Non è facile ma metti una sera a cena in cui devi provare dei piatti con uno chef cuoco(le mie cene preferite…) e inizia con VillaRosa di Gambelli 2006 e Riserva 2003, stùccati e stupisciti (non sempre positivamente) con questo vino qui, e approda infine a questo Cannonau “arcaico” che appena lo versi nel bicchiere ha quasi la CO2 di un Lambrusco. Ovviamente non sarà facile trovare qualcosa da abbinarci perchè ci sono vini che davvero trasmettono emozioni e non si prestano alla tavola, per lo meno ad una tavola convenzionale…
Cibodiario
“Aria” nuova per Firenze: Marco Stabile e il suo “Piccione in tre cotture”…per tacer del Maialino morbido croccante…
Non mi capita spesso purtroppo di cenare fuori ma cerco sempre di far sì che siano occasioni particolari. L’altra sera, poco prima di capodanno, finalmente trovo il tempo di provare la cucina di questo fenomeno di cui tutti (compreso me…) parlano benissimo sperticandosi in elogi e incoraggiamenti. Perchè è giovane, ha studiato dal Romanelli, è seguito con interesse da Aldo Fiordelli, invita in cucina gli studenti dell’Alberghiera, allestisce foodshow divertenti e stuzzicanti, perchè è sempre disponibile e costantemente alla ricerca di nuove idee, sapori e sopratutto di quell’indefinibile equilibrio tra tradizione e innovazione che molto più che altrove, a Firenze non solo è difficile da trovare ma viene quasi sistematicamente boicottato dai fiorentini stessi, atavicamente legati alle solite proposte a tavola e ostili al cambiamento, anche se è in meglio… (altro…)
Siete ancora in tempo! Suggerimenti per il cenone (a casa) last minute da Italo Bassi (Pinchiorri), Marco Stabile (Ora d’Aria), Elisa Ruggi (q.b.)Marco Baldesi (Santo Bevitore)…e Burde!
Vi segnalo per gli irriducibili dell’ultima ora per la spesa del cenone di capodanno uno speciale 4 pagine oggi in edicola su Il Giornale (consultabile anche online) con ricette e vini in abbinamento, il tutto a cura della nuova e giovane ristorazione fiorentina di qualità (si ok meno uno…). E adesso smettiamola please di dire che a Firenze non si muove nulla e che i giovani nella ristorazione non si vedono!!!
A pagina 10 trovate ricette consigli al volo (di seguito un pò di ricette al volo): (altro…)
La meglio gioventù fiorentina del vino al Golden View per le Sorgenti del Nebbiolo: GranBussia Conterno sopra tutti
Foto di gruppo (e qui insieme a tutte le altre foto) per alcuni dei giovani imprenditori che stanno cercando di cambiare il destino del vino a Firenze, investendo in qualità, servizio e , visto stasera, in relazioni e diffusione di contatti amicizie e conoscenze, quelle vere, mica quelle di Facebook!
Fu così che per la terza volta (puntata numero 1 a Vallina, puntata numero 2 al Nobilis ) Filippo e Christian della Fattoria Le Sorgenti (quelli che non c’entrano nulla con il sangiovese secondo un certo solone) hanno radunato la solita banda più invitati speciali per una serata tutta dedicata al Nebbiolo e al Piemonte.
“Fra i sanpietrini come un cane da tartufi” di Giulia Graglia
Si può essere sommelier e parlare di vino senza mai rammentarlo? Come si vive e come ci si ambienta in una città nuova e sconosciuta e come si impara ad amare un luogo per i suoi profumi? E, non ultimo, c i si può innamorare di una città attraverso i suoi odori?
Non vi preoccupate, non sarò io a rispondervi, stavolta lascio il blog a Giulia, già la conoscete ormai (e se avete un pò di tempo qui ci sono alcune prove di quello che sarebbe il suo lavoro, ovvero regista, e sceneggiatrice horror di Imago Mortis, film in uscita a Gennaio 2009).
Buona lettura, soprattutto per chi abita a Roma ovviamente… (foto Giulia Graglia).
