Degustacene da Burde

Serate da Burde in compagnia di buoni vini e buon cibo…o così speriamo!

Lopez de Heredia Vina Tondonia Gran Reserva Blanco Rioja DOC 1989

tondonia lopez heredia 1989 blanco biancoTra i vini più sorprendenti al mondo questo bianco spagnolo da uve Viura (90%) e Malvasia (10%) che sopporta 6 anni in barrique e altri 4 in bottiglia prima di uscire sul mercato. Un vino da tutto pasto ma che in realtà parrebbe più giusto definire da meditazione per il suo carattere e le sfumature  speziate che mette in mostra. Da servire a 10° per poi seguirne l’evoluzione nel bicchiere da note di camomilla e miele fino a sentori di frutta in confettura, di iodio, di ginestra, di erika, di scorza di agrume candita. Davvero un piccolo prodigio, molto poco classificabile se non forse vicino a qualche Auslese tedesco.

Scarica da qui la scheda tecnica di questo vino in quest’annata.

AGGIONRNAMENTO: anche uno dei wineblogger più famosi al mondo, ovvero Eric Asimov del New york Times, è caduto vittima del fascino di questi bianchi…

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=R7w9KKO2rBA[/youtube]

Bienvenida Rioja! Happy Halloween tra Spagna e Francia

Ieri sera bella sfida tra gli anni ’80 della Rioja e i ruggenti ’90 del Bordeaux con un Prieurè Lichine 1990 veramente ottimo e da collezione e un Chateau Louviere 1999 in Magnum davvero delizioso. In apertura e chiusura Loira con un Poully Fumè mineralissimo e “focaio” e un Vouvray Moelleux ricco denso e saporoso (umami?) come quello di Clos Naudin di Philippe Foreau, uno degli alfieri della biodinamica francese. Trovate qui tutte le foto “ufficiali” (su Facebook di alcuni clienti intervenuti ieri le altre…).

Grande curiosità sui due Vina Tondonia che Maria Josè mi aveva presentato a pranzo da Burde qualche settimana fa e direi che le attese non sono state affatto deluse con un Tondonia Blanco 1989 paragonabile ad un bel Riesling Renano e un Tinto da Tempranillo Graciano Grenache e Mazuelo che aveva un nonsochè di sangiovese del Chianti che ha stregato tutti.

Eccovi una piccola introduzione alla Rioja e ai suoi vini, già sul Tube i video degli altri vini, che vi presenteremo nei prossimi giorni in diversi post:

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=_ifX1iRk8qs[/youtube]

Venerdì 31 Ottobre: Francia contro Spagna anni 80 e 90, Lopez de Heredia contro Ch La Louviere e Prieure Lichine

Proseguono le serate di degustazione da Burde (qui il calendario con tutti gli appuntamenti) e questo venerdì, per Halloween!, torna l’atteso appuntamento con la Francia e le sue perle enologiche. Questa volta abbiamo allargato la nostra ricerca per portarvi due perle enologiche mondiali dalla Spagna e in particolare dalla Rioja, una delle zone viticole mondiali più illustri.

Sarà Lopez de Heredia, storica bodega in quel di Haro a stupirci, ve l’assicuro, con un grandissimo Vino Tinto (rosso) a base Tempranillo (e un pò di Garnacha e Mazuelo) del 1987 e soprattutto un monumetale bianco dal vitigno Viura (e malvasia) come il Vina Tondonia 1989. Di fronte la Francia propone in Magnum uno dei migliori Pessac Leognan, ovvero Chateau La Louvière 1999 e soprattutto da Margaux uno 1990 Chateau Prieure Lichine, bottiglia da asta internazionale per rarità e qualità gustativa.

Apre un Sauvignon dalla Loira di classe come il Villa Paulus 2004 da Masson Blondelet e chiude un dolce francese Chenin Blanc che pochissimi conoscono, sempre dalla Loira ovvero un Vouvray Moelleux Clos Naudin 1995.

Ecco l’elenco dei vini e i link alle schede.

Inizio degustazione ore 21:00, costo 45 euro.

Syrah E Shiraz dal Mondo: “vince” Varramista 2004 ma Dionisio…

Quando si assaggiano 7 vini così diversi eppure provenienti dalla stessa uva si può davvero cominciare a parlare di terroir e di uomini dietro al vino. E si possono sentire espressioni genuine e dinamiche come il nuovissimo Dionisio 2006 che impressiona per bevibilità e piacevolezza di fruto, un sontuoso Varramista, acclamato quasi dalla metà dei presenti come il migliore, un serbevolissimo Crozes Hermitage, un caldo  ma profondo Craiglee da Merlbourne, un mineralissimo Capezzana 804 che stupisce per eleganza mentre il Mater Matuta si impone per concentrazione  e potenza (trovate qui tutti i i video in giornata).

