Degustacene da Burde

Serate da Burde in compagnia di buoni vini e buon cibo…o così speriamo!

Brunello di Montalcino Riserva 1981 Col d’Orcia

brunello 1981 col d orciaPrimo tuffo nella storia per questa verticale con la seconda annata della DOCG e un’annata tutto sommato buona, capace di dare un Alcool del 14%, una acidità totale di 6.4 g/l, un estratto secco di 27,6 gr e ben 63,2 di polifenoli.
E al naso e in bocca le attese sono mantenute con un vino ancora vivo, molto terziarizzato ma molto in forma, con frutta sotto spirito dolce e suadente e una speziatura molto complessa che affascina. Anice, finocchio, humus, tabacco si susseguono intrecciate alla frutta di bosco che esplode in bocca in sapori davvero interessanti per un vino di 27 anni.

Clicca qui per la degustazione del Brunello Riserva 1981

[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
Brunello Montalcino Col d’Orcia 1981
[/coolplayer]

Brunello di Montalcino Col d’Orcia Riserva 1978

brunello montalcino 1978 col d orciaAnnata molto favorevole da 4 stelle che ha dato un vino di 13,8% di alcol,una Acidità totale di 6,1, estratto secco 28,4 (tra i più alti per col d’Orcia di sempre) e 63,2 di polifenoli. Ma il naso rivela già una decisa evoluzione molto avanzata e una terziarizzazione che ha lasciato poco scampo alla frutta e al bel floreale del sangiovese.

Ci sono note sì di goudron, tartufo, fungo secco, ruggine e polvere di caffè ma la componente dolce e fruttata è davvero troppo
sacrificata. Un pò di acetica rovina ulteriormente il quadro dando il risultato di un vino più interessante che buono. In ogni caso bottiglie molto diverse tra loro con almeno una bottiglia su cinque decisamente migliore e più conservata nelle componenti fruttate. Allora è vero che non esistono grandi annate ma solo grandi bottiglie?!?

Clicca qui per la degustazione del Brunello Riserva 1978

[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
Brunello Montalcino Col d’Orcia 1978
[/coolplayer]

Brunello di Montalcino Col d’Orcia Riserva 1977

brunello riserva col d orcia 1977Sorpresa e ammirazione per questo piccolo gioiello figlio di una primavera regolare, estate calda con alcune piogge e un autunno temperato. Alcol non eccessivo (13,6) acidità totale contenuta (5,9 g/l), discreto estratto secco (26,8) ma soprattutto un notevolissimo 72,1 di polifenoli che specie in bocca si sentono tutti. Il vino infatti al naso ha una scossa che mancava nel 78 e anche nel 81 con una ciliegia dolce sotto spirito che sottende ad una serie di richiami
simili per certi versi al 1978 ma in chiave molto più positiva. Quindi il goudron, l’anice, il tabacco, la polvere di caffè e una inedita mineralità ferrosa si combinano alla perfezione con un fruttato sussurrato e un floreale appena accennato a dare un quadro quasi commovente. In bocca i polifenoli sorreggono il vino che risulta armonico e strarordinariamente integro e direi all’apice evolutivo assoluto. Davvero una stupenda impressione in tutti e
soprattutto bellissimo vedere come ognuno ha chiesto di accompagnare questa annata con un piatto diverso, chi il formaggio, chi una zuppa di fagioli., chi degli affettati e perfino molti con un pezzo di torta di mela.
Ma quando c’è questa grandezza qui, non c’è da stupirsi!

Clicca qui per la degustazione del Brunello 1977

[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
Brunello Montalcino Col d Orcia 1977
[/coolplayer]

Brunello di Montalcino Verticale Col D’Orcia 1977-2003: come scegliersi il “proprio” Brunello

Grandissimo affetto e applausi sinceri ieri sera per il grandioso Sangiovese di Montalcino e della Tenuta Col D’Orcia che ci ha portato alcuni dei tesori della propria cantina storica. E proprio come dei piccoli pezzetti della storia del vino Toscano e italiano in generale abbiamo ieri sera apprezzato in compagnia del gentilissimo Nicola Giannelli i Brunelli aperti per l’occasione. (Qui le foto della serata). E tra un esplosivo 2003, un elegantissimo e morbidissimo 2002, un sontuoso 1999, un dolce 1981, un 1978 un pò terziario e soprattutto un sorprendente 1977 la serata è stata piacevolissima. Ad un certo punto mi sono pure trovato davanti ad una situazione paradossale ma davvero incantevole che rende onore a questo vino e alla magia che produce: ciascun tavolo ha cominciato a richiedere chi dell’affettato, chi del formaggio, chi del dolce, chi una ribollita…insomma dalla degustazione “tecnica” eravamo tutti passati in una zona dove tutto era possibile, dove ciascuno aveva scelto il “suo” Brunello della serata e cominciava a rilassarsi e godersi un pò di relax e di ozio dei sensi in compagnia del cibo che preferiva. E da Sommelier vedere i tavoli imbanditi delle pietanze più disparate e vedere i commensali passare il naso da un bicchiere all’altro in cerca di sensazioni sempre nuove, ecco vi assicuro che è stato davvero uno dei momenti più alti della mia carriera! VEdere e capire la soddisfazione e il benessere che quei vini potevano dare non mi era mai parso così chiaro come ieri sera!

