tenuta fratini

Villa Ciabattini Toscana IGT Chardonnay 2024 Tenute Fratini

Tutti conoscono la Casa del Prosciutto nel Mugello? Allora, qui siamo proprio sopra la Casa del Prosciutto. Esatto, siamo lì. No, no — siamo a Vicchio, a Villore, in quella zona, a 400-500 metri sul livello del mare. Questo è uno Chardonnay in purezza. Villa Ciabattini è il nome storico dell’azienda, della casa primigenia della famiglia Fratini. Questa è la loro casa storica.
In realtà, Corrado Fratini voleva fare un Pinot Nero, perché innamoratissimo del vitigno. Chiama il loro enologo — un enologo francese di Bordeaux, Éric Boissenot, figlio di Jacques Boissenot, a sua volta ultimo allievo di Émile Peynaud. Quindi una catena di nomi importantissima: queste persone hanno costruito la realtà enologica di Bordeaux. Émile Peynaud era il preside dell’università enologica di Bordeaux, nonché autore del Trattato di Enologia — niente di meno.
Questo consulente, che produce Pétrus, La Tour, Mouton, Margaux — grandi vini di somma levatura enologica — dice a Corrado Fratini: “Guarda, io di Pinot Nero sinceramente non ci capisco niente, ti mando qualcun altro.” Gli manda dei produttori di Pinot Nero di Borgogna leggendari, che stanno un paio di giorni e dicono: “Signor Fratini, il Pinot Nero che vorrebbe fare qui non si può fare — non ci sono le caratteristiche adatte di suolo, territorio e clima. Però, in quella vigna lì, se pianta Chardonnay, fa una cosa straordinaria.”
Allora Corrado Fratini pianta quell’ettaro di vigna, poi ci prende gusto e pianta anche altri tre ettari intorno. Questo vino viene dai tre ettari intorno a quell’ettaro cru leggendario, che uscirà l’anno prossimo — 2027. State in campana, perché uscirà.
Questo è uno Chardonnay fresco, dinamico, delicatamente floreale all’inizio, con un timbro tropicale nel finale e una coda citrica. Se lo riassaggiate, sentirete che questa acidità un po’ nervosa sul finale vi coglie quasi impreparati — arriva a dimostrare più Mugello che Chardonnay.
Non è abituato a sentirsi dire così, ma questo non è uno chardy qualsiasi: questo Mugello deve raccontare il territorio. Ed è questa la cosa bella — parlare di territorio in un vitigno come lo Chardonnay, parlare di territorio in un vitigno come il Cabernet. Infatti, quando andremo a raccontare il prossimo vino, amplieremo sul sottofondo territoriale e dimostrerò come il Cabernet può essere un marcatore territoriale tanto quanto il Sangiovese o il Nero d’Avola.