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I video girati durante le degustacene e non solo!

Chateau Guiraud 2001 Premiere Cru Sauternes AOC

guiraud 2001
Un capolavoro praticamente perfetto, vino monumentale a tutto pasto con ancora energia e potenzialità di vita centenarie. Gamma olfattiva impressionante e bocca davvero coinvolgente. Di certo il vino migliore della serata dal punto di vista dell’investimento e molto utile per capire come si valuta la grandezza anche in prospettiva di un grande Sauternes. Dal punto di vista olfattivo stupisce la commistione davvero armonica di sensazioni floreali, fruttate e speziate delicate ma intense che lo rendono davvero completo.
In bocca è sontuoso e regale e ha momenti dolci, momenti più secchi e alterna picchi di intensità di aroma e di sapore che davvero lo rendono molto versatile per molti abbinamenti anche impegnativi. Cercatelo ogni dove… (noi ne abbiamo solo ancora due bottiglie!)

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=HVONaX-wICM[/youtube]

Sauternes Chateau Guiraud per cena: sì, siamo dei priviliegiati…

So che suona terribilmente (eno) snob ma alla fine di certe serate e di certe emozioni non puoi fare a meno di chiederti se davvero quello di sommelier sia il mestiere più bello al mondo. E non voglio dire solo il poter gustare vini (trovate qui tutte le foto) e cibi non comuni e anche piuttosto difficili da trovare ogni giorno ma proprio il riuscire a riunire intorno a 6 piccoli capolavori della natura e dell’uomo un gruppo di persone attente, calme, appassionate e curiose come quelle di ieri sera.

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La riffa in (R)TV 38 con Romanelli, Bianchini, Gori, Tomberli, Sanapo e Italo Bassi: come è andata?

Allora c’eravate ieri sera davanti al televisore? Per quei (sani) che se lo sono perso vedremo di recuperare alcuni momenti su youtube della trasmissione La Riffa di ieri sera. Esperienza molto simpatica e ovviamente istruttiva per capire come funziona uno studio televisivo e quali sono i trucchi dietro le scene di un talk show, come si costruisce la trasmissione, come si usano gli ospiti e simili.
Innanzitutto mi pare che siamo riusciti a non essere troppo noiosi per un’ora e  mezzo non era semplice e in questo Alessandro Tomberli e Italo Bassi dall’Enoteca Pinchiorri sono stati come sempre molto vivaci e acuti nei loro interventi. Bravo come sempre Leonardo come moderatore spesso chiamato in ballo da Luigi Tucci.
Si è parlato di come nasce un piatto (e qui vi porterò un bel filmato di Italo  Bassi che definisce come nasce un piatto e per chi), della cioccolata, dei cibi afrodisiaci, dei vini in abbinamento e dell’importanza del buon caffè, tutto ovviamente in un’ottica toscana con la doppia ottica del ristorante di lusso (come l’Enoteca) e della Trattoria di famiglia.

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Oreno IGT Toscana 2005 Tenuta Sette Ponti

Abituale frequentatore della classificona di Wine Spectator (con polemiche relative) ecco Oreno, il vino simbolo della tenuta su cui Antonio Moretti fonda gran parte del suo prestigio e della sua comunicazione. Oreno 2006 è stato appena recensito con ben 96 punti e un 15esimo posto nella classifica generale dei top 100 mentre questo 2005 lo scorso anno non figurava in classifica. E’ innanziutto un figlio della sua annata, fresca e con stagione un pò contrastata in vendemmia però mantiene la stoffa del fuoriclasse, soprattutto perchè ha una rotondità di frutto e una fittezza di tannino impressionanti. Ed è anche già estremamente bevibile oggi senza bisogno di aspettare qualche “best after”. Al naso cabernet e merlot ovviamente dominano ma è il Sangiovese a dare la marcia in più di questo “super aretino” con una freschezza di ciliegia che manca in tutti gli altri “big” della Tenuta Sette Ponti. Sarà un caso, ma fra Orma, Maharis e Poggio al Lupo, questo è decisamente il mio preferito ogni anno.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=AewPPtH8KLI[/youtube]

Maharis Feudo Maccari Sicilia IGT 2006

Dal nome di una torre di avvistamento saracena, ecco il vino principale della grande tenuta a Noto , Feudo Maccari, proprietà ottenuta fondendo insieme più di70 rogiti. Il vino è ottenuto da vigneti ad alberello subirrigati, ovvero con un sistema di irrigazione sotterraneo che impedisce al Nero d’Avola di cedere a troppe rotondità di frutto e morbidezza eccessiva.

