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I video girati durante le degustacene e non solo!

Brunello di Montalcino Biondi Santi DOCG 2001 Il Greppo

brunello biondi santi 2001Ed eccoci alla punta assoluta della verticale con un fruttato impressionante e un corredo speziato di qualità assoluta. é anche la famosa annata del Casanova di Neri numero 1 per Wine Spectator che passerà alla storia anche come uno di quegli anni in cui la qualità dell’annata è stata (evento raro!) decisamente sottovalutata. Già dal colore questo 2001 già impressiona per materia e consistenza poi al naso si rivela pimpante come il 99 ma senza i suoi eccessi con note tipicissime di viola e floreale rosso (raro in un vino di 7 anni!!!) poi una frutta pienissima su tappeto di pepe e balsamicom quasi eucalipto. biondi santi 2001 burde

IN bocca è una apoteosi con una forza inaspettata e un taglio deciso ma elegante, delicato sul palato ma senza mollezze con acidità e tannino che fanno il proprio lavoro. Dovessi consigliare un Brunello da bere hic et nunc consiglierei proprio questo pur riservandomi spazio per una bella evoluzione futura.

Dopo 12 ore:  evoluzione leggera con un ammorbidimento generale che lo rende più gradevole e fine in bocca ma che lo neutralizza un pò della sua carica acida e tannica vitale.

Ecco qui il video della degustazione:

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Brunello di Montalcino Biondi Santi DOCG 2000

Annata difficile e interlocutoria per tutta la Toscana. Per Biondi Santi annata senza riserva ma con un Brunello decisamente fresco e vivace che si pone come colore e anche come naso, perfettamente a metà strada tra 1998 e 1999.

Quindi miele di melata, rabarbaro, tabacco e cuoio dividono il campo con sensazioni di sottobosco e frutta sotto spirito. In bocca ha buona acidità residua, tannino di spessore a metà evoluzione ma mordace e beva notevolissima.
Dopo 12 ore è più fuso e armonico con spezie meno pungenti e frutto in maggiore evidenza. Vino che oggi regala grandi emozioni ma decisamente tra i Brunelli da aprire da qui al prossimo anno senza ulteriori attese in cantina.

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Barolo Borgogno Riserva 1961 : la riserva di Farinetti, o meglio di Bettini di Amerigo!

borgogno 1961 farinettiDi Farinetti ne abbiamo parlato abbastanza, direi, ma non è stato forse sottolineato che l’altro giorno alla Leopolda è stato ancora una volta al centro della scena per vari motivi e non ultimo quello che si è dimostrato molto gentile nel far assaggiare a quanti lo richiedessero un sorso del “suo” Borgogno 1961, ovviamente dopo aver chiesto il permesso al legittimo proprietario della bottiglia, ovvero il simpaticissimo Alberto Bettini della Dispensa di Amerigo cui la bottiglia è stata regalata insieme al Premio Eataly.

Così con la consueta faccia di bronzo che mi contraddistingue mi sono avvicinato e mi è stato servito da Alberto stesso una porzione di Barolo 1961.

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Ma com’era? Colore perfetto da nebbiolo di 47 anni ancora però vivo e splendente con una intensità cromatica per la tipologia davvero notevole e affascinante.
Nonostante fosse stato aperto da poco più di un ora, già il naso era un pout pourri elegantissimo di artemisia, humus, spezie, frutta candita, cuoio, corteccia di pino, rosa passita. Frutta sotto spirito, mirtilli e ribes, e una nota calda quasi balsamica tra l’anice e il cardamomo: veramente incantevole. Ancora migliore in bocca con una maturazione perfetta del tannino che si era fatto dolce e lineare ma sempre presente e leggermente mordace come si conviene. Acidità sempre viva e attenta, beva piacevolissima, finale persistente di frutta di bosco e humus autunnale.
L’aspetto più rivelante è comunque il fatto che nonostante la sala fosse gremita di altri Barolo, Amarone e vini notevolmente profumati e concentrati, questo Borgogno sapeva farsi strada e ammaliare qualsiasi palato.
Dai Oscar, dicci quante altre bottiglie ne hai ancora di questa meraviglia!null

