Per molti una sorpresa, fresco vivace sapido ma dai profumi molto caldi di albicocca maracuja e ananas. Veramente un grande chardonnay figlio di un’annata fortunata.
Clicca qui per il video della degustazione.

Bevute
Cabreo il Borgo IGT Toscana 1985
Dopo 22 anni un colore impressionante e nonostante un po di SO2 appena aggiunta, il Cabreo 1985 stupisce per le note finissime di mirtilli in confettura, selvaggina e sentori minerali. Ottima prova per un Supertuscan decisamente sottovalutato.
Clicca qui per la videodegustazione.

Venerdì 5 ottobre da Burde Giovanni Folonari e i Cabreo in verticale
Finalmente il 5 ottobre è arrivato e in contemporanea alle nostra apertura serale per tutti quanti vogliano provare l’atmosfera e il mangiare di Burde la sera, ripartiamo con le nostre degustazioni i nostri incontri del venerdì sera dedicati al vino e agli abbinamenti con i nostri piatti.
Serata d’eccezione questo venerdì 5 ottobre alle 20:30 con Giovanni Folonari, amministratore delegato della Folonari, che ci porterà dalla sua riserva personale alcune bottiglie introvabili che fanno ormai parte non solo della storia dell’azienda storica fiorentina ma anche della storia della Toscana enoica. Stiamo parlando del Cabreo il Borgo, uno dei primi e tuttora più affidabili Supertuscan, di cui assaggeremo una verticale di 3 annate, le storiche 1985 e 1997 (annata a 5 stelle ovunque) e la nuova 2004. Inizieremo la serata con un’altra verticale con il Cabreo La Pietra Bianco, uno Chardonnay barriqato che si è subito ritagliato un posto importante tra i bianchi toscani di alto livello. Di questo assaggeremo uno sperimentale 1987 (ma ancora buonissimo oggi dopo 20 anni!!!), un 1995 al suo massimo splendore e un 2005 già godibilissimo. Concluderemo la serata con un bel Vinsanto da Nozzole di caratello.
Accompagneremo la degustazione con i nostri piatti, dall’antipasto con crostini e affettati, con un assaggio di minestre e dell’arrosto e formaggi per i rossi storici. Pasticceria artigianale sul Vinsanto.
Come ulteriore arricchimento dell’esperienza, vi ricordo che da questo venerdì saranno distribuite incluse nei 25 euro della serata, i tasting pocket di Alter-ENo con le ruote sottobicchieri per la degustazione e la scoperta degli aromi dei vini.
Vi ricordo che abbiamo solo altri 5 posti disponibili per questa serata e anche per le altre cominciano ad esserci qualche lista d’attesa…
* Cabreo 5 Ottobre (5 posti disponibili)
* Castello di Bossi 12 Ottobre (15 posti disponibili)
* Barolo Brunello 19 Ottobre (ancora 20 posti su 50 disponibili)
* Campo alla Sughera 26 Ottobre (ancora 20 posti)
* Vive le France 9 novembre (COMPLETO, aperta lista d’attesa)
* San Felice e il Pugnitello 23 Novembre (ancora 20 posti)
* Merlot sfida alla cieca Galatrona contro tutti 20 novemnre (ancora 15 posti)
* Bistecca e Champagne (25 posti su 50 ancora disponibili)
Starting this friday by Burde here in Florence our special evenings with wine tasting and discussions about our most precious wines. Every friday we have enologists, wine makers and producers that want to meets our public and our guest to discuss about wine and winemaking. Every evening food from the Burd menu in lovely pairing with 5 or 6 wines.
We start with the Supertuscan Cabreo from Folonai (formerly Ruffino) white and red made of Sangiovese and Cabernet Sauvinon grapes. Historical vintages like 1985, 1987 1995, 1997 together with the new ones 2004 e 2005 for a special evening together with Giovanni Folonari.
5 grappoli AIS: si apre la discussione!
Cominciano ad apparire le imprescindibili classifiche e le recensioni delle guide di cui si parlerà almeno fino a Natale…ieri sono apparsi i mitici 5 grappoli AIS di Bibenda.