Il primo impatto forte con un’altra città è quello del naso. Per anni fai le stesse strade, sempre alla stessa ora, e vieni investito in sequenza dai profumi tipici di quella zona o di quell’isolato… (altro…)
Caino chez Salustri: dal lampredotto “fighetto” al maialino con polenta incatenata…e strani compagni di tavolo
Non ce l’ho fatta a inserire tutto nel post sulla verticale delle 10 annate di Grotte Rosse (in uscita oggi domenica 30 verso le 11) perchè i piatti di Caino preparati “in trasferta” da Andrea Menichetti da Salustri (Montecucco) meritano davvero un certo riguardo.
E soprattutto vale la pena di descrivere anche se con le mie miserrime foto quanto potessero essere buoni il panino con il lampredotto servito in apertura, o il maialino al forno con polenta incatenata (ovvero con cavolo nero e fagioli) e gli spettacolari
Torteli di cinta senese in brodetto di gallina e castagne (qui a sinistra nella foto, un connubbio dolce salato in cui si sentiva ogni sfumatura della farina di castagna, della cinta senese e di ogni dadino di verdura che vedete nella foto….
Gianni Molti e la sfida al Relais Trebbiolo
E’ un momento vivace a Firenze e dintorni con (finalmente) un pò di novità. Stasera è stata presentata la sfida di Gianni Molti, già chef del Don Chisciotte a Firenze e alliveo di Marchesi è già chef stellato all’Antica Hosteria di Todi per una ristorazione che sappia unire le esigenze gourmet a quelle dei tanti turisti internazionali che accorrono sempre numerosi sulle colline subito sopra Fiesole, a Molin del Piano in questo Trebbiolo Relais dalla vista magnifica. Qu, sul sito personale di Gianni, trovate le sue creazioni più significative e la sua poetica in cucina.
Serata con molte proposte, senza un particolare filo conduttore se non quello ovvio di mostrare una serie di temi e di piatti che troveranno posto in due menu differenziati, uno tradizionale e uno gourmet con soluzioni più particolari. Per esempio molto intriganti (mi hanno raccontato che sono arrivato un pò tardi) le “sensazioni di mare” in apertura e anche l’ottimo Sorbetto di mela con olio extra vergine e cristalli di sale, saporito, dissetante e con un gioco di contrasti molto ben costruito. Anche meglio la Tartara di Chianina selezione
Simone Fracassi con maionese di fichi e senape, speziata e intrigante al punto giusto con la carne davvero esaltata dalla senape ben dosata soprattutto in un rimando dolce-piccante con la marmellata di arancia proposta nel piatto. (altro…)
PRIMAAAA! Schiacciata con l’uva di Burde premiata come la migliore di Firenze a Montedomini
Dopo il secondo posto dello scorso anno, finalmente a suon di infornate su infornate, la nostra schiacciata con l’uva è riuscita a vincere il premio di migliore Schiacciata con l’uva di Firenze! Premiazione ieri a Montedomini con l’assessore alle Politiche Socio Sanitarie Cioni nella edizione 2008 dei I dolci d’Autunno a Firenze. Qui trovate un articolo on line ma ne parlano anche nella stampa locale. Un sentito grazie a Gino Ferrara che con i suoi consigli guida il nostro pasticcere ogni giorno nella realizzazione di questo piccolo (perdonateci l’auto indulgenza) capolavoro di tradizione e di dolcezza.
Qui a sinistra nella foto, ecco il banco dei partecipanti nella foto di Giovanni Andrea Rocchi, la nostra torta è quella sulla sinistra di fianco alle bottiglie di olio.
Qui trovate l’articolo sul Corriere di Firenze. E soprattutto, grazie a Beppe Pirrone alla Fondazione Montedomini anche un video su YouTube, bravissimi (non solo perchè ci avete premiato, 😉 e questa pagina con i risultati completi.
[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=DJ3VufU_nw4[/youtube]
E ora, chi viene a provarla???
Dagli inviati di Vino da Burde (con integrazione): Leonardo Vangi recensisce per voi ristorante il Vino by Enrico Bernardo a Parigi
Non so a voi, ma a me capita spesso che qualcuno mi chiami dai posti più disparati per farsi consigliare un ristorante (più spesso un vino a dire la verità…) e allora la mia condizione è sempre la stessa, ovvero io te lo dico però mi scrivi una recensione! Stavolta da Parigi uno dei nostri clienti più affezionati, Leonardo, mi chiedeva dove andare e non ci ho messo tanto a indirizzarlo verso uno dei posti che vorrei visitare il prima possibile, se non altro perchè rappresenta in teoria il sogno di ogni sommelier, ovvero un ristorante dove il cibo viene scelto in base al vino e non viceversa . Se non altro per vedere se questa rivoluzione copernicana è davvero un atto di megalomania come dicono molti oppure se una cosa fatta bene e con una sua logica…
Altre risorse in rete su Lavinium e Paolo Marchi.