Brunello di Montalcino Biondi Santi DOCG 2003

biondi santi 2003 brunelloGiulio Gambelli dice che nel vero sangiovese si deve sentire la scorza d’arancio e questo grande Brunello non fa eccezione. Annata senza riserva, calda e siccitosa ma portato Montalcino al minimo storico per premi e riconoscimenti nel campo vnicolo ma pure qualche perla senza se e senza ma. Uno di questi è questo Brunello molto scuro (rispetto allo standard) dai toni di confettura di ciliegia e susina con fiori di giaggiolo, mammola in apertura e pesca gialla poi. In bocca è caldo ma ancora durissimo con un tannino però “adulto” con tempo necessaio di affinamento e già bevibile nel breve periodo. Si capisce come mai è stato uno dei pochi Brunelli a salvarsi nel 2003, addirittura uno dei “magnifici 3” secondo Gentili-Rizzari della Guida dell’Espresso.
Dopo 12 ore: non acquista particolarmente ma conserva potenza e inensità, allungandosi con una persistenza più ricca e maggior tenuta in bocca. Bouquet un pò più serrato ma dà la bella sensazione di un vino che diventerà grande ancora prima di dire che è un grande vino a prescindere.
Dopo 36 ore: non ci crederete ma assume una dimensione molto diversa, bevibilissima e quasi dolce, perfetto sul formaggio (La Ruota del Re di Corzano & Paterno) su cui ho centellinato la bottiglia lo scorso martedì.
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Brunello Biondi Santi DOCG 2003
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Brunello di Montalcino Biondi Santi DOCG 1999

brunello biondi santi 1999Questo 99 si presenta già con una carica notevole cromatica e con un tono molto acceso indice di superba acidità. Al naso è quasi un tuttuno granitico di ciliegia e amarena ma dalle sfaccettature intriganti di pepe macis e scorza d’arancia. Completano il quadro un accenno di tabacco dolce e sottobosco minerale. In bocca è durissimo quasi fastidioso con una acidità sopra le righe, piacevole solo se accompagnata a del cibo.

Dopo 12 ore acquista una dimensione nuova con una piacevolezza maggiore in  bocca con acidità in parte rientrata nei ranghi. Tannino ben presente e mordace, profumi sinuosi e sempre carnosi e con l’amarena a predominare la scena. Sempre meglio per un’annata ancora da aspettare ma già grandissima.

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Brunello Biondi Santi 1999
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Enogenio AIS Toscana: come è andata (e le schede di tutti i vini…)

E’ stata davvero dura ed emozionante ma la sfida di Eugenio valeva tutta la pena di essere raccolta. Raccontare 6 grandi bollicine davanti a due Ambasciatori CIVC dello Champagne in Italia e ad una platea esigentissima di oltre 50 persone non era affatto banale. E anche Luca Martini e Cristiano Cini hanno sfoderato una prova notevole nel decantare i bianchi e rossi di livello mondiale che Roberto Bellini e Osvaldo Baroncelli ci hanno proposto. Riporto qui alcune mie considerazioni e faccio miei anche alcune sensazioni e notazioni gusto olfattive di Luca (bianchi) e Cristiano (rossi) che sono state davvero azzeccate.
Enogenio 2008

Intanto come inizio ecco un video sulla mia intro sulle Bollicine e la Franciacorta:

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intro Franciacorta e Champagne Enogenio
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E adesso la degustazione della Cuvèe Annamaria Clementi 2001 Ca’ del Bosco:
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Annamaria Clementi 2001 Ca’ del Bosco Franciacorta
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Per il resto dei vini vi dovrete accontentare dello “scritto”!
SPUMANTE ANNA MARIA CLEMENTI CA DEL BOSCO 2001
Mi esprimo meglio nel video ma vi basti sapere che ancora una volta stupisce sia al naso con un pompelmo candito ormai marchio di fabbrica e da manuale contornato da pasticceria finissima e in bocca per la cremosità avvolgente punteggiata di nocciola. Davvero suadente ed elegante, acidissimo eppur già bevibile

