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I video girati durante le degustacene e non solo!

Chianti Classico Monteraponi Riserva il Campitello 2004

Ormai non possiamo più considerarlo una novità assoluta visti i premi e i riconoscimenti che questa grandissima Riserva di Chianti Classico sta raccogliendo nelle guide ma è stato davvero uno dei protagonisti nella serata del Sangiovese qui da Burde.

Figlio di un’annata grandiosa e già celebratissima, nel bicchiere è di un colore rubino vivacissimo e di un corpo notevole senza sembrare pesante. Al naso rapisce subito, sospeso come è tra note floreali di giglio, iris e viola mammola e frutta in confettura delicatissima. Bandita ogni mollezza di frutta di bosco dolciastra, spazio a spezie e mineralità finissime che vanno a comporre un bouquet intrigante e ogni volta diverso che lo riannusiamo. Ma come tutti i grandi Chianti Classico, la riprova della sua solidità è in bocca dove acidità tannino e  sapidità formano una solida intelaiatura per una futura grande evoluzione mentre nel presente forniscono un contraltare efficace all’alcol e alla più che discreta morbidezza. Chiusura molto persistente ed efficace, asciutta e decisa.

Lascio la parola a Michele che ci spiega la cura che mette nella produzione di questa riserva.

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Michele Braganti e la Riserva Il Campitello
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E qui la degustazione  del vino realizzata nella serata Dibattito sul Sangiovese.

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Chianti Classico Riserva Monteraponi Il Campitello 2004
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Sangiovese e i confini del Chianti “storico”: parlano Filippo Cintolesi e Michele Braganti

Serata da tutto esaurito con interventi da Siena, da Roma e anche qualche americano di passaggio venerdì sera da Burde (qui la fotogallery). A quanto pare il Sangiovese, quello vero, vibrante, pieno, corposo ma non troppo, fresco ed elegante ancora piace ANCHE in Toscana! Grande disponibilità di Filippo Cintolesi e di Michele Braganti che hanno risposto a tutte le domande e i dubbi del pubblico curioso e interessato. Grandi vini e soprattutto vini veri di Terroir, diversi per clima, esposizone, composizione geologica ma accumunati dalla passione dei viticoltori che li hanno prodotti.

Dal Salvino di Cintolesi (Gaiole) fino a Radda (Monteraponi) e a Castellina (Bucciarelli) abbiamo apprezzato insieme quanto conta il gusto del luogo, il territorio e la storia nel bicchiere. Nei prossimi giorni (ma già tutti presenti su YouTube) presenteremo i video delle degustazioni e delle chiaccherate con Filippo e Michele ma mi premeva già mostrarvi questa digressione sui confini del Chianti Classico, tema che a Filippo, ma non solo, sta molto a cuore.

E che dimostra ancora una volta che in Toscana come in Italia, spesso gli interessi di cassetta hanno avuto la meglio facilmente di quella storia e di quella tradizione di cui ci riempiamo spesso la bocca.

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Serata Champagne d’Estate: e vai di baccalà con il Millesimato 2001!

Sorprendente verdetto ieri sera per la serata Champagne versione “estiva” che ha bissato l’esperimento invernale di Bistecca e Champagne tenutasi a Dicembre 2007. Il migliore abbinamento tra quelli proposti è stato il Baccalà alla Fiorentina e Ceci di contorno con il grandissimo Millesimato 2001 di Marie Noelle Ledru, a base Pinot Nero (85%) e Chardonnay (15%). GRande pubblico e grandi vini ancora una volta con momenti davvero emozionanti, come potete anche immaginare dalle foto.

Ma nel corso della serata sono spuntate diverse chicche come per esempio la soprassata di Grigio del Casentino a suo agio con lo Chardonnay 100% Brut Reserve di Bonnet Gilmert che ha aperto la serata. Ottimo anche Sadi Malot e il suo Rosè (90% Chardonnay e 10% Pinot Nero Coteaux Champenoise) con la pappa al pomodoro e il Reflet d’Antan (incredibilmente sontuoso e appagante) di Bereche et fils sull’insalata di Trippa fredda e verdura. Gran Finale con la Vernaccia di Serrapetrona DOCG Alberto Quacquarini che ha sottolineato la freschezza e il gusto della nostra Crostata di Fragole, semplicissima ma diretta e saporitissima (la foto parla da sola….)