Vai Leonardo!
Situato all’incrocio tra Rue de L’universitè e Boulevard de la Tour Maubourg, a due passi da Les Invalides, in una delle zone più eleganti e raffinate della capitale francese, in realtà questo ristorante di parigino ha ben poco.
Al di la’ di una tenda nera si schiude davanti a noi ” Il Vino” nato un’ anno fa dall”estro e la passione di Enrico Bernardo : luci bassi e soffuse, colori scuri, i tavoli per un massimo di sei coperti hanno diverse altezze e dimensioni.Da principio si respira un’atmosfera internazionale, tradita immediatamente dopo dal menù proposto, dove i vini francesi la fanno da padrone. Ma non è nei contenuti che il menù sorprende bensì nelle modalità di scelta dei piatti :
una sfida accattivante quella di Bernardo che sembra voler affidare alle pietanze un ruolo di secondo piano, come semplice accompagnamento funzionale alla valorizzazione del vino scelto ; in cucina all’estro di un’equipe di chef internazionali , il compito di trovare la combinazione di sapori più adatta a valorizzare la scelta del vino del cliente, che aspetta ignaro di sapere cosa vi sarà nel suo piatto.
Decidiamo di lasciarci trascinare da questo gioco di attese e sorprese e scegliamo un menu alla cieca : due entrès, un plat e un dessert. Prezzo 95,00 euro.
Si comincia con un aperitivo servito al tavolo, un’interessantissima crema di latte aromatizzata al cardo, ( servita in un bicchierino di porcellana) la cui morbidezza è perfettamente sposata al Bauget che ci viene servito in abbinamento.Il primo antipasto accompagnato da un Sauvignon blanc 2006 freschissimo tradisce le attese : la sardina farcita di carote e spezie non lascia certo il segno. Ci conquista invece il secondo antipasto, un tenero branzino al vapore, accompagnato da cozze e vongole e bagnato da un’emulsione di latte al finocchio e spezie : il vino in accompagnamento stavolta è un pinot blanc 2007.
Il piatto principale è invece un’entusiasmante cannolo di lepre gratinato in forno, accompagnato da patate e chips di carote. Il vino abbinato , uno Chateau bordolese del 2004 (scusate ma non mi sono segnato il nome!) asciuga con personalità la selvaticità del piatto. Il finale è lasciato alla dolcezza di un biscotto artigianale al cocco, innaffiato da gelato alla pinacolada e colorato da bastoncini di ananas fresco : convincente quantomeno più del vino da dessert servito in abbinamento.
Sebbene la scelta dei piatti proposti non abbia sembrato seguire una linea troppo coerente, Il VINO merita senza dubbio una valutazione più che positiva, soprattutto considerando la professionalità del personale, la qualità del servizio e non di meno la coraggiosa scelta di re-interpretare con audacia il più riuscito dei matrimoni, quello tra vino e cibo”
Mi dispiace per la mancanza di foto ma all’interno del locale era tassativamente vietato fotografare…diciamo una pecca non da poco, unita al fatto che il sito web è un pò da tempo in alto mare. Ma ci fidiamo di Bernardo e sappiamo che rimedierà quanto prima!
Addendum 13 Novembre:
Ci giungono dall’attentissima gestione del locale alcune precisazioni che riportiamo.
nel menu complessivamente sempre 1/3 dei vini sono non francesi, questo significa che bisogna considerare la lista di vini al bicchiere (sulla sx del menu) e naturalmente anche tutti i vini ( altri 15-20 referenze) che sono serviti nei diversi menu tematici (parte dx del menu).
Nell’ abbinamento con il piatto principale, la lepre, penso abbia fatto un errore: non serviamo mai un Bordeaux nel menu alla cieca, infatti il vino che le è stato proposto è esattamente: Châteux Las Hormigas 2004 – Malbec –
Argentina.