SPUMANTE GIULIO FERRARI RIS.FONDATORE 1997
A suo modo inconfondibile e con note iodate e minerali notevolissime, fruttato e floreale molto giallo e ricercato, in bocca è sapido e decisamente ancora meglio che al naso per complessità floreale e fruttata. Persistenza infinita e grande classe con una sapidità minerale che sfiora il kruggeggiante.

CHAMPAGNE SUBSTANCE J.SELOSSE
Il più strano e spiazzante del gruppo già dal colore giallo quasi ossidato. Al naso è caldo di pesca e melone poi minerale tanto, nocciola e mandorla dolci ma non stucchevoli, sontuosamente lievito e frutta candita sia tropicale che più classica. In bocca è rotondissimo e d’impatto, con una persistenza nell’ordine delle decine di secondi. Capisco chi rimane spiazzato ma capisco di più chi se ne innamora profondamente!

LIESSE D’ARBONVILLE 1996 PLOYEZ JACQUEMART
Al naso è un incanto di artemisia, rosa, camomilla, miele e noci mentre in bocca è una lama sapida tagliente che attacca la lingua. Acidità e durezze sopra la media per quello che sembra quasi un pas dosè. Struttura elegante e delicata, sicuramente troppo compresso in questa fase e da attendere a lungo ma con fondate speranze in qualcosa di grande!

CHAMPAGNE DOM PERIGNON 1999
DEve sempre dimostrare qualcosa di più ma onestamente pare davvero difficile fare di meglio con un tropicale di mango papaya e maracuja ruffiano ma esaltante e un lievito e panificazione decisi. Struttura e nerbo acido notevoli in bocca con un corpo che al naso non ti aspetteresti. Maschile e femminile insieme, classe eleganza e anche potenza. Geoffroy ancora una volta gioca di fino con gli opposti e lo lasciamo fare volentieri.

CHAMPAGNE KRUG 1996
Da teorico “krugist” quale sono non rimango mai impassibile di fronte a questi monumenti. Legno, vaniglia, cocco, cannella e poi tisana, cedro, zenzero, pepe bianco: impressionate e puro Krug. In bocca solito impeto, sapidità alle stelle e progressione lenta ma esplosiva di nespoli, limone, lampone e di nuovo note dolci di legno. C’è chi dice di aspettarlo, io sono per berlo ora e tante altre volte.

SAUVIGNON BLANC CLOUDY BAY 2007
Il nuovo mondo che in 20 anni ha ridefinito il Sauvignon blanc nei palati del mondo è la solita meraviglia di fiori di sambuco, di bosso, di finocchietto selvatico, anice, erba tagliata, lime, frutto della passione. E poi in bocca è corpo struttura, sostanza, sapidità mai stancante.

SILEX SAUVIGNON 2004 DIDIER DAGUENAU
DD non c’è più e vini come questo ce lo fanno sentire vicino con la scheggia di silice in evidenza anche al naso e un affumicato tanto leggero quanto croccante. Persistente all’inverosimile, rispetto ad altre annata ha un frutto più deciso ed elegantissimo con pompelmo, gelso, tiglio, gesso, iodio sale marino. Finale di sale e d’armonia tra l’uomo e la terra. Ci mancherai Didier!

CHARDONNAY GAJA E REY 2006
Al naos non impressiona perchè sussurra di glicine e tiglio ma in bocca esplode con una potenza italiana da chardonnay maturo, noce moscata, chiodo di farofdano, mirabelle sotto spirito, eleganza e potenza ma controllata. Caldo, ricco, minerale importante.