Già su YouTube i video, nei prossimi giorni le descrizioni dei vini e qualche info in più.

Qual’è la trippa e qual’è la pasta?

insalata trippa e caserecce

Da quando Giovanni ci ha proposto questa serata con la sua pasta in abito estivo avevo in mente di utilizzare l’insalata di trippa, perchè a me questo piatto sa di estate e di fresco. Ecco quindi la ricetta, anche questa abbastanza semplice.


Insalata di Trippa e Caserecce

Ingredienti: (per 6 persone)
gr. 500 di caserecce del Pastificio Fabbri
gr. 500 di trippa già lessata
nr. 1 cipollotto fresco, 1 costa di sedano e 1 carota
qualche pomodorino a ciliegina
cipolline e cetriolini sott’aceto
la buccia grattugiata di un limone
olio extravergine d’oliva, sale grosso e fino, qb.

Preparazione: Preparare un’insalata con la trippa, i sott’aceti, il cipollotto tagliato a fettine, il sedano e la carota a julienne e l’olio. Passarne al mixer 1/4. Buttare la pasta in abbondante acqua bollente salata col sale grosso e scolarla a metà cottura. Freddarla molto bene sotto l’acqua corrente e scioglierla subito con un po’ d’olio. Conditela con la purea di trippa, il resto dell’insalata e i pomodorini a spicchi, correggere di sale e olio e spolveriz- zarla con la buccia di limone.

E direi che l’esperimento è riuscito, almeno a giudicare dai commenti:

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vi è piaciuta la pasta fredda?
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Campioni del mondo a confronto: Decantazione Petrus 1982

Molto interessante questa prova con la domanda “Come mai questo vino costa 2500 euro, non sono troppi?” che spesso molti si fanno e ricevono solo risposte evasive. E invece i nostri hanno risposto a tono e piuttosto brillantemente considerando il nervosismo e la situazione. Un pò silenzioso Viusà e un pò impacciato Alberto mentre Aldo ha dato qui il meglio di sè in una prova affabile e convincente da bravo ed esperto sommelier. Dal pubblico ci si è domandati come mai nessuno di loro abbia avvinato i bicchieri, io invece mi chiedo come mai nessuno abbia ribadito che uno Chateau Petrus 1982 a 2500 euro era un regalo! Nel caso, ne prenoto due bottiglie…
Sempre interessante confrontare scuole nazionali diverse, da rilevare qualche difetto di posizionamento del gueridon (ma non si sa mai se si deve pensare al pubblico o ai commensali…) e sul modo di impugnare il decanter, quasi sempre per il collo. Qualcuno si è lamentato del fatto che non sono stati avvinati i bicchieri ma mi pare che la condizione di bicchieri perfettamente puliti e senza odori particolari sia una condizione di partenza dei concorsi, quindi l’eventuale avvinamento dei bicchieri non è fondamentale. Altro aspetto oggettivo commentato negativamente in sala è che 8 minuti per decantare un vino rosso e presentare un vino sono decisamente troppi soprattutto pensando ad un contesto reale.
Ecco qui le prove di Roger, Aldo e Manuel.

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Roger Viusà Decantazione vino Rosso

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Manuel Moreira Decantazione Petrus 1982
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Aldo Sohm Decantazione Petrus 1982
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Campioni del mondo a confronto: abbinamenti vino cibo

Prova sempre attesa con grande trepidazione, l’abbinamento cibo vino rappresenta per un sommelier il vero punto di forza anche perchè teoricamente rappresenta il motivo per cui in un ristorante la sua figura è così fondamentale. Molto bella l’idea di distribuire in sala il menu che i commensali avevano scelto in modo che la prova potesse essere simulata per tutti gli ospiti e non solo per quanti erano al tavolo sul palco.

