Fa caldo e allora provo una migrazione al nord…Per lo meno vedo di raggiungere quegli altri crapuloni di Dissapore che se la stanno spassando alla faccia mia…e finalmente per far due chiacchere di persona con qualcuno che non rivedo da un pò. (altro…)
Cibodiario
Festival delle Passioni, siamo nel vivo!
O meglio, io no visto che alla fine non ce l’ho fatta ad essere della partita ma tra Davide Paolini, Crippa, gelato a km 0 e sorprese continue pare mi sia perso sul serio qualcosa di ganzo!Voi che fate ancora in tempo, oggi stasera Bottura e la fusion con la musica, domenica Marchesi e Alajmo…
Meno male che Mirco e MariaGrazia mi stanno sostituendo alla grande!
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Natascia, Louise Pommery e gli occhi della Pernice: cronaca di una avventura che nasce alla Tenda Rossa
Non capita tutti i giorni e nemmeno tutti i decenni che una grandissima Maison (che produce ogni anno da sola più di tutti i produttori di Barolo per dire) debba reinventarsi un futuro e una reputazione in un mercato ahimè o per fortuna diventato strategico come l’Italia. E fu così che Ilario Iannone, amministratore delegato di Pommery Italia, decise di affidarsi agli occhi azzurrissimi di Martina Tomasig, ex-allieva di Romanelli e a Mimma Posca per far conoscere e apprezzare queste bollicine francesi un pò troppo bistrattate. Si, va bene, ma dove le facciamo assaggiare? Innanzittutto serve un ristorante di livello… (altro…)
Crisi finanziare, blogger, economia politica e cene da Burde…
Fino a pochi giorni fa non sospettavo dell’esistenza di una Associazione Italiana per la Storia dell’Economia Politica (STOREP) e meno che mai sospettavo che tra questi studiosi ci potessero essere appassionati di vino e di “Vino da Burde“. Ma come tante piccole storie dietro ai blog (e anche loro ne hanno uno, bravo Alessandro!), sono felice di aver conosciuto questa branca dell’Economia che si occupa di tracciare corsi e ricorsi storici e di studiare come nella storia la politica e l’economia siano sempre stati strettamente allacciati. (altro…)
Il Ristorante oggi a Firenze: le parole di Fabio, Gabriele, Annie e Giorgio Pinchiorri
Giovedì scorso mi ha fatto molto piacere che la sala di Palazzo Medici Riccardi (qui tutte le foto) per la premiazione dei 30 anni di carriera di questi 3 famosi ristoranti fosse stracolma di giovani, il tutto ovviamente officiato da Leonardo Romanelli.
Quasi altrettanto piacere che sentirmi dire “Ma un premio per i 108 anni di Burde, no eh?”. Scherzi a parte, partecipazione davvero nutrita e interessata e quello che i protagonisti hanno detto è stato davvero prezioso per chiunque voglia intraprendere l’attività di ristoratore in genere e Firenze in particolare. (altro…)
Il Segugio, ovvero vivere “in Italian” ad Amsterdam
Ci sono un sacco di luoghi comuni sul come si mangia in Olanda, ovvero generalmente male e con pochissima attenzione alla qualità delle materie prime e pure che non c’è passione per il mangiare e il bere bene. Italiano o meno, la città pare condannata alla mediocrità internazionale. O questo pareva anche a me. Poi cominci a conoscere la città e tutte le storie dei tantissimi italiani che la animano sul serio, ovvero che si prendono cura dell’anima di questa meraviglia acquatica dalla luce bellissima. Una di queste porta al Segugio, piccolissimo (36 posti) locale che pare una casetta come tutte le altre in Utrechtstraat. (altro…)
Ad Amsterdam c’è un posto nuovo, il Roberto’s 2.0 e pure il risotto con la foglia d’oro…
Non ci sono molti posti dove si può cenare da soli e non sentirsi da soli, specie fuori dall’Italia. Meno che mai se si guarda tra i ristoranti di un certo livello, alla moda e ricercati e con location esclusive. E sotto l’Hilton di Amsterdam sarebbe l’ultimo posto dove andare a cercare in effetti. E invece quando ti capita che in un cavolo di volo senza scalo Firenze-Amsterdam ti perdano la valigia e che tu sia costretto a girare per il pantagruelico Schiphol Plaza a cercare un completo per il giorno dopo, ecco in queste sere un posto dove andare a farti coccolare un pochino alle 22 di sera si può trovare, grazie ad un siciliano… (altro…)
Un solo mondo di vino è possibile? Perchè Vinitaly non può esistere senza Villa Boschi e anche il contrario
Che per molti sono due cose diverse, molto diverse. Ammetto che dividersi a metà tra il rutilante e sempre emozionante e coinvolgente spettacolo di Vinitaly e l’atmosfera di Villa Boschi è qualcosa di veramente spiazzante che mette a dura prova le proprie convinzioni in materia di vino. Troppo diverse le due manifestazioni per tentare un confronto: di là buyer internazionali, di qua molti appassionati, di là migliaia di giornalisti, di qua circa 200 (comunque quasi il doppio dello scorso anno, ma qualche blogger in più ;-)) , di là le veline, di qua gente di vigna e di vigneto e nessun fronzolo… (altro…)
Prove tecniche di grandi ristoranti italiani, tra Amsterdam e Haarlem. E quasi quasi il vino olandese…
Lascio il mio ufficietto al quinto piano dell’Hilton e sono di ritorno da 2 bellissimi giorni e mezzo in una delle capitali più italiane d’Europa, Amsterdam e dintorni: urge lasciarvi qualche rapida impressione (oltre alle foto). Cominciamo dalla notiza bomba, ovvero che in Olanda si produce vino (Apostelhoeve) ed è pure BUONO!
Ovvero nonostante le viti crescano a poche decine di metri dal mare, il vitigno non sia uno di quelli da vini trascendenti (Auxerrois) il vino è davvero godibilissimo e piacevole, agrumato, floreale e in bocca non la solita spremuta di limoni di tanti ibridi tedeschi. E molto meglio ad esempio di… (altro…)




