Cibodiario

Recensioni ristoranti e piatti vari

Il senso di Arturo (Dori) per il vino: la cena perfetta per il sommelier del Cavolo (Nero)

Eppure ogni volta che mi capita una serata come questa me ne convinco sempre di più, del fatto che oggigiorno uno chef che abbia dietro di sè una passione forte e decisa per il vino ha una marcia in più agli occhi (e al naso e alla bocca) di un sommelier. O forse solo una fascino particolare per il mangiare che trascende la cura delle materie prime e pensa sempre e comunque a come trovare per ogni creazione una creazione enologica che gli stia dietro…

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Aldo Fiordelli e la cena di Pepe Nero per I Vini delle terre del Tartufo, e anche qualche altro vino da raccontare

Alla fine pensiamo che Aldo non ci sopporterà più, voglio dire non bastano le lezioni di cucina Toscana su Kela, adesso pure Vino da Burde si mette a inseguirlo mentre mangia… Però ecco sabato sera non abbuamo resistito e lo abbiamo beccato nel bellissimo salone di Palazzo Grifoni a San Miniato dove  è andata in scena la cena di gala della manifestazione I Vini delle Terre del Tartufo a cura del Ristorante Pepe Nero (chef Gilberto Rossi , ex Collegiata). Durante la cena  è stato possibile assaggiare di nuovo i vini della degustazine bendata del pomeriggio e altre annate, tra cui alcune anteprime 2005 di Barolo molto interessanti e uno scorcio ampio sulla produzione sanminiatese, dai bianchi ai rossi e ai dolci. (altro…)

La strada del Sangiovese passa (anche) da San Miniato (PI)? Vini delle terre del Tartufo 2009

Per scoprire se è vero ieri si è tenuta una bella degustazione (qui tutte le foto e le etichette) di 6 Sangiovese (più o meno in purezza) di San Miniato in parallelo a 6 Barolo e Barbaresco, filo conduttore il tartufo, o meglio, il fatto che le due capitali italiane del tubero sono proprio Alba e San Miniato con le dovute italiche rivalità del caso.

Rivalità ovviamente non trasponibili direttamente nel vino ma se c’è un luogo al mondo da dove i Toscani possono davvero imparare qualcosa sul vino e sull’uso del terroir, questo è il Piemonte e i suoi sorì (cavolo quanto mi costa scriverlo!). (altro…)

Dettori Romangia IGT Rosso 2004: e come si fa a (non) berlo? E comunque rimango dell’idea che il Cannonau non mi piace…

Non è facile ma metti una sera a cena in cui devi provare dei piatti con uno chef  cuoco(le mie cene preferite…) e inizia con VillaRosa di Gambelli 2006 e Riserva 2003, stùccati e stupisciti (non sempre positivamente) con questo vino qui, e approda infine a questo Cannonau “arcaico” che appena lo versi nel bicchiere ha quasi la CO2 di un Lambrusco. Ovviamente non sarà facile trovare qualcosa da abbinarci perchè ci sono vini che davvero trasmettono emozioni e non si prestano alla tavola, per lo meno ad una tavola convenzionale…

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“Aria” nuova per Firenze: Marco Stabile e il suo “Piccione in tre cotture”…per tacer del Maialino morbido croccante…

Non mi capita spesso purtroppo di cenare fuori ma cerco sempre di far sì che siano occasioni particolari. L’altra sera, poco prima di capodanno, finalmente trovo il tempo di provare la cucina di questo fenomeno di cui tutti (compreso me…) parlano benissimo sperticandosi in elogi e incoraggiamenti. Perchè è giovane, ha studiato dal Romanelli, è seguito con interesse da Aldo Fiordelli, invita in cucina gli studenti dell’Alberghiera, allestisce foodshow divertenti e stuzzicanti, perchè è sempre disponibile e costantemente alla ricerca di nuove idee, sapori e sopratutto di quell’indefinibile equilibrio tra tradizione e innovazione che molto più che altrove, a Firenze non solo è difficile da trovare ma viene quasi sistematicamente boicottato dai fiorentini stessi, atavicamente legati alle solite proposte a tavola e ostili al cambiamento, anche se è in meglio… (altro…)

Siete ancora in tempo! Suggerimenti per il cenone (a casa) last minute da Italo Bassi (Pinchiorri), Marco Stabile (Ora d’Aria), Elisa Ruggi (q.b.)Marco Baldesi (Santo Bevitore)…e Burde!

Vi segnalo per gli irriducibili dell’ultima ora per la spesa del cenone di capodanno uno speciale 4 pagine oggi in edicola su Il Giornale (consultabile anche online) con ricette e vini in abbinamento, il tutto a cura della nuova e giovane ristorazione fiorentina di qualità (si ok meno uno…). E adesso smettiamola please di dire che a Firenze non si muove nulla e che i giovani nella ristorazione non si vedono!!!

A pagina 10 trovate ricette consigli al volo (di seguito un pò di ricette al volo): (altro…)

La meglio gioventù fiorentina del vino al Golden View per le Sorgenti del Nebbiolo: GranBussia Conterno sopra tutti

Foto di gruppo (e qui insieme a tutte le altre foto) per alcuni dei giovani imprenditori che stanno cercando di cambiare il destino del vino a Firenze, investendo in qualità, servizio e , visto stasera, in relazioni e diffusione di contatti amicizie e conoscenze, quelle vere, mica quelle di Facebook!

Fu così che per la terza volta (puntata numero 1 a Vallina, puntata numero 2 al Nobilis ) Filippo e Christian della Fattoria Le Sorgenti (quelli che non c’entrano nulla con il sangiovese secondo un certo solone) hanno radunato la solita banda più invitati speciali per una serata tutta dedicata al Nebbiolo e al Piemonte.

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“Fra i sanpietrini come un cane da tartufi” di Giulia Graglia

Si può essere sommelier e parlare di vino senza mai rammentarlo? Come si vive e come ci si ambienta in una città nuova e sconosciuta e come si impara ad amare un luogo per i suoi profumi? E, non ultimo, c i si può innamorare di una città attraverso i suoi odori?

Non vi preoccupate, non sarò io a rispondervi, stavolta lascio il blog a Giulia, già la conoscete ormai (e se avete un pò di tempo qui ci sono alcune prove di quello che sarebbe il suo lavoro, ovvero regista, e sceneggiatrice horror di Imago Mortis, film in uscita a Gennaio 2009).

Buona lettura, soprattutto per chi abita a Roma ovviamente… (foto Giulia Graglia).

Il primo impatto forte con un’altra città è quello del naso. Per anni fai le stesse strade, sempre alla stessa ora, e vieni investito in sequenza dai profumi tipici di quella zona o di quell’isolato… (altro…)

Caino chez Salustri: dal lampredotto “fighetto” al maialino con polenta incatenata…e strani compagni di tavolo

Non ce l’ho fatta a inserire tutto nel post sulla verticale delle 10 annate di Grotte Rosse (in uscita oggi domenica 30 verso le 11)  perchè i piatti di Caino preparati “in trasferta” da Andrea Menichetti da Salustri (Montecucco) meritano davvero un certo riguardo.

E soprattutto vale la pena di descrivere anche se con le mie miserrime foto quanto potessero essere buoni il panino con il lampredotto servito in apertura, o il maialino al forno con polenta incatenata (ovvero con cavolo nero e fagioli) e gli spettacolari Torteli di cinta senese in brodetto di gallina e castagne (qui a sinistra nella foto, un connubbio dolce salato in cui si sentiva ogni sfumatura della farina di castagna, della cinta senese e di ogni dadino di verdura che vedete nella foto….

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