Già cominciano ovunque le discussioni le lamentele e le appassionanti diatribe fra esperti (che comunque molti di questi vini non li hanno ancora assaggiati!).
Scherzi a parte, qualche bottiglia le guide (ancora) la fanno vendere quindi al di là delle facili polemiche, sono classifiche sempre importanti per il mercato del vino. Sapete già come la penso in merito.
Nel mio lavoro trovo tra le Guide quella AIS sempre più interessante, molto leggibile da tutti e ricchissima di informazioni ma è indubbio che quella del Gambero Rosso (in arrivo la prossima settimana) sia ancora il riferimento italiano per tutti e anche quella che in termini di visibilità conta sempre di più.
Da socio AIS ricevo gratis la Bibenda ma quella del Gambero la compro sempre e comunque, molto divertente confrontarle!
Se volete partecipare alla discussione prima scaricate da qui la lista e poi aprite la bocca da Franco e sul nostro Forum Rex Bibendi e ovviamente sui nostri “concorrenti” (ma preferisco come Cernilli, dire “colleghi”) del Gambero Rosso.
Vino dei blogger #11: matrimonio d´amore, il vino del vostro abbinamento del secolo
E cosi´imparate a scegliere di dare ad un sommelier il testimone del Vino dei Blogger…, giunto quasi al primo anno di vita.
Ricevo il testimone da Mauro Erro di Via Freud 33 e lo sfiziosissimo tema su Grandi vini da piccole vigne e lancio il mio.
Si tratta di qualcosa con cui noi sommelier abbiamo continuamente a che fare e che per noi diventa presto la chimera da inseguire costantemente: sto parlando dell´Abbinamento Perfetto, ovvero, per dirla con Veronelli, quell´abbinamento in cui “il sapore di un cibo quasi sempre scopre le qualità di un vino e le esalta; a loro volta le qualità di un vino completano il piacere di un cibo e lo spiritualizzano”.
Nel nostro lavoro usiamo o per lo meno in testa abbiamo sempre quella specie di ragnatela bersaglio AIS che ci guida ma in pratica spesso viene data alle ortiche perche´la pratica e´sempre la miglior maestra e nel palato si producono reazioni imprevedibili sulla carta.
Elemento che ci ripetono ogni sera durante le fondamentali lezioni del mitico Terzo livello AIS (quello dopo il quale c´e´l´ esame!). Ed elemento che da ai concorsi per sommelier sempre un filo di brivido quando si arriva all´atto finale, ovvero alla prova di abbinamento di un menu con 4 vini provenienti da diverse zone vinicole.
E quindi al sommelier professionista resta che sperimentare personalmente piatti e vini in un numero di combinazioni che cresce purtroppo in maniera esponenziale!
Quindi sfrutto questo vino dei blogger per raccogliere le vostre esperienze in materia…ovvero parlatemi di un vino che avete trovato cosi´perfetto in abbinamento con un cibo tanto che non riuscite a immaginare di bere quel vino con nessun altro piatto oppure che non riuscite a immaginare di rimangiare quel piatto con un vino diverso….
Difficile? No, dai, se vi sforzate qualche bel momento, qualche bel matrimonio d´amore, l´avete fatto pure voi, RUFFIANI che non siete altro!
E all´americana, se posso, vorrei introdurre dei bonus-points:
Punti-Bonus:
– oltre a descrivere il vino, mettere anche la ricetta del piatto in abbinamento e dove l´avete provato
– fate esercizio compilando la scheda ais cibo vino (ok questa e´cattiva)
Avanti miei prodi gourmet!!!
Scadenza 22 Ottobre!
Feinschmecker incorona Le Torri Chianti Colli Fiorentini!
Sono qui in Germania e ne approffitto per documentarmi su usi e consumi di vino dei miei parenti acquisiti e scopro che Feinschmecker, il Gambero Rosso tedesco, nell´ultimo numero presenta una selezione di Chianti e Chianti Classico e stila una interessantissima classifica per qualita´prezzo.