Inoltre le passo alcune delle referenze internazionali che trova nel menu:
Australia – Chardonnay Adelaïde Hills
Germania – Mosella
Italia – Barolo Giovanni Rosso
Italia – Barbaresco Giorgio Pellissero
Italia – Sauvignon Blanc. Collio – Cornas
Germania – Riesling Rheinhessen
Ungeria – Tokay Ungerese
Italia – Birbet Malvirà
Argentina – Malbec
Le faccio queste precisazioni, semplicemente per evitare errori d’interpretazione, ed una erronea comunicazione.
Naturalmente i gusti sono gusti, ma noi tutti a IL VINO lavoriamo per lasoddisfazione del cliente, unendo la professionalità ad una sempre ricerca della qualità. Il nostro concetto si basa sulla semplicità degli ingredienti e sulla
volontà di far scoprire ed avvicinare il vino in maniera ludica e non complessata.
Siamo naturalmente molto orgogliosi che il nostro lavoro sia stato anche riconosciuto dalla prima stella Michelin.
Resto naturalmente a sua disposizione per ulteriori chiarimenti lei necessitasse. per cortesia, mi indica l’indirizzo della recensione, grazie.
Un cordiale saluto
Mary Bernardo
BERNARDO WINE S.L.
C/ Francesc Macia 404 – Urb. Les Ginesteres
08310 Argentona – Barcelona – Spain
Tel. +34.656365589 Fax +34.937972528
www.bernardowine.com
MWF: Cena di gala Meran Wein Festival
Signori e signori si parte…eccovi il programma e il menu…
MENU
Prelibatezze “Italia in Gusto”
- Prodotti di qualità dell’Alto-Adige: succo di mela, strudel e speck,
- Pangiall’oro (Fornopasticceria Colapicchioni,Roma),
- Parmigiano Reggiano 70 mesi (Malandrone 1477, Modena)
- Lardo di Colonnata (Lardo di Colonnata di Giannarelli, Massa Carrara),
- Carciofini (Terra Nostra, Foggia),
- Mozzarelline di Bufala (Caseificio La Baronia, Caserta),
- Torronfette (Barbero Davide, Asti),
- Prodotti Regione Campania: stringata e salume di maiale nero casertano, formaggio ovino, melannurca IGP,
Creazioni originali dei “cuochi di domani”
- Risotto mantecato con carciofi di Albenga, calamaretti e profumo di bagna caoda (Piemortte),
- Ravioli di patate e baccalà (Toscana),
- Puls pompeiana (Lazio),
- Timpano di paccheri all’impiedi, ripieni di ricotta e ragù napoletano (Campania).
Spumanti, Vini particolari e unici
- Spumanti Brut Rosé (Nabucodonosor i 5 It): “Dubl” Feudi San Gregorio (Aglianico del Taburno), “Baracchi” Riccardo Baracchi (Sangiovese) e “Visages de Canaille” Cascina Baricchi (Nebbiolo)
- “Versoaln” Laimburg (vite più antica)
- “Rayon” Cave du Vin Blanc de Morgex e de la Salle (vigneti più alti),
- “Villa dei Misteri” Mastroberardino (vitigno più antico),
- “il 49” Antonio Ferrari (vino più vecchio).
PROGRAMMA
ore
19.00 Accoglienza festosa all’ingresso del Kurhaus e aperitivo di Benvenuto nella Rotunda con musica classica
19.20 Saluto del dott. Helmuth Kòcher, Presidente M1WF
Intervento del dott. Luis Durnwalder, Presidente onorario dell’AREV
ore 19.30 “Sciabolata frizzante” del testimonial Michel Rolland, enologo di fama mondiale e apertura del XVII MIWF 2008 con brindisi scenografico di tre spumanti Brut Rosé Aglianico del Taburno, Sangiovese e Nebbiolo Musica e animazione napoletana
ore 20.00 Intervento del dott. Michele D’Innella, Direttore editoriale del TCI e dell’ing. Luigi Cremona, giornalista e critico gastronomico
ore 20.10 Prelibatezze “Italia in Gusto” e creazioni originali preparate dai “quattro chef di domani-in abbinamento a vini particolari e unici
ore 21.30 Gran Finale a sorpresa all’uscita del Kurhaus