Cibodiario

Recensioni ristoranti e piatti vari

Gelato al Chianti Classico, all’Olio DOP e al Vin Santo made in Carapina!

Ieri alla cena di gala del Chianti Classico finale a sorpresa con il gelato di Carapina (che ha appena riaperto dopo la piccola pausa invernale), gelato in 3 versioni utilizzando i tre prodotti principali del Chianti ovvero Olio, Vino e Vinsanto. E per fortuna che abbiamo Leo Romanelli che li assaggia per noi… E non solo, ci spiega anche come usarli a tavola, non solo a fine pasto.

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=ROplXWPImBI[/youtube]

Commento di Romanelli alla prima giornata…e agli enosnob che si lamentano delle cene di gala!

Lascio la parola al “rosso” Leo che ci parla della prima giornata qui alla Leopolda, al termine della cena di Gala (dove si scopre che non è del tutto indifferente dove vieni fatto sedere…):

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=wfMSDJ3LIN0[/youtube]

E qui  un piccolo pensiero sulla cena di Galateo e cosa si usa dire tra i tavoli in questi momenti!:

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=huBo9SFwgIs&feature=channel[/youtube]

Vernaccia 2008 e Riserva 2007 e 2006: impressioni e commenti

In sala degustazione (qui a fianco vedete le favolose praline di Vernaccia, solo cacao e vino senza panna o burro, di  Concad’oro, davvero notevoli)  molti blogger e pienone di giornalisti e appassionati quindi tra poche ore su forum, blog e siti vari troverete molti commenti sui singoli vini presenti questo pomeriggio. Riporto quindi una mia impressione generale e qualche colpo di fulmine di sala tra gli assaggi. Innanzitutto possiamo dire che se la Vernaccia ha qualche problema da risolvere non è certo quello della qualità. Nel senso che la stragrande maggioranza dei vini presentati (soprattutto 2007,  giudicare a pieno il 2008 non era facile) sono vini pulitissimi, netti e spesso con profumi centrati e molto tipici della varietà.  E quindi floreale bianco, sambuco, glicine, pesca bianca, un tropicale leggero e un bel finale ammandorlato, condito spesso con zafferano e speziatura “calda”. Gusto a volte nervoso ma sembre vibrante con acidità che lotta bene con la mineralità a dare un vino immediato beverino ma che lascia non poche soddisfazioni, e che esce finalmente dalla definizione di “vinello” toscano da antipasto… (altro…)

Quiz da gourmet: ma che cos’è la Dispensa Pani di Vittorio Fusari? A parte un posto dove si mangia benissimo, intendevo…

L’avevo incrociato a Merano,  ne avevo letto meraviglie su Vuggì e la curiosità era parecchia, più che altro verificare la genuinità di un luogo che si autodefinisce “dispensa” e che è la tappa successiva per uno chef alla stella Michelin. Niente di strano se si pensa che questo chef è stato capostazione FS e ha mollato tutto per amore della cucina! (Intanto qui tutte le foto, da non paragonarsi please con quelli di altri…).

Arrivo intorno alle 20 e colpisce subito la cucina a vista e la dispensa attorno all’affettatrice che campeggia nella sala d’ingresso…. (altro…)

Dieta e trattamento Henri Chenot in Albereta: 1200 calorie spese con stile

Capisco che nessuno mi creda, ma il famoso soggiorno premio in Albereta, vinto al Gioco delle Cuvèe la scorsa estate, prevedeva di poter provare il mitico metodo Chenot di rivitalizzazione dell’energia del nostro corpo e innescare un meccanismo di depurazione dalla tossine di ogni giorno.

Roba del genere a  me fa di solito impazzire, per quanto comprenda anche un presupposto fondamentale sulla dieta da seguire. Tradotto significa che è vero che passi 3 giorni tra massaggi, fanghi, idroterapie, bagno turco, sauna, piscina e lunghe pause davanti al camino a sorseggiare tisane dai nomi improbabili però c’è anche la parte tosta, ossia la dieta. A voi 1200 calorie sembrano tante? (altro…)

Fabrizio Gori non più “Burde”: in cucina Paolo Gori, quarta generazione di cuochi della famiglia!

Ufficiale da ieri, Fabrizio Gori (il pittore) non è più uno dei soci da Burde avendo venduto le proprie quote societarie ai fratelli Mario e Giuliano. In cucina (già dal 1 Gennaio 2009)  il responsabile è adesso Paolo Gori, il fratello dello scrivente Andrea, pure lui sommelier ma da sempre innamorato della cucina.

In molti si sono accorti  che alcuni sapori sono leggermente cambiati e piacevolmente sono molto più vicini alle favolose creazioni di nonna Irene. Nessuna rivoluzione, solo la tradizione sempre più schietta e interpretata alla Burde, ma con un occhio più attento e competente. (altro…)

Il senso di Arturo (Dori) per il vino: la cena perfetta per il sommelier del Cavolo (Nero)

Eppure ogni volta che mi capita una serata come questa me ne convinco sempre di più, del fatto che oggigiorno uno chef che abbia dietro di sè una passione forte e decisa per il vino ha una marcia in più agli occhi (e al naso e alla bocca) di un sommelier. O forse solo una fascino particolare per il mangiare che trascende la cura delle materie prime e pensa sempre e comunque a come trovare per ogni creazione una creazione enologica che gli stia dietro…

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Aldo Fiordelli e la cena di Pepe Nero per I Vini delle terre del Tartufo, e anche qualche altro vino da raccontare

Alla fine pensiamo che Aldo non ci sopporterà più, voglio dire non bastano le lezioni di cucina Toscana su Kela, adesso pure Vino da Burde si mette a inseguirlo mentre mangia… Però ecco sabato sera non abbuamo resistito e lo abbiamo beccato nel bellissimo salone di Palazzo Grifoni a San Miniato dove  è andata in scena la cena di gala della manifestazione I Vini delle Terre del Tartufo a cura del Ristorante Pepe Nero (chef Gilberto Rossi , ex Collegiata). Durante la cena  è stato possibile assaggiare di nuovo i vini della degustazine bendata del pomeriggio e altre annate, tra cui alcune anteprime 2005 di Barolo molto interessanti e uno scorcio ampio sulla produzione sanminiatese, dai bianchi ai rossi e ai dolci. (altro…)

La strada del Sangiovese passa (anche) da San Miniato (PI)? Vini delle terre del Tartufo 2009

Per scoprire se è vero ieri si è tenuta una bella degustazione (qui tutte le foto e le etichette) di 6 Sangiovese (più o meno in purezza) di San Miniato in parallelo a 6 Barolo e Barbaresco, filo conduttore il tartufo, o meglio, il fatto che le due capitali italiane del tubero sono proprio Alba e San Miniato con le dovute italiche rivalità del caso.

Rivalità ovviamente non trasponibili direttamente nel vino ma se c’è un luogo al mondo da dove i Toscani possono davvero imparare qualcosa sul vino e sull’uso del terroir, questo è il Piemonte e i suoi sorì (cavolo quanto mi costa scriverlo!). (altro…)