Degustacene da Burde

Serate da Burde in compagnia di buoni vini e buon cibo…o così speriamo!

Barone Ricasoli Chianti Classico Brolio DOCG 2005

chianti classico brolioDa un’annata considerata non entusiasmante ecco un ottimo Chianti Classico 100% Sangiovese con tutte le caratteristiche che normalmente speriamo di trovare in un Chianti come una buona acidità, una bella asciuttezza di bocca e un bel profumo floreale di viola e giaggiolo in apertura. Nonostante i 12 mesi di barrique (di secondo o terzo passaggio) il vino ha proprio nel mix floreale fruttato la sua carta vincente con un gusto morbido (almeno per un palato Toscano!) che sacrifica un pò di aggressività tannica in favore di una maggiore bevibilità. In sala è piaciuto a tutti, pur riconoscendone il carattere un pò più facile di beva rispetto ad altri Chianti Classico più aggressivi e tradizionalisti.
Ma da quando in qua è un problema così grande che un vino si beva con tanta facilità?!?ù

pasta sugo fabbriIeri sera si è dimostrato ottimo sulla pasta al pollo

scappato (anche con abbondante parmigiano grattato sopra) e direi che anche su una bella grigliata di maiale e salsicce sarebbe un ottimo accostamento. Dato inoltre il carattere di poca tannicità e alcol non eccessivo, oserei perfino servirlo leggermente fresco in qualche cena estiva.

Clicca qui per l’introduzione al vino di Sveva

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Introduzione al Brolio 2005
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Clicca qui per la degustazione

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Chianti Classico Brolio DOCG 2005
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Tenuta San Guido Sassicaia Bolgheri Sassicaia DOC 2004

sassicaia andrea goriIl nome si fa ogni anno più lungo e complesso ma resta sempre e solo (per fortuna) LUI ovvero uno dei capisaldi imprescindibili della nostra enologia toscana e italiana. Un vino che stacca da ogni altro prodotto alle nostre latitudini per dare un cabernet elegantissimo e voluttuoso che si ispira ai modelli bordolesi (Lafite in primis) per coniugarne ricchezza di frutto ed eleganza con il genius loci bolgherese. Il risultato (per il 2004) è un vino molto femminile dai profumi dolci e speziati incastonati in un cesto di frutta di bosco nitido e distinto. Il naso è completato da sentori balsamici (menta, mirto, anice) e da terziari leggeri come pelle, liquirizia, tabacco e caffè. In bocca è già mordibissimo, equlibrato con tannini setosi e a tratti impercettibili. Acidità appena accennata e alcol misurato e persistenza tendente all’infinito completano il quadro di un vino ancora una volta impressionante per come riesce a coniugare complessità eleganza e piacevolezza di beva.
Adesso però lasciamolo in cantina per qualche anno!

Clicca qui per la degustazione del Sassicaia 2004

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Sassicaia 2004 Tenuta San Guido
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Definitely THE wine that stands out all of Italy’s Cabernet production with a blend that really seems coming out from the Pauillac and not our beloved Tuscany. But the Sassicaia in a good shape like vintage 2004 is able even to outrun the Franch cabs for warm and depth of fruit. Here we can find yet a lot of woody aromas and spicy smells coming from the long barrique aging but the fruit lays beneath. A wine that you can expect good developing with the years and coming out even better than the famous 1985 and 88 vintages