Con mia grande soddisfazione, ma non sorpresa, ecco che al primo posto di 68 vini degustati alla cieca in quel di Amburgo alla presenza anche di Mario Zini de “La Scala“, si e´classificato il Chianti Colli Fiorentini dell´Azienda Agricola Le Torri in quel di Barnberino Val D´Elsa. Ve ne avevo gia´parlato qui e non posso che ri-fare i miei complimenti ai Campiglioni per l´ottimo e coraggioso lavoro che stanno svolgendo per portare i Colli Fiorentini alla ribalta internazionale.
Ancora piu´significativo per me e´l´articolo che accompagna la selezione con un´analisi degli uvaggi del Chianti e una non tanto velata critica all decisione di permettere nel Chianti Classico fino al 20% di uve internazionali.
Per la cronaca e per la vostra curiosita´, la classifica completa e´:
1 Le Torri Colli fiorentini 2005
2 Torre alle Tolfe Colli Senesi 2005
3 Piecorto Chianti Classico 2005
4 Fattoria di Basciano Chianti Rufina 2005
5 San Fabiano Calcinaia C. Classico 2005
6 Agricola San Felice C.Classico 2005
7 Fattoria di Grignano Rufina 2005
8 Borgo Salcetino C. Classico (Radda) 2005
9 La ginestra C. Classico 2005
10 Palagetto Colli Senesi 2005
Prezzi dai 7,95 euro delle Torri e i 9,95 euro del San Felice (prezzi sullo scaffale in enoteca ad Amburgo)
La classifica si commenta da sola: laggiu´nel Chianti Classico svegliatevi o Rufina e Colli Fiorentini e Senesi vi salutano!
Abbinamento per tradizione: Birra (tedesca) e pesce (del mare del nord)
Dato che mi e´capitato di essere diventato relatore AIS abilitato per Birra e Distillati (materia bellissima purtroppo presa sottogamba da molti sommelier) ogni volta che sono in Germania divento sommelier della birra e vado ad assaggiare le produzioni locali piu´interessanti. Produzioni che purtroppo sono per lo piu´riservate al mercato (enorme) interno e poche delle birre che si vedono qui arrivano sui nostri scaffali. Se si eccettuano le bavaresi e l´onnipresente Becks (che tra láltro e´proprio di qui vicino, Brema, dove sono atterrato ieri), all´estero le birre tedesche non godono ne´di un mercato di massa come molte Pils e Lager australiane e americane ne´hanno la popolarita´”underground” delle birre belghe (trappiste, gueze & co.).
So di incorrere nelle ire e nei potenziali attacchi di Schigi a parlare di birra in un blog ma vi assicuro che dopo una frequentazione assidua (per dolci motivi familiari) della crucclandia, non riesco praticamente a bere birra se non tedesca! E qui San Kuaska mi ha gia´scomunicato, e pure Spaghetto alias Daniele Merli di Hobbybirra.it.
Sara´perche´qua e´un po´ simbolo del bere quotidiano come il fiasco di Chianti di qualche anno fa, sara´che la lego sempre a mia moglie, sara´perche´e´molto diversa dalla classica birra inglese o irlandese, sara´perche´mi fa pensare ai paesaggi malinconici e solitari del nord europa ma ha un fascino speciale che nelle altre birre (per ora) non trovo.
Per chi non sapesse come il Mare del Nord, vi dico solo che per stare in riva al mare si e´comunque obbligati a stare negli strandkorb, cioe´dei cestini da persone di legno e paglia dove ci si siede e ci si ripara dal vento patagonico che altrimenti ti congela. Lo giri via via a seconda del sole e ne esistono versioni iperaccessoriate, ovviamente anche con predisposizione per notebook e simili.
. Se andate sul sito, capite come mai tedeschi e giapponesi vanno dáccordo…guardate questo konfiguratore di strandkorb!
