Chianti Classico Fascia Rossa Baron’Ugo 2014

Baron’Ugo è in genere una selezione dal vigneto più in quota che ha Michele. Prime annate era un Chianti Classico, poi è diventato IGT e oggi… questa annata qua invece viene preso come nome per il Chianti Classico. Quindi quest’anno ci sono state due diverse edizioni di Chianti Classico 2014.

Ma come mai la 2014 è stata, diciamo, un Baron’Ugo declassato? Perché è un’annata molto piovosa, molto fredda, in cui i vigneti più in quota hanno fatto molta più fatica a maturare. Non c’era quell’estrazione, quella trama tannica capace di fare un Baron’Ugo che… i vini di Michele, quello veramente… lasciando stare quelle poche bottiglie di Granbussia in Brigantino, ma il Baron’Ugo è quello più longevo, che si mantiene veramente fresco e piccante.

Invece in questo caso, secondo me, c’ha alcune idee del Baron’Ugo, quindi questa bellissima nota floreale, questa bellissima nota quasi di floreale di campo. C’ha la nota fruttata: frutta sotto spirito, un po’ di frutta di bosco sotto spirito, fragola, ribes, un po’ di mirtillo. Una nota di tabacco – mi viene in mente San Michele, grande fumatore di toscano – a me c’è sempre, sempre il sigaro, il tabacco toscano e il Kentucky dentro questi vini. E questa sensazione di evoluzione molto bella che appunto va verso qualche nota balsamica, va appena un po’ di mentolato. E una nota quasi di fragolina… poi c’è la nota di canfora, di anice, un bel pepe.
E qui l’evoluzione praticamente è stata molto galantuomo con questo vino. Un Chianti Classico normale non sarebbe così: un’annata 2014, oggi dopo 12 anni, non sarebbe assolutamente così. Ma un Baron’Ugo avrebbe sicuramente più tensione. Invece questo oggi è un vino che si beve con una franchezza e una dinamica piacevolissima.
Questo è un vino veramente tuttofare: dal cacciucco alle ostriche al forno gratinate, a una bistecchina. Questo è un vino veramente che raggiunge una grandissima piacevolezza, grandissima intensità, quindi bella lunghezza, bella… lungo… è veramente una sapidità, una salinità. Questo è proprio Radda, questo timbro salino: spesso lo troviamo in questo bellissimo bicchiere .

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *