Burde Web TV!

I video girati durante le degustacene e non solo!

I Tre Borri Chianti DOCG 2004 Riserva Fattoria Corzano e Paterno

Sangiovese di gran classe e finezza, ruspante e fine come si addice al vitigno. Un mese di macerazione botte picccola ma usata, un grande esempio di espressione del terroir piuttosto che dell’enologia applicata. Siamo a 300 metri dal confine del Chianti Classico ma se possibile qui il Sangiovese si esprime in solitaria con una tonalità simile a certi blasonati prodotti di Radda o Gaiole. Un vino che sembra austero ma che con il tempo in bottiglia e nel bicchiere stesso evolve a dare un abbraccio dolce e rilassante come solo i grandi Sangiovese riescono a produrre.

Tutte lo note del sangiovese a mezza via con floreale secco, frutta in confettura e sotto spirito, spezie delicate di tabacco cuoio e liquirizia, tannino fitto ma mai aggressivo con una evoluzione che si percepisce solo all’inizio.

Per molti, il top della serata.

Terre di Corzano Chianti DOCG Fattoria Corzano e Paterno 2005

Il base aziendale ma già frutto di una selezione notevole con 1,5 kili di uva per ceppo. Sangiovese e canaiolo 15% per un vino tipico chiantigiano fresco fruttato e dalla viola mammola da manuale.

Grande acidità e beva piacevolissima lo rendono un vino a tutto pasto ideale. E da non consumare prima di 3 anni dalla vendemmia, ci siamo resi conto! Ottimo rapporto qualità prezzo, sullo scaffale a 10,5 Euro. Su pasta al sugo ma anche griglia non troppo impegnativa. Ieri sera ottimo sulla mortadella di prato!

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Terre di Corzano 2005 Chianti DOCG
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Aljoscha e i vini di terroir di Corzano e Paterno e la storia della Fattoria

tappo corzano paternoSuccesso inaspettato con obbligatorio tralsoco di sala e raddoppio dei posti messi a disposizione per la serata Latte e Vino. Tante facce nuove e molti habtuèe per 7 vini “veri” e interessantissimi in abbinamento ai formaggi strepitosi di Toni che ha accompagnato il marito in questa uscita in mezzo alla vendemmia  (trovate qui tutte le foto).

Aliosjcha non è apparso per niente stanco e ci ha regalato a parte una bella verticale di Il Corzano 1998-2004 e ci svelato retroscena sulla storia delle due Fattorie giusto 300 mt fuori dalla zona del Chianti Classico, di come sono arrivate 40 pecore dalla Sardegna a San Casciano, del Sangiovese in purezza e non, dei vini costruiti , della vita appena fuori dai riflettori del rutilante mondo del wine show biz.

Ecco qui mentre ci racconta di come è nata la Fattoria da una intuizione felice dello zio.

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La Storia di Corzano e PAterno: il latte e il vino
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Abbinamento Gelato Nero Assoluto (Cioccolato senza latte) e Porto LBV Graham 2001

Si lo so, questa era facile e forse persino prevedibile dato che si tratta della replica in versione “gelato” del classico abbinamento tavoletta da 70% e Porto LBV (ovvero un vintage che viene imbottigliato dopo 4-6 anni di botte piccola). Grande accordo di profumi, bella sinestesia di aromi che fanno quasi pensare che stai mangiando una Pistocchi all’amarena ma grandissima sorpresa nel constatare l’effetto “rum & pera”. Ovvero il Porto che arriva nel palato dolce morbido e caldo e concede alla bocca un pò di riposo dopo l’attacco piuttosto violento del cioccolato che nel Nero Assoluto Carapina è davvero fondente e amarognolo.

Decisamente da provare, aromaticamente e fisicamente da brividi!

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Porto LBV Graham e gelato al cioccolato
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Eccolo! Il nostro piccolo Sogno d’Estate, la prima cena teatro da Burde!

Vi confermo il nervosismo di cui vi parlavo due giorni fa per ieri sera, sommato al fatto che di venerdì 1 agosto riempire il locale di gente curiosa per la cena “teatro” mi ha fatto felicissimo ma pure messo addosso un pò di responsabilità… E invece Luana Ranallo e Michele Redaelli hanno tenuto la scena magnificamente e il pubblico, dapprima un pò intimorito e sorpreso dalla piega che stava prendendo la serata, si è lasciato coinvolgere sempre di più (qui trovate le foto della serata come sempre su Flickr).

E dal primo atto con la scena dell’arrivo a cena (mentre servivamo l’Arioso di Campo alla Sughera, Bolgheri) fino alle poesie, alle musiche, ai melodrammi all’italiana, è stato davvero un crescendo di entusiasmo e di affiatamento pubblico attori.

Ovvio che anche il cibo e i vini hanno avuto la loro parte ma diciamo che non hanno mai rubato la scena agli attori e per fortuna una volta tanto non erano concentrati a cercare di capire se davvero si sentiva il bosso o la foglia di pomodoro oppure la mitica albicocca da Viogner…

Ho dovuto persino riadattare l’alta uniforme AIS per l’occasione, spero che i vertici non ne abbiano a male ma fiocchino e spencer non ce la potevo fare a metterli…

Non era un vero e proprio esperimento ma insomma non è facile adattare una rappresentazione alla sala di un ristorante che non è esclusivo per quell’evento e nel mezzo infilarci degustazioni di vino, assaggi, descrizioni di piatti e due chiacchere in libertà… Però, sarà sicuramente stata la notte d’estate (quasi mezza estate sul serio, sob!) ma è andata! Per i curiosi, già sul Tube alcuni spezzoni della serata.

E più che altro la promessa che stiamo già lavorando al seguito per settembre, altro tema, altre situazioni e stavolta il pubblico magari…

Vi lascio con il fulminante inizio, ovvero cosa succede se provi in una serata romantica a discutere sul vestito della tua Lei…(quando Luana dice “Quanto?!? Ma quanto mi ingrassa?” mi sono ribaltato).

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Sogno d’Estate da Burde: Quanto mi ingrassa?
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E qui invece ecco nel fatidico momento della cena dell‘anniversario…

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Ma quand’è il nostro anniversario?
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L’anno del Marsala? intanto forse abbiamo il Marsala dell’anno…

Tre coincidenze non sono mai da sottovalutare specie se convergono così nettamente come in questi giorni. Il mercato pare un pò stanco dei vini dolci siciliani “classici” stile Passiti e Moscati di Pantelleria (o per lo meno il mercato italiano, ad Amsterdam il Ben Rye va via come l’acqua nonostante non costi esattamente poco) e la riscoperta va tutta verso il Marsala e altri moscati minori come il Moscato di Noto, DOC semi scononosciuta e arrivata quasi ai margini dell’estinzione.

In finale a Caserta non si è quasi mai vista tanta unanimità come quando in tavola è arrivato il Donna Franca di Florio (grazie UvaAromatica per la foto) e pure il Moscato della Torre di Marabino (piccolo gioello da 2000 bottiglie da un giovanissimo produttore) si è battuto alla grande. Contemporaneamente abbiamo visto il bravo Fabio Rizzari e Franco Ziliani riprendere il tema nella newsletter settimanale Wine Web News dell’AIS. Aggiungiamo pure le parole bellissime che Luciano gli dedica nel suo sito (e oggi anche su Il Mattino di Napoli) e mi sono detto che era il caso di salire sul carro dei vincitori prima che si affollasse troppo…

Ovviamente non ne ho grande esperienza, se non, come tutti, in cucina con le versioni terribili da supermercato che finiscono in cucina per le braciole (triste destino comune anche a tanti Madeira…). Ho cominciato a riavvicinarmici “da grande” organizzando qui da Burde la serata siciliana con il Marsala di Pellegrino che era perfetto coronamento dei cannoli della situazione. Poi due esperienze che ti segnano a vita con il Marsala, ovvero il Bibenda Day 2006 con il Florio Marsala Inghilterra 1896, e pochi mesi fa l’incontro con il Marsala Florio Superiore Riserva Ambra Dolce 1932.

E infine la grande operazione di marketing portata avanti sia da Florio, Pellegrino e anche da Rallo con grossi investimenti pubblicitari e di divulgazione a dimostrare che il Marsala va benissimo sulle ostriche, sui formaggi piccanti e non solo sui dolci. Insomma si sta davvero preparando una rivalutazione globale di questo vino dalla storia centenaria che colpevolmente (come per i nostri Vin Santo) abbiamo lasciato correre senza curarcene per anni salvo poi scoprire che se John Woodhouse aveva conquistato Londra già nel 1773, non c’è motivo per cui non possiamo riprovarci…

Io intanto ho cambiato Marsala per le braciole (e pure quelle ringraziano con un profumo che resta per ora in cucina), mio fratello Paolo ha messo a punto una ricetta per il Patè di Cinghiale e Marsala e dico in giro che in casa ne tengo sempre una bottiglia per le occasioni speciali, vediamo poi cosa succede…

Ah, già dimenticavo, ecco il video della folgorazione sulla via di Marsala per la commissione più spiata d’Italia:

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Marsala Vino dell’Anno?
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Vini buoni d’Italia 2009 TCI: l’Umbria di Aldo Fiordelli e gli esiti delle finali, due Sagrantino a Corona

Aumento del peso specifico per l’Umbria nella guida 2009 del Touring Club ai Vini Autoctoni Italiani con ben 20 schede previste.

Crescita grande anche qualitativa anche se con difficoltà per il Sagrantino 2005 che risente di piogge in vendemmia che hanno colpito le aziende in maniera poco uniforme con maggiori problemi nella parte alta (Montefalco) e minori un pò più in basso come a Bevagna.

A corona vanno due Sagrantino di Montefalco come il 2003 di Tabarrini e quello dei Fratelli Pardi. Un grande Vin Santo de La Palazzola che svela le potenzialità finora poco espresse per questa tipologia in Umbria. Dalla giuria ombra emerge un pò di delusione per il Collepiano di Caprai che a noi è piaciuto molto mentre non ha convinto la giuria. A me ha convinto parecchio anche il Sagrantino di Milziade Antano.

Ecco il commento di Aldo alle degustazioni :

“Sono soddisfatto per il risultato dell’Umbria che ha premiato tutti produttori “vignaioli”.
Penso che sia stato solo penalizzato l’Orvieto 2005, Campo del Guardiano, assaggiato poco dopo i Marsala.
E penso che il limite di nove finalisti per una regione con tre Docg siano pochi. Mi dispiace per il Collepiano di Marco
Caprai, forse miglior Sagrantino dell’anno. Ma sono molto soddisfatto che i colleghi, a cominciare
da Mario Busso e Luigi Cremona, abbiano ravvisato la crescita qualitativa dei vini di Montefalco.
Ora attendiamo di confrontarci con la selezione delle altre guide e con i lettori…”

Ecco lo stesso Aldo Fiordelli che introduce la regione alla commissione:

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Aldo Fiordelli introduce l’Umbria alle finali TCI 2009
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Ed ecco qui il filmato delle votazioni della commissione:

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Votazioni Umbria 2009 Vini Buoni Italia
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Brilla la corona della Stella di Campalto a Montalcino (peccato che se ne vada dal Consorzio…)

Ebbene succede pure questo a Caserta nelle finali della Guida Vini Buoni d’Italia, ovvero che uno dei vini che mette indiscutibilmente d’accordo tutti i giurati è il Rosso di Montalcino Stella Viola di Campalto 2006, lodato e già descritto minuziosamente dai tanti fan di questa giovanissima azienda che però rischia di non imbottigliare mai il suo primo Brunello di Montalcino…

Ovvero il Brunello di Montalcino Stella di Campalto 2004 è in bottiglia e in teoria si sta affinando per l’uscita (inizio 2009) in commercio ma pare che la direzione abbia deciso in seguito ai fatti degli ultimi mesi (e soprattutto in seguito ad un cartello considerato offensivo dal consorzio esposto all’ultimo Vinitaly) appunto di uscire dal Consorzio del Brunello.