CERVARO DELLA SALA 2006
Giovanissimo ma riconoscibile con un the e camomilla e fieno fresco dal grechetto che siposano sopra un classico sontuoso naso tropicale da chardonnay italico. In bocca è ben amalgamato, intenso,caldo e avvolgente con crema pasticcera e finale amaricante che ne aumenta la bevibilità.

PULIGNY MONTRACHET J.CLAUDE BOISSET
Se Corton Charlemagne era pietra e spezie qui è frutta e note burroso ad aprire la strada. Tartufo, nocciola, burro, in bocca è lineare, tostato, sottile ma di corpo, l’archetipo dello Chardonnay di Borgogna che definisce uno stile.

BONNEAU DU MARTRAY CORTON CHARLEMAGNE 2005
Nel mio palato uno dei 3 migliori della giornata, un naso di spezie aglio finocchio rosmarino pepe bianco che annichiliscono qualsiasi paragone con altri Chardonnay, anche in borgogna. Complessità senza pari e sicuramente un naso da pinot nero rosso con moka, pietra bagnata, affumicato, nocciole, burro. Bocca sontuosa e piena, con finale esaltante che si fa ricordare a lungo.

PINOT NERO BARTHENAU VIGNA S.URBANO 2004
Difficile fare di meglio in AAdige con vigne che leggono in terreno regalando un naso varietale complesso con frutti di bosco in macedonia appena tagliata nella quale però è possibile distinguere ogni elemento. Alcol si avverte con frutta sotto spirito ma anche speziato legno, e anche note dolci. Bocca piena e delicato come ci aspetta da un grande Pinot Nero.

ATA RANGI MARLBOROUGH PINOT NERO 2005
La felce neozelandese domina la scena di uno scurissimo Pinot Nero che definisce lo stile neozelandese a pieno. Alcol e acidità duettano dando vita ad un alternanza godibilissima in bocca tra tostatura e speziatura dolce e un frutto ricchissimo e croccante. Grinta e nerbo per un vino che sembra aver fretta di gridare al mondo che anche qui il Pinot NEro può essere non solo grande ma anche monumentale.

CLOS DE VOUGET GRAND CRU 2003 GRIVOT
Archetipo del Pinot Nero borgognone speziato e caldo, con un mirtillo e frutti di bosco neri e rossi in un concerto affiatato che toglie il respiro. Pepe bianco e nero, liquirizia cuio e caffè. Bocca cangiante dinamica mai stanca.

SASSICAIA BOLGHERI SUPERIORE 2005
é sempre lui, elegante ma mediterraneo, frutta di bosco calda ma mai meno di finissima, tappeto di macchia mediterranea, di mirto con leggero floreale e melata di abete cangiante. In bocca è leggero e delicato ma con una persistenza magica.

CABERNET SAUVIGNON ESTATE 2003 MONTELENA
Naso stratificato, denso di lamponi fragola finissime e croccanti, fragranti come pochi altri rossi al mondo. Dolce amarena, pepe e cardamomo nitidi e suoadenti, in bocca ha un tannino californiano da manuale che interpreta magistralmente uno stile ormai affermato. Finale di mirtillo e prugna con sapiditrà in crescita. Potenza e controllo.

CHATEAU MARGAUX 2001
Altro vino che deve sempre dimostrare qualcosa in più ed è stupefacente come ci riesca ogni volta. Caffè, tostato, cacaio, ferro, mirtillo, mora, ribes nero, floreale di giaggiolo e rododendro, bacche selvatiche, potrei contìnuare due pagine che ad ogni olfazione la sfera cangiante di profumi ne regala sempre uno di più stupefacente del precedente. In bocca tocca l’animo con un tannino esemplare per sofficità e capacità di riempire la bocca, un tannino “sferico” come tante piccole bollicine che esaltano il godimento del frutto e del tostato. Senza altre parole.

Brunello di Montalcino Biondi Santi DOCG 1998

brunello biondi santi 1998Annata contrastata e difficile la 1998 ma che ci ha già regalato emozioni. Questo Brunello ha note di humus e sottobosco con frutta sotto spirito appena accennato ma in compenso un grande bagaglio di spezie e terziari come cuoio, liquirizia, tabacco fusi in un tuttuno molto elegante e sinuoso. In bocca il tannino è levigatissimo e si ha la percezione di un vino godibilissimo a tavola e anche da conversazione. Acidità alta ma non elevatissima, morbidezza encomiabile e beva ottima.

Dopo 12 ore i profumi sono ancora più eleganti e fini con note di frutta più marcata che si staccano dal sottobosco iniziale. In bocca la piacevolezza aumenta con note più calde e un finale molto più persistente e interessante.

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Brunello Biondi Santi DOCG 1998
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Storia della famiglia Biondi Santi e del Brunello di Montalcino in una verticale 1998-2003

Giornata storica ieri per il Brunello di Montalcino con un acceso e interessante dibattito in quel di Siena (filmato qui e report di Andrea Pagliantini qui) e, nel nostro piccolo, qui a tavola con noi e queste 18 bottiglie di 6 annate del vino toscano più amato e celebreato nel mondo, dal 1998 al 2003, compreso il Rosso “fascia rossa”.

Grande platea attenta e curiosa, bottiglie in gran forma ma mai troppo facili da leggere. Trovate tutte le foto a questo indirizzo. Secondo le indicazioni della casa, ciascuna bottiglia è stata aperta 5-7 ore prima della degustazione e scolmata leggermente. L’assaggio è stato condotto dalle 21 alle 23 di ieri sera e successivamente la mattinata di oggi per valutare l’evoluzione dei profumi.

Trovate note e approndimenti nei post dedicati a ciascuna annata che appariranno nei prossimi giorni (e che devo riscrivere perchè il “solito” attacco hacker alla simplicissimus ha distrutto 4 ore di lavoro stamani…

Inanto ecco qui la storia della famiglia e del loro legame con il vino italiano più famoso del mondo:

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Storia Famiglia Biondi Santi e Brunello Montalcino
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Il Corzano IGT Toscana 2004-2001-1998 Verticale Fattoria Corzano e Paterno

Bella sorpresa quella che ci ha riservato Aliojscha portandoci non solo il 2004 e il 2001, due tra le migliori vendemmie degli ultimi 10 anni ma anche un 1998 tutto da scoprire. Oggetto della mini-verticale è Il Corzano, vino “importante” e di alto profilo ottenuto da Sangiovese (45%) con aggiunte di Cabernet Sauvignon e Merlot.Non chiamiamolo supertuscan ok, ma grande vino si!

Il 2004 è ancora molto giovane e impetuoso con un tannino un pò da affilare ma estratto aromi e corpo da vendere per un futuro che sarà notevole….Profumi intensi e ricchissimi da tutte e tre le varietà ma il Sangiovese è comunque un pò soffocato dal frutto del Merlot e dalla spezia giovane del Cabernet Sauvignon.

Ecco qui l’introduzione al 2004 di Aliojscha e la degustazione:[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
Il Corzano IGT 2004 Corzano e Paterno
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Il clou della serata, raffinatissimo, splendido colore e profumi mai troppo dolci e intensi ma suadenti e ricercati. La viola e la ciliegia del sangiovese si sposano perfettamente con il mirtillo del cabernet e la mora del merlot a dare un tuttuno di grande potenza ed espressività. Davvero grandissimo. 

Ecco qui l’introduzione al 2001 di Aliojscha e la degustazione:

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Il Corzano IGT 2001 Corzano e Paterno
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Piccola delusione per un 98 che si dimostra non particolarmente in forma con porfumi un pò cotti e con un fruttato quasi assente. In evidenza note di sottobosco goudron e altre spezie ma il 2001 è davvero un’altra cosa. Da riprovare tra un paio d’anni per capire se è una involuzione passeggera o definitiva. 

Ecco qui l’introduzione al 1998 di Aliojscha e la degustazione:

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Il Corzano IGT 1998 Corzano e Paterno
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