Giulio Gambelli maestro del Sangiovese in video…alla Vinoteca di Andrea Formigli

gambelli giulio formigliEcco lo scoop che tutti stavate aspettando e le parole che avreste sempre voluto ascoltare! Giulio Gambelli, l’uomo che sa ascoltare il vino (come dice Carlo Macchi che qui ringrazio per il bellissimo libro che ha redatto), la persona che più di ogni altro ha contribuito a rendere il Sangiovese uno dei vitigni più importanti al mondo, era con noi da Andrea Formigli nella sua Vinoteca al Chianti per parlarci della sua idea di vino, del Sangiovese, delle commissioni di assaggio DOCG e sui vini di oggi. A dire la verità nelle sue parole MAI abbiamo sentito polemica o astio, solo un pò di compatimento verso tutte quelle aziende e quei vini che il Sangiovese lo usano ma non lo sfruttano per dare quei profumi e quelle sensazioni che praticamente solo lui in Toscana sa dare. E così è stato in mezzo a noi, semplice e schietto, schivo e riservato ma dolcissimo e tenero con tutti, circondato da appassionati che lo hanno coccolato come un bimbo e venerato come una divinità. Ed era possibile leggere nei suoi occhi la felicità di essere insieme a tanti appassionati e l’incredulità di fronte a certe domande e a certe aspettative nei suoi confronti che non fanno parte del suo modo di vivere il vino. Pochi fronzoli, tanta passione e vi devo dire, nessuna traccia della scorbuticità tanto decantata. E’ un personaggio schivo, questo sì, ma semplicemente perchè non capisce, e noi piano piano con lui, tutto questa attenzione verso l’enologia, la cantina, le pratiche esasperate. Il vino è l’uva e l’uva è il vitigno e il vigneto. Punto. Se non c’è il vigneto non ci può essere vitigno e nemmeno vino ma, dove le condizioni ci sono, lui solo sa come estrarre il genius loci dal terroir toscano.

Ecco qui due parole sul Sangiovese nel Chianti e il terroir ideale

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E ieri sera con Villa Rosa Ris 01, Ormanni Borro del Diavolo 01 e 99, Brunello il Colle 2001 e Soldera Case Basse 2001 lo abbiamo toccato con mano. 6 esempi di cosa può dare il Sangiovese, 6 vini molto diversi tra loro eppure così ricchi di Toscana da impressionare anche chi di vino toscano ne beve tanto…Mi perdonerete la filosofia ma è come se dopo mesi a bere le ombre nella caverna di Platone d’improvviso cogliamo le idee-vitigno nella sua forma vera nel bicchiere.

Ecco forse ci vuole davvero la filosofia per spiegare le emozioni che questi vini ci hanno dato insieme alla persona che li ha aiutati a nascere, una persona che, come nella maieutica Socratica, li ha semplicemente fatti nascere ma ne ha rispettato i tratti le inclinazioni le virtù e pure alcuni loro difetti, ma li ha resi più veri del vero.

Mi scuso, l’ho fatta troppo lunga ma conoscere Gambelli è stato davvero un momento unico e meraviglioso tanto mi pareva di conoscerlo da anni come se fosse un parente, come se in ogni bicchiere di un suo vino che ho bevuto ci fosse un pezzetto della sua anima. Che da 82ennne alla sua 64esima vendemmia è certo un pò stanca ma non doma e sempre focosa d’amore per il vino. Ma vi lascio alle sue 10 parole che ne valgono 10000 delle mie…

Ah, domanda da mille euro, ma il vino si fa in vigna o in cantina?!?

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Ma il vino si fa in vigna o in cantina?
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p.s.

Gambelli ieri sera per il Sangiovese del futuro ha fatto solo due nomi, Paolo Salvi e Attilio Pagli, segnateveli!

Barone Ricasoli Torricella IGT Toscana 2006

torricella brolio 2006Una delle più vecchie etichette del Barone Ricasoli che ha cambiato molto spesso uvaggio fino a stabilizzarsi nella sua versione 100% Chardonnay in barrique attuale. Ma liquidarlo come l’ennesimo tentativo di far piacere uno Chardonnay in Toscana sarebbe riduttivo! Innanzitutto al naso non è per niente banale con un bel mix di sensazioni tropicali (maracuja, papaya, ananas) e speziate (noce di cocco, burro, nocciola leggera) e poi in bocca ha una notevole bevibilità dimostrandosi molto più deciso e maschile che al naso.

Ottima acidità e sapidità notevole lo rendono compagno perfetto non solo per il solito pesce o crostacei ma ancora meglio su affettati con marcata presenza di grasso come il lardo di colonnata o la nostra profumatissima finocchiona.