Il menu proposto era il seguente:
Ostriche Fines de Claires (Oysters Fines de claires),
Spaghetti al pomodoro,
Gulasch – manzo cotto con verdure, patate e paprika (beef chunks cooked with vegetables, potatoes and paprika),
Coq au Vin, pollo a pezzi rosolato in casseruola con vino rosso e chiodi di garofano (chunks of chiken sauted with red wine and cloves),
Sacher Torte, torta di cioccolata leggera farcita con confettura di albicocche, coperta da glassa di cioccolato fondente.

I commensali hanno richiesto dapprima un abbinamento con vini fermi (senza alcun vincolo territoriale nè di numero di vini diversi presentati) e successivamente abbinamenti esclusivamente con bollicine, in particolare Cava, Champagne o Franciacorta. Qui buona ma non eccezionale prova di Aldo che inciampa su un Moscato d’Asti sulla Sacher Torte ma sul resto se la cava egregiamente. Un pò più impacciati gli altri ma sempre all’altezza con la provocazione del Sakè sulle ostriche che secondo me ha un suo perchè che la giuria credo abbia apprezzato. In genere comunque abbinamenti senza indicazione dell’annata dei vini e più basata sui profumi che sul corpo e la struttura dei vini. La scuola del Terzo Livello AIS non avrebbe permesso certe interpretazioni! Però i commensali hanno gradito certe intuizioni e in effetti sul palco alcuni abbinamenti hanno funzionato egregiamente anche se magari studiandoli a tavolino risulterebbero poco armonici.

Ecco qui le prove per Aldo (vini fermi e spumanti), Roger e Manuel.

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Manuel Moreira abbinamenti cibo vino
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Aldo Sohm abbinamenti vini fermi
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Aldo Sohm abbinamenti spumanti
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Roger Viusà abbinamenti cibo vino
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Campioni del mondo a confronto: degustazione alla cieca di Assyrtiko e Malbec

Primo vino: Assyrtiko Santorini 2007: Prima prova della finale e sempre molto decisiva per le sorti del trofeo. Credo il primo vino fosse il classico vino che nessuno poteva aspettarsi in finale e gli stessi finalisti sono andati un pò a pescare sia dal Chile che dalla Francia come riconoscimenti. In casi come questo se qualcuno avesse azzeccato la provenienza del vino sarebbe stato inquietante quindi meglio così! Più o meno bravi tutti e tre con Aldo sicuramente più deciso e padrone del linguaggio e del palco. Anche Roger parte bene e spedito ma non prova a riconoscerlo preferendo (saggiamente!) di restare sul vago…
Secondo vino: Malbec Mendoza 2004
Altro vino poco conosciuto e poco comune anche se la sua presenza sta aumentando prossechè ovunque nel mondo e anche in Italia e in Toscana. In genere è molto colorato con un porpora vivacissimo specie da giovane e riconoscimenti di cassis e frutta di bosco matura come mirtilli e more. Molto azzeccato chi ci ha sentito del Merlot, un pò meno sentirci il Cabernet Franc ma ripeto che si tratta di un vino non così consueto e sicuramente non il vino cui subito pensi nel sentire profumi del genere. Qui forse Viusà un pò meglio di Sohm ma di pochissimo.

Ecco i video, in inglese per Aldo e Manuel e in Francese per Roger.

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Manuel Moreira Degustazione Vini Cieca
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Roger Viusà Degustazione Vini Cieca

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Aldo Sohm Degustazione Vini Cieca
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Una degustazione “geniale” per il Genio Fiorentino a Palazzo Medici Riccardi

Questo pomeriggio bellissimo momento per il vino toscano (alcune foto qui su Flickr) con una delle degustazioni più particolari cui abbia mai partecipato. Grazie a Leonardo Romanelli (che mi ha pure dato inconscientemente la parola) ci siamo ritrovati in circa 80 persone nel bellissimo cortile del Palazzo Medici Riccardi (sede della Provincia di Firenze, e difatti l’ex scout Matteo Renzi è venuto a salutarci) per degustare alcuni dei vini fiorentini e toscani più classici e importanti del nostro terroir e soprattutto ascoltare dai produttori (presenti di persona a presentare i propri vini) il perchè di una etichetta e l’idea presente nel vino.