Ringrazio il calore del pubblico e ringrazio il Sangiovese

che ci ha regalato davvero una emozionante serata Toscana da non dimenticare!

Come sempre, su Flickr tutte le foto.

E mentre nei prossimi giorni andranno su i post con le varie degustazioni, vi riporto qui l’introduzione che Nicola ha fatto della Tenuta Col d’Orcia:
e vi segnalo la bellissima (è più bravo di me!) relazione della serata che ha pubblicato un
blogger conosciuto ieri sera di persona, persona squisita e preparatissima. Ragion per cui i complimenti che mi fa mi rendono straordinariamante soddisfatto!

[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
Introduzione Col d’Orcia di Nicola Giannelli
[/coolplayer]

Brunello Col d’Orcia contro il Tempo: Venerdì 28 marzo Verticale 1977-2003

Non ha certo bisogno della nostra presentazione una realtà come quella di Col D’Orcia che nel corso degli anni è diventata non solo una delle più grandi realtà di Montalcino ma una delle sue vette qualitative più alte e affidabili. Dalla riserva “cru” Poggio al Vento (prodotta solo negli anni eccezionali) al Brunello “annata” si tratta sempre di prodotti ineccepibili capaci di leggere le annate con le loro caratteristiche e riportarle fedelmente bicchiere. Da Burde è ormai di casa e dopo la grande serata di presentazione del 2006 e dopo la durissima sfida dello scorso Ottobre con il Barolo Vigna Rionda di Massolino, stavolta ci siamo fatti aprire le porte del caveau aziendale per assaggiare la produzione di 30 anni fa per confrontarla con le ultime realizzazioni. Un modo per verificare insieme la longevità di queste bottiglie sempre dichiarata ma raramente sperimentata per gli ovvi problemi di reperibilità.

Avremo in degustazione ben 6 annate (tra parentesi la valutazione in stelle del millesimo):

  • Brunello di Montalcino DOC 1977 (****)
  • Brunello di Montalcino DOC 1978 (****)
  • Brunello di Montalcino DOC 1981 (***)
  • Brunello di Montalcino DOC 1999 (****)
  • Brunello di Montalcino DOC 2002 (**)
  • Brunello di Montalcino DOC 2003 (****)

Vi aspettiamo come sempre dalle ore 20:45. Insieme ai vini saranno serviti in accompagnamento formaggi stagionati e pane toscano, ma non ci sarà una vera e propria cena per permettere di concentrarci sulla valutazione del vino.
Costo serata € 35,00

Chateau d’Yquem Lur Saluces Sauternes AOC 1999

capsula yquem

Si lo sappiamo tutti che un Yquem con meno di 20 anni non si apre mai…eppure come possiamo sapere cosa sarà tra 2o anni se non lo si conosce mai da giovane? Costo a parte leggermente più accessibile, i motivi per assaggiare un Yquem in fasce sono tantissimi, a partire dalla meraviglia che si prova assaporando un vino passito muffato che sa di fiori, di ginestra, di tiglio, di camomilla, un vino in cui il miele lo zafferano, lo iodio, il caramello, il fico secco, l’albicocca, la maracuja, la pesca sciroppata sono così integrati e sorretti da una mineralità palpabilissima e sapida? L’effetto, se lo si sa capire e non lo diamo per scontato, è di stupirsi ogni volta per questo piccolo miracolo in cui ogni componente è al suo posto senza strafare ed è come legata al palo dell’evoluzione in attesa che il tempo gli dia la sua finestra d’espressione. E quindi ecco perchè occorre riaprirlo più e più volte…Certo a poterselo permettere diremmo pure che si può osare come vino a tutto pasto…ma chi osa farlo??

Clicca qui per l’introduzione al Sauternes

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=-6uPx_jC1-I&feature=channel_page[/youtube]

Clicca qui per la degustazione di Yquem 99

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=FxgKFKoV5zY&feature=channel_page[/youtube]

Clicca qui per capire perche è davvero “superieur” 

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=6o9AJ7jd_Bw&feature=channel_page[/youtube]

Fuleki Tokaj Aszu 6 Puttonyos 1999

9tokaij fulekiStoria e tradizione di uni dei vini più nobili al mondo. Puttonyos, aszu, harshvelu, come si pronunciano e a cosa servono? Un vino passito ma non solo perchè si usano tecniche simili al ripasso alla toscana o a quello della Valpolicella, è un vino parzialmente ossidato quasi come uno sherry e si parte da uve muffate come nel Sauternes. Come potete immaginare un vino piuttosto unico e particolare che ha un’impronta tutta sua nel panorama mondiale dei vini da dessert e/o meditazione e vanta una storia secolare da conoscere.

Il Fuleki di stasera era un “giovane” Tokaj tipico e dai profumi caratteristici di mela cotta, nocciola, marmellata di pomodori verdi, dattero. Un grande concentrato di sapore e storia per una bevuta spesso emozionante e sicuramente dotato di una grandissima personalità che si esprime in una beva fresca e dissetante nonostante gli oltre 120 g/l di zucchero.