Clicca qui per il video della degustazione (solo parte gusto-olfattiva)

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Torricella 2006 Barone Ricasoli
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Barone Ricasoli Chianti Classico Castello di Brolio DOCG 2004

castello brolio 2004 Il Grand Vin dell’azienda è ottenuto con la prima selezione delle uve dalle migliori parcelle della sterminata tenuta Ricasoli. E in effetti come concentrazione di colore e di frutto è un vino piuttosto impressionante! Specie bevuto così giovane è davvero esuberante per profumi, tannini e freschezza gustativa che lo rendono un pò ostico ad un palato non allenato al gusto toscano pieno. Il passaggio in barrique e il piccolo taglio con Cabernet (5%) si avvertono ancora distintamente con note speziate molto presenti e un leggero peperone e mirtillo che completano un quadro olfattivo tipicamente sangiovese (fiori viola mammola, ciliegia, fragola in marmellata). In bocca è deciso e persistente con una sensazione fruttata che si spande nel palato elegante e pungente. Tannino scalpitante ma piacevolissimo, specie su preparazioni complesse e speziate come il nostro Cinghiale in dolce e forte o qualche carne in umido. Un vino da abbinare con soddisfazione ma da degustare e bere con cautela quando è ancora così giovane!

Clicca qui per l’introduzione “aziendale”

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Introduzione Castello di Brolio 2004
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Clicca qui per la degustazione del vino

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Castello di Brolio Chianti Classico DOCG 2004
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Il Cinghiale, il Barone e il Sassicaia: come è andata?

Verdetto ostico quello che abbiamo dovuto emettere ieri sera con 60 persone impegnate nella degustazione dei vini della Barone Ricasoli e soprattutto nella scelta di cosa abbinare al Cinghiale in Dolce e Forte di Paolo Gori: meglio la succosa voluttuosità femminile del Sassicaia 2004 (impressionante per complessità di profumi e persistenza) oppure la mascolina polposità tannica del grandissimo Castello di Brolio? L’annata 2004 ci ha regalato un Sassicaia finalmente in ottima forma con un’armonia e un equlibrio che solo le grandi annate possono dare e a Brolio ha fatto nascere un vino di imponente struttura e trama polifenolica che ieri sera ha davvero impressionato i presenti.

Due vini diversissimi che hanno diviso il pubblico. A livello di profumi e come vino da ipotetica conversazione, il Sassicaia si è dimostrato imbattibile ancora una volta con un fascino tutto suo che lo stacca dal 99% della produzione toscana ma a tavola con il nostro Cinghiale e il prosciutto arrosto il Castello si è preso una sonora rivincita risultando molto più adatto e gradevole del quasi stucchevole Sassicaia. cinghiale dolce e forte burdeDel resto quando un vino è in equilibrio non è mai facile da abbinarsi mentre un Castello giovanissimo e tannico ha trovato nella dolcezza e untuosità del Cinghiale un perfetto bersaglio su cui agire.

Come sempre, trovate su Flickr il resoconto fotografico della cena.
La serata ci ha permesso di conoscere inoltre meglio la realtà grandissima (1200 ettari!) del Barone Ricasoli, qui raccontata da Sveva Consonni Folcieri.

 

Fontodi Flaccianello della Pieve VDT 1990

flaccianello 1990Altra grandissima annata e valutatissima per aste e collezionisti di tutto il mondo per questo Vino da Tavola (ehm). Il colore si fa quasi aranciato comletamente con uno stacco notevole dal 1997. Anche al naso le componenti fruttate sono molto esili e dopo pochi minuti non sono quasi avvertibili. In compenso il quadro dei sentori terziari è completissimo con humus, tartufo, polvere di caffè, ruggine, iodio, sentori ematici e animaleschi, pelle, cuoio, liquirizia, smalto per mobili…un insieme impressionanti di sensazioni per un vino che evolve molto rapidamente nel bicchiere regalando sensazioni molto interessanti. In bocca ci saremmo aspettati un vino un pò stanco e piatto e invece è fresco e vitale con tannini ancora pulsanti e ben presenti che lo rendono un vino non solo da meditazione ma godibile anche a cena con preparazione di carne delicate come selvaggina da piuma. Grande, grandissimo sangiovese in una delle sue evoluzioni più belle e caratteristiche.