Alla lunga è venuto fuori il terroir, il clima e anche che nonostante a parole si cerchi freschezza frutto e anche fiori, il gusto del pubblico è sempre sedotto dalla spezia della barrique e la rassicurante completezza delle espressioni del legno insieme alla polposità del frutto (per dirla alla Luca Maroni…).

Alla cieca molto vicini (e scambiati l’uno per l’altro da diverse persone)  il Capezzana 804 di Chioccioli (su scito e galestro a Carmignano) e il Craiglee australiano su terreni prettamente vulcanici. Il Crozes Hermitage di Chave, biodinamico puro (mio personale preferito) stacca per croccantezza e beva sfruttando un millesimo portentoso come il 2005 per realizzare un piccolo capolavoro di grazia e decisione, profondissimo e soave nel suo lampone e liquirizia. Nessuno ha sentito i 15° del Dionisio da Cortona perchè la materia estratta è tanta e la grandissima acidità e mineralità controbilanciano perfettamente risultando un vino dalla beva immediata. Quasi tutti hanno indicato nel Varramista come il francese del gruppo nonostante si tratti dei vigneti più bassi e dell’unico vino che cresce su ghiaia e depositi marini, probabilmente sedotti dal deciso ma convicente gusto speziato da barrique perfettamente fuso al frutto di cassis e more e ad un pepe nero oggettivamente molto francese.

Nei prossimo giorni appariranno i video delle singole bottiglie, intanto ecco una mini storia del Syrah alla conquista del Mondo…

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=uKx1npytgEk[/youtube]

Oggi dalle 21, tornando da Degustibooks, 8 Syrah da ogni dove da Burde!

Solo un appunto per ricordarvi stasera da Burde l’appuntamento con 8 grandissimi e particolari vini monovitigno a base della varietà più internazionale del momento. Capiremo insieme le caratteristiche di quest’uva e come reagisce ai terroir dove viene a trovarsi. Fabrizio Dionisio da Cortona dovrebbe farcela ad essere  con noi in sala per seguire commenti e sguardi e anche da Varramista avremo visite.

Il meglio della produzione toscana (anche in tiratura limitata come nel caso del 804 di Capezzana) a confronto con il mitico Rodano del Crozes Hermitage e l’Australia dei grandi vini roboanti e dominatori del mercato di questa uva ormai da tanti anni. (l’elenco completo lo trovate qua).

Ancora qualche posto libero, 30 euro a partire dalle 21 (giusto giusto mentre venite via da Degustibooks che già ha raccolto una prima giornata di successo)

Syrah contro Shiraz da Burde venerdì 24 ottobre

Maniaci del pepe bianco e del cassis, questa è la vostra serata! Venerdì 24 infatti da Burde a partire dalle 21 avremo l’occasione di degustare alla cieca ben 8 Syrah/shiraz provenienti dalla Toscana, dal Lazio, dalla Francia e ovviamente dall’Australia, paese che ormai detiene commercialmente il primo posto assoluto di produzione e vendita di vini ottenuti da questa varietà. Varietà originaria appunto però dal Rodano e difatti avremo un Crozes Hermitage a difendere i colori francesi, un grande interprete classico di questa varietà in un’annata eccezionale.

Dalla Toscano ovviamente rappresentativa molto nutrita con il vincitore del premio come Miglior Vino allo scorso Meran Wein Festival, ovvero la “sorpresa” Varramista da Pontedera, il Syrah celebrativo realizzato in edizione limitata da Capezzana per il 1200 anni della loro tenuta, un classico come il Syrah Case di Via di Fontodi e due novità come quella di Ruffino Lodala Nuova e la nextbigthing Dionisio, sempre da Cortona, che sarà presente per raccogliere commenti pareri e opinioni dagli “esperti” in sala.

Ma ecco l’elenco completo dei vini che saranno in tavola:

Ancora posti disponibili, 30 euro /testa, dalle ore 21 in poi.