Clicca qui per l’introduzione al Tokaij ungherese 

[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
Tokaij Aszu 6 Puttonyos Fuleki 1999
[/coolplayer]

Clicca qui per la degustazione del Tokaij

[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
Tokaij Fuleki degustazione
[/coolplayer]

Inniskillin IceWine Riesling VQA Niagara Peninsula 2001

inniskillin rieslingUn vino “friulano” nato dalla passione e dal duro lavoro della famiglia Ziraldo e dal fortunato incontro con il produttore austriaco Karl Kaiser.Del resto la Penisola del Niagara si trova alla stessa latitudine di Trieste… Il nome preso da un reggimento di fucilieri irlandesi il cui Colonnello ricevette questa fattoria in dono. Fattoria acquistata da Ziraldo con i risparmi di anni di lavoro da minatore negli Stati Uniti durante la corsa all’oro degli anni 20, in fuga da un Friuli in piena crisi da dopoguerra. Poi le intuizioni, il successo dapprima locale e poi globale appunto quando in uno dei viaggi a casa c’è l’incontro con Kaiser e la sua conoscena degli EisWein tedeschi e austriaci.

Con noi venerdì c’era il mitico IceWine della Inniskillin e ne abbiamo approfittato per ripercorrerne la storia e dire due parole sulle  caratteristiche di questi vini rari preziosi e particolarissimi. Il riesling 2001 ha aperto la serata con un caleidoscopio di sensazioni fruttate calde e ricercate con frutta tropicale (papaya, mango, maracuja) , albicocca, pesca gialla e un bel floreale dolce e giallo. In bocca una esplosione di gusto e freschezza veramente rara e maestosa. Raccolta da uve congelate (spesso raccolte di notte con -10 gradi!) e pressate dolcemente per estrarre solo il cuore dell’acino, sanissimo e denso di sostanze aromatiche pregiate.

Clicca qui per la degustazione del vino 

[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
Inniskillin Riesling IceWine 2001
[/coolplayer]

Chateau d’Yquem e gli altri: che serata!

yquem 99Sospirone di sollievo stamani che ieri sera è stata davvero dura…di fronte a 6 vini di assoluto valore internazionale hai sempre paura che il mito della serata non sia all’altezza oppure semplicemente che non sei in grado di raccontarlo e farne vivere la magie e tutte le sfaccettature…Dopo i vari Inniskillin, Cacchiano, Fuleki in effetti la strada era in discesa ma non è mai facile degustare un Yquem così giovane (99) in pubblico specialmente se hai davanti persone esigenti curiose che non ti perdonerebbero banalità su di un vino del genere. Ma per mia fortuna Yquem 99 pur nella sua assoluta infanzia ieri ha dato una prova di eleganza soave e di impressionante struttura che ha annichilito ogni altro vino. Si è certo suggestionati dall’etichetta e dal mito ma è davvero difficile trovare qualcosa non al suo posto in questo vino, qualcosa che non ti faccia pensare che si tratti di una perla unica e irripetibile di tutta l’enologia mondiale. E vi assicuro che la sensazione di dolce brezza sottile e balsamica intensità che abbiamo tutti provato ieri sera è stato davvero qualcosa di grandioso. Senza nulla togliere agli altri fantastici vini della serata, Yquem era proprio di un altro pianeta…anzi su di una nuvola soffice e cremosa a guardare tutti gli altri là sotto, splendidi splendenti ricchi e affascinanti ma non così platonicamente ideali come lui.

Oddio di nuovo mistico e trascendente…credo sia meglio che proviate a chiedere a chi c’era oltre a me!

Qui tutte le foto e via via sul canale YouTube le degustazioni video dei protagonisti della serata.

Barone Ricasoli Granello IGT Toscana 2006

granello ricasoliAltra etichetta camaleontica con un uvaggio in divenire che sfrutta ogni anno le migliori uve bianche in grado di subire un certo grado di appassimento. A seconda dell’annata, può prevalere lo Chardonnay, il Sauvignon, il TRaminer o altre uve. Il tutto per dare un vino alternativo nel panorama toscano al classico Vin Santo da cui si differenzia in ogni aspetto a partire dal colore giallo accesissimo e brillante. granello ricasoli colore In effetti poi con i suoi profumi cangianti di frutto della passione, pesca, zafferano e albicocca presenta un mix quasi inedito per le nostre latitudine, con una qualche somiglianza con gli EisWein tedeschi. In bocca è molto dolce e si presta ad abbinamenti interessanti dai biscotti allo zafferano, al gelato di crema (provateci!) e a torte a base di crema e frutta.

Clicca qui per l’introduzione

[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
Introduzione al Granello Ricasoli
[/coolplayer]

Clicca qui per la degustazione del vino

[coolplayer width=”240″ height=”190″ autoplay=”0″ loop=”0″ charset=”utf-8″ download=”1″ mediatype=””]
Granello Ricasoli IGT 2006
[/coolplayer]