondamentali per accompagnare la ricchezza della ribollita in un interessante gioco di rimandi aromatici tra il cavolo nero e il fruttato del Sauvignon. La mineralità del vino fa da sponda alla tendenza dolce del pane nella minestra e l’olio viene tenuto a bada dall’alcol presente in maniera discreta. Grande bianco e grande abbinamento!

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Meriggio Fontodi Toscana IGT 2006
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Badia a Coltibuono Vin Santo del Chianti Classico DOC 2002

vin santo coltibuonoA chiusura di serata, il fascino intramontabile di un vino che racchiude molto dello spirito toscano. Questo vin santo è ottenuto con metodo tradizionale ma interpretato alla luce delle più moderne tecniche enologiche. Obbligatoriamente da servire fresco per il suo alto contenuto zuccherino, è carico di frutta passita albicocca, pesca sciroppata, miele, zenzero, miele e note speziate intriganti. In bocca è fresco e dotato di una bevibilità non comune per un Vin Santo. Dato che inoltre non ha uno spiccato gusto ossidato che a qualcuno non fa gradire
il classico vin santo toscano, ecco che questo veramente non può non
piacere a chiunque! A berlo così potrebbe perfino far pensare che non sia un vino troppo adatto all’invecchiamento ma se cercate un pò ecco questa interessante verticale di Gola Gioconda che dovrebbe farvi cambiare idea…

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Badia a Coltibuono Vin Santo 2002
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