La prima che mi e´rimasta nel cuore e´la Jever che ovviamente ha un sito tutto in tedesco pero´molto ben fatto e navigandoci potete scoprire quanta creativita´serva per creare un brand riconoscibile in un paese che ha piu´birre che sindaci…

Tralasciamo le Jever per bimbi e per teenager, l´unica da considerare e´quella a sinistra ovviamente! Il colore e´veramente dorato, lucidissimo e convincente, con riflessi cangianti intriganti. Spuma bianchissima di media consistenza. Ti colpisce subito al naso per via di un sapore di grano dolcissimo subito smorzato da una nota metallica ematica penetrante. Poi note luppolate molto evidenti e un fruttato fresco con accenno floreale di glicine. Insomma, una vera meraviglia che ti entra nel naso e non ne esce piü´. Ma la vera magia e´in bocca con un amaro coinvolgente dovuto al luppolo che con quest´acqua particolare reagisce estraendo piu´olii essenziali di altre. Non ho una misura precisa ma credo siamo sui 25-30 Ibu.
Retrogusto penetrante e freschissimo, lascia la bocca estremamente asciutta tanto che e´quasi un peccato berla da sola. Il matrimonio d´amore secondo me e´con una specialita´del luogo ovvero l´anguilla affumicata. Viene mangiata a mano, spezzando il capo e sbucciando la pelle tirandola e poi rosicchiandola come se fosse una pannocchia di mais. Con tanto di grasso dolcissimo che ti cola sulle mani e su tutto il viso. Senza una birra cosi´amara e fresca sarebbe impossibile mangiarne piu´di meta´. E invece in queste ex baracche di pescatori dove si mangiano oggi le anguille affumicate, ti capita di buttarne giu´anche un paio, con ovvio contorno di bratkartoffeln, cipolle arrostite e pane scuro imburrato. 
Grasso, untuosita´persistenza gusto olfattiva notevole…anche da manuale AIS per un cibo cosi´servono acidita´, intensita´olfattiva e gustativa lunghe e una sensazione amaricante nella birra che contrasti la dolcezza elevata dellánguilla.
E vi assicuro che una volta provata questa accoppiata in un posto come Der Spieker tempio locale di questo cibo, cambierete idea su molti aspetti della birra e del pesce! Pensate che addirittura dopo il mio matrimonio qui in terra tedesca, alla sera sono venuto proprio qua, ancora in abito da sposo.

Oreno IGT Toscana 2004 video tasting with subtitles
Here it is, our 2004 champion, the highest italian wine in the Wine Spectator 2006 Chart of the top 100 wines. In that ranking the 2003 was rated 95 points and reached number 5 in the rank. This 2004 for us is even better with powerful and seductive aromas of fruit and spice, tons more elegant than the 2003 counterpart.
But, hear and see for yourself in our video wine tasting!
Vino dei blogger #10: grandi vini da piccole vigne Soldera Case Basse 2000
Dopo la partecipazione al WBW inglese, non potevo tirarmi indietro per il suo equivalente italiano. Stavolta siamo da Via Freud 33 che si definisce “Multiblog di Cultura, Arte, Musica, Letteratura, Vino, Cibo, Cinema, Architettura… ” e in effetti ci si trova di tutto un pò, e tutto scritto pure bene a più voci. Il tema non era facilissimo ma stimolante, si trattava infatti di degustare un vino di un’azienda che non producesse più di 20 000 bottiglie…
E non è stato per niente facile, specie pescando nella mia cantina che è fatto per ora purtroppo di molti nomi grandi e pochi piccoli…Poi però l’illuminazione mi coglie nello scorgere scuro e quasi minaccioso dall’alto del suo scaffale nella penombra della cantina del ristorante un piccolo grande mito di Toscana che ho avuto recentemente la fortuna di assaggiare.
Si tratta del Brunello Di Montalcino Soldera Case Basse Riserva 2000.
Tempo fa parlando con l’amico e collega sommelier e ristoratore Maurizio di Enotria ci lamentavamo della poca attenzioe alla bevibilità che veniva data dai grandi di Toscana (i vari -aia e -ello).
Verso le 2 di notte, dopo una serata sulle grappe, Maurizio mi fa: “Certo che se ci fosse un vino elegante, ricco, suadente, potente e che al contempo stesso si lasciasse bere senza fatica, sarebbe il mio vino ideale e non importa quanto costi”. Al che dopo un millisecondo gli faccio “Guarda Maurizio che questo vino c’è già e ce l’abbiamo in carta tutti e due, è il Brunello di Soldera!”.
