Il Chianti classico in generale è sempre stato fatto da Sangiovese e altri cosiddetti vitigni complementari, che però dopo la fillossera, dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando siamo andati a ripiantare, alcune varietà ce ne siamo dimenticati – o perlomeno erano complicate, meno produttive e non ci servivano più.
Il Pugnitello è una di queste varietà. Come Canaiolo, Colorino – che abbiamo continuato a piantare – Pugnitello, Malvasia Nera, Foglia Tonda, Barsalina (anche detta Mazzatta) sono tutte varietà che abbiamo utilizzato insieme al Sangiovese perché davano un po’ di colore, un po’ di struttura, un po’ di sostanza, davano un po’ di piacevolezza in gioventù.
Oggi che con il Sangiovese veramente si può fare praticamente di tutto, c’è meno bisogno. Ma alcune di queste varietà vale la pena riscoprirle, e il Pugnitello è una di queste.
L’origine del nome
Si chiama così perché il grappolo sembra un piccolo pugno. Era comunque difficile, poco produttiva – più che altro produttiva, un po’ complicata da gestire – quindi ce ne siamo dimenticati.
La riscoperta
Come mai è stata riscoperta? È stata riscoperta perché – penso che se ci fate caso, dentro avete assaggiato un Recioto oggi – quello che si cerca sono vini che siano speziati. Meglio anche qualche anno fa la spezia, i profumi, queste note che ricordano appunto il pepe, la cannella, e quasi la noce moscata. Delle note sì sicuramente di frutto, di sottobosco, ma anche questa nota un po’ pepata, queste note un pochino esotiche: lampascioni, neroli. Ecco, queste cose.
Vai giù anche un po’ di caramello, di sottobosco – sono aromi che troviamo anche nel Merlot, in altri vitigni – ma troviamo anche nel Pugnitello.
Caratteristiche del vino
La cosa bella del Pugnitello è che, al di là dell’essere molto profumato, è anche molto colorato, come vedete. Guardate quanto è bello, oscuro. Chiaramente una volta c’era bisogno, c’era sempre abbastanza Sangiovese. Quando invece in realtà un vino rimane molto fresco, molto leggero – il corpo non ha corpo, ha una struttura molto meno struttura di quella che ci si sarebbe immaginato semplicemente annusandolo.
Ecco, e quindi diventa un vino molto moderno. In realtà oggi le persone vogliono sia la spezia, la ricchezza, ma non sono più disposte ad avere nel bicchiere né alcol, né troppo tannino, né troppo volume, troppo corpo.
Il Pugnitello oggi
Quindi il Pugnitello nel Chianti Classico è stato ripiantato. Tante aziende lo usano di nuovo nel blend con il Sangiovese, ma per motivi diversi, e qualcuno lo fa in purezza. È molto bellino e oggi non è che ci sia un vero e proprio boom, però insomma, se metti in tavola il Pugnitello, alla gente il nome è carino, ti piace, ma soprattutto è proprio il suo stile.
Abbinamenti
Questo che noi abbiamo assaggiato sul risotto – ma sentite – ci sta bene sulla guancia, ma in realtà è sulla griglia, su carne bianca si presta. Anche ma sta bene anche su un cacciucco, è anche sul pesce un pochino, un pochino salsato. È un vitigno molto, molto… che trattato in certi modi si può fare anche un vinone, ma non è proprio la sua vocazione. La sua vocazione è questa: speziatura, scuro, e questa bella agilità in bocca.