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I video girati durante le degustacene e non solo!

Margaux AOC Chateau Prieure Lichine 1990

prieurè lichine margaux 1990A detta di molti, il vino può buono della serate  e quello che ha dato le emozioni più grandi. In effetti il 1990 è stata un’annata tra le migliori del fine ‘900 nel Medoc e non possiamo che confermarlo. Il vino al naso ricorda effettivamente la magia del terroir di Margaux e , se si ha avuto la possibilità di assaggiarlo, pare davvero di sentire un piccolo Chateau Margaux con il suo diffuso aroma di caffè misto a frutta di bosco finissima, sempre elegante ma intensa. E così è questo Prieurè Lichine, antichissimo possedimento dapprima ecclesiastico e passato di mano in mano fino a trovare stabilità solo negli ultimi 30 anni. Stabilità e classe che nel bicchiere significano grande estratto, materia viva e pulsante, frutta e spezie ben fuse insieme e persistenza commovente

E il vino è davvero grandissimo e pare anche che sia discretamente quotato in molte guide alle aste internazionali. Noi siamo contenti che ce ne sono avanzate due bottiglie…a chi interessassero sapete dove trovarmi!

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=kGT5gUe8UTc[/youtube]

Pouilly Fumè AOC Villa Paulus Masson Blondelet 2004

masson blondelet poully fume villa paulusEcco un classico vino “buono” della Loira classica, un Pouilly Fumè pieno, minerale, che sa soprattutto di pietra focaia, per niente di bosso o pipidigatto, floreale deciso e sincero e soprattutto che in bocca ti prende e ti lascia difficilmente. Non si tratta di un mostro sacro come Daguenau, ovvio, ma questo vino rappresenta per me tutto quello che dobbiamo aspettarci in un vero Sauvignon dei Vigneti Centrali. 12,5 di alcol, spessore, consistenza, media persistenza ma soprattutto questa mineralità da terroir quasi indistinguibile. Finale amarognolo piacevole che richiede crostacei con poco pomodoro, magari anche un bel crudo. Direi anche ottima la scelta di consumo, da non aspettare piùdi tanto ma neanche da bersi tanto prima di oggi, altrimenti le note citrine e fruttate sfumano troppo la mineralità.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=2pM9pcuuClo[/youtube]

Lopez de Heredia Vina Tondonia Gran Reserva Tino Rioja DOC 1987

tondonia lopez heredia 1987 tintoEccolo il protagonista della serata, ovvero il vino che destava più curiosità tra i presenti. E si presenta subito quasi trasparente ma vivo, con un colore da Brunello di Montalcino di 10 anni e un pinot nero di 5, diafano ma intrigante, con un’acidità già pimpante alla vista. Al naso è fine sui fiori appassiti e sulla ciliegia, tra cuio e tabacco ricorda quasi una riserva “storica” di Chianti Classico di quelle inappuntabili. In bocca è ancora pimpante, con un tannino forse un pò posato ma sempre affascinante. Ho visto berlo da meditazione ma anche in abbinamento ad una fiorentina…fornisce validi motivi per entrambe le destinazioni d’uso…

Scarica da qui la scheda tecnica di questo vino in quest’annata.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=wVWaVsQulY4&[/youtube]

Lopez de Heredia Vina Tondonia Gran Reserva Blanco Rioja DOC 1989

tondonia lopez heredia 1989 blanco biancoTra i vini più sorprendenti al mondo questo bianco spagnolo da uve Viura (90%) e Malvasia (10%) che sopporta 6 anni in barrique e altri 4 in bottiglia prima di uscire sul mercato. Un vino da tutto pasto ma che in realtà parrebbe più giusto definire da meditazione per il suo carattere e le sfumature  speziate che mette in mostra. Da servire a 10° per poi seguirne l’evoluzione nel bicchiere da note di camomilla e miele fino a sentori di frutta in confettura, di iodio, di ginestra, di erika, di scorza di agrume candita. Davvero un piccolo prodigio, molto poco classificabile se non forse vicino a qualche Auslese tedesco.