Al naso è molto complesso con note di pepe bianco, marasca, infusi di erbe, mirtillo, lampone, resina, mirto. Un compendio della Sicilia odorosa e ricca da cui proviene. In bocca ha un tannino piuttosto fitto ma nobile e una persistenza davvero intrigante. Ha l’apsetto carnoso del Nero d’Avola senza molte delle sue asprezze e nervosismi e un syrah e cabernet che lo integrano in maniera interessante senza mai rubare la scena. Alcol leggermente percettibile ma in questa fase evolutiva è fondamentale per un equilibrio dignitoso del vino.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=r8UNqZ0t70g[/youtube]

L’elisir alchemico del Sangiovese: Giovanni de Munari e il Vinpepato delle Crete Senesi

In questo spettacolo unico al mondo (quello delle Crete Senesi, ad Asciano) siamo stati tra i primi al mondo ad assaggiare, e abbinare (fondamentale!) uno dei prodotti più curiosi e stimolanti toscani dell’anno, il VinPepato delle Crete.

Con la cura e la tecnica di Luciano Brotto, vulcanico patron della CentoPerCento (produttore della grappa torbata di riferimento e soprattutto unico grappaiolo su MySpace, evvai!), Giovanni de Munari, proprietario della storica farmacia di Asciano (credo l’unica al mondo con pavimento a mosaico originale romano del primo secolo dopo cristo…un sogno ad occhi aperti, altro che la Bisazza che abbiamo a casa…) ha ricreato un’antica ricetta del ‘700 trovata in un manoscritto della farmacia, un elisir a base di vino chianti, infusi di frutta naturali e spezie. (qui trovate un servizio di Canale 10).

Oggi grande festa con sommelier, giornalisti, amici e produttori per passare alla prova pratica ovvero  con cosa abbinare e come gustare questo prodotto che teoricamente è un liquore ma anche un vino aromatizzato (e ovviamente fortificato, siamo sui 25% di alcool). Di colore “sangiovese” chiaro non scurissimo, tonalità porpora affascinanti, profumi ovviamente speziati (cannella, curcuma, curry, china, vaniglia) ma anche frutta (marasca) e soprattutto in bocca un alcol solo dolce e molto accattivante, una soavità incantevole e una piccantezza affatto spiacevole. Molto leggero e delicato, non ricorda quasi niente attualmente in commercio discostandosi molto da Barolo Chinato, Ala, Porto e altri vini liquorosi a base di vino rosso. Ma a differenza di questi, la sua natura dolceamara (con il dolce molto prevalente sull’amaro ), nettissima e accattivante, ne sconsiglia l’abbinamento con cioccolato troppo fondente.

Ecco due parole di benvenuto e di introduzione da parte di Giovanni Munari stesso che ci accoglie, obbiettivamente un pò emozionato, nella sala del mosaico:

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Guy5Up1ipGI[/youtube]

E quindi il grandissimo Paolo Lauciani (un giorno mi piacerebbe davvero parlare come lui di vino!) che ha messo la sua grande esperienza in fatto di abbinamenti dei distillati (bellissimi i suoi articoli su Bibenda in proposito) al servizio dei commensali di fronte ad un piatto salato (Pecorini vari, tra cui alcuni mitici di Corzano e Paterno e confetture e mieli) e un piatto dolce tipico senese con (ovviamente) panpepato, ricciarelli, pan dei santi e altro.

Vincitore assoluto del confronto l’abbinamento salato con la Ruota del Re e il Pecorino di Corzano, eventualmente con confettura di cipolle e tra i dolci matrimonio d’amore (nella foto esplicativa) con il Ricciarello del forno Masoni. Dalla platea sono poi arrivate altre idee molto interessanti come quelle di abbinamenti con prosciutto (non troppo tirato), carni rosse con preparazioni complesse  e uno ghiottissimo con Buristo (e altri salumi di sangue di maiale, vi faremo sapere…).

