Davide Bottai cala l’asso con un grandissimo 2024 frutto di una porzione di vecchia vigna degli anni ’70 piantato dal nonno a Lamole. Tanta viola e rosa selvatica ma anche neroli e geroniolo, frutto rosso ma anche una bella sensazione di macchia mediterranea, pepe, amarene, fragole in confettura e resine. In bocca è arioso come i migliori Lamole ma con una nota di potenza e rotondità che gli dona eccome.
davide bottai
Castellaccio Chianti Classico Lama dei Cortacci Riserva 2023
Finora il miglior vino di Davide Bottai e la piena dimostrazione di cosa può fare la vigna più alta del Chianti Classico in un’annata comunque molto complicata. E’ un vino in grandissima forma, roboante di intensità floreale e fruttata ma senza smancerie dolci con una sapidità che esce anche al naso insieme a viola, iris, rosa selvatica, poi ciliegie e mandorle, caramello, fichi maturi lamponi e mandarino. La bocca è di succo e profondità dinamica, con una lievissima volatile che tiene sollevata una materia incandescente e affilatissima. Ottimo sul cinghiale in umido di Paolo GOri…