Scarica da qui la scheda tecnica di questo vino in quest’annata.

AGGIONRNAMENTO: anche uno dei wineblogger più famosi al mondo, ovvero Eric Asimov del New york Times, è caduto vittima del fascino di questi bianchi…

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=R7w9KKO2rBA[/youtube]

Bienvenida Rioja! Happy Halloween tra Spagna e Francia

Ieri sera bella sfida tra gli anni ’80 della Rioja e i ruggenti ’90 del Bordeaux con un Prieurè Lichine 1990 veramente ottimo e da collezione e un Chateau Louviere 1999 in Magnum davvero delizioso. In apertura e chiusura Loira con un Poully Fumè mineralissimo e “focaio” e un Vouvray Moelleux ricco denso e saporoso (umami?) come quello di Clos Naudin di Philippe Foreau, uno degli alfieri della biodinamica francese. Trovate qui tutte le foto “ufficiali” (su Facebook di alcuni clienti intervenuti ieri le altre…).

Grande curiosità sui due Vina Tondonia che Maria Josè mi aveva presentato a pranzo da Burde qualche settimana fa e direi che le attese non sono state affatto deluse con un Tondonia Blanco 1989 paragonabile ad un bel Riesling Renano e un Tinto da Tempranillo Graciano Grenache e Mazuelo che aveva un nonsochè di sangiovese del Chianti che ha stregato tutti.

Eccovi una piccola introduzione alla Rioja e ai suoi vini, già sul Tube i video degli altri vini, che vi presenteremo nei prossimi giorni in diversi post:

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=_ifX1iRk8qs[/youtube]

Fabrizio Dionisio Podere il Castagno Cortona Syrah DOC 2006

Ecco l'”intruso della serata che nessuno, compreso il sottoscritto, aveva mai assaggiato prima ma devo dire che se l’è cavata egregiamente stretto com’era tra colossi del settore. Il colore vivissimo e la scorrevolezza nel bicchiere del resto già facevano presagire un gran prodotto ricco di estratto e alcol  ma anche fresco e dinamico. Al naso ha colpito tutti per un lampone squillante appena affogato nella sensazione alcolica leggermente alta. Ma con un pò di pazienza il naso si arricchisce di un bel pepe bianco e china, tabacco, cardamomo, amarena, resina. (prima di lamentarvi riguardo l’alcol vi prego leggete questo racconto!) Sicuramente un legno un pò in evidenza ma sotto il frutto pulsa deciso e accattivante. In bocca l’acidità bel contrasta l’alta alcolicità (15%!) e il vino scorre molto bene, riempiendo la bocca senza occuparla, rimanendo sempre piuttosto leggero. Finale lungo fruttato con note di agrumi e floreale diffuso per un prodotto marcato un pò dall’alcol ma che è piiacevolissimo da bere. In mezzo agli altri addirittura si rivela quasi il più bevibile proprio grazie alla freschezza decisamente sopra la media per la tipologia.

Ecco qui la degustazione “bendata”

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=FnN_84sIbHI[/youtube]

Let’s get rocked! Musica e vino, canzoni ed etichette a Degustibooks

Vi confesso che ero davvero nervoso almeno da una settimana che questa degustazione aveva diverse incognite e, per quanto all’interno del Festival della Creatività, ma un minimo di teoria (qui trovate quella sulla risonanza e pressione degli strumenti musicali, e qui il circolo di Oswald dei colori del vino) dietro gli abbinamenti andava proposta e spiegata al pubblico che magari non sapeva esattamente cosa aspettarsi.

Poi per complicare la faccenda ci siamo pure messi a cercare un brava cantante Jazz da far esibire per 2 dei 5 pezzi. Insomma di motivi perchè le cose potessero andare male ce ne erano eccome! E invece grazie all’attenzione davvero impressioante del pubblico, alle spiegazioni chiare e lucide di Mirco Mariotti e alla voce bellissima di Filomena Menna, pare che tutto sia filato liscio. Per non parlare del mio personalissimo sogno ad occhi aperti quando ho sentito Nothing Else Matters sparata a volume altissimo nel padiglione…

Come richiesto e come annunciato in sala, riportiamo qui vini e canzoni abbinate proposte oggi. (Cliccate sul nome della canzone per ascoltarla su LastFM gratis e sul nome del vino per il sito del produttore).

Per i più pigri abbiamo anche pubblicato un iMix su iTunes (scaricabile sul vostro computer).

1- Nothing Else Matters – Metallica con Contadi Castaldi Satèn Brut 2004

Qui la dolcezza della canzone si sposa con la soavità dei profumi dolci e caldi tipici del Saten ma al contempo la freschezza e la bollicina risuonano con le chitarre e le percussioni molto secche del brano. Melodia e potenza in musica, eleganza e bollicine nel vino (e se volete sapere come nasce un vino così, leggete qua). Si okkei poi ci sono i Metallica quindi va tutto bene…

2- Love is Noise – The Verve con Vermentino Campo Vernino 2007 Agricoltori del Geografico

La “verve” della canzone e del vino sono in abbinamento “giallo” ovvero su toni caldi, squillanti, freschi e acidi. Non troppo impegnativo ma vino dal grande corredo aromatico mediterraneo con note floreali, speziate e di macchia mediterranea che risuonano con la complessità dei cori che si inseguono nella canzone. Il finale del vino, minerale e sapido, contrasta le sensazioni dolci al naso risuonando con il controcoro e la melodia sottesa nelle fasi finali del brano.

3- The days of wine and Roses – Ella Fitzgerald (cantata da Filomena Menna) con Rosae Menmosis 2006 di Villa Petriolo.

Un Chianti che non t’aspetti, una grazia e un aroma diffuso di fiori e frutta lieve e suadente come le note della canzone che ti entra sotto pelle piano piano e col tempo si arricchisce di speziature e profumi più complessi così come gli arrangiamenti della canzone e il solo di sax. Vedi anche nel post dedicato nel blog della produttrice Silvia Maestrelli (in sala c’era la sorella Simona, bionda e spumeggiante come Silvia, davvero una grande famiglia).

Ecco qua il video, giù su Youtube e NON per merito mio!

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=lnPkdVNOlts[/youtube]

4- Hard Sun di Eddie Vedder con I Balzini Black Label IGT 2000

“La felicità non è vera se non è condivisa” dice il libro portato sullo schermo e musicato dal frontman del Pearl Jam Eddie Vedder. La sua voce mai banale e le tonalità calde e arpeggiate del vino si armonizzano al caldo abbraccio del Black Label con il suo cassis, la mora, la frutta di bosco, la spezia ben dosata, il tannino levigato. Il 20% di Sangiovese mantiene alta l’acidità del vino così come la chitarra e le percussioni tengono il brano lontano dai clicheè di una classica ballad americana. E poi anche qui, chi ha vibrato in gioventù su Rearviewmirror non può restare indifferente…

5 – Warwick Avenue di Duffy con Vin Santo del Chianti Rufina Selvapiana 2001

Il brano parte suadente ma semplice così come il vino colpisce sommessamente con una dolce albicocca per poi allargarsi in un ventaglio di espressioni dolci e tostate con una volatile sul punto di pungere ma sempre al suo posto.

La canzone si velocizza e gli arrangiamenti si complicano, il vino si apre e i profumi si moltiplicano ma il focus resta sempre nella piacevolezza, entrano percussioni e archi, il vino risponde con acidità e mineralità da grande terroir e una ampiezza di note agrumate e tostate da abbracciare ogni melodia. Un grande regalo di Federico Giuntini, uno dei vini dolci più grandi d’Italia per chiudere la degustazione in bellezza e armonia.