Ecco qui Paolo che vi introduce al vino e alle sue potenzialità in abbinamento.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=rrEmo4d1VQg[/youtube]

Tra i presenti anche Cosetta Cavallo, architetto prestata al label-desing, che ci spiega come nasce il packaging, la scelta dei colori e come si è arrivati alla livrea attuale, un elegante marrone satinato con caratteri verde mela e un bel logo con serpente farmaceutico in evidenza (che ci ricorda i grandi Whitesnake, e non solo la cover di LoveHunter e ci esalta ancora di più).

Ecco la sua intervista (si, siamo in mezzo di strada e passano anche le macchine…):

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=kpZPkPivOh0[/youtube]

Tra i presenti, stuzzicati dalle virtù del VinPepato siamo andati  a chiedere a Luciano Brotto un utilizzo alternativo del VinPepato su cui ci troviamo particolarmente d’accordo.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=lFFsprah2-k[/youtube]

Ah, dimenticavo, se lo volete assaggiare anche voi, da Burde da mercoledì 26 Novembre sarà in tavola, esattamente dopo l’attesa sfida Barolo – Brunello!

La prima guida agli Champagne per iPhone: Le Migliori 99 Maison di Champagne di Lupetti e Burei

Domenica sono anche riuscito a farmi invitare alla presentazione della presentazione della Guida 99 Migliori Maison di Champagne, edita da Edizioni Estemporanee  scritta da

Alberto Lupetti ( suoi moltissimi begli articoli su Spirito di VIno sulle bollicine) e Luca Burei che ci spiega da dove nasce l’dea di distribuire la guida ANCHE in elettronico tramite l’Application  Store della Apple.

Ieri mi sono letto la guida per una buona metà e devo dire che è davvero fatta benissimo e soprattutto con amore. C’è una parte inizilae  interessantissima con storia, una bella Rrichard Geoffroy di Dom Perignon, note sulle tecniche di degustazione, approfondimenti sui cru, i vigneti. Belle anche le appendici sulla terminologia dello Champagne (habillage, purpitre, vin de presse, lattes..) e l’utilissimo indice delle aziende recensite per comuni.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=2Q4_OvlSr_k[/youtube]

Ma il libro com’è?

Le schede di ciasucna azienda sono fatte molto in stile Bibenda Duemilavini ovvero BENISSIMO con dati anagrafici, breve storia, caratteristiche dello stile aziendale e poi vino per vino composizione, nome, prezzo, importatore, descrizione organolettica e giudizio MAI CON PUNTEGGIO. Ci sono comunque premi per i vini eccellenti (un “tappo“) poi un coup de coer per i vini che hanno emozionato e una stella per le Maison più affidabili.

Come giudizi, sempre ben circonstanziati, spicca l’assoluto livello di KRUG con 6 champagne e tutti con tappo o coup de coer mentre in negativo viene valutato Selosse o per lo meno, in netta controtendenza verso tutto il resto del mondo della critica, vengono ritenuti molto sovrastimati e sovrapprezzati.  Io sono tra i fighetti che continuano a dire che berrebbero corbon brut autrefoisSubstance o Contraste un giorno sì e l’altro pure, però oggettivamente se si va a vedere quanto costano queste bottiglie, il sospetto che ci sia molta speculazione intorno è forte. Inoltre e non faccio fatica a credere, le degustazioni dei vini di Selosse sono descrite come le più controverse e meno unanimi da parte della giuria di degustatori della guida. Durante la presentazione sono stati serviti ben 6 coup de coer giusto per farci capire in che modo erano stati attribuiti e non posso che condividere le scelte fatte, dal grandissimo 2002 di Veuve Cliquot allo strepitosa Cuvèe Neiman 1996 Duval Leroy (segnatevela che sarà la next big thing tra le maison del futuro, ci scommetto qualcosina, uno “spago” accattivante come il Brut d’Autrefois di Corbon da Avize (definito “sontuoso e regale”) e due rosati notevoli (tra i pochi davvero buoni, Lupetti parla di notevole sopravvalutazione di tutto ciò che è rosè ultimamente, concordiamo tranquillamente) come il Perriè Jouet Blason Rosè e il Delamotte Rosè Brut.

Non manca un sito web, (ancora “coming soon”) ma che promette di essere un completamento delladuval leroy neiman guida e una sua espansione online con tanto di mailing list per segnalazioni di nuovi vini recensiti e premi per i lettori con inviti alle prossime degustazioni.