Clicca qui per la degustazione del Flaccianello 1990

Fontodi Flaccianello della Pieve IGT 1997

flaccianello pieve fontodi 1997Salto notevole dal 2001 per profumi e sensazioni odorose al naso. Qui la terziarizzazione è più pronunciata con note di humus e foglie secche ben presenti unite ad interessante sottofondo balsamico tra menta e anice. La frutta è esile ma presente come sotto spirito e si avverte pure del cassis. L’insieme è elegantissimo e molto invitante con una beva molto acida e fresca e un tannino fine e morbido carezzevole. Un vino da abbinare e che si presta anche alla tavola senza bisogno di sublimarlo solo per meditazione. Grande annata e grandissima prova per uno dei preferiti della serata da tutti.

Clicca qui per la degustazione del vino

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Flaccianello della Pieve 1997 Fontodi
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Venerdì 29 Febbraio da Burde: Il Cinghiale, il Barone e il Sassicaia

sassicaiaCi siamo quasi! Grazie alla vostra fiducia anche quest’anno siamo riusciti ad organizzare la mitica serata Cinghiale e Sassicaia da Burde. Quest’anno la serata assume un sapore particolare in quanto andremo ad assaggiare il Sassicaia 2004 ovvero un’annata che già si preannuncia tra le più grandi di sempre, e infatti in ogni enoteca è praticamente introvabile. Resistendo alla tentazione di tenercelo tutto per noi, fermamente convinti che quando c’è qualcosa di così buono sia da condividerlo per forza, ecco che ci troveremo a berlo tutti insieme venerdì prossimo. Insieme al “Sass” ci sarà Castello di Brolio del Barone Ricasoli (che ho recentemente ri-incontrato alla cerimonia del Best of Wine Tourism) che ha raccolto il guanto della sfida e porterà a tavola il suo Castello di Brolio 2004 Chianti Classico, il bianco da Chardonnay “storico” Torricella e il sempre convincente Chianti Classico DOCG 2005.brolio ricasoli castello

Per il menù oltre allo spettacolare Cinghiale in dolce e forte del nostro Paolo Gori, avremo:

  • Antipasto di crostini e affettati
  • Farinata Gialla con Cavolo Nero
  • Stracci Toscani Fabbri al Sugo Scappato
  • Prosciutto Arrosto con verdure saltate
  • Cinghiale in dolce e forte con fagioli all’olio bio del Podere Midolla
  • Schiacciata con lo Zibibbo
  • Biscotti di Amari in Carmignano

Per ora siamo al tutto esaurito e con un pò di lista d’attesa quindi se qualcuno dei prenotati dovesse aver problemi a partecipare fateci uno squillo il prima possibile!

Fontodi Vigna del Sorbo Chianti Classico Riserva 2004

vigna sorbo fontodi chianti classicoEd eccoci al cru aziendale con le uve dal vigneto più antico di Fontodi, una Riserva fatta a partire da un 90% di Sangiovese completato da un 10% di Cabernet Sauvignon proveniente da Chateau Lafite passando per la Tenuta di Capezzana a Carmignano. é un vino estremamente giovane, con un tannino scalpitante e ancora aggressivo. La barrique (nuove al 60%) si sente con note dolci ma non stucchevoli ma ciò che colpisce è un fruttato maturo interessantissimo e invitante che lo marca in maniera lodevole. In bocca ha corpo stile e la personalità ma ovviamente manca ancora di quell’equilibrio  mirabile tra sangiovese e cabernet che verrà fuori con ancora un paio di anni di evoluzione in bottiglia. Cosi com’è oggi un grandissimo vino da abbinamento con piatti forti e decisi ma ovviamente un pò troppo giovani per essere degustato da solo.

Clicca qui per l’introduzione al Sorbo di Giovanni Manetti

Clicca qui la degustazione del vino

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Vigna del Sorbo Chianti Classico Riserva 2004
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