Syrah E Shiraz dal Mondo: “vince” Varramista 2004 ma Dionisio…

Quando si assaggiano 7 vini così diversi eppure provenienti dalla stessa uva si può davvero cominciare a parlare di terroir e di uomini dietro al vino. E si possono sentire espressioni genuine e dinamiche come il nuovissimo Dionisio 2006 che impressiona per bevibilità e piacevolezza di fruto, un sontuoso Varramista, acclamato quasi dalla metà dei presenti come il migliore, un serbevolissimo Crozes Hermitage, un caldo  ma profondo Craiglee da Merlbourne, un mineralissimo Capezzana 804 che stupisce per eleganza mentre il Mater Matuta si impone per concentrazione  e potenza (trovate qui tutti i i video in giornata).

Alla lunga è venuto fuori il terroir, il clima e anche che nonostante a parole si cerchi freschezza frutto e anche fiori, il gusto del pubblico è sempre sedotto dalla spezia della barrique e la rassicurante completezza delle espressioni del legno insieme alla polposità del frutto (per dirla alla Luca Maroni…).

Alla cieca molto vicini (e scambiati l’uno per l’altro da diverse persone)  il Capezzana 804 di Chioccioli (su scito e galestro a Carmignano) e il Craiglee australiano su terreni prettamente vulcanici. Il Crozes Hermitage di Chave, biodinamico puro (mio personale preferito) stacca per croccantezza e beva sfruttando un millesimo portentoso come il 2005 per realizzare un piccolo capolavoro di grazia e decisione, profondissimo e soave nel suo lampone e liquirizia. Nessuno ha sentito i 15° del Dionisio da Cortona perchè la materia estratta è tanta e la grandissima acidità e mineralità controbilanciano perfettamente risultando un vino dalla beva immediata. Quasi tutti hanno indicato nel Varramista come il francese del gruppo nonostante si tratti dei vigneti più bassi e dell’unico vino che cresce su ghiaia e depositi marini, probabilmente sedotti dal deciso ma convicente gusto speziato da barrique perfettamente fuso al frutto di cassis e more e ad un pepe nero oggettivamente molto francese.

Nei prossimo giorni appariranno i video delle singole bottiglie, intanto ecco una mini storia del Syrah alla conquista del Mondo…

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Trofeo Berlucchi 2008 Catania: la prova in finale di Cristiano Cini

Terza finale in tre anni per il veterano Cristiano Cini, uno dei sommelier più titolati e rispettati di Italia nonchè uno di quelli maggiormente impegnati nel “sociale” ovvero ad insegnare ai più giovani come si affronta un concorso e come si cresce professionalmente. Ricordo che è grazie al suo impegno insieme a Leonardo Taddei, che l’AIS Toscana gestisce da due anni la Scuola Concorsi con incontri a cadenza mensile aperti a tutti quanti vogliano partecipare alle gare, e i risultati (5 sommelier toscani tra i primi 6) parlano da soli!

Accoglienza in lingua e servizio spumante

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=Xwgp0tVGmIY[/youtube]

Prova abbinamento piatto (formaggio erborinato) e vino

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Prova di abbinamento al menu proposto

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Prova decantazione vino rosso

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=a-gJ_wRLQIU[/youtube]

Trofeo Berlucchi 2008 Catania: video prova in finale di Luca Martini

Come da liberatoria di Cristiano e Luca e, penso, Massimo Rossi Delegato Arezzo, ecco i filmati delle prove degli altri due finalisti. Cominciamo da Luca Martini che è stata la sorpresa del concorso con una finale da applausi e che ha impressionato per un “deb” del palcoscenico più ambito. Anche io che sul palco l’ho sempre criticato, sono rimasto davvero colpito per la sicurezza dimostrata. Diversi complimenti per l’inglese ma non stupitevi, il ragazzo un pò di mondo l’ha girato prima di tornare ad Arezzo!

Prova degustazione vino bianco e rosso

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Prova degustazione vino dolce e bevande da riconoscere

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Prova piatto e abbinamento

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Prova accoglienza e spumante

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Prova abbinamento al menu proposto

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Prova decantazione

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Prova correzione carta dei vini

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