In effetti, questo Brunello, che esce solo come Riserva (quindi qualcosa come minimo 60 mesi di invecchiamento) e solo nelle annate in cui Soldera è sicuro che grande lo sia sul serio (si, pure il 2000!), ha tutti i crismi del grande vino e pure tutte le caratteristiche che ce lo potrebbero far bere ogni giorno. Elemento che dovrebbe sempre discriminare i grandi vini dai vini grandi solo nel prezzo. 
Questo Case Basse 2000 è giustamente granato, quasi perfettamente limpido e dai riflessi cangianti che meritano davvero l’uso di una candela per essere colti appieno. Al naso la magia di Montalcino è completa con i frutti di bosco, il roberparkeriano “blackcurrant”, il toscano tabacco kentucky, il minerale sapido ilcinese che sempre più raramente si incontra. Ma come vi dicevo la magia del Case basse si manifesta in bocca con la sua acidità ben calibrata (forse in questo 2000 ancora un pà invadente) e che smuove tutto l’alcol e la morbidezza reinventandoli nel palato ad ogni sorso. Sorso che ne richiama subito un altro tanta è la capacità di lasciare il palato immacolato e pronto a riprovare le sensazione di poco prima. E’ un vino semplice e lineare come può essere la soluzione geniale ad un problema complesso, un rasoio di Occam dell’enologia.
Ha il solo difetto di costare caro, e di essere finito in qualche orrendo “paniere” di fondi internazionali che investono in casse di vino…e mi pare sia pure un benchmark per valutare l’effiacia di investimenti in bottiglie di vino alla pari con Yquem o Chateau Margaux. Che è un’aberrazione moderna di un piacere antico e toscano di cui andiamo fieri, ma di cui siamo tanto gelosi!
Ma sul prezzo di Soldera, sono più d’accordo con Franco, che lo definisce uno dei vini dal miglior rapporto qualità prezzo che ci siano!
Vedi MAurizio che avevi ragione?!?
Gli altri vini della (bi) settimana: Ornellaia!
Oltre al Biondi Santi Greppo 2000 nella cantina di questo inizio Settembre spuntano altri interessanti bicchieri. Vi segnalo le Serre Nuove dell’Ornellaia, non esattamente una mia scoperta ma sempre una bella bevuta. Il 2004 in quel di Bolgheri è stata una di quelle annate dove come dice anche Leonardo Raspini (direttore di Ornellaia) la natura ha fatto tutto da sè. Però è anche vero che se non sono straordinari i vini di queste annate c’è qualche problema sul serio…Uvaggio “tradizionale” per Bolgheri, ovvero 40% Cabernet Sauvignon, 40% Merlot, 15% Cabernet Franc, 5% Petit Verdot con appunto questa aggiunta di Petit Verdot Questo 2004 è tanto rosso porpora che sembra quasi un malbec, riflessi color melanzana veramente belli. I profumi vanno dalla cipria alla ciliegia matura con del lampone che spicca su uno speziato balsamico. Direi da bersi subito senza indugio, magari osandolo anche leggermente fresco (16°) visto che i tannini sono già ben integrati e non mordono più di tanto e soprattutto per contrastare i 14 e passa % di alcool che fanno sempre un certo effetto! Quando la temperatura si alza, ovvero se lo degustate intorno alla temperatura ambiente 20-22° (quando va bene…) diventa molto scomposto e mollaccione con un alcol che sovrasta tutto e rischia di compromettere l’insieme. Contrariamente a quanto letto in giro a me non dispiace ogni tanto assaggiare vini così “addomesticati” e levigati. Certo l’Ornellaia 2004 che ho assaggiato lo scorso maggio in “quasi” anteprima alle Corti, è tutta un’altra musica ma anche tutt’altro portafoglio! A proposito di portafoglio, sarò venale, ma vi ricordo che praticamente solo da me lo potete ordinare al tavolo a 29 euro la bottiglia (750) e 6 euro al bicchiere. Oggi alcuni lo hanno bevuto su una bistecca ma ha fatto miglior figura sullo stracotto in umido di altri clienti cui, magia dell’abbinamento, è piaciuto molto di più che agli altri.