E sarebbe obbiettivamente un gran peccato, ma al contempo anche dovrebbe suonare come un campanello di allarme per Montalcino, visto che PARE che non sia l’unica azienda titolata a voler uscire…

Chiudiamo la stalla prima che i buoi se ne vadano???

Intanto eccovi il video della proclamazione a Corona per la guida del Touring (e complimenti per la scelta, il vino è semplicemente perfetto IMHO)

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Stella Viola Campalto Montalcino Rosso 2006
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Vini buoni d’Italia 2009: Toscana rulez ! (o “dell’imbarazzo della scelta”)

Non sono ovviamente la persona giusta per esprimere un giudizio imparziale sul vino toscano dato il mio amore sviscerato e incondizionato per il sangiovese ma ieri vi assicuro che a vedere i finalisti mi sono venuti i lucciconi agli occhi per le etichette in degustazione…Molti (purtroppo non tutti :-)) sono andati a corona ma sinceramente non so come abbiano fatto a scegliere tra un Reciso di Pietro Beconcini da San Miniato e il Rosso di Sera di Poggiopiano!

Entrambi grandissimi, la fortuna è stato l utilizzo del ctiterio di prontezza attuale di un vino che ha permesso pure di scegliere “solo” quattro brunelli al di sopra di ogni sospetto, due ottimi Nobile di Montepulciano (nocio boscarelli e la Riserva 2004 di Le Berne) e altri supertuscan a base sangiovese.

A proposito di questi supertuscan, abbiamo vissuto l’assurda questione di dover scegliere tra rinunciare ad un Carbonaione o ad un Testamatta o anche un Fontalloro, in un gruppone da mille e una notte che comprendeva anche Sangioveto Coltibuono, Salustri e Flaccianello della Pieve!

Per me, esperienza istruttiva ed entusiasmante per capire come i nostri vini sono percepiti in italia è stato assaggiare i vini con Giulia, Monica e Michela, sommelier assistenti di Pignataro davvero attente e selettive.

Giá poi anche Kruger finalmente è stato iniziato alla regola del Sangiovese quindi adesso non sarà più lo stesso!

Qui il video con le prime votazioni su Chianti Classico…

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Toscana Vini Buoni Chianti Classico
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Vini buoni di Sicilia: dalla commissione TCI Nerello batte Nero d Avola

Segnale importante dalla commissione assaggio qui a Terre di Conca…il Nerello Mascalese si prende una grande rivincita e si candida a next big thing del vino siciliano con ben 2 corone e qualche grandissimo vino fuori per un soffio ( uno dei miei must ovvero il Passopisciaro 2006 di Franchetti). A corona vanno il e il Nerobufaleffi di Gulfi ( e pure il Cerasuolo era notevolissimo) e appunto l’unico nero d avola, il santa cecilia di planeta. Vanno anche a corona il Prefillosera delle Terre Nere e il San Lorenzo Etna 2006.

Complimenti comunque per la bella selezione  ad Alma Torretta, responsabile TCI per la Sicilia, aiutata da Luigi Salvo (aka Forteterra sul forum RexBibendi)

Selezione di cui potete sapere tutto in questo bellissimo articolo che trovate sempre sul suo sito.

Ecco qui la presentazione della batteria siciliana:

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Presentazione Sicilia finali Vini Buoni Italia 2009
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Aria nuova sull isola!