Il Grand Vin dell’azienda è ottenuto con la prima selezione delle uve dalle migliori parcelle della sterminata tenuta Ricasoli. E in effetti come concentrazione di colore e di frutto è un vino piuttosto impressionante! Specie bevuto così giovane è davvero esuberante per profumi, tannini e freschezza gustativa che lo rendono un pò ostico ad un palato non allenato al gusto toscano pieno. Il passaggio in barrique e il piccolo taglio con Cabernet (5%) si avvertono ancora distintamente con note speziate molto presenti e un leggero peperone e mirtillo che completano un quadro olfattivo tipicamente sangiovese (fiori viola mammola, ciliegia, fragola in marmellata). In bocca è deciso e persistente con una sensazione fruttata che si spande nel palato elegante e pungente. Tannino scalpitante ma piacevolissimo, specie su preparazioni complesse e speziate come il nostro Cinghiale in dolce e forte o qualche carne in umido. Un vino da abbinare con soddisfazione ma da degustare e bere con cautela quando è ancora così giovane!
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Introduzione Castello di Brolio 2004
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Castello di Brolio Chianti Classico DOCG 2004
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Verdetto ostico quello che abbiamo dovuto emettere ieri sera con 60 persone impegnate nella degustazione dei vini della Barone Ricasoli e soprattutto nella scelta di cosa abbinare al Cinghiale in Dolce e Forte di Paolo Gori: meglio la succosa voluttuosità femminile del Sassicaia 2004 (impressionante per complessità di profumi e persistenza) oppure la mascolina polposità tannica del grandissimo Castello di Brolio? L’annata 2004 ci ha regalato un Sassicaia finalmente in ottima forma con un’armonia e un equlibrio che solo le grandi annate possono dare e a Brolio ha fatto nascere un vino di imponente struttura e trama polifenolica che ieri sera ha davvero impressionato i presenti.
Del resto quando un vino è in equilibrio non è mai facile da abbinarsi mentre un Castello giovanissimo e tannico ha trovato nella dolcezza e untuosità del Cinghiale un perfetto bersaglio su cui agire.
Altra grandissima annata e valutatissima per aste e collezionisti di tutto il mondo per questo Vino da Tavola (ehm). Il colore si fa quasi aranciato comletamente con uno stacco notevole dal 1997. Anche al naso le componenti fruttate sono molto esili e dopo pochi minuti non sono quasi avvertibili. In compenso il quadro dei sentori terziari è completissimo con humus, tartufo, polvere di caffè, ruggine, iodio, sentori ematici e animaleschi, pelle, cuoio, liquirizia, smalto per mobili…un insieme impressionanti di sensazioni per un vino che evolve molto rapidamente nel bicchiere regalando sensazioni molto interessanti. In bocca ci saremmo aspettati un vino un pò stanco e piatto e invece è fresco e vitale con tannini ancora pulsanti e ben presenti che lo rendono un vino non solo da meditazione ma godibile anche a cena con preparazione di carne delicate come selvaggina da piuma. Grande, grandissimo sangiovese in una delle sue evoluzioni più belle e caratteristiche.
Salto notevole dal 2001 per profumi e sensazioni odorose al naso. Qui la terziarizzazione è più pronunciata con note di humus e foglie secche ben presenti unite ad interessante sottofondo balsamico tra menta e anice. La frutta è esile ma presente come sotto spirito e si avverte pure del cassis. L’insieme è elegantissimo e molto invitante con una beva molto acida e fresca e un tannino fine e morbido carezzevole. Un vino da abbinare e che si presta anche alla tavola senza bisogno di sublimarlo solo per meditazione. Grande annata e grandissima prova per uno dei preferiti della serata da tutti.
Ed eccoci al cru aziendale con le uve dal vigneto più antico di Fontodi, una Riserva fatta a partire da un 90% di Sangiovese completato da un 10% di Cabernet Sauvignon proveniente da Chateau Lafite passando per la Tenuta di Capezzana a Carmignano. é un vino estremamente giovane, con un tannino scalpitante e ancora aggressivo. La barrique (nuove al 60%) si sente con note dolci ma non stucchevoli ma ciò che colpisce è un fruttato maturo interessantissimo e invitante che lo marca in maniera lodevole. In bocca ha corpo stile e la personalità ma ovviamente manca ancora di quell’equilibrio mirabile tra sangiovese e cabernet che verrà fuori con ancora un paio di anni di evoluzione in bottiglia. Cosi com’è oggi un grandissimo vino da abbinamento con piatti forti e decisi ma ovviamente un pò troppo giovani per essere degustato da solo.
L’ultima annata in commercio (il 2005 esce a Maggio) si dimostra già fra le migliori di sempre con un colore porpora scurissimo ma vivace. Al naso è un caleidoscopio di cipria, viola, tabacco, frutta fresca, mora, lamponi e spezie come pepe, macis e altri sentori tostati come cacao e caffè.
Anch’io, da buon ultimo, ho fatto la mia annuale spedizione a Montalcino, evitando di intrufolarmi tra i giornalisti ma devo dire che sotto il tendono quest’anno si stava benissimo e non c’era la solita calca degli “operatori”. Quanto al Brunello mi devo purtroppo accodare a quanto scritto e riportato da
Ecco un esempio “didattico” di cosa significhi un vino ARMONICO dove tutte le fasi della degustazione sono dello stesso livello qualitativo e in rapporto d’eccellenza. Ovvero un vino pressochè perfetto, maturo al punto giusto con una frutta bellissima e accenni di terziarizzazione molto eleganti e ricchi di classe. Raramente si incontrano vini che mescolano così bene sensazioni giovanili e caratteri che solo con il tempo si acquiscono. Questo 2001 ha tutto, acidità,
Un sorprendente bianco a base Sauvignon con una piccola percentuale di Pinot Bianco si dimostra didattico per i profumi di pompelmo, ramo di pomodoro, tiglio e fiorid’acacia che sprigiona. In bocca ha un’ottima sapidità che lo rendono appetibile su frutti di mare. Nel nostro piccolo ce lo siamo bevuti con soddisfazione su di una profumatissima Ribollita condita con Olio Extra Vergine Toscano. I profumi e la freschezza del vino si rivelano fondamentali per accompagnare la ricchezza della ribollita in un interessante gioco di rimandi aromatici tra il cavolo nero e il fruttato del Sauvignon. La mineralità del vino fa da sponda alla tendenza dolce del pane nella minestra e l’olio viene tenuto a bada dall’alcol presente in maniera discreta. Grande bianco e grande abbinamento!
A chiusura di serata, il fascino intramontabile di un vino che racchiude molto dello spirito toscano. Questo vin santo è ottenuto con metodo tradizionale ma interpretato