Brunello di Montalcino Biondi Santi DOCG 2001 Il Greppo

brunello biondi santi 2001Ed eccoci alla punta assoluta della verticale con un fruttato impressionante e un corredo speziato di qualità assoluta. é anche la famosa annata del Casanova di Neri numero 1 per Wine Spectator che passerà alla storia anche come uno di quegli anni in cui la qualità dell’annata è stata (evento raro!) decisamente sottovalutata. Già dal colore questo 2001 già impressiona per materia e consistenza poi al naso si rivela pimpante come il 99 ma senza i suoi eccessi con note tipicissime di viola e floreale rosso (raro in un vino di 7 anni!!!) poi una frutta pienissima su tappeto di pepe e balsamicom quasi eucalipto. biondi santi 2001 burde

IN bocca è una apoteosi con una forza inaspettata e un taglio deciso ma elegante, delicato sul palato ma senza mollezze con acidità e tannino che fanno il proprio lavoro. Dovessi consigliare un Brunello da bere hic et nunc consiglierei proprio questo pur riservandomi spazio per una bella evoluzione futura.

Dopo 12 ore:  evoluzione leggera con un ammorbidimento generale che lo rende più gradevole e fine in bocca ma che lo neutralizza un pò della sua carica acida e tannica vitale.

Ecco qui il video della degustazione:

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=w-Vwj61Db6E[/youtube]

Brunello di Montalcino Biondi Santi DOCG 2000

Annata difficile e interlocutoria per tutta la Toscana. Per Biondi Santi annata senza riserva ma con un Brunello decisamente fresco e vivace che si pone come colore e anche come naso, perfettamente a metà strada tra 1998 e 1999.

Quindi miele di melata, rabarbaro, tabacco e cuoio dividono il campo con sensazioni di sottobosco e frutta sotto spirito. In bocca ha buona acidità residua, tannino di spessore a metà evoluzione ma mordace e beva notevolissima.
Dopo 12 ore è più fuso e armonico con spezie meno pungenti e frutto in maggiore evidenza. Vino che oggi regala grandi emozioni ma decisamente tra i Brunelli da aprire da qui al prossimo anno senza ulteriori attese in cantina.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=21BvhLbrNb4[/youtube]

Brunello di Montalcino Biondi Santi DOCG 2003

biondi santi 2003 brunelloGiulio Gambelli dice che nel vero sangiovese si deve sentire la scorza d’arancio e questo grande Brunello non fa eccezione. Annata senza riserva, calda e siccitosa ma portato Montalcino al minimo storico per premi e riconoscimenti nel campo vnicolo ma pure qualche perla senza se e senza ma. Uno di questi è questo Brunello molto scuro (rispetto allo standard) dai toni di confettura di ciliegia e susina con fiori di giaggiolo, mammola in apertura e pesca gialla poi. In bocca è caldo ma ancora durissimo con un tannino però “adulto” con tempo necessaio di affinamento e già bevibile nel breve periodo. Si capisce come mai è stato uno dei pochi Brunelli a salvarsi nel 2003, addirittura uno dei “magnifici 3” secondo Gentili-Rizzari della Guida dell’Espresso.
Dopo 12 ore: non acquista particolarmente ma conserva potenza e inensità, allungandosi con una persistenza più ricca e maggior tenuta in bocca. Bouquet un pò più serrato ma dà la bella sensazione di un vino che diventerà grande ancora prima di dire che è un grande vino a prescindere.
Dopo 36 ore: non ci crederete ma assume una dimensione molto diversa, bevibilissima e quasi dolce, perfetto sul formaggio (La Ruota del Re di Corzano & Paterno) su cui ho centellinato la bottiglia lo scorso martedì.
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Brunello Biondi Santi DOCG 2003
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Brunello di Montalcino Biondi Santi DOCG 1999

brunello biondi santi 1999Questo 99 si presenta già con una carica notevole cromatica e con un tono molto acceso indice di superba acidità. Al naso è quasi un tuttuno granitico di ciliegia e amarena ma dalle sfaccettature intriganti di pepe macis e scorza d’arancia. Completano il quadro un accenno di tabacco dolce e sottobosco minerale. In bocca è durissimo quasi fastidioso con una acidità sopra le righe, piacevole solo se accompagnata a del cibo.

Dopo 12 ore acquista una dimensione nuova con una piacevolezza maggiore in  bocca con acidità in parte rientrata nei ranghi. Tannino ben presente e mordace, profumi sinuosi e sempre carnosi e con l’amarena a predominare la scena. Sempre meglio per un’annata ancora da aspettare ma già grandissima.

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Brunello Biondi Santi 1999
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