Il giudizio che ne posso dare è estremamente positivo, per meno di 15 euro vi portate a casa un volumetto utile maneggevole e ben fatto, profondo ma adatto anche ai neofiti che vi aiuterà non poco a farvi una cultura di champagne. e decisamente fondamentale anche per me che vado in giro a dire che berrei anche solo champagne ad ogni pasto (dopo un èò che sei in questo ambiente se non lo dici pare non vali nulla ;-). Unica pecca della presentazione è che non è stato assolutamente fatto cenno nè al sito web e le sue funzionalità e neanche al fatto che sarà disponibile da Dicembre per iPhone, a me paiono due fatti EPOCALI che meriterebbero un risalto decisamente  maggiore. E pensare che solo lo scorso anno, a parlare di guide del vino ANCHE in formato eletrronico sono stato pesantemente sbeffeggiato…

E quindi rimediamo noi con questa intervista a farci spiegare come mai questa grande attenzione alla rete:  Steve Jobs ringraziaci!

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=NMKEYVBVikQ[/youtube]

Altre varie ed eventuali da Merano: “pace” con Masnaghetti e la risposta alla domanda se davvero esistono vini per le donne

Tra i vari video (li trovate tutti qui) girati su a Merano, ce n’è qualcuno che vale la pena di recuperare prima di passare (finalmente) ad altro , per esempio la questione su Masnaghetti il suo blog e la polemica nata dopo questo incauto post su KelaBlu, risolta anche grazie al provvidenziale intervento del’ormai meranese d’adozione Giampaolo Paglia di Poggio Argentiera:

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=D1nTBvphCgU[/youtube]

Decisamente più interessante lo scambio di battute e di sensazioni tra Giulia Gavagnin, l’avvocatessa più sexy del web (non è una mia frase ma ne convengo) nonchè metallara DOC (e pure brava visto che considera l’ultimo metallica un C-A-P-O-L-A-V-O-R-O) e  Angela Galia di Vini Vero Sicilia . Che risponde finalmene alla fondamentale domanda se davvero esistono vini da donne o piuttosto vini che profumano di donna (per esempio a me il Rosolio un brividino strano me l’ha procurato sul serio!).

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=A0qf27z3NLM[/youtube]

Pessac Leognan AOC Chateau La Louviere 1999 Andrè Lurton

Un vino che non si incontra spesso ma esprime bene il potenziale di una zona tra le meno considerate del Bordeaux ovvero Pessac Leognan che ultimamente invece sta regalando notevoli soddisfazioni a chi ci ha investito. Questo classico bordolese ha un uvaggio molto simile al Margaux (con Cabernet intorno al 50% poi Merlot sui 30% e il resto tra Petit Verdot e Cabernet Franc) si presenta nella sua magnum davvero imponente nel colore e molto deciso nei profumi. Molto cassis, mirtillo e mora con speziatura delicata di tabacco e liquirizia. In bocca mantiene le premesse e scorre in maniera eccezionale per un vino del suo estratto.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=GyYOed4JaLw[/youtube]

Vouvray AOC Vouvray Moelleux 1990 Clos Naudin Philippe Foreau

Biodinamica estrema per Philippe Foreau (qui una sua bella intervista) e il suo Clos Naudin con una varietà dei suoli interessantissima che si traducono in vini raramente banali a Vouvray. Nelle annate fortunate e straordinarie quando il bizzatto Chenin Blanc matura e surmatura senza problemi si riesce a produrre questo piccolo miracolo del Moelleux. Nel bicchiere ricorda quasi un Auslese renano con le sue note di albicocca e di agrumi canditi ma se ne discosta per un calore maggiore e una eleganza molto diversa, molto meno austera di certi dolci tedeschi. Profumi di gelsomino e tiglio si mescolano a spezie dolci e intense in un quadro molto complesso e intrigante che lascia in bocca un ricordo indelebile. Sugli abbinamenti ci siam sbizzarriti ma alla fine abbiamo concordato su un bel dolce dalla Normandia ricco di burro come la Quattro Quarti o su una classica Tarte Tatin dove la mela risponde nel dolce al fruttato del vino.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Jh6q-ar4pig[/youtube]