“Geni DiVini” è stata una degustazione particolare non solo per l’altissimo livello dei vini proposti ma anche per il fatto che non è stata data la solita e forse scontata enfasi su profumi, riconoscimenti, acidità e tannini (anche perchè i vini presenti erano tutti già molto noti ai frequenatatori del settore) ma sull’anima e sull’idea dietro il vino. E così è stato veramente piacevole e coinvolgente assaporare il Tignanello 2005 con Renzo Cotarella che ne ripercorre le origini, Manuela Stucchi Prinetti che ci svela i segreti del nome del Sangioveto 2004 (una delle migliori versioni di sempre!), Giovanni Manetti che ci racconta il concetto di agricoltura da cui nasce il Flaccianello 2004 (un tripudio concentratissimo di note speziate sontuose), Marco Pallanti che ci parla di terroir del Chianti Classico Castello di Ama 2004, John Matta che ci spiega come mai il suo Merlot in purezza FSM 2004 è così caro e prezioso, Francesco Ricasoli come mai nel sui Casalferro 2004 Gaiole vince sulle uve internazionali, Biffi che ci racconta del perchè Lapo Mazzei ha così insistito nel creare il Castello di Fonterutoli 2004, e Lamberto Frescobaldi che ci presenta il suo monumentale Chianti Rufina Riserva Montesodi 2005 (insieme al Sangioveto secondo me il miglior vino di oggi per struttura e prontezza). Nessuno ci ha parlato di enologia, di barrique, di fermentazioni e di profumi di frutta rossa ma ci siamo alzati dal tavolo tutti con un’idea dietro ogni bicchiere, il che a volte è veramente molto più importante dell’esegesi che in genere si fa del vino. Al termine della degustazione siamo stati invitati ad alzarsi dal tavolo con il vino che volevamo accompagnare all’aperitivo con salumi del Falorni , Mortadella del Pasquini (portata da Alessandro di ‘Ino) e un notevolissimo Reggiano 36 mesi. Molto istruttivo osservare con quale vino si sono alzati la maggior parte degli ospiti, che ovviamente non vi dirò nemmeno sotto tortura!

Qua sotto vi riporto il saluto di Leonardo Romanelli che ringrazio ancora dell’ospitalità e cui faccio i complimenti per l’idea e la capacità organizzativa come al solito notevole.

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Saluto Romanelli Genio Fiorentino
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Tagliatelle allo zafferano

 tagliatelle ricotta zafferanoQuesta più che una pasta fredda è una pasta semifredda. Semplice e velocissima: si sommano solo 4 ingredienti di eccellenza: vera ricotta di pecora, zafferano in stigmi, pasta Fabbri e olio DOP toscano.

Tagliatelle allo Zafferano e Ricotta
Ingredienti: (per 6 persone)
gr. 500 di tagliatelle all’uovo del Pastificio Fabbri
nr. 1 pizzico di zafferano in stigmi
gr. 250 di ricotta

olio extravergine d’oliva, sale grosso
Preparazione: Mettere a bagno in acqua tiepida il pizzico di stigmi di zafferano per una mezz’oretta. Buttare la pasta in abbondante acqua bollente salata con sale grosso e scolarla un po’ al dente, condirla con lo zafferano e la sua acqua di ammollo scaldata e olio.
Schiacciare o passare al setaccio la ricotta e condirci le tagliatelle.

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Tagliatelle Ricotta Zafferano
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I segreti della pasta fredda di Giovanni Fabbri: come cuocere la pasta

Si ok lo sappiamo che in giro ci sono miliardi di ricette di pasta fredda ma pochi che spiegano in dettaglio come dobbiamo fare a cuocerla perfettamente per non rovinare ogni buona intenzione. Ed e’ per questo che lo abbiamo invitato apposta Giovanni per carpirgli i segreti piu’ importanti della pasta fredda…ed ecco che ve li spiega da YouTube. Prendete appunti!

Segreti Pasta Fredda parte 1

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Segreti PAsta Fredda parte 1
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Segreti PAsta Fredda parte 2

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Segreti Pasta Fredda parte 2
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